martedì 14 gennaio 2014

il processo di Kafka



Il processo (Der Prozess) è un romanzo incompiuto di Franz Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1925. È una storia surreale di un impiegato di nome Josef K. che viene accusato, arrestato e processato per motivi misteriosi.

Il manoscritto di Kafka

Il romanzo si compone di 10 capitoli, scritti principalmente fra l'agosto del 1914 e il gennaio del 1915, ma riveduti a più riprese da Kafka fino al 1917. Sebbene l'opera sia incompiuta, l'ordine dei capitoli rispecchia le indicazioni dell'autore, e sono presenti sia il capitolo iniziale che quello finale.
Il manoscritto giunse nel 1920 nelle mani di Max Brod, amico di Kafka, che lo valutò come la più grande opera dello scrittore. Brod esaminò il manoscritto, eseguendo alcune piccole modifiche per compensarne le lacune, e contrariamente alla volontà dell'autore, che desiderava che l'opera fosse bruciata dopo la sua morte, pubblicò il romanzo nel 1925. Come scrisse Bruno Schulz nella prefazione dell'edizione del 1936:

« Il romanzo, che Max Brod ricevette nel 1920 dall'autore sotto forma di manoscritto, è incompiuto. Alcuni capitoli frammentari, che avrebbero dovuto trovare la loro collocazione prima del capitolo conclusivo, vennero da lui separati dal romanzo, basandosi su quanto dichiarato da Kafka, e cioè che questo processo in idea è a dire il vero incompiuto e che le sue ulteriori peripezie non avrebbero apportato più nulla di essenziale al senso fondamentale della questione. »

Stile

In questo romanzo più ancora che nelle altre sue opere, Kafka usa uno stile che serve lo scopo di rendere la narrazione spersonalizzante e angosciosa. I personaggi sono spesso indicati in modo parziale e criptico; dello stesso protagonista non viene mai chiaramente esplicitato il cognome (che rimarrà sempre 'K.'). La trama presenta diverse contraddizioni, che non sono però da attribuirsi all'incompiutezza dell'opera: in effetti, esse sono introdotte ad arte per mettere in dubbio qualsiasi punto di riferimento certo per il lettore e trascinarlo così in una condizione quasi onirica.

Trama

Il protagonista del romanzo, Josef K., è impiegato come procuratore presso un istituto bancario. Una mattina, due uomini a lui sconosciuti si presentano presso la sua abitazione, dichiarandolo in arresto, senza tuttavia porlo in stato di detenzione. K. scopre così di essere imputato in un processo. Pensando ad un errore, decide di intervenire con tempestività per risolvere quello che ritiene essere uno spiacevole (ma temporaneo) malinteso.
Ben presto, K. si rende conto che il processo intentato nei suoi confronti è effettivamente in corso. K. tenta inizialmente di affrontare la macchina processuale con la logica e il pragmatismo che gli derivano dal suo lavoro presso la banca. Tuttavia, tempi e modi di svolgimento del processo, né altri aspetti del suo funzionamento, vengono mai pienamente rivelati all'imputato, neppure durante le sue deposizioni al cospetto dei giudici. A K. non verrà mai comunicato il capo di imputazione che pende su di lui.
Anche dietro consiglio di personale in servizio al tribunale, K. affida a un avvocato il mandato di difenderlo. Pur rassicurando K. in merito all'impegno profuso per il suo caso, l'avvocato pare tuttavia procedere con la medesima opacità che è propria del tribunale, mettendo in atto iniziative la cui efficacia K. non è in grado di valutare appieno. Dopo un breve periodo di riflessione, K. decide di rimuovere il mandato all'avvocato, a dispetto delle raccomandazioni dello stesso legale difensore.
Questa rinuncia alla difesa prelude all'epilogo della vicenda. Senza preavviso, Josef K. viene infatti prelevato da due agenti del tribunale e condotto in una cava, dove viene giustiziato con una coltellata. K. muore in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non lo ha mai informato in merito alla natura delle accuse a suo carico, e che non gli ha mai fornito alcun riferimento per attuare una vera difesa.

Arresto. Colloquio con la signora Grubach. Arriva la signorina Bürstner

La mattina del suo trentesimo compleanno due uomini, vagamente auto-identificatisi come agenti di polizia, si presentano del tutto inaspettatamente nella camera in affitto dove risiede Josef K., procuratore finanziario in una delle più importanti banche cittadine; gli fanno chiaramente intendere che loro intenzione è quella di arrestarlo, in quanto ha commesso un crimine che però non viene meglio specificato. Gli comunicano che è in arresto, ma è lasciato in libertà provvisoria: gli viene detto a questo proposito d'attender fiducioso istruzioni. Gli viene anche comunicato che è iniziato a suo carico un processo penale.
A Josef K. non viene fornita alcuna indicazione circa la colpa per cui sta per essere messo sotto processo. Questa situazione viene introdotta fin dal celebre incipit:

« Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. »

Nonostante tutto ciò, viene quindi fatto sapere a Josef che per il momento gli viene consentito di continuare con la propria vita normale di sempre; può anche andar a lavorare in banca come al solito.
Josef è venuto così a conoscenza d'essere imputato in un processo; sicuro che si tratti d'un errore, anche se già abbastanza preoccupato, il protagonista decide di intervenire e darsi da fare con tempestività per cercar di risolvere il più presto possibile quello che ritiene essere nient'altro che uno spiacevolissimo malinteso ed errore giudiziario. Quella sera stessa, al ritorno dal lavoro, parla con la sua affittuaria, la signora Grubach. La padrona di casa lo rassicura circa l'arresto:

« Lei non deve prendersela troppo a cuore. Che cosa non capita nel mondo! »

In cerca d'un po' di compagnia e sostegno morale, va quindi a far visita alla vicina, la signorina Bürstner; al termine della conversazione - in cui ha ricostruito per filo e per segno la scena dell'arresto - e dopo essersi ripetutamente scusato per l'intrusione in camera sua, Joseph improvvisamente si lascia trasportare dai propri sentimenti e la bacia.

Primo interrogatorio

Ricevuta una telefonata, che lo convoca davanti alla corte per la domenica seguente, Josef K. si reca - ancora abbastanza fiducioso nella sua innocenza e perfetta estraneità davanti ad ogni fatto imputatogli - alla prima udienza del processo. Seguendo l'indirizzo che gli è stato consegnato si ritrova in un quartiere popolare di periferia, abitato da povere famiglie: gli edifici sono tutti uguali ed egli fatica un po' a trovare l'aula situata al quinto piano di un enorme edificio del tutto anonimo. Quando riesce infine ad individuarla, scopre ch'essa è situata nella squallida soffitta all'ultimo piano; qui incontra il giudice istruttore, che lo sta attendendo.
Josef, anche se non ha ancora la più pallida idea di che cosa sia stato accusato, si difende però in maniera accorata di fronte ad una sala gremita fino all'inverosimile, arrivando ad attaccare il malfunzionamento della burocrazia giudiziaria. Fa così un lungo discorso in cui arriva a denigrare l'intera validità processuale, inclusi gli agenti che lo hanno così arbitrariamente arrestato: durante la lunga auto-difesa la moglie del guardiano si trova occupata in un angolo buio in un'impegnativa attività sessuale con uno sconosciuto. Conclusa l'arringa Josef se ne ritorna a casa.

Nella sala delle udienze deserte. Lo studente. Le cancellerie

La settimana dopo Josef K. torna al tribunale, con l'intenzione di visitar nuovamente la corte anche se non ne è stato convocato, ma non vi è alcuna udienza; vede pertanto un'aula spoglia e abbandonata, oltre che sporca. Parlando con la moglie dell'usciere (la stessa che si trovava in intimi rapporti con un uomo mentre K. parlava la domenica prima), Josef si mostra baldanzoso e sicuro di sé, asserendo di non prendere seriamente né il processo né la minaccia di un'eventuale condanna.
La donna è molto affascinante e tenta di sedurlo mostrandogli le gambe ed un accenno di biancheria intima; in cambio della sua compagnia si offre d'aiutarlo dandogli informazioni e notizie fresche sulla propria causa al processo. Ma uno studente che ha appena fatto irruzione finisce per portarsela via con sé.
K. incontra poi l'usciere che comincia subito a lamentarsi di come tutti trattino la moglie ed invita K. a ribellarsi al suo posto, quindi lo porta a visitare la cancelleria distrettuale situata nel sottotetto senz'aria del grigio casamento. Qui il protagonista incontra un imputato il quale, non credendo sia anche lui un accusato, lo strattona fino a spingerlo via, pensando che Josef invece non voglia altro che rubargli il posto c'è suo di diritto. Una ragazza, accompagnata ad un uomo che lei gli presenta come "Informatore", lo aiuta infine a ritrovare l'uscita.

L'amica della signorina Bürstner

Tornato a casa, dopo un veloce scambio di convenevoli con la signorina Montag, giovane affittuaria che divide la stanza con la Bürstner, mentre sta parlando accoratamente con lei del proprio caso sente attraverso le sottili pareti qualcuno muoversi assieme alla vicina nella camera a fianco: Josef a questo punto sospetta che la Bürstner lo stia facendo apposta per impedirgli di raccontar fino alla fine la propria storia. Poco dopo anche un altro inquilino, Lanz, s'intromette facendogli così perdere il filo del discorso. Sembrano davvero esser tutti in combutta contro di lui.

Il bastonatore

Mentre si trova in banca, Josef K. sente dei lamenti provenire da uno dei ripostigli/magazzini: aperta con decisione la porta scopre che un picchiatore sta per prendere a frustate i due ufficiali che la mattina dell'arresto lo avevano tenuto sotto stretta sorveglianza. Viene a sapere che questa è una punizione del tribunale, in quanto gli ufficiali avevano mangiato la colazione e s'erano impossessati della biancheria di Josef; questi si era difatti lamentato di ciò - facendo una vera e propria denuncia di corruzione e tangenti alla corte - durante l'udienza del processo. Josef a questo punto si sente in colpa, ma non riesce a dissuadere il picchiatore. Lo stesso accade la sera successiva.

Lo zio. Leni

Il giovane protagonista riceve la visita dello zio, che ha saputo del processo. Durante il lungo colloquio che ne segue questi, afflitto e preoccupato per la difficile situazione in cui s'è venuto a trovare il nipote, lo invita a rivolgersi ad un noto ed apprezzato "avvocato dei poveri" suo amico, di nome Huld; nel contempo gli consiglia vivamente di non prendere troppo alla leggera, come sembra abbia fatto finora, l'accusa che gli è stata rivolta dal tribunale.
Josef K. segue il consiglio dello zio e nello studio di Huld conosce una certa Leni, sua assistente nonché infermiera personale (e, sospetta, forse anche amante dell'avvocato), che lo prende immediatamente in simpatia e gli consiglia, mentre in qualche modo non esita un attimo a corteggiarlo, di essere in generale un po' meno intransigente. Finisce che i due si baciano.
Durante la discussione col legale diventa sempre più chiaro come questo processo sia differente da qualsiasi altro regolare procedimento giudiziario: la colpa presunta è data tutta alla burocrazia che lo gestisce, la quale è molto ampia e a molteplici livelli e mantiene segrete le regole della corte oltre all'identità dei giudici. L'avvocato può preparare una difesa per Josef ma, dal momento che l'accusa è sconosciuta, l'impresa potrebbe rivelarsi alquanto ardua; non è poi neanche detto che le difese da lui inviate vengano mai lette da qualcuno al tribunale.
Josef capisce che il lavoro di Huld è quello di affrontare e star dietro ai potenti funzionari del tribunale che operano dietro le quinte; è davvero un lavoro molto duro. Mentre stanno ancora parlando il legale rivela che il capo della cancelleria del tribunale si trova proprio in quel momento nascosto in un angolo della grande stanza in cui si trovano per origliare. Chiamato in causa questi esce per partecipar alla conversazione ma, proprio in quel preciso istante, Josef viene trascinato via da Leni in un'altra stanza: qui anche lei s'offre d'aiutarlo e lo seduce. Hanno un rapporto sessuale.
All'uscita Josef trova lo zio arrabbiato il quale sostiene che il suo essersene andato via così è stata una grave mancanza di rispetto che può nuocere gravemente al suo caso.

L'avvocato. L'industriale. Il pittore

Josef K. torna più volte a far visita al proprio avvocato, che lo ragguaglia via via sul funzionamento del tribunale. Da Huld egli viene anche a sapere che lui stesso dovrà scrivere una memoria personale da presentare al tribunale. Ma più parla con l'avvocato e più Josef inizia a preoccuparsi seriamente: Huld lo informa di come la propria situazione si riveli esser giorno dopo giorno sempre più disastrosa.
Racconta anche molte storie di altri clienti disperati e degli sforzi che lui, avvocato, ha fatto per conto loro dietro le quinte, vantandosi al contempo delle molte conoscenze. Intanto la memoria difensiva sembra non esser mai pronta.
Il lavoro in banca per Josef si fa sempre più difficoltoso e comincia a scadere di qualità, consumato com'è dalla preoccupazione circa il suo caso. Un giorno riceve la visita di un industriale, uno dei maggiori clienti della banca in cui lavora: venuto a sapere delle difficoltà a cui sta andando incontro gli offre il proprio aiuto mandandolo da un amico pittore, un certo "Titorelli". Questi potrà certamente dargli buoni consigli, in quanto ha estese ed approfondite conoscenze con la corte.
Josef va quindi a trovare il pittore, che abita nel solaio di un palazzo in un quartiere che si trova sul lato opposto della città rispetto al luogo ov'è situato il tribunale: mentre sta salendo i gradini d'ingresso s'imbatte in tre ragazze appena adolescenti che iniziano a schernirlo e a prenderlo in giro sessualmente. Titorelli si rivela essere il pittore ufficiale del tribunale, il ritrattista dei membri dell'intera corte - un 'titolo' che ha ereditato dal padre - ed ha pertanto una profonda comprensione del processo.
Josef viene quindi a sapere che non s'è mai verificato il caso che un imputato finisse assolto, il pittore non ne ha mai conosciuto nessuno: quando Josef dichiara a gran voce di essere innocente, Titorelli risponde che quando il tribunale si avvia, difficilmente recede dalle accuse mosse all'imputato: nessuno è mai innocente!
Il pittore spiega quindi al giovane che le sue opzioni, ora come ora, sono: ottenere un verdetto d'innocenza provvisoria da un tribunale di grado inferiore, che può però esser ribaltata in qualsiasi momento dai livelli più elevati della corte giudiziaria (e che porterebbe, nel qual caso, alla ripresa immediata del processo); oppure cercare d'ingraziarsi i giudici di più basso livello così da mantener immobile la sua causa.
Spiegatagli così per bene tutta la situazione Titorelli lo fa uscire infine da una porticina di servizio, in quanto le ragazzine stanno bloccando la porta dalla quale è entrato Josef: appena oltrepassato l'uscio il giovane si ritrova immerso in un dedalo labirintico che presto riconosce esser quello degli uffici del tribunale, oppressivo e soffocante.

Il commerciante Block. Licenziamento dell'avvocato

Josef torna da Huld per rinunciare ufficialmente al suo aiuto, ha deciso difatti di riprender il pieno controllo della sua pratica. Nello studio dell'avvocato incontra Block, un cliente di Huld che si rivela essere un individuo remissivo ed oppresso: il suo caso va avanti oramai da ben cinque anni e, da imprenditore di successo che era è passato ad uno stato di quasi bancarotta.
L'uomo s'è così ridotto ad esser praticamente dipendente nei confronti di Huld e Leni, con la quale sembra pure esser coinvolto sessualmente; Josef si ritrova pure a fare una piccola scenata di gelosia alla ragazza per aver trovato l'uomo in maniche di camicia. Block gli descrive per filo e per segno la propria esperienza in fatto di processi, dicendo che gli imputati tendono a diventare superstiziosi e a isolarsi dal resto del mondo. La successiva discussione con l'avvocato, che si fa beffe di Block considerandolo come "un cagnolino", ad un certo punto s'interrompe ed il capitolo è considerato incompiuto.

Nel duomo

La banca chiede a Josef di accompagnare un cliente italiano appena giunto in giro per Praga, gli deve mostrare i maggiori siti d'interesse culturali e fargli insomma da cicerone. Il cliente però non pare aver molto tempo a disposizione e chiede a Josef di condurlo solo alla cattedrale; si danno appuntamento lì per una cert'ora. Josef arriva ma il cliente non si presenta.
Tanto per ingannar il tempo Josef entra nella grande chiesa, che risulta in quel momento esser completamente vuota tranne una vecchia e un officiante; nota che il sacerdote sembra si stia preparando a dare un sermone da uno dei piccoli pulpiti secondari a lato della navata. Josef comincia ad allontanarsi per timore che il prete inizi a parlare e che quindi lui si trovi costretto a rimanere fino al termine della celebrazione.
Ma, invece di fare una predica, ad un certo punto il sacerdote dal pulpito lo chiama a gran voce per nome. Avvicinatosi il religioso lo rimprovera di certi suoi atteggiamenti, soprattutto riferiti alle donne; Josef gli chiede di scendere ma in quel momento ecco che due uomini entrano in chiesa. In realtà il sacerdote lavora per la corte del tribunale come cappellano del carcere, dice quindi a Josef di sapere tutto del suo processo.
Le parole del cappellano, che espone in una specie di parabola (scritta dall'autore precedentemente ed intitolata Davanti alla legge) sulla giustizia, sembrano avere lo scopo di preparare Josef K. al peggio.

« Il tribunale non ti chiede nulla. Ti accoglie quando vieni, ti lascia andare quando vai. »

Il prete conclude affermando che la parabola è un antico testo della corte e che moti funzionari nel corso dei secoli hanno provato ad interpretarla, ma ottenendo tutti dei risultati differenti.

La fine

Josef si viene infine a trovare alla vigilia del suo trentunesimo compleanno. Due signori si presentano davanti alla porta della sua camera e lo portano via. Egli offre ben poca resistenza, capisce che sono gli esecutori della sentenza a cui il tribunale è in qualche modo arrivato. I due lo prendono sottobraccio e lo portano, dopo aver attraversato a piedi quasi lì'intera città ad una cava di pietra.
Adagiano Josef dentro una buca e uno dei due estrae un coltello da macellaio a doppio taglio. Mentre dà il suo ultimo sguardo alla vita, Josef K. vede un uomo che si sta sporgendo da una finestra. Viene accoltellato al cuore due volte mentre pronuncia le sue ultime parole:

« "Come un cane!" disse e gli parve che la vergogna gli dovesse sopravvivere. »

Il romanzo si conclude così con la morte del protagonista: l'esecuzione del colpevole è stata eseguita.

Appendice: Capitoli incompiuti

Altri tra i vari frammenti sparsi rimasti riguardano una visita a Elsa, personaggio di cui parla per gelosia Leni, alla madre e al procuratore Hasterer, nonché alcune pagine ulteriori con Titorelli e con il vicedirettore della banca.

Da Elsa
Dalla madre
Il pubblico ministero
La casa
La lotta col vicedirettore
Frammento

Personaggi

Josef K.
Protagonista trentenne, impiegato di banca.
Signora Grubach
Affittacamere. Proprietaria della casa in cui alloggia Josef; nonostante il suo arresto, tiene sempre il giovane uomo nella più alta considerazione.
Signorina Bürstner
Altra pensionante della signora Grubach. Cortese, ordinata, sempre puntuale e decisamente seducente; una notte si lascia baciare da Josef ma poi respinge le sue successive avances.
Signorina Montag
Insegnante di francese, scialba, affittuaria che va a dividere la stanza con la signorina Bürstner.
Capitano Lanz
Nipote della signora Grubach, alto ed abbronzato.
Anna
Cuoca della signora Grubach
Willem e Franz
Custodi/ufficiali del tribunale che portano a Josef la notizia dell'avvenuto arresto.
Ispettore
Funzionario del tribunale, colui che conduce il procedimento contro Josef.
Rabensteiner, Kullich e Kaminer
Il primo rigido e impettito, il secondo biondo, il terzo sorride sempre involontariamente. Colleghi impiegati di Josef alla banca nella commissione d'inchiesta.
Omino
Un tipo sbuffante che accoglie Josef nell'aula durante la prima udienza.
Giudice istruttore
Crede inizialmente che Josef sia un pittore decoratore.
Moglie dell'usciere
Guardiana della sala udienze, un tipo allegro.
Berthold
Studente che assiste al tentativo di seduzione della moglie dell'usciere nei confronti di Josef e pare avere una relazione con lei. Agisce sotto gli ordini del giudice istruttore; viene detto che in futuro diverrà un uomo potente.
Usciere
Un pover'uomo stanco di subire gli affronti altrui.
Imputato
In attesa la seconda domenica che Joseph si presenta al tribunale e con cui avrà un alterco.
Ragazza
Che offre a Josef una sedia dopo che a questi è venuto un capogiro e che infine lo riaccompagna gentilmente verso l'uscita.
Informatore
Un uomo elegante che sta assieme alla ragazza, ride del capogiro di Josef.
Il "Bastonatore"
Indomito e severo, trovato in un ripostiglio della banca ij cui lavora Josef a frustare i poveri Franz e Willem accusati di tangenti.
Fattorini del tribunale
Accorsi alle grida durante l'udienza.
Karl
Zio di Josef, dal carattere impetuoso e già tutore in passato del giovane. Piccolo proprietario di terreni, si presenta all'avvocato con il nome Albert
Huld
Avvocato, amico dello zio di Josef, con capelli lunghi e bianchi; pare esser malato in quanto si trova sempre a letto. Un tipo pomposo e pretenzioso che parla sempre ma pare concludere in definitiva ben poco.
Leni
Ragazza che lavora come domestica e infermiera dell'avvocato Huld, forse anche sua amante, nonché amante di alcuni tra i suoi clienti.
Direttore della cancelleria
Un vecchio che sta nascosto al buio nella stanza dell'avvocato.
Albert
Direttore all'ufficio del tribunale, conoscente di Huld.
Rudi Block
Un commerciante di granaglie, piccolo, magrolino, segaligno, con una grande barba. Un altro degli accusati dal tribunale e cliente a sua volta di Huld. Il suo caso si trascin oramai da più di cinque anni: tutto il tempo che dispone, energia e risorse finanziarie sono dedicate alla causa. Anche se ha assunto altri cinque avvocati, rimane completamente e pateticamente asservito a Huld.
Vicepresidente
Superiore di Josef. Un tipo untuoso che tenta subito di avvantaggiarsi dalle difficoltà in cui incorre il sottoposto.
Presidente
Direttore della banca. Una figura malaticcia; ha una buona opinione di Josef con cui si è sempre trovato bene.
Elsa
Una ragazza alta e robusta, amante di Josef K.
Industriale
Un ometto vivace, cliente della banca dove lavora K. Sentito parlare del caso di Josef, lo consiglia di andar a trovare Titorelli, un pittore che conosce molto benme come funziona il sistema giudiziario.
Titorelli
Nome d'arte del pittore e ritrattista giudiziario. Ha ereditato la propria posizione dal padre
Gobbetta
Una monella indecente, in mezzo ad altre, nel palazzo dove abita il pittore Titorelli.
Corrispondente italiano della banca che K. È incaricato di guidare in giro per la città, ha folti baffi corvini
Prete
Dal viso glabro e scuro, cappellano del tribunale che Josef incontra all'interno del Duomo poco prima della sua condanna a morte.
Sagrestano
Un vecchio malandato e claudicante.
Due signori
Pallidi e grassi, con la pappagorgia, il cilindro e un coltello da macellaio.
Madre
Vecchia, esageratamente religiosa.
Hasterer
Amico procuratore.

Eredità

Il processo ha esercitato una profonda influenza sulla storia della letteratura e sulla cultura in genere. L'uso dell'aggettivo kafkiano con riferimenti a situazioni assurde, paradossali e angoscianti, entrato nell'uso comune, deve intendersi riferito soprattutto a quest'opera (anche se, in gradi minori, sensazioni analoghe si provano leggendo diverse opere di Kafka). La descrizione del tribunale e di un sistema giudiziario distopico, in cui la burocrazia è tanto impietosa quanto cieca e imprevedibile, sono stati ripresi in molte opere successive (per esempio, nel film Brazil di Terry Gilliam).

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