mercoledì 29 ottobre 2014

il bambino d'oro

di Alessandra Daniele
Caro bebè,
qualche mese fa abbiamo messo 80 euro in busta paga a quei pezzenti dei tuoi genitori, sperando che li spendessero per far ripartire l’economia.
Non l’hanno fatto.
Stronzi.
Stavolta quindi abbiamo deciso di puntare su di te, che non puoi fare a meno di consumare.
Tu sei il nostro Messia, il nostro Piccolo Buddha, il nostro Bambino D’Oro.
Non ci deludere.


Mangia e bevi come un’idrovora, piscia, caga, e vomita a spruzzo in terra, in cielo, e in ogni luogo.
Consuma più materiale asciugante di un’inondazione.
Distruggi completamente il guardaroba e l’appartamento dei tuoi pidocchiosi genitori.
Costringili a ricomprare tutto.
Cresci alla velocità d’un baccello alieno.
Obbligali a rifarti tutto il corredo ogni tre giorni.
Piangi tutta la notte, e per lasciarli dormire venti minuti pretendi Peppa Pig su doppio schermo a 76 pollici.

Rompi i coglioni con improvvise allergie e intolleranze random, esigi alimenti speciali e costosissimi integratori non prescrivibili.
E siano le tue prime parole “Playstation o morte”.
Alcuni si sono chiesti perchè a quegli straccioni dei tuoi genitori invece dei soliti 80 euro non abbiamo fornito l’asilo nido gratuito.
Imbecilli.

Noi vogliamo che quei maledetti barboni li spendano i soldi, non li risparmino.
Per questo continuiamo a ficcarglieli in tasca, togliendoli ad altri miserabili, benché non se li meritino neanche lontanamente.
Sì, è un’idea disperata.
Ma è l’unica che ci sia rimasta.

Tutte le altre sono soltanto cazzate che spariamo per fare ammuina.
Roba che ormai possono bersi solo il pubblico di Barbara D’Urso e gli elettori del PD, le due specie col quoziente intellettivo più basso in natura, una tacca sotto le muffe della doccia.

In Europa ci hanno già svagato. Fra cazzari ci si riconosce.
Ma in Italia funzionerà.
Deve funzionare.

O saranno cazzi tuoi, e di quei cartonari dei tuoi genitori che hanno avuto l’incoscienza di metterti al mondo in questa situazione di merda.
Sarai fottuto. E il fottuto è solo l’inizio. 


fonte: freeondarevolution.blogspot.it

lunedì 27 ottobre 2014

The Rockefeller Project

Bill Gates, Rockefeller e i giganti degli OGM sanno qualcosa che noi non sappiamo
di F. William Engdahl

Bill Gates si è fatto promotore di un progetto volto alla costruzione di una gigantesca banca dei semi a Svalbard, sul mare Barents, a circa 1,100 Km polo nord. Si tratta di un progetto del costo di diverse decine di milioni di dollari, e che vede come partners, tra gli altri, la Rockefeller Foundation, la Monsanto Corporation, la Syngenta Foundation e il governo della Norvegia. Il suo nome è “Svalbard Global Seed Vault” e ha la sua sede sull'isola di Spitsbergen, più esattamente nel villaggio di Longyearbyen, che fa parte dell'arcipelago di Svalbard.

Si tratta di una vera e propria fortezza, con porte a prova di esplosione, sensori di movimento e pareti rinforzate con l'acciaio spesse un metro. Al suo interno si arriverà a contenere oltre 4 milioni di varietà differenti di semi, provenienti da ogni angolo del globo. La motivazione ufficiale è quella di creare un centro che possa assicurare la salvaguardia della diversità delle sementi; ma, la cosa è sospetta, se si pensa che i finanziatori di tale iniziativa controllano già tali varietà, tramite banche dei semi che hanno già istituito in giro per il pianeta.

Diamo un'occhiata più approfondita ai soci di tale iniziativa: 

  • la Bill & Melinda Gates Foundation; 
  • la DuPont/Pioneer Hi-Bred, un gigante dell'agribusiness e una dei maggiori controllori di brevetti sui semi OGM al mondo; 
  • la Syngenta, la multinazionale svizzera degli OGM e di prodotti agrochimici; 
  • la Rockefeller Foundation, l'organizzazione privata che, stanziando oltre 100 milioni di dollari, ha dato vita, negli anni '70, alla Rivoluzione Genetica; 
  • la CGIAR, la rete globale, ideata dai Rockefeller per diffondere l'idea di purezza genetica, attraverso il cambiamento dei sistemi agricoli tradizionali.

Concentriamoci proprio su quest'ultima organizzazione, vedendone brevemente la storia. Nel 1960, la Rockefeller Foundation, il Consiglio per lo Sviluppo dell'Agricoltura di John D. Rockefeller III e la Ford Foundation unirono le loro risorse, per creare l'Istituto per la Ricerca sul Riso (IRRI), con sede a Los Baños, nelle Filippine. Operazioni simili furono portate avanti negli anni successivi, e nel 1971, l'IRRI, il Centro Internazionale per il Miglioramento del Grano e del Mais, e altre due strutture create insieme alla Ford Foundation, una specifica sull'agricoltura tropicale (ITTI) e una sul riso, si unirono per dar vita al Gruppo consultivo per le Ricerche Internazionali sull'Agricoltura, il CGIAR appunto. La sua struttura venne organizzata durante una serie di conferenze presso un centro della Rockefeller Foundation a Bellagio, in Italia.

Tra i partecipanti più importanti, si possono citare: 

  • George Harrar, della Rockefeller Foundation; 
  • Forrest Hill, della Ford Foundation; 
  • Robert McNamara, della Banca Mondiale; 
  • Maurice Strong, colui che si occupa delle iniziative sull'ambiente per la Rockefeller Foundation, e che, nel 1972 ha organizzato il Summit sulla Terra delle Nazioni Unite a Stoccolma. 

L'idea alla base della CGIAR era quella di creare una rete di istituti e di organizzazioni sparsi per il mondo, in grado di mutare radicalmente i sistemi agricoli tradizionali, sostituendoli con l'agribusiness su scala globale. Questo venne realizzato attraverso la Rivoluzione Genetica e nascosto dietro le rassicuranti etichette dell'efficienza, della scienza e del libero mercato.

Oltre a strutturarsi in tale modo, i suoi esponenti andarono ad occupare ruoli chiave nell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e nel Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite, nonché nella Banca Mondiale. Non bisogna, però, commettere l'errore di pensare che non ci sia altro dietro; infatti, questo piano fa parte di un progetto, portato avanti da decenni, della famiglia Rockefeller, volto a imporre l'eugenetica nel mondo, chiamato “The Project” (Il progetto). Si tratta di una pseudo-scienza, attraverso la quale, si vuole imporre la “purezza razziale”, attraverso la manipolazione genetica. Comunemente si ritiene che gli esperimenti per ottenere la “razza ariana” siano cominciati, e che siano esclusiva, del Nazismo; ma, in realtà, tali studi cominciarono a inizio '800 negli Stati Uniti, ad opera della famiglia Rockefeller, la quale a partire dagli anni '30, cominciò a finanziare i “lavori” dei nazisti.

L'idea era quella di ridurre la vita a una mera sequenza di geni (riduzionismo), la quale sarebbe poi modificabile a piacimento, permettendo la creazione di esseri viventi con caratteristiche stabilite in laboratorio dai ricercatori, o per meglio dire, dai loro finanziatori. Questo fu alla base della Rivoluzione Verde, progettata da Nelson Rockefeller e dall'ex Segretario all'Agricoltura statunitense, in carica durante il New Deal, e fondatore della Pioneer Hi-Bred Seed Company, Henry Wallace, di ritorno da un viaggio in Messico, nel 1964. Dietro i rassicuranti propositi della lotta alla fame nel mondo, i suoi ideatori cominciarono a lavorare in alcuni paesi in via di sviluppo, ritenuti strategici per gli interessi di Washington, come il Messico e l'India.

La vera strategia occulta, la si può desumere da un articolo scritto da John H. Davis – sottosegretario all'agricoltura durante la presidenza di Eisenhower e membro della lobby di potere legata ai Rockefeller - apparso sulla Harvard Business Review, nel 1956. Nel testo, Davis affermava che «l'unico modo per risolvere i problemi dell'agricoltura americana, una volta e per tutte, è quello di trasformarla in agribusiness», cioè realizzare una fortissima concentrazione della catena della produzione alimentare nelle mani di pochissime multinazionali, a discapito dei piccoli agricoltori tradizionali.

La Rivoluzione Verde si basava sui semi ibridi, la cui caratteristica principale è la tendenza a non riprodursi; infatti, quelli di seconda generazione hanno una capacità di germinazione molto minore a quelli originali, a differenza delle varietà naturali. Questo fa sì che ne venga eliminato il commercio, e lo scambio di conoscenze e tradizioni tra i vari coltivatori, elemento tipico dell'agricoltura tradizionale. Questo, unito alla grande dei brevetti sugli OGM nelle mani di poche multinazionali, ha fatto sì che creasse un mercato monopolistico, che ha determinato la base per la successiva Rivoluzione Genetica.


Le nuove tecnologie agricole statunitensi, il diffondersi dei fertilizzanti chimici e dei semi ibridi ha reso i contadini dei paesi sviluppati completamente dipendenti dalle importazioni dalle aziende dell'agribusiness e petrolchimiche degli Stati Uniti, trasformando i sistemi agricoli volti all'autosufficienza alimentare, in orientati al mercato, o per meglio dire alle esportazioni.

La Rockefeller Foundation e la Ford Foundation collaborano insieme per realizzare gli obiettivi di politica estere dell'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) e della CIA. Uno dei risultati più drammatici di tale strategia fu lo spopolamento delle aree agricole dei paesi sviluppati, trasformando i contadini in disperati emarginati abitanti dei ghetti delle metropoli. Non si tratta di un fatto accidentale; bensì, è la realizzazione del progetto volto a creare manodopera a bassissimo costo per le multinazionali manifatturiere degli Stati Uniti, cioè la “globalizzazione”.

La coltivazione di monocolture di semi ibridi ha impoverito il terreno, abbassando la quantità dei raccolti. Questo anche se i primi risultati furono opposti: in Messico, i raccolti di alcuni colture, come il mais e il grano, raddoppiarono, se non triplicarono. Ma questa tendenza si è invertita dopo pochissimo tempo; infatti, i semi “superproduttivi” hanno finito ben presto col saturare il terreno, a causa delle grandi quantità di fertilizzanti necessari per farli germogliare, i quali erano a base di petrolio e altri prodotti petrolchimici, settori controllati dai Rockefeller.
Per pagare tali prodotti, oltre che gli enormi sistemi idrici e dighe, necessari per tali coltivazioni, i contadini furono costretti a indebitarsi notevolmente. Ottennero “aiuto” dalla Banca Mondiale, dalla Chase Bank, e da altri grandi istituti di New York, dietro a garanzie fornite da Washington. Ovviamente, i piccoli contadini non poterono accedere a tali fondi, e furono costretti a ricorrere al prestito privato.

A causa degli esorbitanti tassi, non poterono godere nemmeno dei benefici iniziali dell'agribusiness, in quanto dovettero vendere buona parte del raccolto, solo per pagare gli interessi. Costoro diventarono schiavi dei prestatori di denaro, che spesso si presero il terreno, per insolvenza; così facendo, nei paesi in via di sviluppo, si accentuò ampiamente la forbice tra ricchi e poveri.

Anni dopo avvenne una seconda Rivoluzione Genetica, organizzata dalla Rockefeller Foundation e la Gates Foundation, le quali investirono milioni di dollari nel progetto chiamato “Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa” (AGRA). Per capire quanto essa fosse potente, basti pensare che il segretario del consiglio direttivo è stato Kofi Annan, l'ex segretario generale dell'ONU. Tale organizzazione ha lo scopo di diffondere le “biotecnologie” - il nuovo termine eufemistico usato per i semi geneticamente modificati e brevettati – in Africa. Finora, l'unico Paese del continente che ha legalizzato le coltivazioni OGM è stato il Sud Africa; mentre, nel 2003, il Burkina Faso ne ha avviato una fase sperimentale, e nel 2005 il Ghana ha emanato una legislazione sulla biosicurezza e annunciato di voler avviarsi verso l'apertura a tali coltivazioni.

L'Africa è il prossimo obiettivo della campagna di proliferazione di prodotti geneticamente modificati, guidata da Washington; infatti, il suo prolifico terreno, la rende un candidato ideale a tale ruolo. Per favorire tale fenomeno, il governo statunitense, tramite la USAID, e la Banca Mondiale stanno finanziando borse di studio per ricercatori africani, presso laboratori all'estero, affinché si specializzino sulle biotecnologie. Un esempio di esse, sono le ricerche per valutare le possibilità di coltivare cotone OGM a Makhathini Flats, in Sud Africa. Un altro è rappresentato dal progetto della Syngenta, la quale sta investendo milioni di dollari, costruendo serre a Nairobi, dove sta testando del mais geneticamente modificato per resistere ai parassiti.

Ecco il quadro in cui va inserita la banca dei semi di Svalbard, la quale è gestita da un'organizzazione chiamata Fondo Globale per la Diversità delle Colture (GCDT), fondata dalla FAO, e dall'Istituto Internazionale per la Biodiversità (già Istituto Internazionale per la Ricerca Genetica sulle Piante), facente parte della CGIAR, con base a Roma. Il consiglio di amministrazione è presieduto da Margaret Catley-Carlson, una dirigente canadese del Group Suez Lyonnaise des Eaux, una delle multinazionali leader nella privatizzazione dell'acqua; inoltre, è stata anche presidente, fino al 1998, del Consiglio sulla Popolazione, un'organizzazione fondata da John D. Rockefeller a New York, la quale si occupa di programmi per la riduzione della popolazione mondiale (biogenetica, sterilizzazioni di massa, controllo delle nascite, ecc.).

Altro membro del consiglio è il capo della DreamWorks Animation, Lewis Coleman, il quale è anche a guida del consiglio di amministrazione della Northrup Grumman Corporation, una delle principali aziende produttrice di armi, che lavora per il Pentagono. La cosa curiosa è che i maggiori clienti delle banche dei semi sono le multinazionali dell'agribusiness, le quali controllano la totalità dei brevetti sulle varietà OGM.

È certamente il caso della Monsanto che ha quello sui semi Terminator. Questo controllo così rigido sulla catena alimentare non si è mai registrato nella storia dell'umanità, e rende i coltivatori del mondo schiavi di tre o quattro multinazionali, come la Monsanto, la DuPont o la Dow Chemical. Va detto che questa realtà permette a Washington, che agisce alle spalle di queste aziende, di impedire la fornitura di semi a quei paesi in via di sviluppo, che non appoggiano le sue scelte in politica estera.

I prodotti che queste multinazionali hanno sviluppato in questi anni (diossina, Agente Arancio, PCB, ecc.) hanno causato danni agli animali e agli esseri umani e sono sempre stati tenuti nascosti all'opinione pubblica, come la tossicità del Roundup Ready, nascosta tramite operazioni volte a denigrare gli scienziati che l'avevano scientificamente dimostrata.

Come già detto, esistono già migliaia di banche dei semi sparse per il mondo; ma, tutte insieme contengono circa sei milioni e mezzo di varietà, mentre quella di Svalbard da sola ha la possibilità di raccoglierne quattro milioni e mezzo. Visti i precedenti, e i membri del suo consiglio di amministrazione, è legittimo pensare che possa essere utilizzato come deposito in vista di una futura e pianificata guerra batteriologica? 

In passato, tali soggetti hanno già attuato questo genere di piani. Nel 1939, Margaret Sanger, intima della famiglia Rockefeller e fondatrice dell'Organizzazione Internazionale per la Pianificazione Famigliare, ha lanciato il “Negro Project”, allo scopo di «sterminare la popolazione nera». L'azienda Epicyte, nel 2001, annunciò lo sviluppo di una varietà di grano OGM, contenente uno spermicida che rende sterili gli uomini che lo mangiano.

Durante gli anni '90, l'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'ONU (WHO) ha lanciato una campagna per vaccinare contro il tetano, milioni di donne, tra i 15 e i 45 anni, in Nicaragua, Messico e nelle Filippine. In seguito si è venuto a sapere dell'esistenza di un progetto ventennale, organizzato dalla Rockefeller Foundation, dal Consiglio sulla Popolazione, la Banca Mondiale e l'Istituto per la Sanità degli Stati Uniti, volto a sviluppare un vaccino che causasse l'aborto, utilizzato poi nella campagna della WHO. 


Sulla stessa scia, il governo della Norvegia, dove si trova la banca di Svalbard, ha donato 41 milioni di dollari per sviluppare un vaccino contro il tetano che fosse anche abortivo. Secondo il prof. Francis Boyle, che ha redatto l'Atto Anti-Terrorismo Batteriologico, il Pentagono è da qualche anno impegnato a dotarsi di un arsenale per la guerra batteriologica. Dal 2001 al 2004, il governo federale ha speso 14,5 miliardi di dollari, per progetti a riguardo. Richard Ebright, un biologo della Rutger University, afferma che, attualmente, negli Stati Uniti, ci sono oltre 300 istituzioni scientifiche, e circa 12.000 individui, che hanno accesso a elementi patogeni adatti alla guerra batteriologica. 

Di sicuro esistono 497 esperimenti di ricerca, gestiti dal governo degli Stati Uniti, su malattie infettive con potenziale da attacco batteriologico; ovviamente, vengono giustificati con la scusa di essere pronti a difendersi da attacchi terroristici.

Molti dei soldi che il governo stanzia in questo settore riguardano l'ingegneria genetica. Il professore di biologia del MIT, Jonathan King, sostiene che «i programmi di bio-terrore rappresentano un pericolo significativo per la nostra popolazione», e aggiunge che «nonostante vengano definiti come difensivi, quando sono coinvolte armi batteriologiche, i programmi difensivi e offensivi coincidono in modo quasi totale».

Il tempo ci dirà se la banca dei semi di Svalbard fa parte, o meno, di una nuova “Soluzione Finale”, che stavolta comporterà la fine del pianeta Terra.


fonte: freeondarevolution.blogspot.it

domenica 26 ottobre 2014

Adam Kadmon, un disinformatore del sistema di potere

L'altra sera mi sono imposto di guardare la prima puntata del nuovo programma di Italia 1 Adam Kadmon – Rivelazioni. L’ho fatto per un motivo, ero curioso di vedere con i miei occhi la nuova frontiera della disinformazione.



È un dato assodato, che in Italia i mezzi di comunicazione siano tutti in mano a gruppi di potere, che manipolano attentamente l’informazione, facendo filtrare solo ciò che è funzionale al mantenimento dei loro loschi interessi, altrimenti non saremmo al cinquantasettesimo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa di Reporter senza frontiere.

Una delle tecniche più diffuse, soprattutto quando non si può più fare a meno di parlare di una cosa specifica, è quella di assumere il controllo dell’informazione, dando la notizia, ma in modo che la sua portata venga sminuita, e soprattutto che l’eventuale reazione che potrebbe produrre, sia vanificata nei suoi effetti.

Ecco allora che argomenti come le scie chimiche, piuttosto che il controllo dell’umanità da parte delle élite, o altre tematiche scabrose per il potere, divengono argomenti da complottisti, visionari propagatori di bufale senza fondamento. Per cui il mezzo d’informazione ‘autorevole’, in questo caso la televisione, parla sì dell’argomento, ma lo fa mistificando, e vanificando quella che potrebbe essere la sua portata tra le coscienze umane.

Il programma Mistero non fa eccezione, e sarebbe strano il contrario. Certo che molte persone, in genere la maggioranza delle persone, non è in grado di rendersi conto del livello di mistificazione raggiunto dai mezzi di comunicazione, per cui la commedia regge.

Questo modus operandi, è abbastanza evidente anche in politica, visto che oramai, gli stessi gruppi di potere, occupano tutti gli spazi, dalla maggioranza all’opposizione, differenziandosi solo per la grandezza delle fette di torta che riescono ad accaparrarsi.

Pensa te poi, che ho rischiato anch’io di finire a fare il pagliaccio alla corte di Adam Kadmon, visto che ero stato invitato a partecipare alla trasmissione, per parlare di scie chimiche, dopo che l’associazione di cui sono presidente, Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana http://riprendiamociilpianeta.it, e la mia casa editrice, la Draco Edizioni http://yogavitaesalute.it/draco-edizioni, si erano fatte promotrici nel corso del 2013 di due manifestazioni nazionali. Una il 6 aprile 2013 a Milano, Contro la crisi voluta dalle mafie che ci governano https://www.youtube.com/watch?v=GANxBCsunQo&list=TLTRmIAzyZPeymGDLLYCgPph1iqlgVzIo-, e l’altra a Modena il 12 dicembre 2013, Contro le scie chimiche https://www.youtube.com/watch?v=TFWPGEgbBy8.

Vi confesso che la tentazione c’è stata, non per smania di protagonismo, quanto piuttosto col desiderio di fare arrivare al grande pubblico un’informazione generalmente occultata. Poi però, la ragione ha prevalso, e ho rifiutato la richiesta, consapevole del fatto che mi sarei prestato a far manipolare le mie parole, ma quel che è peggio, a far manipolare l’informazione sull’argomento che mi sta tanto a cuore.

Ed ecco che ancora una volta lo spettacolo è ricominciato, il nostro misterioso pipistrello mascherato ha cominciato a ‘rivelarci’ cose sensazionali, che qualsiasi dodicenne può trovare in cinque minuti di ricerca, neanche tanto approfondita, sul web.

Ovviamente non si viene meno ai canoni che ho sopra descritti, per cui gli argomenti sono presentati dando la versione ufficiale della cosiddetta scienza, accennando poi alla versione dei poveri ‘complottisti. Un esempio per tutti quello dei cambiamenti climatici, rispetto ai quali le scie chimiche, chemtrails, o se preferite la geoingegneria, sono argomenti che vengono citati di straforo, con sufficienza, squalificandoli evidentemente.

Il tutto poi è presentato con la voce ipnotica del nostro paladino, che sarà casuale, ma che a me sembra studiata ad hoc, che ha come unico effetto quello di farti venire la voglia di dargli un calcio negli stinchi per farlo smettere, tanto è fastidiosa.

Tranquillo Adam, non lo faremo, siamo non violenti, e questo è solo un pensiero peccaminoso, però, fatemelo dire: che tristezza! Non c’è volta che si smentisca la stupidità e la volontà mistificatrice dei mezzi di informazione. Fino a quando o Signore?! Fino a quando?!

http://altrarealta.blogspot.it/

fonte: terrarealtime.blogspot.it

altsounds


venerdì 24 ottobre 2014

Diaz - don't clean up this blood



IMMAGINI

la Coca Cola distrugge il DNA: clamorosa scoperta dell'università di San Francisco

SAN FRANCISCO - CALIFORNIA - Tutti noi sapevamo che le bibite gasate e zuccherine danno il maggior contributo all'obesità, basti dire che un solo bicchiere della cosiddetta dose "media"

di queste bevande contiene non meno di 240 calorie, quando all'adulto ne bastano duemila al giorno. Quindi, sono un vero e proprio attentato calorico. Ma non sapevamo che l’uso regolare di questo cocktail di zuccheri e bollicine - e facciamo diretto riferimento alla Coca - potrebbe distruggere il DNA. Secondo una nuova ricerca pubblicata su Journal of Public Health, le persone che bevono più coca hanno telomeri più brevi (piccole porzioni di Dna che proteggono le estremità dei cromosomi) nei globuli bianchi. I telomeri interessati sono associati a malattie tra cui il cancro, diabete e gravi problemi cardiaci. I ricercatori hanno calcolato che bere questa bibita gassata ogni giorno - basta una lattina da 33cc - può significare 4,6 anni di invecchiamento biologico. I risultati mostrano effetti simili a quelli del fumo che accelera l’invecchiamento cellulare dei tessuti, e contrari a quelli dell’esercizio fisico che riduce gli effetti dell'età. "Il consumo regolare di questa bibita zuccherata potrebbe influenzare lo sviluppo della malattia, non solo da sforzare il controllo metabolico del corpo sugli zuccheri, ma anche attraverso l'accelerato invecchiamento cellulare dei tessuti", ha detto Elissa Epel, professore di psichiatria presso la University of California a San Francisco e auttrice dello studio. Il risultato, inoltre, è stato coerente per distinzione di età, razza, reddito o livello di istruzione. (In pratica, non c'è alcuna differenza per le conseguenze su ogni essere umano: nessuno è immune dai rischi di bere Coca Cola) 

Testo originale tratto dal salon.com - che ringraziamo. 

We all know that sugary soda is a major contributor to obesity– a typical 20-ounce drink can have up to 18 teaspoons of sugar and more than 240 calories. What we didn’t know is that regular soda consumption might also destroy your DNA. According to new research published in the American Journal of Public Health, people who drink more soda have shorter telomeres (bits of DNA that protect the ends of chromosomes in cells) in white blood cells. The affected telomeres have been associated with age-associated diseases including cancer, diabetes and heart disease. The researchers calculated that drinking one 20-ounce soda every day was associated with 4.6 years of additional biological aging, similar to the effects of smoking, or the inverse effect of exercising, which reduces the effects of age. “Regular consumption of sugar-sweetened sodas might influence disease development, not only by straining the body’s metabolic control of sugars, but also through accelerated cellular aging of tissues,” said Elissa Epel, professor of psychiatry at the University of California in San Francisco and senior author of the study. The finding was consistent regardless of age, race, income or education level. Fonte: ilnord.it

http://informatitalia.blogspot.it/

fonte: terrarealtime.blogspot.it

danni da vaccino: sotto accusa la Fondazione di Bill Gates

La Fondazione di Bill Gates sta passando guai in India, come riportano Health Impact News, Economic Times India e VacTruth. La Corte Suprema indiana sta infatti indagando sull’ente del miliardario americano per sperimentazioni non corrette e illegali di vaccini sui bambini. Ma non solo.

Da Il Cambiamento

Health Impact News e Economic Times India riportano come la Bill & Melinda Gates Foundation sia stata messa sotto accusa per questioni riguardanti i vaccini. Tutto è nato da un esposto presentato da alcuni cittadini indiani contro l’Oms, la Gates Foundation e il PATH (Program for Appropriate Technology in Health), accusati di avere sperimentato vaccini su una popolazione assolutamente non informata, vulnerabile e analfabeta, senza fornire né alle famiglie né alle ragazzine le informazioni idonee ad ottenere appunto un consenso informato, senza dare informazioni sui potenziali eventi avversi di quei vaccini e senza garantire alcuna sorveglianza postvaccinale. La notizia è stata resa pubblica in prima battuta dell’Economic Times India in un articolo con il quale si spiegava che erano stati effettuati test su 16.000 bambine di una scuola tribale nell’Andhra Pradesh, utilizzando il vaccino per il papilloma virus (HPV), nella fattispecie il Gardasil. Nel giro di qualche settimana l’inchiesta ha fatto il giro del mondo. Secondo l’articolo scritto da KP Narayana Kumar, entro un mese dalla vaccinazione molte delle bambine si sono ammalate e un po’ di tempo dopo cinque di esse sono morte. Altre due bambine sono risultate decedute a Vadodara, nel Gujarat, dove altre 14.000 ragazzine erano state vaccinate con un altro vaccino HPV, il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline (GSK). La cosa sconcertante che sarebbe emersa è che molti dei consensi informati erano stati firmati illegalmente o dai custodi delle residenze dove stavano le studentesse o da familiari analfabeti. Tutto ciò è stato scoperto solo quando gli attivisti dell’associazione SAMA, un gruppo a tutela della salute delle donne, ha deciso di investigare per scoprire cosa era accaduto.
L’articolo spiega anche che 120 ragazzine sono state male, con sintomi che variavano dalle crisi epilettiche a forti dolori di stomaco, mal di testa e cambiamenti dell’umore. L’Economic Times ha riportato come ci siano stati anche casi di comparsa precoce del mestruo subito dopo la vaccinazione, forti sanguinamenti e crampi tra molte studentesse. La correlazione con la vaccinazione però è stata subito esclusa, senza nemmeno indagini approfondite, preferendo addebitare tutto a psicosi suicidarie, malaria, infezioni virali, eccetera. L’organizzazione che ha finanziato lo studio era proprio la Gates Foundation che però definì quel progetto come un autentico successo. E proprio sulla base di quelle affermazioni, l’Oms, laInternational Federation of Gynaecology and Obstetrics e la Federation of Obstetric and Gynaecological Societies of India hanno raccomandato la vaccinazione come di provata sicurezza ed efficacia come misura preventiva del cancro alla cervice. I firmatari dell’esposto alla Corte Suprema indiana hanno anche sostenuto come non sia la prima volta che accadono fatti del genere.
Nel dicembre 2012 nel piccolo villaggio di Gouro, nel Chad, 500 bambini sono stati chiusi dentro la loro scuola e, da quanto ricostruito sempre dai giornali e dall’associazione americana VacTruth, costretti a ricevere il vaccino per la meningite A senza che i genitori sapessero nulla. Il vaccino non era ancora stato autorizzato poiché doveva ancora passare attraverso le fasi tre e quattro della sperimentazione. Nel giro di qualche ora 106 bambini cominciarono ad accusare mal di testa, vomito, convulsioni gravi e paralisi. Stando alle ricostruzioni, hanno dovuto attendere una settimana l’arrivo di un medico, mentre il personale che aveva somministrato loro il vaccino continuava a vaccinare altre persone nel villaggio. Quando poi il medico è arrivato, ha ammesso di non poter fare più nulla per quei bambini. I fatti sono stati riportati da un piccolo quotidiano locale, La Voix, secondo cui alcuni bambini sono poi stati trasferiti all’ospedale a N’Djamena, capitale del Chad. Molti di essi sono ritornati al villaggio senza una diagnosi e alle famiglie pare sia stata data una somma di denaro, senza alcun documento firmato ma dopo aver ribadito che non si era trattato di danno dovuto al vaccino. L’unica televisione che ha parlato di questi bambini è stato un canale locale, chiamato Tchad, che ha mostrato anche il primo ministro mentre faceva loro visita in ospedale.
Spostiamoci in Pakistan e andiamo a leggere cosa scrive l’Express Tribune da Islamabad. E’ stata messa in piedi un’inchiesta governativa che ha scoperto come “il vaccino antipolio per bambini finanziato dalla Global Alliance for Vaccination and Immunisation stia causando morti e disabilità in alcune regioni, tra cui il Pakistan”. Addirittura la Prime Minister’s Inspection Commission (PMIC) avrebbe raccomandato al primo ministro Yousaf Raza Gilani di sospendere immediatamente tutti i tipi di vaccino forniti dal GAVI. Secondo l’Express Tribune, le principali vaccinazioni incriminate erano l’antipolio e il vaccino pentavalente che si sospettano essere la causa di morti e disabilità in Pakistan, India, Sri Lanka, Bhutan e Giappone. Da sottolineare come il GAVI sia finanziato dal Bill and Melinda Gates Children’s Vaccine Program, dalla International Federation of Pharmaceutical Manufacturers Association, dalla Rockefeller Foundation, dall’United Nations Children’s Fund (UNICEF), dall’Oms e dalla Banca Mondiale. Il rapporto della commissione asseriva poi che i vaccini non risultavano testati in laboratorio per confermarne efficacia e sicurezza.
Ma non è finita qua. Nel 2012 Ramesh Shankar Mumbai, redattore per il sito web Pharmabiz, ha riportati come due medici indiani avessero accusato la Gates Foundation e l’Oms di mancanza di etica. Mumbai ha raccontato come i dottori Neetu Vashisht e Jacob Puliyel del Dipartimento di Pediatria del St. Stephens Hospital a Delhi avessero lanciato dure accuse in uno studio comparso nell’aprile di quell’anno sull’Indian Journal of Medical Ethics rimproverando una totale mancanza di trasparenza. Gli autori dello studio facevano notare come l’incidenza di paralisi flaccida fosse aumentata in proporzione all’aumentare delle dosi di vaccino antipolio somministrate e come i bambini con quel tipo di paralisi avessero un rischio doppio di morire rispetto al rischio prodotto dalla polio dovuta a virus selvaggio.
Nel 2013 appare un altro articolo sul sito web Occupy Corporatism, scritto da Susanne Posel, secondo cui il GAVI stava usando un vaccino non testato sui bambini pakistani causando innumerevoli morti.


Anche ammettendo che nelle ricostruzioni fatte da giornalisti e medici ci siano imprecisioni o elementi ancora non del tutto confermati, pare possibile ignorare fatti come questi? O non dovrebbero invece indurre chi prende certe decisioni a mettere in discussione approcci e sistemi?


fonte: terrarealtime.blogspot.it

domenica 19 ottobre 2014

Lorenzo (Jovanotti Cherubini)



STELLA COMETA

mercurio nei vaccini


MERCURIO NEI VACCINI OBBLIGATORI PER BAMBINI, ACELLUVAX E TRIACELLUVAX, CRIMINI IMPUNITI DEI GOVERNI ITALIANI




di Gianni Lannes

Il 22 dicembre 1994 il ministero della sanità sotto il governo Berlusconi, con decreto numero A1274/1994, autorizza l’immissione in commercio dell’Acelluvax DTP, fabbricato da Chiron (specializzata in ingegneria genetica), ovvero Ciba Geigy. Nel testo ufficiale si legge: «a base di anatossine difterica e tetanica purificate e di antigeni purificati di bordetella pertussis adsorbiti su idrossido di alluminio». L’Informatore Farmaceutico (edizione 1996) riporta per l’Acelluvax, l’abnorme dose di 0,5 mg di sodio-etilmercurio-tiosalicilato, che unitamente all’alluminio, può provocare danni neurologici.  


Nel 1999 il governo degli Stati Uniti d’America sulla base di un inequivocabile studio scientifico che attesta la correlazione tra vaccini e autismo, mette al bando il mercurio contenuto nei vaccini pediatrici.

E in Italia le autorità governative che combinano? Mandano in onda una farsa istituzionale. Infatti, sempre a proposito del pericoloso mercurio, variamente denominato, il 15 giugno 2000, il ministro della sanità Umberto Veronesi sforna un decreto particolare che recita:

«Visto l’EMEA Public statement in thiomersal containing medicinal products dell’8 luglio 1999 che raccomanda di promuovere l’uso di vaccini privi di mertiolato … Ravvisata l’esigenza, a tutela della salute pubblica, di rendere conformi le schede tecniche ed il foglio illustrativo delle specialità medicinali in commercio in ambito nazionale e di incoraggiare l’uso di vaccini privi di mertiolato e di altri organomercuariali; Decreta … Art. 2  E’ fatto obbligo a tutte le aziende titolari di autorizzazione all’immissione in commercio di vaccine monodose contenenti mertiolato o altri conservanti, autorizzati con procedura di registrazione di tipo nazionale, di presentare al Ministero della sanità, entro sei anni dall’entrata in vigore del presente decreto, domanda di variazione del dossier di registrazione riguardante l’eliminazione del  mertiolato o degli altri conservanti; 2. Se opportunamente motivata dalla tipologia del processo produttivo potrà essere ammessa la presenza di mertiolato o di altri conservanti come residui del processo di produzione…».

Il decreto del ministero della salute datato 13 novembre 2001 stabilisce il ritiro dei vaccini monodose imbottiti di mercurio entro il 30 giugno 2003. Ma il 27 giugno 2003 il ministro al ramo, tale Sirchia, sempre sotto il governo Berlusconi, escogita una sorpresa e stabilisce con apposito decreto il rinvio “sine die” dal commercio e quindi dalla somministrazione dei vaccini intrisi di mercurio.

Dal 2004 è sparito in Italia il quadrivalente obbligatorio, e da allora viene usato l’esavalente l’Infanrix Hexa prodotto dalla Glaxo, sempre contenente i micidiali mercurio e alluminio, che comprende in più due vaccini non obbligatori (antidifterico e antipertosse). E così, senza informare preventivamente i genitori di rischi e pericoli, le autorità sanitarie italiane, a livello nazionale, regionale e locale, seguitano ad infliggere una vaccinazione che almeno per i suoi componenti (conservanti e adiuvanti) è comprovata scientificamente quanto meno dal 1999 come dannosa per la salute umana.

C’è di peggio e senza alcuna spiegazione istituzionale. Dopo sette anni di sperimentazione su neonati e bambini, il 18 dicembre 2001, viene decretata la «sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio della specialità medicinale per uso umano “Acelluvax” e “Triacelluvax”» (Gazzetta Ufficiale, serie generale numero 302 del 31 dicembre 2001, pagine 27-28). Attualmente quante sono le persone, ossia i bambini danneggiate dai vaccini obbligatori?

Oggi, sabato 18 ottobre 2014 sul sito online italiano “In Farmacia”, un marchio Sintra Consulting srl (C.C.I.A.A. R.E.A. AR-130275 ; C.F. e Registro Imprese 01671150512 P.IVA: 01671150512) si trova commercializzato proprio lo stesso vaccino pertossico Acelluvax (in fiale da o,6 ml), fornito da Novartis. Anche sul portale italiano Salus.it - reclamizzato testualmente come “uno strumento per i medici” - troviamo il medesimo prodotto, venduto anche in Israele e Pakistan.





Ma ecco uno stralcio della denuncia pubblica di Francesco Lucarelli intitolata “le stragi del vaccino pertosse”:

«Lamentavo il fatto di aver scoperto che i disordini neuropsichiatrici di cui mio figlio soffre derivavano dalla somministrazione del vaccino Acelluvax dell’azienda Chiron-Biocine-Novartis. E che, a mio avviso, simile sintomatologia aveva potuto essere osservata nei lattanti che avevano preso parte ad uno studio clinico di farmacovigilanza (fase IV) “camuffato”, condotto all’I.R.C.C.S. San Matteo di Pavia, esattamente al termine del quale la ditta produttrice del vaccino somministrato inviava una comunicazione al Ministero della Salute. Ministero che, a sua volta, provvedeva a sospenderne l’autorizzazione all’immissione in commercio. E che, visto l’esiguo numero dei neonati coinvolti in quel trial e il diffuso uso che di quel vaccino era stato fatto nel nostro Paese, per una semplice proporzione matematica, migliaia – se non decine di migliaia – dovevano esserne i danneggiati. Ed infatti ho avuto una piccola “ricaduta”. Dopo molto che non lo facevo, ho nuovamente “googlato” Acelluvax (ma non solo), questa volta limitando la ricerca dei risultati a quelli indicizzati negli ultimissimi anni. Ne sono emersi due veloci aggiornamenti ed una importante novità. Nel 2006 ipotizzavo che l’A.I.C. dell’Acelluvax, mai revocata su RINUNCIA del produttore – a differenza di quella dell’AcelluvaxDTP, che però aveva anche ottenuto un’autorizzazione centralizzata europea – bensì soltanto SOSPESA nel 2001 senza alcuna giustificazione formale e pubblica, sarebbe rimasta tale sine die, e cioè fino a sparire nel dimenticatoio. Nel dicembre del 2009, e quindi dopo ben 8 anni dalla sospensione, l’art. 38, comma 5 del DLgs 219/06 la faceva ricadere infatti nella cosiddetta “Sunset Clause”. Una A.I.C. “dormiente”, che usciva quindi definitivamente di scena, come da copione. L’Acelluvax non è sparito per sempre dal pianeta, come affermavo sei anni fa, bensì è purtroppo riapparso in Pakistan. Del resto Novartis avrà potuto presentarsi alle autorità pakistane con le preziose credenziali fornitegli dai dossier autorizzativi prodotti per la FDA, per l’EMEA e per il nostro Ministero della Sanità: infatti, una volta convertiti gli eventi avversi in polvere sotto il tappeto, non deve essere stato difficile giustificare i clamorosi abbandoni (e intendo soprattutto quelli prematuri dal mercato USA e UE, senza peraltro avere venduto neanche una fiala di vaccino) con vaghi motivi commerciali. Che poi Acelluvax e AcelluvaxDTP fossero due differenti composizioni di prodotto, credo proprio non sia stato di alcun interesse per nessuno: non lo è stato per Poggiolini e De Lorenzo, non credo che possa esserlo stato per il funzionario pakistano di turno (per dovere di cronaca, il Pakistan è messo ben peggio dell’Italia nella classifica mondiale sulla corruzione percepita)».


riferimenti:






fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

giovedì 16 ottobre 2014

oggi teorie cospirative, domani verità: lo dice la storia

Forse, la prima vera operazione “false flag” dell’epoca moderna fu “l’incidente di Gleiwitz”, provocato dai nazisti nel 1939 vicino alla frontiera orientale: indossate le uniformi dell’esercito polacco, unità delle SS attaccarono una stazione radio tedesca per poi dare la colpa alla Polonia. Durante il blitz, le SS trasmisero un breve messaggio di propaganda in polacco. Poi uccisero dei prigionieri di un campo di concentramento vestiti con uniformi polacche e li lasciarono sulla scena, per far apparire l’incidente come un atto di aggressione progettato da Varsavia. Il giorno successivo, quando la Germania invase il paese confinante dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale, Hitler citò l’episodio come uno dei pretesti. Nove giorni prima dell’incidente, Hitler aveva detto ai suoi generali: «Provvederò a un casus belli per la propaganda. La sua credibilità non ha importanza. Al vincitore non verrà chiesto se ha detto la verità». Anche se il termine “teoria del complotto” è diventato un dispregiativo usato contro chiunque metta in discussione la versione ufficiale degli eventi, innumerevoli esempi in tutta la storia delle cospirazioni hanno confermato i peggiori sospetti.
«L’idea che i governi e le agenzie di intelligence svolgano atti di terrorismo sotto falsa bandiera è stata a lungo derisa dai media del sistema come una Lyndon Johnsonteoria della cospirazione, nonostante ci sia una pletora di casi storicamente documentati». Paul Joseph Watson e Alex Jones ne citano almeno dieci, famosi o famosissimi. Come l’Operarazione Ajax, che nel 1953 rovesciò il governo di Mohammed Mossadeq in Iran. La Cia ha ammesso il proprio ruolo nel golpe solo dopo mezzo secolo, nel 2013. Bilancio dell’attività terroristica: almeno 300 civili uccisi. Altra clamorosa “false flag”, lo scontro navale dell’estate del 1964 nel Golfo del Tonchino, che fornì il pretesto per la guerra del Vietnam. Peccato che nessuno sparò mai un solo colpo di cannone contro la flotta statunitense. Eppure, il 4 agosto 1964, il presidente Lyndon Johnson andò in televisione e disse al paese che il Vietnam del Nord aveva attaccato delle navi americane: «I ripetuti atti di violenza contro le forze armate degli Stati Uniti devono ricevere una risposta», dichiarò.
Il Congresso approvò subito la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che fornì a Johnson l’autorità per condurre operazioni militari contro il Vietnam del Nord. Nel 1969, oltre 500.000 soldati stavano già combattendo nel sud-est asiatico. «Johnson e il suo segretario alla difesa, Robert McNamara, avevano ingannato il Congresso e il popolo americano», scrivono Watson e Jones in un post su “Infowars”, tradotto da “Come Don Chisciotte”. «In realtà, il Vietnam del Nord non aveva attaccato la Uss Maddox, come il Pentagono aveva sostenuto, e la “prova inequivocabile” di un “non provocato” secondo attacco contro la nave da guerra degli Stati Uniti era uno stratagemma». Interamente all’insegna della “false flag” fu l’Operazione Gladio, cioè «il terrore sponsorizzato dallo Stato e imputato alla sinistra». In piena guerra fredda, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Cia e la britannica Mi6 collaborarono assieme alla Nato nell’Operazione Gladio per creare un esercito clandestino, o “stay behind”, al fine di combattere il comunismo nel caso di una invasione sovietica dell’Europa occidentale. Ben presto, però, laVincenzo Vinciguerrarete difensiva anti-Urss si trasformò in un esercito terrorista incaricato di intimidire l’opinione pubblica dell’Europa occidentale.
«Gladio – precisano Watson e Jones – trascese rapidamente la sua missione originaria e divenne una rete terroristica segreta composta da milizie di destra, elementi della criminalità organizzata, agenti provocatori e unità militari segrete». Le forze armate “stay behind” erano attive in Francia, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Germania, e Svizzera. La “strategia della tensione”, quella che straziò l’Italia per due decenni, «venne progettata per far figurare i gruppi politici di sinistra europei come terroristici e per spaventare la popolazione, inducendola così a votare per governi autoritari». Dalla bomba di piazza Fontana a quella dell’Italicus, dai misteri del sequestro Moro (eseguito dalle Brigate Rosse ma “assistito” da una rete invisibile di protezione, anche all’insaputa degli stessi brigatisti), fino alla strage della stazione di Bologna: un retroterra torbido, popolato da servizi segreti molto opachi, infiltrati da organismi come la P2 di Licio Gelli, potente loggia massonica “deviata”, in collaborazione con gruppi neofascisti (Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale), impiegati come manovalanza per le stragi. In ultima analisi, rilevano Watson e Jones, l’Operazione Gladio «ha causato la morte di centinaia di persone in tutta Europa». Secondo Vincenzo Vinciguerra, ex terrorista di Gladio all’ergastolo per l’assassinio di un poliziotto, la ragione di “stay behind” era semplice: l’organizzazione era stata progettata «per costringere la gente, i cittadini italiani, a pretendere dallo Stato maggiore sicurezza. Questa è la logica politica che sta dietro tutte le stragi e gli attentati che restano impuniti, perché lo Stato non può condannare se stesso o dichiararsi responsabile di quanto è accaduto».
Alla guerra segreta contro il regime comunista di Fidel Castro a Cuba appartiene invece l’Operazione Northwood: nell’ambito dell’Operazione Mangusta della Cia, «lo stato maggiore Usa propose all’unanimità di realizzare azioni terroristiche sponsorizzate dallo Stato all’interno degli Stati Uniti». Il piano, aggiungono Watson e Jones, «prevedeva l’abbattimento di aerei americani dirottati, l’affondamento di navi americane e l’uccisione di cittadini americani, a colpi di arma da fuoco, per le strade di Washington». Lo scandaloso piano «includeva anche lo scenario di un disastro alla Nasa, che prevedeva la morte dell’astronauta John Glenn». Il presidente John Fitzgerald Kennedy, ancora vacillante dopo l’imbarazzante fallimento della Cia per l’invasione di Cuba alla Baia dei Porci, «respinse il piano nel marzo del 1962». E pochi mesi dopo, lo stesso Kennedy «negò all’autore del piano, il generale Lyman Lemnitzer, un secondo mandato come militare di rango più Il generale Lyman Lemnitzeralto della nazione». Poco dopo, nel novembre del 1963, Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas.
Si chiama invece “Fast and Furious” l’operazione in cui «il governo Obama ha fornito armi ai signori messicani della droga con l’apparente scopo di seguirne le tracce al fine di distruggere le gang». Secondo Watson e Jones, «era in realtà parte di un piano cospirativo per demonizzare il secondo emendamento», cioè il diritto del cittadino americano di portare armi. I documenti ottenuti da “Cbs News” nel dicembre 2011 dimostrano che gli agenti speciali dell’Atf avevano discusso su come avrebbero potuto collegare le armi coinvolte nelle violenze in Messico ai negozianti di armi degli Stati Uniti, al fine di far approvare normative più restrittive sul controllo delle armi. Una fonte della polizia ha detto a “Cbs News” che le email indicano che l’Atf ha “montato” il caso, come parte di una manovra politica: «È come se l’Atf avesse creato o incrementato il problema, in modo da poter essere proprio lei a fornire la soluzione». Quanto alla droga, i narcos non sono solo messicani o colombiani: la stessa Cia «è stata implicata in operazioni di traffico di droga in tutto il mondo, anche a livello nazionale, in particolare durante l’affare Iran-Contras».
«Con la benedizione della Cia», i miliziani che dall’Honduras contrastavano i guerriglieri di dinistra del Salvador e del Nicaragua «contrabbandarono negli Stati Uniti cocaina che venne poi distribuita come droga di prima qualità a Los Angeles, e i cui profitti furono poi versati ai Contras». Michael Ruppert, allora agente della polizia di Los Angeles, ha anche testimoniato di aveva assistito al traffico di droga della Cia. «I boss della droga messicani, come Jesus Vicente Zambada Niebla, hanno perfino dichiarato pubblicamente di esser stati ingaggiati dal governo Usa per operazioni di traffico di droga». Per Watson e Jones, «c’è un voluminoso corpo di prove che conferma che la Cia e i giganti bancari degli Stati Uniti sono i maggiori players in un commercio mondiale di droga del valore di centinaia di miliardi di dollari l’anno», come confermano anche le informazioni pubblicate da svariati osservatori, tra cui Gary Webb, su autorevoli blog d’inchiesta come “Prison Planet”. Banchieri e droga? Sì, e anche sigarette: secondo la Bbc, le aziende americane del tabacco sono state “prese con le mani nel sacco” nell’ingegnerizzare deliberatamente le “bionde”, additivandole con prodotti chimici che ne incrementano artificialmente la dipendenza. Per Clive Bates, direttore di “Ash” (Action on Smoking and Health), la scoperta ha messo alla luce «uno scandalo in cui le Clive Batesaziende del tabacco deliberatamente utilizzano additivi per rendere i loro dannosi prodotti ancora peggiori».
Poi c’è lo sterminato capitolo dello spionaggio, fino alla sorveglianza di massa dell’National Security Agency. «Negli anni ‘90, quando gli attivisti anti-sorveglianza e i personaggi dei media stavano mettendo in guardia sulla vasta operazione di spionaggio della Nsa, vennero trattati come teorici paranoici della cospirazione», riordano Watson e Jones. «Ben più di un decennio prima delle rivelazioni di Snowden», l’agenzia di intelligence «era impegnata a intercettare e registrare tutte le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo nel quadro del programma “Echelon”». Sorveglianza globale: “Echelon” era in grado di intercettare «ogni chiamata internazionale via telefono, fa, e-mail o trasmissione radio del pianeta». Nel 1999, il governo australiano ha ammesso di farvi parte, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna. In cabina di regia, già allora, c’era la Nsa. Un dossier del Parlamento Europeo risalente al Frank Church2001 afferma: «In Europa, tutte le comunicazioni e-mail, telefono e fax sono regolarmente intercettate», dall’agenzia smascherata da Snowden.
Vastissimo, infine, il capitolo delle morti in apparenza accidentali. Non è solo cinema: nell’arsenale degli 007, anche il “dardo invisibile” che provoca l’infarto cardiaco. Ne parlò il Senato degli Usa già nel 1975, durante una testimonianza sulle attività illegali della Cia: «Fu rivelato che l’agenzia aveva sviluppato un’arma a dardi che causa un attacco di cuore». Nella prima udienza televisiva, svolta nella sala Caucus del Senato, intervenne Frank Church, senatore dell’Idaho e presidente della commissione d’inchiesta sul caso Watergate. «Church mostrò una pistola a dardi velenosi della Cia, rivelando così che la commissione era venuta a conoscenza del fatto che l’agenzia aveva violato un ordine presidenziale diretto, conservando uno stock di tossine di molluschi che sarebbe stato sufficiente a uccidere migliaia di persone», come conferma ancora oggi una pagina web del sito ufficiale del Senato statunitense. Il veleno penetra nel sangue e provoca l’arresto cardiaco. Al massimo, la vittima percepisce il fastidio di una puntura di zanzara. Veleno micidiale e invisibile: tutto ciò che resta è un puntino rosso sulla pelle. «Una volta che il danno è fatto, il veleno denatura rapidamente, in modo che nell’autopsia è molto improbabile rilevare che l’infarto è stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali».

fonte: www.libreidee.org