mercoledì 24 aprile 2013

sono una femmina con la F maiuscola di Femmina Gaudente


Sono una femmina con la F maiuscola

 



Da circa un anno è iniziato il viaggio della Femmina Gaudente. Tutto cominciò conquesto post ed il primo ad accorgersi di questa fica-munita in vena di sproloqui vaginali fu UnUomo. Come dire il PippoBaudo, il GianniBoncompagni de noantri. (Grazie di esserci).

Ho scritto poco sino a Settembre 2012 non avevo molte cose da dire e avevo le budella attorcigliate per questioni di vita e professionali.

Poi la svolta.

Come è arrivata?

1)Ho detto basta ad un lavoro che sviliva i miei principi etici e morali. Ora abbiamo meno ma siamo più felici.

2)Ho detto basta al Moro di Sicilia. Che seppur uomo importante nella mia vita ha in qualche modo avvelenato e oscurato il mio sole.

3)Ho detto basta al rancore, alla rabbia (non quella necessaria alla rivoluzione) al passato che ingiustamente inquina il presente e compromette il futuro.

4)Ho detto basta alla scontatezza dei fatti quotidiani. Risvegliarmi al fianco delMagnoMaschio è una meraviglia giornaliera e come tale deve essere percepita.

5) Ho detto basta alle diete, al caffè decaffeinato, allo zucchero nel the, al cioccolato amaro e soprattutto agli spaghetti integrali e mangio con avidità immorale ogni cosa. Tanto a pagare e dimagrire c'è sempre tempo.

Potrei continuare all'infinito ed elencare una bibbia di basta.

Questa svolta mi ha portato buffamente ad un comportamento tipico dell'altra metà del cielo. Sovente mi sento dire: "Però non sembri una femmina"

All'inizio ci restavo un pò male, poi ho capito che nell'accezione del luogo comune è un bel complimento. E' una bella espressione di solidarietà mascolina. Anche Vipero (assiduo e graditissimo frequentatore del tinello della femmina) ieri, in commento aquesto post,  ha espresso la sua perplessità iniziale circa la mia appartenenza di genere.

E' molto buffo tutto ciò . 20.000 visite orsono avevo iniziato questo diario proprio per acclamare, confermare, estrapolare la mia natura di Femmina ed invece sembra che nonostante tutti i miei sforzi SEMBRO ancora un maschio.

Avevo fatto un elenco di aggettivi per presentarmi e lo avevo fatto chiedendo a coloro che mi conoscono di descrivermi con un aggettivo. Sembri un Uomo l'ultimo degli appellativi.
Ecco l'elenco.

Sarà perchè quando finisco di scopare non ho voglia di coccole ma di mangiare, fumare, bere, perchè desidero fare sesso al mattino, perchè per me il sesso è importantissimo, perchè dei preliminari m'importa poco, perchè mi masturbo molto e con gioia, perchè mi piace poco ricevere sesso orale e molto più praticarlo, perchè non sono romantica e quindi no assoluto a fiori recisi e plastificati, perchè mi piacciono i Sex Pistol, i Ramones, Wall of voodoo e a parte rare eccezzioni diciamolo le femmine di musica nonci capiscono un cazzo.

Sarà perchè sono troppo Femmina e si sa al finire del cerchio si torna al punto di partenza.

Ma posso garantire a scanso di ogni equivoco ,che poi se no viene meno la popolarità, la donnina nella galleria EGOtica sono io in carne e ossa.

Comunque grazie a tutti i passanti che una, 10, 100, 1000 volte hanno buttato un occhio al tinello.

FG

Femmina


Potrai mai verniciare le mie vanezze?
Sono donna e tu puoi solo fantasticare
delle visioni che ho quando mi versano da bere.
Se siedo è solo per pensare ancora e ancora
a quando non sapevo piangere di fronte ai riverberi.
“Non ti ho mai raccontato o forse l’ho fatto oltremisura”
- pensavo.
Ma il mio essere femmina mi fa scoprire i seni
anche se il tempo dei figli è passato
e quello dell’amore è ancora lungo.
Dubita di me, poiché io voglio essere contraddizione,
dubita di me, poiché non voglio disingannare la mia figura.
Sono donna e non un peccato mortale.
Federica Sabbatini

auguri stellina


lunedì 22 aprile 2013

Rodotà distrugge Scalfari



Questa la lettera di Stefano Rodotà a Eugenio Scalfari, che lo aveva pesantemente attaccato per la sua scelta di offrire il fianco al Movimento 5 Stelle:

Caro direttore,
non è mia abitudine replicare a chi critica le mie scelte o quel che scrivo. Ma l'articolo di ieri di Eugenio Scalfari esige alcune precisazioni, per ristabilire la verità dei fatti.
E, soprattutto, per cogliere il senso di quel che è accaduto negli ultimi giorni. Si irride alla mia sottolineatura del fatto che nessuno del Pd mi abbia cercato in occasione della candidatura alla presidenza della Repubblica (non ho parlato di amici che, insieme a tanti altri, mi stanno sommergendo con migliaia di messaggi). E allora: perché avrebbe dovuto chiamarmi Bersani? Per la stessa ragione per cui, con grande sensibilità, mi ha chiamato dal Mali Romano Prodi, al quale voglio qui confermare tutta la mia stima. Quando si determinano conflitti personali o politici all'interno del suo mondo, un vero dirigente politico non scappa, non dice «non c'è problema », non gira la testa dall'altra parte. Affronta il problema, altrimenti è lui a venir travolto dalla sua inconsapevolezza o pavidità. E sappiamo com'è andata concretamente a finire.
La mia candidatura era inaccettabile perché proposta da Grillo? E allora bisogna parlare seriamente di molte cose, che qui posso solo accennare. È infantile, in primo luogo, adottare questo criterio, che denota in un partito l'esistenza di un soggetto fragile, insicuro, timoroso di perdere una identità peraltro mai conquistata. Nella drammatica giornata seguita all'assassinio di Giovanni Falcone, l'esigenza di una risposta istituzionale rapida chiedeva l'immediata elezione del presidente della Repubblica, che si trascinava da una quindicina di votazioni. Di fronte alla candidatura di Oscar Luigi Scalfaro, più d'uno nel Pds osservava che non si poteva votare il candidato "imposto da Pannella". Mi adoperai con successo, insieme ad altri, per mostrare l'infantilismo politico di quella reazione, sì che poi il Pds votò compatto e senza esitazioni, contribuendo a legittimare sé e il Parlamento di fronte al Paese.
Incostituzionale il Movimento 5Stelle? Ma, se vogliamo fare l'esame del sangue di costituziona-lità, dobbiamo partire dai partiti che saranno nell'imminente governo o maggioranza. Che dire della Lega, con le minacce di secessione, di valligiani armati, di usi impropri della bandiera, con il rifiuto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, con le sue concrete politiche razziste e omofobe? È folklore o agire in sé incostituzionale? E tutto quello che ha documentato Repubblica nel corso di tanti anni sull'intrinseca e istituzionale incostituzionalità dell'agire dei diversi partiti berlusconiani? Di chi è la responsabilità del nostro andare a votare con una legge elettorale viziata di incostituzionalità, come ci ha appena ricordato lo stesso presidente della Corte costituzionale? Le dichiarazioni di appartenenti al Movimento 5Stelle non si sono mai tradotte in atti che possano essere ritenuti incostituzionali, e il loro essere nel luogo costituzionale per eccellenza, il Parlamento, e il confronto e la dialettica che ciò comporta, dovrebbero essere da tutti considerati con serietà nella ardua fase di transizione politica e istituzionale che stiamo vivendo.
Peraltro, una analisi seria del modo in cui si è arrivati alla mia candidatura, che poteva essere anche quella di Gustavo Zagrebelsky o di Gian Carlo Caselli o di Emma Bonino o di Romano Prodi, smentisce la tesi di una candidatura studiata a tavolino e usata strumentalmente da Grillo, se appena si ha nozione dell'iter che l'ha preceduta e del fatto che da mesi, e non soltanto in rete, vi erano appelli per una mia candidatura. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere come mai persone storicamente appartenenti all'area della sinistra italiana siano state snobbate dall'ultima sua incarnazione e abbiano, invece, sollecitato l'attenzione del Movimento 5Stelle. L'analisi politica dovrebbe essere sempre questa, lontana da malumori o anatemi.
Aggiungo che proprio questa vicenda ha smentito l'immagine di un Movimento tutto autoreferenziale, arroccato. Ha pubblicamente e ripetutamente dichiarato che non ero il candidato del Movimento, ma una personalità (bontà loro) nella quale si riconoscevano per la sua vita e la sua storia, mostrando così di voler aprire un dialogo con una società più larga. La prova è nel fatto che, con sempre maggiore chiarezza, i responsabili parlamentari e lo stesso Grillo hanno esplicitamente detto che la mia elezione li avrebbe resi pienamente disponibili per un via libera a un governo. Questo fatto politico, nuovo rispetto alle posizioni di qualche settimana fa, è stato ignorato, perché disturbava la strategia rovinosa, per sé e per la democrazia italiana, scelta dal Pd. E ora, libero della mia ingombrante presenza, forse il Pd dovrebbe seriamente interrogarsi su che cosa sia successo in questi giorni nella società italiana, senza giustificare la sua distrazione con l'alibi del Movimento 5Stelle e con il fantasma della Rete.
Non contesto il diritto di Scalfari di dire che mai avrebbe pensato a me di fronte a Napolitano. Forse poteva dirlo in modo meno sprezzante. E può darsi che, scrivendo di non trovare alcun altro nome al posto di Napolitano, non abbia considerato che, così facendo, poneva una pietra tombale sull'intero Pd, ritenuto incapace di esprimere qualsiasi nome per la presidenza della Repubblica.
Per conto mio, rimango quello che sono stato, sono e cercherò di rimanere: un uomo della sinistra italiana, che ha sempre voluto lavorare per essa, convinto che la cultura politica della sinistra debba essere proiettata verso il futuro. E alla politica continuerò a guardare come allo strumento che deve tramutare le traversie in opportunità. 


fonte: www.cadoinpiedi.it

gli italiani scopano molto per questo non fanno la rivoluzione di Femmina Gaudente




Nel marasma di questo fine settimana convulso tra ansIe dal colle e impegni ovali (tutti i maschi di famiglia coinvolti in festose lotte nel fango) ho accumulato una tale dose di rabbia che Pasteur avrebbe dovuto fare un rabbocco al vaccino, se avessi dovuto debellarla all'antica maniera.

Invece mi affido alla spiritualità e rifuggo dalla scienza. Perché noi umani siamo fatti così, quando la matematica degli eventi non torna inventiamo i buchi neri.

Ma io mi chiedo: come può una santa donna come la Femmina Gaudente reagire al ghigno del caimano, ai vaneggiamenti del giaguaro, alle manie di protagonismo del grillo parlante, ai giocagiuè della tartaruga bicenteria, alla vacca con la maglietta di prodi e non aggiungo altro che poi se no diventa un blog politico ed invece io sto qua solo per parlare di cazzi (amari ogni tanto).
Come posso sopportare la puzza di olio canforato che il MagnoMaschio si sparge per sopravvivere ai dolori causati dalle copiose battaglie tra anziani signori imperterriti alle leggi anagrafiche. Ostinati e coraggiosi guerrieri uniti contro l'imminente andropausa?
Quintali di fango anche nelle mutande, spogliatoi che odorano di muflone andato a male etc...etc...

Il mio maestro diceva:"converti la rabbia in energia positiva. Fa che diventi carburante nobile. Diventa strumento del fare in balia della rabbia che avanza".

Io lo ascolto e scopo.

Mi faccio delle sane, gaudenti, rivoluzionarie e anarchiche scopate.

Un pompino sotto l'asse da stiro anziché spaccare vetrine. Mettimelo nel culo se no mi tocca uscire a lanciare saNpietrini. Imparo a squirtare o a costruire una molotov?

Leggo su questo articolo (Niente sesso e tanta rabbia così gli arabi fanno la rivolta)  che l'ONU ha ravveduto la mancanza di sesso alla base della rivolta araba.

Ora ho capito. In Italia non facciamo la rivoluzione perchè trombiamo come ricci. Questa è l'unica spiegazione possibile.

FG

Revolution 

Berlin Calling




Berlin Calling è un film del 2008, diretto da Hannes Stöhr, con Paul Kalkbrenner e Rita Lengyel. Diventato film di culto per la sua colonna sonora, racconta una Berlino contemporanea a ritmo di musica elettronica. Il film è uscito in Italia al cinema nel novembre 2009, ed è disponibile in DVD dal 10 febbraio 2010.

Il film racconta la storia di Martin (interpretato da Paul Kalkbrenner), alias Dj Ickarus, compositore di musica elettronica, che dopo aver raggiunto fama internazionale grazie al tour mondiale da cui è appena tornato, si ritrova a dover affrontare una crisi personale ed artistica proprio nel momento in cui deve essere lanciato il suo nuovo album. All'improvviso calo di ispirazione artistica si uniscono le forti pressioni esercitate dalla casa discografica con cui Martin ha il contratto ed il sempre più frequente ricorso a sostanze stupefacenti. Caduto ormai in depressione, in pochissimo tempo Dj Ickarus si fa completamente sopraffare dalla droga, perdendo il contratto con la sua produttrice musicale, la fidanzata Mathilde e anche il lume della ragione. La goccia che fa traboccare il vaso è una pasticca di ecstasy tagliata male che Martin assume ad una festa: finisce ricoverato in una clinica specializzata nel recupero di soggetti con problemi psichiatrici legati all'abuso di sostanze stupefacenti, gestita dalla dottoressa Petra Paul. Martin è ormai un soggetto con problemi di schizofrenia e allucinazioni e senza fidanzata, amici né certezze, gli rimane solo una cosa: la musica, che alla fine lo salverà. Dopo un periodo di ribellione, infatti, Martin accetterà finalmente di farsi curare dalla dottoressa Paul e, ottenuto il permesso di poter lavorare al nuovo album direttamente nella stanza della clinica grazie al computer, si butterà anima e corpo nella composizione del suo nuovo album che, nonostante la debilitazione provocata dai forti farmaci che gli sono stati prescritti, sarà un successo indiscusso. Berlin Calling, il titolo del suo nuovo album, entusiasmerà Martin ormai disintossicato, la fidanzata e la casa discografica, permettendo a Dj Ickarus di resuscitare.

Colonna Sonora

La colonna sonora del film è stata realizzata da Paul Kalkbrenner e prodotta dalla B-Pitch Control nel 2008.
Aaron
Queer Fellow
Azure
Sky and Sand
Square 1
Altes Kamuffel (Special Berlin Calling Edit)
Torted
Moob
Mango (di Sascha Funke)
Atzepeng (Special Berlin Calling Edit)
Castenets (Special Berlin Calling Edit)
Revolte
Bengang
Peet
Absynthe
Gebrünn Gebrünn (Special Berlin Calling Edits)
Train

domenica 21 aprile 2013

la Nestlé




La Nestlé S.A. o Société des Produits Nestlé S.A., con sede a Vevey, in Svizzera, è la più grande azienda mondiale nel settore alimentare.
Produce e distribuisce una grandissima varietà di prodotti alimentari, dall'acqua minerale agli omogeneizzati, dai surgelati ai latticini.

Storia

Intorno al 1860, il farmacista Henri Nestlé sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto salvò la vita di un bambino, e la Farine Lactée Henri Nestlé fu presto venduta in tutta Europa. Nel 1866 fu formalmente fondata la Nestlé.
Nel 1905, la Nestlé si fuse con la Anglo-Swiss Condensed Milk Company. Rapidamente l'azienda crebbe fino a possedere fabbriche negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Spagna. Durante la Prima guerra mondiale crebbe la richiesta di prodotti caseari, e la produzione della Nestlé raddoppiò prima della fine del conflitto.
Dopo la fine del conflitto il mercato caseario tornò a normalizzarsi e gran parte dei consumatori tornarono a latte fresco. La Nestlé rispose a questo mutamento di contesto modificando la propria linea aziendale, riducendo il proprio debito e iniziando a espandersi nel settore della produzione del cioccolato, che rappresenta a tutt'oggi la seconda attività più importante dell'azienda.

All'inizio della Seconda guerra mondiale, i profitti dell'azienda scesero bruscamente (dai 20 milioni di dollari del 1938 ai 6 milioni del 1939). Furono realizzate nuove fabbriche in molti paesi in via di sviluppo, specialmente America latina. Proprio la guerra, paradossalmente, portò all'invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafé, che venne inizialmente utilizzato dall'esercito degli Stati Uniti. Anche grazie a questo prodotto, i profitti dell'azienda tornarono a salire durante il conflitto.
La fine della seconda Guerra Mondiale fu l'inizio di una fase molto dinamica. La crescita dell'azienda fu accelerata e furono portate a termine numerose acquisizioni. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi (produttrice di condimenti e zuppe). Seguirono Crosse & Blackwell nel 1950, Findus (1963), Libby's (1971) e Stouffer's (1973). Fu inoltre realizzata una shareholding con L'Oréal (1974), con ulteriore diversificazione della produzione. Nel 1977 la Nestlé continuò a espandersi al di fuori del settore alimentare acquisendo gli Alcon Laboratories. Nel 1984 venne acquisito un gigante dell'industria alimentare statunitense, la Carnation.
Nella prima metà degli anni novanta, la caduta delle barriere commerciali e la nascita del mercato globale fornirono alla Nestlé nuovi importanti mercati nei quali espandersi. Negli anni successivi avvennero nuove importanti acquisizioni: Sanpellegrino (1997), Spillers Petfoods (1998), Ralston Purina (2002), Dreyer's (2002) e Chef America (2002). Nel 2005 Nestlé perde posizioni nel mercato degli alimenti per l'infanzia dopo il ritiro di alcuni tipi di latte in polvere, e procede all'acquisizione di Gerber Products Company nel 2007 e la divisione alimentare della multinazionale Pfizer nel 2012 con l'intento di riconquistare una posizione di leader nei mercati emergenti.

Principali marchi

Cereali

Cheerios (eccetto USA)
Chocapic
Chokella
Cini Minis
Cinnamon Grahams
Clusters
Cookie Crisp
Crunch
Fibre1
Fitness
Force Flakes
Golden Grahams
Golden Nuggets
Honey Nut Cheerios (eccetto USA)
Honey Stars
Koko Krunch
Nesquik
Nestlé Corn Flakes
Oat Cheerios
Shredded Wheat
Shreddies
Trix

Caffè e altre bevande solubili

Bonka
Coffee-Mate
International Roast
Klim
Loumidis
Nescafé
Nespray
Nespresso
Orzoro
Ricoffy
Ricoré
Taster’s Choice
Zoégas

Acqua

Aberfoyle
Acqua Panna
Acqua Vera
Al Manhal
Arrowhead
Contrex
Deer Park
Hépar
Ice Mountain
Levissima
Nałęczowianka
Nestlé Aquarel
Nestlé Pure Life
Ozarka
Pejo
Perrier
Poland Spring
Recoaro
Quézac
S. Pellegrino
San Bernardo
Vera
Viladrau
Vittel
Zephyrhills

Altre bevande

BBThè
Beltè
Nestea
Carnation
Caro
Chinò
Five5
Gingerino
Gloria
Libby’s
Milo
Nescau
Nestlé Omega Plus
Nesquik
Sanbitter
Svelty

Prodotti freschi

Buitoni
Chiquitin
Herta
La Laitière
La Lechera
LC1
Molico
Nestlé
Ski
Sveltesse
Svelty
Toll House
Yoco

Gelati

Antica gelateria del corso
Oreo (Canada)
Camy
Dreyer's
Frisco
Häagen Dazs
Motta Gelati
Mövenpick
Nestlé
Peters
Push-Up
Savory
Schöller
Valiojäätelö (Finlandia)

Alimenti per neonati

Alfare
Beba
Cérélac
FM 85
Fruttolo
Good Start
Guigoz
Lactogen
Mio
Nan
NAN HA
NanSoy
Neslac
Nestlé
Nestogen
Nestum
Nido
Nidina
Ninho
PreNan

Alimenti per sportivi

Neston
Nesvita
PowerBar

Alimenti per la salute

Modulen
Nutren
Nutren Junior
Peptamen
Peptamen UTI
Nestlè Nutrition (alimenti per disfagici)

Condimenti

Buitoni
Maggi
Thomy
Winiary

Cibi surgelati

Buitoni
Hot Pockets
Lean Cuisine
Maggi
Mare fresco
Stouffer’s

Cioccolato, dolci e biscotti

Aero
After Eight
Baby Ruth
Butterfinger
Cailler
Caramac
Coffee Crisp
Crunch
Damak (Turchia)
Fruit Joy
Kit Kat
Smarties
Perugina
Polo
Galak
La Lechera
Joe (Nestlé) (Romania)
Lion
Nestlé
Orion (Repubblica Ceca)
Quality Street
Rolo
Toll House
Snack
Violet Crumble
Yorkie
The Willy Wonka Candy Company

Prodotti per la cucina

Davigel
Milkmaid
Minor's
Moça
Santa Rica

Cibo per animali

Alpo
Beneful
Dog Chow
Fancy Feast
Felix
Friskies
Gourmet
Mighty Dog
Mon Petit
ONE
Pro Plan
Purina
Tidy Cats

Critiche alla politica commerciale di Nestlé

Fin dai tardi anni settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche circa la sua politica commerciale. Movimenti di opposizione a questa azienda, iniziati su vari fronti e in diversi paesi, sono approdati all'istituzione di un International Nestlé Boycott Committee ("comitato internazionale per il boicottaggio della Nestlé") di cui fanno parte, formalmente o informalmente, numerose associazioni analoghe in diversi paesi del mondo. Tra i maggiori esponenti nelle critiche contro questa azienda spicca lo svizzero Jean Ziegler.

Latte per neonati

La Nestlé viene accusata di una politica commerciale aggressiva e irresponsabile per quanto riguarda la promozione di latte per neonati nei paesi in via di sviluppo, soprattutto attraverso forniture gratuite a strutture ospedaliere.
Secondo l'UNICEF, la sostituzione dell'allattamento materno con il latte in polvere, porterebbe nei paesi del Terzo Mondo alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno, a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell'acqua e dei biberon utilizzati. Vi è evidenza che anche in paesi sviluppati l'utilizzo del latte in polvere per neonati comporta un aumento dei rischi di mortalità post-neonatale rispetto all'allattamento materno.
Per queste ragioni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) adottò il 22 maggio del 1981, l'International Code of Marketing of Breast-milk Substitutes, un regolamento internazionale sulla promozione di surrogati del latte materno, linea guida non legalmente vincolante al quale la Nestlé aderì nel 1982.
I controlli eseguiti nel 1988 dalla International Baby Food Action Network riscontrarono però infrazioni da parte della Nestlé e di altre compagnie produttrici di latte per neonati e provocarono la ripresa del boicottaggio dell'azienda nato nel 1977 e successivamente interrotto con la sua adesione al Codice dell'OMS.
Diverse indagini hanno mostrato come la Nestlé e altre compagnie produttrici di latte in polvere per neonati negli ultimi anni abbiano ripetutamente infranto, soprattutto in regioni sottosviluppate, il Codice internazionale dell'OMS al quale hanno ufficialmente aderito.

Azione legale contro il governo dell'Etiopia

Nel 2002, l'agenzia Oxfam rivelò che la Nestlé aveva fatto causa all'Etiopia per 6 milioni di dollari. L'Etiopia, uno dei paesi più poveri del mondo, si trovava in un periodo di carestia che metteva in pericolo la vita di oltre 11 milioni di persone. La Nestlé chiedeva un risarcimento per un'azienda del settore agricolo di sua proprietà, nazionalizzata nel 1975 dal regime marxista di Mengistu.
Nel dicembre del 2002 Nestlé ha accettato di accordarsi con le autorità etiopi per ricevere 1,6 milioni di dollari che devolverà interamente per la lotta alla fame.

Nestlé Purina nel Venezuela

Nel 2005, la Nestlé Purina commercializzò tonnellate di cibo per animali contaminato nel Venezuela. I marchi incriminati includevano Dog Chow, Cat Chow, Puppy Chow, Fiel, Friskies, Gatsy, K-Nina, Nutriperro, Perrarina e Pajarina. Morirono oltre 400 fra cani, gatti, uccelli e animali da allevamento. Il problema fu attribuito a un errore di un produttore locale che aveva immagazzinato in modo scorretto il mais contenuto in tali cibi, portando alla diffusione di un fungo tossico nelle riserve.
Nel marzo del 2005, l'Assemblea Nazionale del Venezuela stabilì che la Nestlé Purina era responsabile a causa di insufficienti controlli di qualità, e condannò l'azienda a risarcire i proprietari degli animali intossicati.

Cibo transgenico

Nell'agosto 2004 un test di Greenpeace riscontrò la presenza di organismi geneticamente modificati in una confezione di Nesquik. Una donna cinese denunciò Nestlé, poiché l'uso di OGM nei prodotti per l'infanzia era proibito dalle leggi locali. Un secondo test condotto in dicembre diede risultati negativi.
Nel novembre 2005 Nestlé si oppose alla decisione svizzera di bandire gli OGM.

Uso di HEK293

La Nestlé viene indicata come una delle compagnie (alimentari, cosmetiche o medicinali) che fanno uso di cellule HEK293 (cellule embrionali renali umane), nella ricerca di nuovi esaltatori di sapore.

Schiavitù e manodopera minorile

Nel 2005 l'ONG International Labor Rights Fund, seguita da Global Exchange, denunciarono Nestlé e le aziende fornitrici di commodity, Archer Daniels Midland e Cargill per l'uso di manodopera ridotta in schiavitù, testimoniata da un caso di minori, trafficati dal Mali alla Costa d'Avorio e lì costretti a lavorare in piantagioni di cacao gratuitamente dalle 12 alle 14 ore al giorno, con poco cibo, sonno e frequenti percosse.  L'Organizzazione Internazionale del Lavoro, infatti, stima che 284.000 minori lavorino nelle coltivazioni di cacao nell'Africa Occidentale, soprattutto in Costa d'Avorio, dove Nestlé è la terza compratrice mondiale. L'esportazione di cacao, oltretutto, sarebbe stata la principale fonte finanziaria per le forze militari della guerra civile.
Nel 2001 Nestlé e altri grandi produttori di cioccolato hanno firmato un accordo, il protocollo Harkin-Engel (o Protocollo sul cacao), per affermare che avrebbe certificato, da luglio 2005, che il suo cioccolato non era stato prodotto attraverso manodopera minorile, debitoria, forzata o proveniente da traffico di esseri umani. Il protocollo, secondo il più recente report dell'International Labor Rights Fund pubblicato nel 2008, sarebbe stato disatteso
.
Finanziamenti a Partiti Politici

Secondo alcune fonti, la Nestlé finanzia i maggiori partiti statunitensi: l'azienda avrebbe investito nel 2002 153.000 dollari, destinati per il 77% al Partito Repubblicano e per il restante 23% al Partito Democratico. La pratica del finanziamento ai partiti è comunque uno strumento legalmente riconosciuto negli Stati Uniti d'America.

Latte inquinato in Italia

Nel 2009, la Nestlé italiana è stata condannata, insieme alla Tetrapak, al pagamento dei danni, per l'inquinamento del latte Nidina con Itx, un tipo di inchiostro.