martedì 22 febbraio 2022

lussuria

 

Tra le opere meno note di George Orwell c’è il saggio The Art of Donald Mc Gill, L’arte di Donald Mc Gill, mai tradotto in italiano.

Donald Mc Gill è stato uno dei maggiori disegnatori della sua epoca di cartoline comiche sconce: si vendevano a un penny presso tutte le tabaccherie e le edicole. Se digitate il suo nome su Google immagini arrivate alle vignette. Il testo di Orwell spiega quindi la dignità della barzelletta sconcia, del doppio senso greve, in cui lui intuiva il diritto all’umorismo di Sancho Panza, che è giusto contrasti la nobile follia di Don Chisciotte.  Sancho Panza però non deve occupare tutta la scena. Non deve occuparne nemmeno metà. Deve essere la spalla. Il suo umorismo greve, le barzellette di caserma, la curiosità pruriginosa per un sesso desacralizzato e sterile devono occupare il 5% della scena, eccezionalmente il 10. Se ne occupa una parte maggiore, la società ne sarà annientata.

Tutte le società, come prezzo per la sopravvivenza, devono esigere un alto livello di moralità sessuale, conclude George Orwell. Nessuna società, nessuna civiltà, è in grado di sopravvivere alla promiscuità sessuale. La promiscuità sessuale è detta anche libertà sessuale. Libertà è una bella parola. Può essere una bella trappola. Libertà di cosa? Libertà da cosa? Dai tabù, dai pregiudizi, dal giudizio? Ha scritto Chesterton se ti trovi di fronte una palizzata, prima di demolirla, chiediti perché è stata costruita. Potrebbe essere stata costruita per motivi che non esistono più, e in questo caso potrebbe essere ragionevole demolirla. Oppure potrebbe essere stata costruita perché sull’esistenza di quella palizzata posa l’intera sopravvivenza di una civiltà. La promiscuità sessuale, la libertà dalla responsabilità, è un inno alla irresponsabilità. Il sesso non è un giocattolo. Gli organi sessuali sono chiamati anche organi produttivi. La riproduzione non è un incidente, è lo scopo biologico. Vorrei sottolineare questa frase. Nella mia vita ho spesso posseduto cani, anzi cagnoline. Quando le mie cagnoline erano in calore, i cani maschi del circondario scavalcavano siepi, scavavano tunnel, hanno anche cercato di scendere dal camino come le renne di babbo Natale per venire a presentare i loro omaggi. La nascita della vita dopo l’atto sessuale non è un’opzione. Dove questa opzione non esiste più, quando la cagnolina non è in calore, l’interesse dei maschi crolla a zero. Esiste una sessualità sacra e sublime che è quella che accetta la responsabilità di essere coartefice della creazione insieme a Dio.

La sessualità può essere il più grande piacere che la mente umana possa provare. Un piacere sacro che deve essere protetto dallo sguardo altrui e che deve avere la potenzialità spirituale di vincere la morte. Quando da un uomo e una donna nasce un figlio, la loro essenza di essere mortali viene trascesa. Quell’uomo e quella donna stanno generando una discendenza che traverserà i millenni. Tutto questo è stato distrutto dall’azione sterile e squallida di chi ha desacralizzato la sessualità. Sancho Panza ha occupato tutta la scena con le sue stucchevoli cartoline. Roberto Marchesini nel suo imperdibile libro Le vie della psicologia spiega come i padri fondatori della dubbia scienza, altri non fossero che deviati con tragiche frustrazioni, assolutamente incapaci di sessualità sacra, con l’unica capacità di ammantare la propria pochezza di una terminologia gelida spacciabile per scienza per le anime semplici. Sancho Panza ha occupato tutto lo spazio. Il mondo si è popolato di onanisti con la bava alla bocca, matrone vogliose e sempre insoddisfatte. Si è perso Don Chisciotte, e quindi non abbiamo più leader. I grandi sentimenti che vincono sempre grazie al sangue sudore e lacrime, e l’eroismo, sono stati annientati. Il declino della civiltà è cominciato qui. Una civiltà che offre ai suoi dodicenni l’oscenità satanica dei video musicali, è evidente che è condannata a morte e a leader politici sempre più ridicoli. Lo intuirono i molto sottovalutati Fruttero e Lucentini decenni fa, nel 1985, nella sezione  Fiera ciula, contenuta del saggio La prevalenza del cretino. Fiera ciula è un termine piemontese per indicare sia un grosso stupido sia uno stupido assolutamente fiero della propria stupidità. In effetti dobbiamo riconoscere che da decenni continuiamo a marciare verso l’imbecillità collettiva. Il rimbecillimento dei programmi scolastici, passati dall’insegnare l’uso della matita a insegnare l’uso del condom, e dei programmi televisivi è indubbio.  Ne parla Antony M Esolen del testo Sex and unreal city, la demolizione del pensiero occidentale.  Il riferimento è un orrendo telefilm, The sex and the city, dove quattro sciamannate con vestiti orrendi e scarpe scomode, vanno a letto con chi capita in una New York fasulla e triste come il Mondo delle meraviglie. Vale per la sessualità vuota la stessa cosa che vale per il mangiare e vomitare di coloro che praticano la bulimia. Si tratta di una compulsione basata su scariche di dopamina da cui si diventa dipendenti. La sessualità sacra è magnifica e splendida ed è stata distrutta da psicologi e sessuologi. Non può vivere sotto i riflettori. Nel momento in cui è stato tolta dalla sua regale riservatezza e messa sotto le luci gelide dei microscopi è morta. Il sacro non può esistere senza il peccato. L’adulterio viola la sacralità della sessualità e San Paolo lo condanna. Gli adulteri, insieme a un’altra categoria su cui torneremo, non entreranno nel regno dei Cieli. Se ci credete. Se non ci credete rischiate di girare in una città irreale, caricaturale, a fare sesso scadente con chi capita e a mangiare cibo spazzatura pescato direttamente dai cartoni, in una città sempre più scema e con una classe politica sempre più ridicola. Chi ama veramente il cibo, chi lo considera un dono, chi conosce la cucina e l’alta cucina, non mangia e vomita. Chi è in grado di descrivere la pienezza del brunello di Montalcino e dell’amarone non diventa alcolizzato. Chi fa sesso scadente usa e getta ne diventa dipendete, ne diventa ossessionato. Per evitare di morire di noia occorre ricorrere per 50 sfumature di sadomaso. Le suo drammatico testo Antony M Esolen pone l’accento su un punto ovvio. La sessualità ha come scopo la riproduzione. La sessualità usa e getta ha come scopo il piacere, peccato che gli organi sessuali siano organi riproduttivi. Prima o poi comparirà una gravidanza. Chiunque pensi che tutte le gravidanze indesiderate possano essere evitate, è un sublime ingenuo. Di conseguenza la cosiddetta libertà sessuale non può che avere come corollario la libertà di aborto, sempre più presentata come una bella festa, una radiosa forma di libertà. Una creatura umana è smembrata da viva e senza anestesia nel ventre di sua madre a spese dell’erario pubblico. Dei luoghi dove la barbarie è permessa in qualsiasi fase della gravidanza, capita che qualcuno sopravviva, per esempio Gianna Jessen, bambina sopravvissuta e ora per raccontare la storia. In alcuni Stati degli Stati Uniti esistono leggi perché questi bimbi, una volta nati vivi e vitali, non debbano essere soccorsi, e debbano essere fatti morire. Devono essere chiusi in un sacco e gettati via. E come se il buon Dio fosse sceso attraverso le segrete del cuore angusto dell’uomo per far scaturire sui peccatori la sorpresa della vita: alcuni accettano quel dono con cuore grato, altri lo rifiutano; ma il rifiuto, nel caso di un bambino sopravvissuto all’aborto, deve comportare un enorme sforzo per escludere Dio. Grazie a Obama per la prima volta gli Stati Uniti hanno emanato una direttiva che non si limitava a consentire, ma addirittura richiede la soppressione di vite innocenti. Davvero qualcuno pensa che una city con queste leggi possa sopravvivere?

Altro libro ancora più importante ed esaustivo è La rivoluzione sessuale americana di Pitirim Sorokin. L’autore ha vissuto per cinque anni la realtà terrificante del Gulag. “Nel 1918 fui condannato a morte -scrive- per sei settimane attesi ogni giorno di essere giustiziato, benché assistevo all’esecuzione di amici e compagni di prigionia. Nei successivi quattro anni ho potuto osservare fino al limite della sopportazione odori infiniti di umana bestialità, molte distruzioni. Ho imparato tre cose. La vita, anche la vita più dura, il bene più prezioso e miracoloso. Il compimento del proprio dovere e un’altra cosa stupenda rende felice la vita. La terza e che la crudeltà e l’ingiustizia non potranno mai portare a una rinascita psicologica morale o materiale.”

Coloro che credono che la libertà possa nascere dall’aborto e che la sessualità possa vivere e creare al di fuori del senso del dovere e dove il senso del  peccato sia abolito, stanno in realtà creando un Gulag.

Segue

fonte: SILVANA DE MARI

 

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