lunedì 3 marzo 2014

inventori italiani mondiali

ITALIA: IL PAESE DEGLI INVENTORI MONDIALI. SOLUZIONE ALLA CRISI SPECULATIVA




di Gino De Dominicis


L'Italia è notoriamente il Paese che ha sempre avuto il più gran numero di inventori al mondo. Se si volesse veramente risolvere la crisi economica, anziché lasciare che i nostri brevetti vengano venduti all'estero per poi ricomprare i prodotti che ne derivano, bisognerebbe fare un censimento di tutti gli inventori e le invenzioni italiane, selezionare quelle giuste, comprare i brevetti e creare per ognuno di essi una fabbrica. 

Si creerebbero innumerevoli posti di lavoro e si otterrebbero così prodotti finalmente originali e competitivi sul mercato mondiale.



Post scriptum


La crisi è un momento di svolta, attesta l'etimologia, non la fine del mondo. 
E' in atto una fuga e la morte delle intelligenze in Italia. 

 Bisogna investire nell'educazione, poi nell'educazione, infine e sempre nell'educazione dei giovani.

Gianni Lannes

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

domenica 2 marzo 2014

cos'è l'amore?

PREFAZIONE

Cos'è l'amore?
Credo che qualsiasi persona stia adesso leggendo queste righe, si sia posta la medesima domanda almeno una volta nella propria vita.
Probabilmente in questo momento centinaia di uomini perbene, mariti con un' apparente matrimonio felice, buoni padri di famiglia, grandi ed onesti lavoratori; stia facendo del puro, semplice, trasgressivo sesso
in compagnia di una giovane, carina, estroversa, simpatica, sorridente ed accattivante Escort.
Ho 27 anni, sono una ragazza comune.
Un' insospettabile ragazza comune che da ben 3 anni, di sera sveste i panni dell' impiegata e veste quelli dell' accompagnatrice.
Al diavolo falsi moralismi e finti perbenismi, donne, tremate. La fedeltà non esiste!

Tutto ha avuto inizio in un periodo della mia vita molto particolare.
Un cambio di lavoro con stipendio ridicolo, da fame direi, una convivenza ormai arrivata allo stremo della noia, ed una nuova storia iniziata in parallelo.
Sì, sono portata al tradimento, ma non potrei mai perdonarlo se la persona tradita fossi io.
Spesso è così, nella coppia l' elemento che tradisce, è anche quello più insicuro.
Inizialmente si tradisce per insicurezza, perchè ci si sente trascurate, perchè la noia della convivenza quotidiana porta la coppia a parlarsi poco, ed i discorsi maggiormente affrontati sono - "Come paghiamo luce e gas questo mese?" - oppure -  "Cosa vuoi mangiare domani?" -
Se a questa noia mortale ci aggiungiamo un uomo che ingrassa, ci trascura, non ci guarda più, e non fa più sesso con noi... beh, prima o poi sul nostro cammino incontreremo una persona che in un modo o nell'altro risveglierà il lato soppresso dalla routine quotidiana.
Il nostro lato sexy, il lato che abitualmente sfoggiamo quando da single passiamo le serate in discoteca, sorseggiando un cocktail giocherellando maliziosamente con la fragola o con la cannuccia, consce del fatto che stiamo attirando l' attenzione di decine di uomini che in quel momento vorrebbero darci una nota parte del loro corpo per giocherellarci con la nostra bocca.
Insomma, il nostro lato migliore. Quello della donna disinvolta, autonoma, che sa cosa vuole, cosa cerca, ma soprattutto come ottenerlo.
Questo lato è presente in ognuna di noi, ammetto che in me è notevolmente sviluppato. Amo sentirmi addosso gli occhi degli uomini , mentre godo quando l' occhio bramoso di uno di essi,  casca sul mio prorompente decolltè.
Noi donne siamo tutte un po' puttane. Ci piacciono i complimenti, ci piace sentirci belle e desiderate. Ci piace sapere di avere in mano sempre il potere del controllo della situazione, di ogni situazione.
In fin dei conti la differenza tra la moglie di un uomo ricco che si riempie le giornate passando dall'estetista, dalla parrucchiera, in palestra ed a fare shopping con le amiche  offrendogli in cambio il suo corpo reso perfetto dalla chirurgia estetica ogni volta che lui ne ha voglia, non è poi troppa rispetto al farsi pagare per fare del sesso. L'unica differenza è che nel primo caso tutto è ufficializzato dal contratto del matrimonio, mentre nel secondo caso, tutto resterà soltanto un magico, unico, breve ed intenso momento di sesso, da tenere rigorosamente segreto.
La quasi certezza è che il marito di questa stessa donna, con ogni probabilità, è venuto a letto con me.

fonte: bbuscemi.blogspot.it

lo spazio bianco



è un film del 2009 diretto da Francesca Comencini, tratto dall'omonimo romanzo di Valeria Parrella.
Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 16 ottobre 2009.

Trama

Maria (Margherita Buy) aspetta una bambina, non è più incinta ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c'è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. È per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell'attesa che sua figlia Irene esca dall'incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un'apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell'attesa. Ad aiutarla in questo travagliato percorso saranno le sue colleghe di sventura: altre madri che come lei attendono che i loro bambini comincino a vivere.

non votare

Una Scelta Coerente: Astensione o Scheda Nulla

di Stefano D'Andrea

PERCHE' ALLE ELEZIONI EUROPEE MI ASTERRO' O VOTERO' SCHEDA NULLA – NON PUO' VOTARE CHI DESIDERA LA COMPLETA DISTRUZIONE DELL'UNIONE EUROPEA.

Infatti:

1) non esiste un parlamento europeo paragonabile a quello italiano (di un tempo);

2) tale ipotetico parlamento europeo non sarebbe potuto mai esistere, né potrà mai esistere, perché l'Unione europea è una organizzazione internazionale i cui membri sono e non possono che essere gli Stati (il vero "parlamento" europeo dunque esiste ed è il Consiglio dell'Unione europea);

3) nessun'altra organizzazione internazionale al mondo ha un parlamento, bensì sempre un organo nel quale sono rappresentati tutti gli stati partecipanti: esempi l'assemblea dell'ONU e il Consiglio dell'Unione europea;

4) ve la immaginate l'elezione mondiale di un parlamento dell'ONU che si affianchi all'Assemblea? quanto sarebbe assurdo e ridicolo tale organo "parlamentare"?

5) ebbene, il "parlamento europeo" è altrettanto assurdo e ridicolo, soltanto che purtroppo esiste. Il parlamento europeo è stata solo una presa in giro;

6) non è vero che il parlamento europeo deve avere più poteri; un vero parlamento può esserci soltanto se c'è lo stato unitario, federale o confederale; il parlamento europeo, essendo un non parlamento – bensì un giochino per prendere in giro elettori deficienti – ha i poteri che può avere: insignificanti, apparenti. La vera funzione che svolge è di prendere in giro i cittadini che sono stati rincoglioniti dall'ideologia europeista, i quali credono che esista l'Europa o addirittura che vogliono "andare in Europa" (che significa?);

7) ci siamo fatti prendere in giro per 35 anni;

8) ora ci sono partiti interessati, più o meno euroscettici o finti euroscettici o euroscettici un candidato si e uno no, oppure un giorno si e uno no, i quali vorrebbero continuare ad ingannarci e farci credere che il Parlamento europeo possa modificare i trattati europei. Si candidano dicendo ai cittadini che andranno a modificare i Trattati. Ma ciò è assolutamente falso. Il parlamento europeo non ha il potere di modificare i trattati: i trattati li modificano i Governi degli stati all'unanimità, con successiva ratifica o approvazione da parte dei parlamenti;

9) quando glielo fai notare, allora i sedicenti partiti euroscettici tirano fuori la storia che comunque le elezioni saranno per l'opinione pubblica un referendum euro si euro no. Ma questa obiezione è più grave della prima, perché chi la solleva intende partecipare all'inganno dell'opinione pubblica e farle credere ciò che non sarà;

10) soprattutto, il problema non è soltanto l'euro: è l'Unione europea; è il mercato unico in completo contrasto con la Costituzione della Repubblica; è il colpo di stato portato avanti già negli anni '80 e consolidatosi con Maastricht;

11) vogliamo continuare a farci prendere in giro o vogliamo riconquistare la nostra DIGNITA'? Non è digitoso giocare con il gioco per bambini deficienti creato dalle elite, le quali si saranno sbellicate dalle risate quando ideavano l'assurdo "parlamento europeo". Non è mai utile accettare i regali del nemico. Non è dignitoso, giunti al punto in cui siamo giunti, sperare nelle istituzioni che siamo chiamati ad abbattere;

12) se vogliamo rispettare la nostra dignità ed evitare di calpestarla (perché se siamo consapevoli e votiamo la calpestiamo), dobbiamo dire che siamo stati IDIOTI a votare per 35 anni e che VOTARE anche questa volta, sapendo che si tratta di un non-parlamento, che non poteva essere strutturalmente diverso da come è e che NON SAREBBE MAI DOVUTO ESISTERE, è INSENSATO;

13) se poi, come me, non siete semplicemente euroscettici o no-euro, ma volete la distruzione dell'Unione europea, allora
AVETE IL DOVERE DI RIFIUTARE L'ISTITUZIONE DELL'UNIONE EUROPEA,
DI DELEGITTIMARLA,
DI OFFENDERLA,
DI RIPUDIARLA,
DI PROVARE RIBREZZO OGNI VOLTA CHE VI IMBATTETE IN UNA BANDIERA UNIONISTA, CHE E' LA BANDIERA DEL GLOBALISMO ASSOLUTO.
Muovendo dai nostri presupposti, ASTENERSI o VOTARE SCHEDA NULLA sono gli unici comportamenti COERENTI

VIVA L'ITALIA LIBERA, VIVA LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, MORTE ALL'UNIONE EUROPEA. 



fonte: freeondarevolution.blogspot.it

arancia meccanica



pubblicato anche come Un'arancia ad orologeria (A Clockwork Orange), è un romanzo fantapolitico o distopico di Anthony Burgess del 1962. Riadattato per il grande schermo, Stanley Kubrick trasse la celeberrima versione cinematografica Arancia meccanica che uscì negli Usa nel 1971 e nel resto del mondo nel 1972. Il titolo può anche essere tradotto Arancia a orologeria.

Origine del titolo

Secondo Burgess, l'espressione Clockwork Orange era tipica dello slang cockney (il dialetto dei londinesi): «sballato come un'arancia meccanica» (oppure «a orologeria», altra traduzione possibile). L'autore pensava che l'espressione potesse essere erroneamente utilizzata per riferirsi a una persona che reagisce meccanicamente (in malese orang significa persona). In una lettera scritta al Los Angeles Times, Burgess affermò che il titolo e il tema dell'opera prendevano spunto da un grave episodio in cui fu coinvolto lo scrittore, allora residente a Giava. La sua compagna fu pestata e violentata da un gruppo di soldati americani ubriachi. L'autore commentò come l'uomo (urang in Giavanese - v. orango) sia un animale azionato da meccanismi ad orologeria. Da ciò l'associazione fonetica tra la bestia ed il frutto (orange). È possibile, tuttavia, che Burgess avesse inventato la frase come gioco di parole sull'espressione «un'opera di nettare e momento». Più avanti (1986), nel suo saggio A Clockwork Orange Resucked, Burgess chiarì che una creatura che può solo fare il bene o il male è una «clockwork orange» - con ciò intendendo che ha l'apparenza di un organismo amabile caratterizzato da colore e succo, ma in effetti è solo un giocattolo a molla pronto a essere caricato da «Dio, dal Diavolo o dallo Stato onnipotente», e a far scattare la propria violenza, appunto, come un congegno a orologeria.
Nel saggio Clockwork Oranges, Burgess afferma che "il titolo sarebbe adatto ad un racconto sull'applicazione delle leggi di Ivan Pavlov, ovvero meccaniche, ad un organismo che, come un frutto, era capace di esprimere colore e dolcezza". Questo titolo allude alle reazioni del protagonista, il cui libero arbitrio viene 'congelato', in seguito alle sue malefatte, dalla cura Ludovico.
Quale che sia la corretta interpretazione del singolare titolo, è certo che nel romanzo - a differenza che nel film - viene espressamente precisato più volte come A Clockwork Orange fosse il titolo del testo a cui stava lavorando lo scrittore vittima della visita a sorpresa che costituirà uno degli episodi salienti del ciclo "eroico" del protagonista Alex.
In Italia, dove venne pubblicato per la prima volta nel 1969 da Einaudi come Un'arancia ad orologeria, il titolo venne cambiato in Arancia meccanica, in quanto una nota presente prima dell'inizio citava:

«Poiché, come lo stesso Burgess ha riconosciuto, romanzo e film sono venuti a rappresentare un caso esemplare di complementarità tra diversi linguaggi artistici, in occasione della presente edizione tascabile si è preferito proporre il titolo scelto per il film»

Punto di vista narrativo

È il protagonista medesimo, in prima persona, a narrare la propria storia, fornendone un'apparente prospettiva assimilabile ad una fonte erronea ed inaffidabile. Alex non tenta mai di avanzare giustificazioni per le proprie azioni, trasmettendo un'istintiva idea della propria (supposta) buona fede. Un narratore tanto "improbabile", dovrebbe evocare nel lettore un senso di pietà per il ciclo infinito di sofferenze, che egli descrive come fossero "ingiuste" disgrazie che lo colpiscono. La sua tecnica è efficace in quanto riferisce in modo facile situazioni che facili certo non sono. Stilisticamente, egli mescola parole del linguaggio comune a termini del Nadsat, un gergo delle generazioni giovanili.

La storia in dettaglio

Ambientato in un futuro distopico, il romanzo si apre con la presentazione del protagonista Alex, che - con i membri della sua banda: Pete, Georgie e Bamba - vagabonda per le strade di notte, compiendo delitti per divertimento. Alex è intelligente e sa esprimersi in modo appropriato, ama la musica classica (soprattutto Ludwig Van Beethoven) ed è più colto - sicuramente - della media dei quindicenni. Solo, come abbiamo visto, si diletta nel delinquere e nel commettere atti di violenza sessuale, offrendone al lettore una descrizione sconcertante per la sua apparente "innocenza".
Dopo svariate malefatte (tra cui lo stupro della moglie di un tale scrittore F. Alexander) ed in seguito catturato a seguito dell'omicidio di una vecchia signora, Alex riporta una condanna a 14 anni di reclusione per omicidio.
Il carcere non cambia di certo la natura di Alex il quale punta sulla buona condotta per tentare di migliorare la sua situazione (e magari farsi ridurre la pena); a tal proposito frequenta la biblioteca del carcere e si ingrazia il cappellano del carcere. Durante questo periodo viene a conoscenza di un trattamento sperimentale (la cura Ludovico) per la "redenzione" dei malfattori abituali "per tendenza innata". Sebbene il cappellano ed il direttore del carcere siano contrari a questo metodo, la situazione politica viene incontro ad Alex che riesce ad ottenere l'appoggio di un politico senza scrupoli per proporsi quale cavia per il trattamento, allettato dalla promessa di acquisire, a seguito della "cura", la libertà personale perduta a causa della condanna.

La cura Ludovico

Si tratta di una forma di Terapia dell'avversione, in cui al paziente (Alex) è somministrato un farmaco che induce nausea estrema, mentre per due settimane è costretto a guardare film particolarmente violenti, o apologetici della violenza, come una pellicola nazista che contiene - fra l'altro - la gloriosa Nona di Ludwig Van Beethoven adorata da Alex. Egli supplica i ricercatori di far cessare la musica, ma non viene esaudito.
Al termine del trattamento, Alex non può neppure rappresentarsi con la fantasia gli atti violenti, senza essere colto da irrefrenabile devastante nausea (come effetto collaterale, la medesima reazione lo affligge anche se ascolta la Nona).

Fuori dal carcere

La terza parte del romanzo si concentra principalmente sulla punizione che attende Alex una volta scarcerato. Egli incontra diverse delle sue "vecchie" vittime, e tutte si prendono la propria rivincita. Egli è ora indifeso, poiché, come abbiamo detto, il suo stesso corpo si ribella drammaticamente al solo pensiero della violenza. Si ritrova perfino "sfrattato" nella sua famiglia per opera di un pensionante, e vaga senza meta per la strada, meditando il suicidio. Cade a quel punto nelle mani di F. Alexander, il marito della donna che in precedenza aveva violentato. Alcuni amici dello scrittore intendono usare Alex come arma contro il partito politico, mostrando come esso abbia trattato tremendamente Alex. Sebbene non sia chiaro se ciò avviene intenzionalmente, l'esecuzione di una sinfonia ad opera di Otto Skandelig - mentre Alex è chiuso a chiave in una stanza superiore - lo spinge a tentare di togliersi la vita per defenestrazione, nell'incapacità di reggere la sofferenza indotta dal trattamento condizionante della cura Ludovico. Il tentativo di suicidio fallisce, ed Alex è premurosamente curato dal governo, nell'intento di tacitare le polemiche accese nell'opinione pubblica contro le discutibili scelte di detto esecutivo.
Toccando i temi dello scontro generazionale, della corruzione della polizia ed anche della politica, nonché descrivendo il tentato suicidio, la terza parte del libro è quella che in maggior misura riflette le ansie della società futura, per lo più mostrate nell'ultima parte, ove Alex osserva che egli stesso ed i suoi amici sono stati o uccisi (Georgie), o divenuti vittime della società (Bamba è divenuto agente di polizia, e con lui anche l'ex nemico suo e di Alex, Billyboy), o hanno sorpassato perfino i propri comportamenti distruttivi (Pete). Alex comprende di non provare più alcun piacere per l'"ultra-violenza", e desidera una compagna, dalla quale poter avere un figlio. Alex sa che la generazione successiva alla propria sarà probabilmente altrettanto distruttiva, ma non ci sarà nulla che egli potrà fare in proposito - forse in ciò rivelando la conclusiva riflessione di Burgess sulla gioventù ribelle.
Occorre avvertire che il finale del romanzo - nella versione inglese e nella traduzione italiana qui recensita - contiene un capitolo conclusivo "edificante", a differenza del volume che venne distribuito negli Stati Uniti.

« Esistono due versioni del romanzo, ma io ho letto quella che contiene un capitolo in più solo dopo aver lavorato per molti mesi alla sceneggiatura. Sono rimasto sorpreso, perché non c'era alcun rapporto con lo stile satirico del resto del libro; credo che l'editore sia riuscito a convincere Burgess a chiudere con una nota di speranza, o qualcosa di simile. Sinceramente, quando ho letto quell'ultimo capitolo non potevo credere ai miei occhi. Alex esce di prigione e torna a casa. Uno dei ragazzi si sposa, l'altro sparisce, e alla fine Alex decide di diventare un adulto responsabile. »

(Stanley Kubrick)

Esistono diverse teorie riguardanti l'ultimo capitolo e la sua omissione; alcuni asseriscono che i responsabili statunitensi scelsero di escluderlo perché "noioso". Altre fonti invece riferiscono che l'ultimo capitolo fu giustapposto dall'autore in epoca successiva per evitare complicazioni con la censura nei diversi paesi di pubblicazione.

vita che scorre