domenica 21 aprile 2013
disastro Grecia
La malnutrizione, soprattutto infantile, si diffonde come se il paese fosse appena uscito da una terribile guerra. Aumentano suicidi e omicidi, e il sistema sanitario è allo sbando.
I bambini che svengono nelle scuole in preda alla fame, in Grecia, non fanno ormai più notizia. Ci si abitua a tutto, e ciò che qualche anno sembrava terribile oggi viene assorbito, digerito senza grandi scossoni dall’opinione pubblica anestetizzata da una situazione che ricorda quella di un paese uscito da una guerra.
E’ nel mondo che, con il solito colpevole ritardo, si accorge in queste ore di quanto sia grave la condizione in cui la classe politica locale e la troika hanno ridotto la Grecia, di quanta sofferenza sociale stiano generando le “amorevoli” cure delle istituzioni europee.
E così negli ultimi due giorni i quotidiani internazionali si occupano con dovizia di particolari dei bambini che rovistano nella spazzatura per trovare qualcosa da mettere sotto i denti, di altri che chiedono gli avanzi ai loro compagni di scuola più fortunati, di quelli piegati in due per i crampi. ''Neppure nei miei incubi mi sarei aspettato una situazione del genere - spiega al New York Times Leonidas Nikas, direttore di una scuola elementare di Atene -. Ormai siamo al punto che i bambini arrivano a scuola affamati. Le famiglie hanno difficoltà non solo con il lavoro, ma a sopravvivere''. L'anno scorso si stima che il 10% degli scolari di elementari e medie abbia sofferto la fame, ''e la Grecia é ora al livello di alcuni paesi africani'', rileva Athena Linos, docente della facoltà di medicina di Atene. Le scuole greche ormai non offrono il pranzo, gli studenti si portano il cibo da casa o lo comprano nelle mense. Se se lo possono permettere. Ma il costo é diventato insopportabile per molte famiglie e alcuni ragazzi stanno iniziando a rubare il cibo. Alexandra Perri, insegnante in una scuola di Acarne, racconta che 60 dei loro 280 studenti soffrono di malnutrizione. ''Quest'anno i casi di malnutrizione sono aumentati moltissimo”. Secondo un rapporto dell'Unicef del 2012, tra le famiglie greche più povere con bambini, oltre il 26% ha una dieta economicamente debole. Il fenomeno é molto evidente tra gli immigrati ma si sta diffondendo rapidamente tra i greci nelle aree urbane.
A causa della gestione della crisi economica – cioè a causa dei tagli indiscriminati al welfare, dei licenziamenti e delle decurtazioni salariali ordinate da UE e FMI – in Grecia è esploso anche il numero di morti causate da suicidi e omicidi.
Le ingiuste e fallimentari misure di austerità imposte alla Grecia si sono tradotte in sofferenza sociale diffusa e aumento del disagio. I cittadini fanno sempre più spesso i conti con depressione, problemi mentali, abuso di sostanze e malattie infettive. “I risultati del piano di austerità adottato per fronteggiare la crisi sono stati peggiori di quanto avessimo immaginato" spiega un team di ricercatori greci e statunitensi. Sull'American Journal of Public Health i ricercatori citano dati che mostrano come la recessione, abbinata alle successive misure imposte al Paese, abbia portato a un netto peggioramento dei servizi sanitari. I ricercatori dell'Università Aristotele di Salonicco e dell'Università del New Mexico hanno esaminato i dati delle condizioni economiche e sociali attuali, l'utilizzo dei servizi sanitari e la salute dei cittadini. Emerge che i principali indicatori di salute pubblica sono crollati di pari passo con l'introduzione delle politiche di austerità, che hanno drasticamente ridotto i servizi pubblici. Nel dettaglio, tra il 2007 e il 2009 i tassi di mortalità per suicidio e omicidio tra gli uomini sono cresciuti rispettivamente del 22,7% e del 27,6%. Nonostante l’effetto negativo evidente la Grecia ha subito ulteriori tagli: le spese del ministero della Salute sono scese del 23,7% tra il 2009 e il 2011. Nel frattempo, a causa della disoccupazione e del crollo dei redditi dei cittadini ellenici, é diminuito il ricorso alle strutture mediche private, e i pazienti si sono riversati sugli ospedali pubblici, che insieme ai servizi di assistenza primaria in due anni hanno incassato un +6,2% e un +21,9%. Numeri che hanno colpito gli stessi ricercatori, spiega da Londra Elias Kondilis: "Ci aspettavamo che queste politiche di austerità potessero influenzare negativamente i servizi sanitari e la salute" dei cittadini, "ma i risultati sono stati molto peggiori di quanto avessimo immaginato". Sulla base della 'fotografia' scattata in Grecia, gli autori dello studio criticano l'adozione di politiche di austerità che potrebbero causare un deterioramento delle condizioni sanitarie anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Il ricercatore statunitense del team, Howard Waitzkin, é convinto che "le politiche dei tagli proposte attualmente negli Usa porteranno a simili effetti devastanti per i servizi sanitari e la salute. Invece delle politiche di austerità, abbiamo bisogno di un aumento della spesa pubblica per stimolare la nostra economia in crisi e per proteggere la salute del nostro popolo", dice. I ricercatori indicano che la strada è quella adottata da alcuni paesi dell'America Latina, dove i governi locali si sono opposti alla richiesta da parte delle istituzioni economiche internazionali di ridurre gli investimenti pubblici nei servizi sanitari. Il che, sostengono gli studiosi, ha portato a un miglioramento degli indicatori economici e di salute.
Ma in America Latina, occorre ricordarlo, rivoluzioni progressiste e popolari hanno spazzato via i governi subalterni alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale...
fonte: www.contropiano.org
mercoledì 10 aprile 2013
Margaret Thatcher
Margaret Thatcher, nata Margaret Hilda Roberts, e conosciuta anche come la Lady di ferro, in inglese The Iron Lady, è stata una politica britannica.
Fu primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990; è la prima e a tutt'oggi unica donna ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro del Regno Unito. Dal 1975 al 1990 fu inoltre leader del partito conservatore inglese. Il titolo nobiliare di Baronessa di Kesteven nella contea del Lincolnshire è del 7 dicembre 1990. Al suo nome è legata la corrente politica denominata "thatcherismo", che fonde il conservatorismo con il liberismo e il periodo britannico degli anni 1980 è detto "era thatcheriana".
La futura Baronessa di Kesteven nacque il 13 ottobre 1925 a Grantham nel Lincolnshire, in una famiglia di solidi principi religiosi e di fede protestante metodista; suo padre era droghiere e impegnato nell'attività politica e religiosa locale. Si laureò in chimica presso il Somerville College dell'università di Oxford; fin dall'università si occupò di politica diventando presidente di un'associazione studentesca conservatrice. Dopo la laurea si impiegò come ricercatrice chimica presso la BX Plastics, un'industria di ingegneria per materiali plastici. Anche in questo periodo non venne meno il suo impegno politico. Per seguire i suoi impegni politici, si trasferì a Dartford nel Kent dove lavorò presso una famosa industria conserviera inglese.
A Dartford partecipò alle elezioni del 1950 e 1951 senza riuscire a sconfiggere il candidato Labour ma conquistando comunque molti consensi che ridussero il grande vantaggio che il Partito Labour deteneva in città. Proprio nel partito conservatore del Kent conobbe Denis Thatcher che sposò nel 1951, convertendosi all'anglicanesimo. Nel 1953 alla coppia nacquero due figli gemelli (Mark e Carol). Nello stesso anno completò ulteriori studi e divenne avvocato fiscalista di professione. Nel 1982 intervenne nelle ricerche per ritrovare suo figlio Mark, smarritosi nel Deserto del Sahara durante il rally Parigi-Dakar. E' morta l'8 aprile del 2013 all'età di 87 anni a causa di un ictus nella sua suite presso l' Hotel Ritz nel centro di Londra.
Carriera politica dal 1950 al 1979
Nel 1950 e nel 1951 si candidò per il Partito Conservatore ma fu sconfitta con onore aumentando notevolmente i voti per il suo partito. Nel 1959 fu eletta alla Camera dei Comuni. Nel 1961 divenne Segretario parlamentare al Ministero delle Pensioni, carica che mantenne fino al 1964, quando i conservatori persero le elezioni; in seguito ottenne alcune cariche all'interno del partito.
Da parlamentare fu una dei pochi conservatori a votare a favore della depenalizzazione dell'omosessualità maschile e dell'aborto; votò inoltre per il mantenimento della pena di morte durante le votazioni che l'avrebbero abolita, ed attaccò il Governo laburista di Harold Wilson per le sue politiche fiscali; dal 1967 divenne parte dello Shadow Cabinet, occupandosi di Trasporti e poi di Istruzione.
Dopo la vittoria dei conservatori nel 1970, che portò Edward Heath alla carica di Primo ministro, Margaret Thatcher divenne Ministro dell'Istruzione, ma fu costretta a promuovere politiche spesso impopolari a causa dei tagli operati dal governo. Una di queste riguardava l'abolizione del latte gratuito nelle scuole per i bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. Questa impopolare misura le valse il soprannome di "Thatcher, the milk snatcher" (Thatcher, la ruba latte). Dopo la sconfitta alle elezioni nel 1974 decise di candidarsi per la leadership del partito e nel febbraio 1975 divenne leader del Partito Conservatore, la prima donna a ricoprire tale carica.
Da leader dell'opposizione mantenne molti uomini di Heath nello Shadow Cabinet (essendo un outsider, all'inizio, non aveva dietro molti sostenitori) ma criticò la proposta del predecessore di dare maggiore autonomia alla Scozia e cercò di convertire il partito alle sue visioni di politica monetaria (Supply-side economics). Nel 1976 tenne un famoso discorso in cui attaccava duramente l'URSS; un giornale russo ribatté nominandola "Железная леди" (signora di ferro), che le valse il soprannome britannico iron lady, da allora sempre associato alla sua immagine. Nel 1978 una sua intervista le valse molti consensi, quando affermò che «gli inglesi sono davvero spaventati che questa nazione possa essere sommersa da persone con una cultura differente»; in seguito i sondaggi registrarono un balzo in avanti nei consensi del Partito Conservatore.
In quello stesso anno il governo laburista di James Callaghan si trovò in grave difficoltà a causa di scioperi, crescente disoccupazione e collasso dei servizi pubblici; i conservatori sfruttarono a loro vantaggio la situazione ed alle elezioni del 1979 ottennero la maggioranza alla Camera dei Comuni: Margaret Thatcher divenne Primo ministro. Arrivando a Downing Street disse, parafrasando San Francesco d'Assisi:
(EN)
« Where there is discord, may we bring harmony. Where there is error, may we bring truth. Where there is doubt, may we bring faith. And where there is despair, may we bring hope. »
(IT)
« Dove c'è discordia, che si possa portare armonia. Dove c'è errore, che si porti la verità. Dove c'è dubbio, si porti la fede. E dove c'è disperazione, che si possa portare la speranza. »
Il primo mandato (1979-1983)
Da Primo ministro s'impegnò per rovesciare il declino economico che interessava il Regno Unito ormai da qualche decennio e per restituire al Paese un importante ruolo nel panorama internazionale. In quanto filo-monetarista, Thatcher incrementò il tasso d'interesse per ridurre l'inflazione ed aumentò l'IVA, preferendo la tassazione indiretta a quella diretta; questi interventi colpirono soprattutto l'industria manifatturiera e la disoccupazione finì per raddoppiare in poco più di un anno. Nel 1982 l'inflazione tornò a livelli accettabili ed il tasso d'interesse fu abbassato; nonostante la crescita economica avesse tratto giovamento da questi interventi, l'industria manifatturiera ridusse i propri utili di un terzo in quattro anni e, nello stesso periodo di tempo, la disoccupazione aumentò di quattro volte.
Il 30 aprile 1980 un gruppo di sei terroristi arabi assaltò l'ambasciata iraniana a Londra, chiedendo in cambio della fine dell'assedio il rilascio di 91 arabi detenuti in Iran. L’ultimatum sarebbe scaduto alle ore 12 del giorno dopo: se le richieste non fossero state accolte, essi minacciavano di uccidere i 26 ostaggi e di far saltare in aria l'edificio. Thatcher prese subito il comando dell'operazione gestendola in prima persona, come farà anche l'anno successivo nella Guerra delle Falkland. La sua gestione dell'emergenza, complice la diretta televisiva che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per i 5 giorni dell'operazione (il sequestro terminerà il 5 maggio) e il decisivo ordine di attaccare i sequestratori (5 di essi furono uccisi e 1 catturato) facendo irruzione nella stanza ove erano annidati, diedero grande popolarità al Primo Ministro, facendole conquistare dopo un solo anno al 10 di Downing Street la fama di grande condottiera.
Sempre nel 1980 tentò di proibire, senza riuscirci, l'uso nelle istituzioni pubbliche del termine "sandinismo" e i suoi derivati, a seguito dell'assassinio da parte dei sandinisti del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza Debayle. Nel 1981 un numero di appartenenti all'IRA iniziò lo sciopero della fame per riottenere lo status di prigionieri politici toltogli dal precedente Governo; Margaret Thatcher non cedette alle loro richieste e dieci di essi morirono di fame, primo dei quali Bobby Sands; e solo 217 giorni dopo e grazie all'intercessione delle famiglie dei prigionieri lo sciopero della fame fu interrotto e parte dei diritti furono reintegrati per i prigionieri paramilitari.
Si scoprirà solo nel 2011, dopo la desecretazione di documenti riservati, che nel 1981 il Kgb voleva inviare nel Regno Unito un commando terrorista per uccidere il Primo Ministro, in quanto considerata l'unico cittadino della Gran Bretagna, alleato storico degli Stati Uniti, in grado di ordinare un attacco nucleare contro l'URSS[non chiaro]. Nel 1982 la giunta militare dell'Argentina rivendicò le Isole Falkland, territorio britannico, da essi chiamate Malvinas, ordinandone l'occupazione da parte dell'esercito. Thatcher vi inviò una task force navale per riprendersi le isole; l'operazione fu un successo e favorì un'ondata di patriottismo nel Regno Unito.
Determinante per la vittoria della guerra fu il controverso affondamento dell'incrociatore argentino Generale Belgrano, avvenuto su ordine dell'Iron Lady mentre questo si trovava fuori dal limite della zona di guerra. Il Regno Unito riuscì a sconfiggere militarmente la dittatura di Buenos Aires grazie ad alcune informazioni segrete passate ai britannici da un altro regime sudamericano, il governo cileno del generale Augusto Pinochet, nemico della nazione confinante, oltre che dal permesso accordato dallo stesso Pinochet di sostare in Cile per rifornirsi di carburante agli aerei britannici da guerra. Il rapporto di amicizia della Thatcher - che ne apprezzava l'anticomunismo e il liberismo - con il dittatore cileno sarà un argomento controverso, anche molti anni dopo: la Lady di ferro si opporrà ai tentativi di mettere Pinochet sotto processo per i crimini compiuti nel Cile dell'epoca della dittatura militare, ai danni anche di alcuni cittadini spagnoli, che configuravano quindi un mandato di cattura europeo. Sulla guerra delle Falkland, Thatcher dichiarò: "Chi si trova in guerra, non si può far distrarre da complicazioni diplomatiche, deve superarle con ferrea volontà", riferendosi soprattutto alle polemiche sull'affondamento del Belgrano.
Questo fu uno dei fattori che portarono alla vittoria del Partito Conservatore alle elezioni del 1983. Ma, in realtà, i Tories riuscirono ad ottenere un'amplissima maggioranza solo grazie alla scissione dal Partito Laburista del Partito Socialdemocratico (che si alleò col Partito Liberale); il Partito Conservatore si ritrovava quindi con due opposizioni separate i cui voti (sommati) lo superavano 53.4 a 42.4; ma, grazie al sistema elettorale britannico, esse venivano fortemente sottostimate.
Il secondo mandato (1983-1987)
Nel 1983, secondo il giornalista Mike Frost, Thatcher avrebbe usato ECHELON, il sistema di spionaggio elettronico attivo in vaste aree del pianeta, e molto utilizzato per la Guerra Fredda, per spiare due suoi ministri dei quali si fidava poco. Dal 1984 Thatcher si impegnò nell'affrontare il potere dei sindacati, varando una legge che rendeva lo sciopero illegale se non fosse stato approvato a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori e rendeva i capi sindacali civilmente responsabili dei danni eventualmente causati da agitazioni non conformi alle regole. Il confronto raggiunse il suo culmine quando il sindacato dei minatori dichiarò lo sciopero ad oltranza per opporsi alla chiusura di parecchie miniere.
In alcuni casi gli scioperanti fecero azioni di picchettaggio, che la Thatcher non esitò a reprimere. I metodi della polizia infatti durante lo sciopero furono molto contestati. Tristemente famosa rimane la Battaglia di Orgreave, una lotta violentissima in cui si fronteggiarono migliaia tra poliziotti e minatori. I dati ufficiali parlano di 93 manifestanti arrestati e 123 feriti totali (72 tra i poliziotti e 51 minatori), anche se questi dati sembrano sottostimati .Dopo un anno, il sindacato fu costretto a cedere senza condizioni. Margaret Thatcher aveva vinto la sua durissima lotta contro le Trade Unions.
Contemporaneo allo sciopero dei minatori, ma più breve e meno violento, ci fu anche quello dei portuali britannici, che vide coinvolti circa 35.000 lavoratori. L'agitazione durò due mesi, e venne fatta per solidarizzare in maniera concreta con i minatori. Tuttavia, molti camionisti, infuriati perché temevano di perdere il proprio lavoro, dopo molte intimidazioni e anche qualche aggressione ai portuali, costrinsero questi ultimi a terminare lo sciopero. Nel giugno 1984, al congresso per il bilancio finanziario europeo a Fontainebleau, Thatcher pronunciò la famosa frase "I want my money back!" (rivoglio indietro i miei soldi!), riferendosi al 50% dei finanziamenti per l'Europa che finiva al settore agricolo.
Con questa regola, i Paesi più attivi nell'agricoltura (soprattutto la Francia, padrona di casa del congresso) beneficiavano di un importante contributo alla propria economia, a danno di quelli meno attivi come proprio il Regno Unito, che di fatto sostenevano l'altrui settore primario. Il Primo Ministro pretese e ottenne una revisione di tale accordo, che finì per creare l'assegno britannico, in pratica una forte riduzione del contributo della Gran Bretagna all'agricoltura europea. Sempre lo stesso anno apre una gara d'appalto tra privati per la costruzione del tunnel della Manica e nel 1987 firma con il governo francese il trattato di inizio dei lavori. Nell'ottobre 1984 uscì illesa da un attentato degli estremisti repubblicani irlandesi dell'IRA contro la sede del Grand Hotel di Brighton mentre era in corso un congresso del partito; l'attentato fece comunque 5 morti. Il giorno dopo non rinunciò lo stesso a tenere il discorso al congresso. In economia si impegnò a ridurre l'intervento statale, soprattutto tramite un gran numero di privatizzazioni. Tra le aziende privatizzate spiccano la compagnia aerea di bandiera, la British Airways, il colosso energetico della British Gas, la principale azienda di telecomunicazioni, la British Telecommunication, e la British Steel, la più importante industria produttrice di acciaio.
In politica estera s'impegnò invano per spingere il governo del Sudafrica a terminare l'apartheid. Per quanto riguarda i rapporti con l'URSS, fu molto vicina al presidente americano Ronald Reagan, sia con la sua politica di deterrenza, sia con la svolta improntata dall'era Gorbačëv. La forte volontà di Thatcher di avere legami più stretti con gli Stati Uniti per quanto riguarda la politica difensiva la mise in contrasto col suo Ministro della Difesa, che si dimise per protesta. Contrariamente ad alcuni Stati europei, come Francia, Spagna e Italia, la Gran Bretagna di Margaret Thatcher partecipò al bombardamento statunitense sulla Libia del 1986 fornendo all'alleato storico basi aeree a terra e portaerei. Nel 1984 concesse ad Hong Kong lo status di Special Administrative Region (nel 1997 l'isola è tornata sotto il controllo della Cina). Nel 1986, con una mossa controversa, abolì il Greater London Council ed altre 6 istituzioni analoghe in quanto erano roccaforti del Partito Laburista (ufficialmente per ridurre le spese). Eletta nuovamente come capo del governo conservatore nel giugno del 1987, è stata il primo e unico premier britannico del XX secolo ad ottenere la nomina per tre mandati consecutivi.
Il terzo mandato (1987-1990) e la caduta
In seguito (nonostante vent'anni prima avesse votato a favore della decriminalizzazione dell'omosessualità), si scontrò contro la presunta "promozione" dell'omosessualità da parte degli enti locali, varando una contestata legislazione in tal senso. A questa legge è dedicata la canzone di Boy George, cantante del gruppo Culture Club dal titolo No Clause 28 ("No all'articolo di Legge - N. 28"). Alla fine degli anni ottanta si preoccupò di questioni ambientali, riconoscendo la veridicità delle tesi riguardanti il riscaldamento globale, il buco dell'ozono ed il rischio di piogge acide. Tra il 1989 e il 1990 il governo da lei presieduto varò la storica riforma sulla sicurezza negli stadi di calcio. Fu questo documento, conosciuto come il rapporto Taylor (dal nome dell'autore, Peter Taylor), a ridefinire le norme sulla sicurezza in materia di stadi e tifoserie, obbligando di fatto le società a ristrutturare i vecchi impianti ormai fatiscenti e intensificando i controlli della polizia sui tifosi, per sopprimere sul nascere anche i comportamenti ritenuti sospetti o potenzialmente pericolosi, portando ai processi per direttissima degli hooligans arrestati. Questa politica portò all'azzeramento della violenza degli ultrà nel Regno Unito.
In politica estera accentuò la sua ostilità nei confronti dell'Europa, opponendosi fermamente al progetto di creare l'Unione europea e soprattutto alla possibilità di creare una moneta unica; la cosa fu malvista dagli altri leader europei e provocò una prima spaccatura nel partito. In seguito il Ministro dell'Economia e quello degli Esteri minacciarono le dimissioni nel caso in cui il Primo ministro non avesse accettato un accordo europeo riguardante i cambi monetari; il primo rassegnò le dimissioni e gli succedette John Major. Inoltre, nel 1989 la sua popolarità iniziò a declinare, all'inizio a causa di una frenata nella crescita economica (causata dagli alti tassi d'interesse), in seguito a causa della sua riforma del sistema fiscale, con la quale introdusse la cosiddetta poll tax, una tassa calcolata in base alla popolazione, uguale per ogni cittadino residente nel Regno Unito, che era in contrasto con il programma liberista, ed era contestata anche nelle classi basse.
Fu una misura molto impopolare, che diede avvio ad uno sciopero fiscale cui parteciparono più di 18 milioni di persone ed a molte proteste che ebbero un notevole successo; il Primo ministro, comunque, come molte altre volte in passato non arretrò di un millimetro. Tutti questi fatti le fecero alienare l'appoggio del partito; la sua caduta fu anticipata dalle dimissioni del Ministro degli Esteri nonché Vice-Primo ministro Geoffrey Howe (in quanto si trovava in conflitto con l'euroscetticismo del Primo ministro). Il 20 novembre 1990, mentre la Thatcher era alla Conferenza di Parigi, si svolsero le elezioni per la carica di leader del Partito Conservatore. La Thatcher, che credeva di essere in netto vantaggio sull'avversario Michael Heseltine, non raggiunse la maggioranza richiesta per soli 4 voti ed era quindi necessario un secondo turno. La situazione precipitò nelle ore successive, quando, rientrata a Londra, avviò delle consultazioni con gli stati maggiori del Partito, dopo aver annunciato che sarebbe rimasta a Downing Street. Nella notte, tuttavia, cambiò idea e decise di dimettersi da Primo ministro; sostenne poi la candidatura del Ministro dell'Economia John Major, che al Congresso del partito vinse facilmente e le succedette come Primo Ministro.
Celebri le immagini dell'ultima volta al numero 10 di Downing Street, quando la Thatcher, con le lacrime agli occhi, si avvia verso l'auto per lasciare quella che, per 11 anni e mezzo, era stata la sua residenza. Nel 1992 Margaret Thatcher non si è ricandidata alla Camera dei Comuni, anche se ha continuato ad occuparsi di politica. Negli ultimi anni si è consumato il suo progressivo ritiro dalla vita pubblica, dovuto principalmente alle sue condizioni di salute. Nel 2003 morì il marito Denis. La Thatcher è apparsa poco in pubblico negli anni 2000, a causa di alcuni infarti e ictus che l'hanno colpita, nonché della malattia di Alzheimer di cui era sofferente da tempo. Una delle ultime apparizioni risale al 2010, quando è stata invitata a Downing Street da David Cameron. Fu la prima volta, dal giorno delle sue dimissioni, che la Thatcher tornò in quella che per 11 anni era stata la sua casa.
Eredità politica
Margaret Thatcher e la sua politica, nota come Thatcherismo (ma in realtà strettamente dipendente, in materia economica, dal pensiero degli economisti Friedrich von Hayek, della scuola austriaca, e Milton Friedman, della scuola di Chicago), sono state, e tuttora rimangono, molto controverse. I suoi ammiratori dicono che abbia contribuito a ringiovanire l'economia del Regno Unito, e che dagli anni novanta in poi la disoccupazione abbia cominciato a diminuire progressivamente e che la Nazione sia diventata una delle più grandi potenze economiche con Stati Uniti e Giappone. I detrattori invece sostengono che le sue politiche sociali aggressive abbiano creato un forte classismo, portando a grandi diseguaglianze tra la classe ricca e quella povera, tanto da creare un'emarginazione dei meno abbienti dalla società britannica. Essi sostengono anche che il Thatcherismo abbia dato una marcata impronta egoista alla Gran Bretagna.
La Thatcher, durante i suoi mandati, fu invece odiata visceralmente da buona parte dei britannici non liberisti (negli anni ottanta e anche in seguito furono molti i film e le canzoni dove venne contestata) e ammirata dai più fervidi sostenitori del liberismo. Comunque sia, i governi successivi, sia conservatori che laburisti (questi ultimi guidati da Tony Blair, accusato dalla sinistra del suo partito di essere troppo vicino alle idee economiche thatcheriane), hanno mantenuto gran parte delle sue riforme. Il 31 luglio 2011 è stata resa nota la chiusura, su richiesta della stessa Thatcher, del suo ufficio alla Camera dei Lord, organo parlamentare di cui faceva parte a vita, a seguito della nomina a Baronessa di Kesteven (datata 7 dicembre 1990), dal 9 aprile 1992 a seguito dal ritiro dalla Camera dei Comuni in tale data. La Thatcher non prendeva più parte alle sedute dei Lords ormai da anni, a causa dei problemi di salute. Il ritorno dei conservatori di David Cameron al governo, nel 2010, dopo 18 anni di governi laburisti, ha visto un taglio netto con il passato tory di thatcheriana memoria. Lo stesso Primo Ministro Cameron, più che un erede di Thatcher è da considerarsi la versione "dolce" della medesima.
Lui stesso si è definito un conservatore di sinistra, e questo si è visto nella sua apertura alle nozze omosessuali e, al tempo stesso, nella sua critica alla Section 28, la legge di Margaret Thatcher che nel 1989 proibiva la promozione dell'omosessualità nei luoghi pubblici (nonostante lei stessa avesse votato per la depenalizzazione di essa negli anni Sessanta), una legge che colpiva principalmente i gay bar e i locali frequentati dalla comunità LGBT. In pratica, la sua idea di destra abbandona le asperità della sua predecessora, risultando perciò più aperta al dialogo verso le categorie sempre osteggiate dai vecchi conservatori. La maggioranza dei tories di oggi esprime grande rispetto per la figura della Thatcher, anche se si riconosce in gran parte delle idee di Cameron, che pur essendo liberali, non sono tuttavia iper-liberiste come quelle della Lady di ferro.
Gli ultimi anni e la morte
Dopo aver lasciato la Camera dei comuni, la Thatcher aprì una fondazione, fu il primo ex-Premier a farlo; questa fondazione ha chiuso nel 2005 a causa delle difficoltà finanziarie. Scrisse due libri Gli anni di Downing Street nel 1993 e The Path to power nel 1995. Venne assunta come consulente geopolitico dalla Philip Morris per 250'000 $ annui, più un contributo della stessa somma alla sua fondazione. Si dichiarò contraria al trattato di Maastricht, dichiarando che non l'avrebbe mai firmato. Elogiò Tony Blair, criticando il partito laburista ma difendendo il suo leader.
Dal 2002 annunciò che i suoi medici le consigliavano di non tenere più nessun discorso in pubblico. Il marito Denis Thatcher morì il 26 giugno 2003 e fu cremato il 3 luglio. L'11 giugno 2004 partecipò al funerale dell'ex-presidente statunitense Ronald Reagan; per l'occasione consegnò il suo elogio funebre registrato su nastro diverso tempo prima.
Il 7 marzo 2008 durante una cena ebbe un crollo, venne ricoverata al St. Thomas Hospital. La figlia raccontò alla stampa di come il Morbo di Alzheimer avesse colpito la madre; ad esempio di come avesse confuso il conflitto delle Falkland con la guerra in Jugoslavia, e delle tante volte in cui dovette ricordarle che il marito Denis era morto da tempo.
Negli ultimi anni venne invitata a diverse cerimonie ufficiali, come il matrimonio del Principe William e Kate, tuttavia non partecipò per motivi di salute. Nel 2011 ebbe un colloquio con l'attrice Meryl Streep, peraltro la sua attrice preferita, che vinse il suo terzo Premio Oscar per l'interpretazione della Thatcher in The Iron Lady. Il 21 dicembre 2012 subì un intervento chirurgico alla vescica. È deceduta a Londra la mattina dell'8 aprile 2013 all'età di 87 anni, colpita da un ictus.
Riferimenti nella cultura popolare
La figura politica e umana di Margaret Thatcher ha trovato una vastissima rappresentazione nel mondo culturale. In una scena del film italiano della coppia Bud Spencer & Terence Hill, Non c'è due senza quattro, del 1984, (quindi in pieno Thatcherismo) si fa riferimento a lei allo scopo di fare della sottile ironia sulla sua figura politica. Nel 2009 la BBC ha trasmesso il film Margaret, che racconta la parte finale della sua carriera politica, in cui la Thatcher è interpretata da Lindsay Duncan.
Nel 2011 è stato girato un film a lei ispirato intitolato The Iron Lady diretto da Phyllida Lloyd, nel quale è stata impersonata da Meryl Streep che, grazie a questa interpretazione, il 26 febbraio 2012 ha ricevuto il suo terzo premio Oscar. Il singolo "Miss Maggie", del cantautore francese Renaud Séchan, uscito nel 1985, creò un incidente diplomatico tra Gran Bretagna e Francia a causa del testo della canzone, contenente pesanti invettive contro il Primo Ministro britannico. Il testo di "Margaret On The Guillotine" (Margaret alla ghigliottina) del cantante inglese Steven Patrick Morrissey parlava della morte di Thatcher come un sogno meraviglioso e la canzone finisce con il suono improvviso di una ghigliottina. A causa di questo singolo, Morrissey subì una perquisizione in casa da parte della polizia alla ricerca proprio di una ghigliottina o altro materiale.
Il famoso gruppo heavy metal Iron Maiden ha scherzato più volte sulla Iron Lady a causa del suo nomignolo, facendola apparire diverse volte, in versione disegnata, sulle copertine dei loro dischi e in altre varie illustrazioni; ne è un esempio la copertina del singolo Women in Uniform del 1980. Ma soprattutto fece scalpore la copertina di un altro singolo, "Sanctuary", dello stesso anno. In esso viene raffigurato Eddie, la mascotte della band, con in mano un grosso coltello e per terra il corpo esanime di una donna molto somigliante a Margaret Thatcher. In alcune nazioni, come la Germania, sugli occhi della donna venne disegnata una banda nera allo scopo di celarne l'identità. Esistono inoltre rare foto della band in compagnia del Primo Ministro a fine pubblicitario. Nel 1980 i Clash pubblicano l'album "Sandinista!". Il gruppo dichiara che il nome l'hanno deciso in seguito al tentativo di Thatcher di proibire la parola "sandinista". A seguito dell'affondamento del Belgrano, durante la guerra delle Falkland, il giornale britannico The Sun pubblica l'eloquente titolo "Gotcha"(letteralmente, preso), che scatenò anche diverse polemiche. I Crass, autori di diverse canzoni antithatcheriane, scrissero il singolo intitolato "Gotcha", un duro atto d'accusa alle politiche belliche del Primo Ministro.
Nel 1983 esplode il caso Thatchergate. La banda anarco-punk Crass, fortemente anti-thatcheriana, pubblica un disco di estratti di discorsi pubblici del Primo Ministro Thatcher e del Presidente Reagan. La registrazione venne presentata come un'intercettazione telefonica tra i due, in cui la leader britannica sembra far intendere che il cacciatorpediniere HMS Sheffield D80, impegnato nella guerra delle Falkland, sia stato sacrificato dalla stessa Thatcher al fine di provocare un'aggravarsi della guerra, visto che (secondo la ricostruzione) Reagan esortava l'alleata a concludere pacificamente il conflitto. Sempre dei Crass, e ancora con riferimento alla guerra, è il singolo How does it feel to be the mother of a thousand dead? (Come ci si sente ad essere la madre di mille morti?). Altro brano musicale che prese di mira il cosiddetto "thatcherismo" fu Opportunities (Let's Make Lots of Money) del 1986 dei britannici Pet Shop Boys.
La figura di Margaret Thatcher ha dato il via a un vero e proprio genere cinematografico, il cosiddetto "cinema thatcheriano". Questa filmografia, in voga dagli anni ottanta alla fine degli anni novanta, racconta le condizioni di vita degli abitanti di vaste aree britanniche deindustrializzate dalle riforme economiche del Primo Ministro, che da zone ricche di industrie e operai sono diventati luoghi quasi abbandonati e con un alto tasso di disoccupazione, e gli abitanti, per sopravvivere, si devono adattare a fare qualsiasi cosa. La politica della Thatcher divenne il bersaglio preferito dei cineasti di sinistra, come Ken Loach (in Riff Raff e Piovono pietre). Tre esempi di questo cinema anti-thatcheriano sono i celebri Grazie signora Thatcher ("Brassed off" è il titolo originale), The Full Monty e Billy Elliot, da cui nel 2005 viene anche ricavato un pluripremiato spettacolo teatrale, al quale partecipa come musicista Elton John
Anche diversi eventi a lei collegati hanno ispirato film, canzoni e altre forme artistiche, come lo sciopero della fame degli irlandesi, la guerra delle Falkland o lo sciopero dei minatori. Negli anni Ottanta in Gran Bretagna andava di moda Spitting Image (letteralmente, immagine sputata), un programma televisivo realizzato con delle marionette, le quali avevano le sembianze delle persone più importanti del periodo, non solo della politica. I più parodiati erano i componenti del governo Thatcher e, ovviamente, il personaggio principale del programma era il Primo Ministro, che veniva rappresentata come una donna prepotente che tiranneggiava i suoi ministri, ridotti da lei al ruolo di umili servitori. Va da sé che, dopo le sue dimissioni, avvenute nel novembre 1990, l'interesse verso Spitting Image cominciò a diminuire sempre di più, visto che il panorama politico-sociale britannico era dominato dalla personalità thatcheriana.
François Mitterrand, Presidente francese negli anni Ottanta e nei primi anni del decennio successivo, avrebbe detto: "Margaret Thatcher ha la bocca di Marilyn Monroe e gli occhi di Caligola". Dichiarò anche di avere una vera ossessione per il Primo Ministro britannico, al punto di parlarne anche con il proprio psicanalista, in quanto la Thatcher gli incuteva timore quando dovevano discutere.
Tra il Primo Ministro e la Famiglia Reale, nonostante l'apparenza pubblica, non correva buon sangue. La Regina Elisabetta II una volta si lasciò scappare un sarcastico "la detesto cordialmente", mentre il marito di lei, il Principe Filippo, definì Thatcher come "la figlia del droghiere", alludendo alle sue umili origini. Il video del discorso delle sue dimissioni si piazza all'8º posto nella classifica dei filmati storici più richiesti.
Dopo la sua elezione a leader dei conservatori, diversi suoi parlamentari, soprattutto i più anziani, videro malvolentieri una donna a capo del partito (all'epoca la cultura britannica era pervasa da maschilismo), anche quando essa li guiderà alla vittoria nelle elezioni del 1979. Così, coniarono per lei il soprannome TINA (dall'acronimo di "there is not alternative", una frase spesso usata da Thatcher), appunto per ironizzare sul fatto che a lei non c'era alternativa, e spesso riferendosi alla stessa dicevano "that bloody woman", quella maledetta donna. Va però detto che, dietro a questo malcelato maschilismo, c'era in realtà una grande ammirazione da parte loro per lei. Nel 1983 i Pink Floyd pubblicano The Final Cut. L'album ripercorre strade già ampiamente sviluppate nei precedenti due lavori, aggiungendo alcuni temi più attuali, come la partecipazione della Gran Bretagna alla guerra delle Falkland e, in particolare nel primo brano, un esplicito biasimo verso la politica di Margareth Thatcher. Sul retro si può leggere una dedica : «The Final Cut – A requiem for the post-war dream by Roger Waters, performed by Pink Floyd: Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason». Sempre in riferimento alle Falkland, e in particolare all'episodio chiave della guerra, nel 1986 il drammaturgo inglese Steven Berkoff produce la commedia satirica Sink the Belgrano!, basata sulla controversa decisione di Margaret Thatcher di affondare l'incrociatore argentino.
Secondo l'astrologo inglese Tad Mann, Nostradamus avrebbe previsto il ritorno al potere di Margaret Thatcher dopo la sua caduta, analizzando queste parole: "Colei che è stata buttata fuori ritornerà a regnare, i suoi nemici saranno trovati fra i cospiratori. Più che in passato la sua volontà di regnare trionferà. La signora, furiosa e con una rabbia adulterina, cospirerà contro il suo principe ma non gli parlerà. Comunque il colpevole sarà presto conosciuto cosicché i diciassette diverranno presto martiri". Nel 2010 la BBC scatena molte polemiche dedicando una trasmissione alle future esequie dell'ex Primo Ministro, chiedendo agli ascoltatori "Come va seppellita Margaret Thatcher?"
sabato 6 aprile 2013
dalla finestra della gelosia... di Femmina Gaudente
Dalla finestra della gelosia...
L'ampia finestra della mia sala da bagno si affaccia nel giardino di una villa abitata da una famiglia Cuore. Madre (piadonna) Padre (piouomo) due figlioli deliziosi e un bel cane di razza, campione di abbaio rompicoglioni, spesso ignorato e osservato con sufficienza dai miei meticci nati stanchi che non si capacitano di tanto affanno.
Capita sovente, neanche tanto a caso, che il piouomo con occhi lunghi e curiosi guardi verso la mia finestra.
Io lo lascio fare. Anzi gli regalo un piccolo deja-vù erotico. Mi spoglio con lentezza, giro su me stessa, lascio che le curve del mio corpo diventino autostrada per la sua gaudenzia, scorro con le mani unte d'olio ogni cm della mia pelle e lo lascio guardare.
Povero non fa nulla di male.
Gli rimprovero solo un pizzico di ingenuità dare l'acqua alle piante mentre piove autorizza la sua signora ad incazzarsi come una vitella. Pia si ma scema no.
So già che la sciura me ne chiederà conto un giorno o l'altro ed io le dirò semplicemente che se c'è una zoccola alla finestra è solo perchè c'è un guardone in giardino.
Recentemente, in via di smalizziamento, ha deciso di potare la siepe e di farlo artisticamente.
Sembra Edward mani di forbice.
Tagliuzza, accorcia, guarda, gode e condanna...
Quando m'incontra per strada arrossisce e sorride, ma solo se è solo, se è con la sua piasignora abbassa gli occhietti spenti e prosegue oltre vergognandosi della sua sozzeria.
Spero preghino anche per la mia anima.
FG
fonte: femminagaudente.blogspot.it
6 aprile 2009
Terremoto L’Aquila, reportage: dopo quattro anni la lenta ricostruzione
Il 6 aprile del 2009 la terra trema. Alle 3.32 un sisma di magnitudo 6.3 colpisce il capoluogo abruzzese e 56 comuni provocando 309 morti e circa 1600 feriti, lasciando senza casa 67mila persone. Secondo le stime occorrono altri 10 anni (e 10 miliardi di euro) per ricostruire. E in città sono tornati solo 45mila cittadini
Fantasmi sotto i portici, solo le ombre riempiono le strade de L’Aquila, la città inutile. Il 6 aprile saranno quattro gli anni che ci separano da quella frustata, la scossa che sommerse di pietre 309 persone. Sono gli anni della nostra ultima vergogna, che raccontano la cattiva coscienza degli italiani e anche – perché tacerlo? – la disposizione spesso supina degli aquilani ad accogliere tra le braccia ogni scempio, e ritrovarsi disperati dopo che i soldi hanno imbiancato le strade come fiocchi di neve del Gran Sasso.
Arrivo a Preturo e guardo l’aeroporto, la pista che doveva dare all’Aquila ferita ali nuove, per tornare a volare. Ci è atterrato Silvio Berlusconi quando era presidente muratore, poi, raccontano, una volta l’imprenditore Barilla e infine il nulla. Erbacce al costo di una ventina di milioni di euro. Preturo ha davanti L’Aquila e lei guarda il Gran Sasso. Sta facendo i conti con i soldi che non arrivano, che si perdono nelle promesse, oppure che ci sono ma non bastano. I soldi sembrano averla affamata, resa astiosa, incredula che, dopo l’interminabile show mediatico di cui è stata protagonista. Ora nessuno bada più alla sua condizione. Non un rigo sui giornali, un minuetto in televisione, una dichiarazione alle agenzie di stampa.
“Se l’Italia ci ha dimenticati, ammaineremo la bandiera dal municipio, cacceremo perfino il Prefetto se ci toccherà farlo, rammenteremo a tutti la nostra dignità”. Sante parole quelle del sindaco Cialente che rivendica il diritto alla memoria, alla solidarietà e soprattutto alla ricostruzione. In pochi aprirono bocca, e certo la sua non fu tra quelle, durante i ventiquattro mesi dello scempio delle casse pubbliche, durante la faraonica gestione dell’emergenza, un teatro del doloreproiettato quotidianamente. Gli aquilani sullo sfondo, recintati nelle tendopoli e poi adagiati sui divani delle case a molle con frigorifero e spumante incorporato, e lui, il presidente laborioso e instancabile che vegliava sulla città ferita.
Solo per l’emergenza L’Aquila ha inghiottito due miliardi e ottocento milioni di euro sui tre miliardi e mezzo di spese finora effettuate. Certo, quindicimila persone (per la precisione 15.266) hanno un alloggio nelle cosiddette “newtown”, diciannove casematte berlusconiane sistemate a circolo, a mo’ di grande raccordo anulare, lingua di case (le famigerate C.a.s.e.) costate 2.800 euro a metro quadrato.
“Pura pornografia del potere”, ha scritto Barbara Spinelli. Come darle torto? Oggi sono 6.595 i cittadini che invece hanno trovato una autonoma sistemazione, 143 ancora alloggiati in hotel e 22.120 le persone che aspettano una casa. Prima di arrivare a loro dobbiamo dire che 48mila aquilani sono invece rientrati nelle proprie abitazioni. I proprietari di quelle lievemente danneggiate hanno ricevuto il gruzzolo. Qualcosa si è fatto, vero. E questo puntino bianco, dentro il nero turpe della menzogna e dello spreco, lo si deve anche al lavoro di Fabrizio Barca, ministro delegato dal governo nel gennaio dell’anno scorso a sciogliere l’incantesimo berlusconiano, denudarlo degli effetti perversi, delle carte sotto cui stava annegando la comunità. Dodici mesi per dare un segno, un senso della ricostruzione.
“Abbiamo speso 465 milioni di euro e dato esecuzione a 1.049 ordini di pagamento”, dice Barca. Non è molto, ma non è poco. Ci sono altri due miliardi da spendere, e la somma è di tutto rispetto. C’è ora un sistema di gerarchie tra i palazzi da ricostruire, quali aggregati da recuperare prima e quali dopo. Dove spendere e come. Si intravede una logica, un piano, una ragione per fare e non lamentarsi, fare senza aspettare. Ma qui è il punto. Tre miliardi e mezzo spesi, altri due miliardi assegnati dal Cipe in dicembre fanno oltre cinque miliardi. Sui circa dieci previsti, conto parziale. Certo, il tessuto urbanistico è straordinario, unico, la complessità dell’opera è di rara difficoltà, però resta una cifra enorme. E colpisce perché è il medesimo livello di richiesta finanziaria avanzato dall’Emilia, anch’essa ferita da un sisma successivo, meno disastroso ma ugualmente acuto e tragico.
Chiunque conosca il sistema di mutazione e proliferazione del danno nei territori colpiti da grandi calamità naturali sa che la prima “urgenza” diviene quella di non lenire il bisogno ma di espanderlo, renderlo maestoso. Più danni più soldi. Si procrastina all’infinito il bisogno e così la tragedia resterà una ferita sempre aperta. Al contrario, bisognerebbe sigillare la scena, come fosse quella di un delitto. Chiudere i varchi ad ogni improvvisazione e stimare il danno con certezza. Sul bisogno infinito si costruiscono carriere, si realizzano movimenti politici si solidificano partiti. E L’Aquila offre purtroppo le prime avvisaglie di quel che altrove, come l’Irpinia, è successo.
Gli aquilani non hanno capito ciò che avevano finché l’han perso
Vado all’università. È un bel segno trovarla nuova, verificare che almeno le facoltà umanistiche sono ospitate in un edificio di recentissima fattura, funzionale, degno. Posto nel cuore del centro storico, appena dietro la piazza della Fontana luminosa, ai margini dell’auditorium in legno, il piccolo ma prezioso dono della provincia di Trento disegnato dallo studio di Renzo Piano. Busso alla porta di Lina Calandra che insegna geografia e che avevo lasciata a Bazzano, nell’area industriale, dove l’università aveva trovato una prima sistemazione di fortuna.
“L’Aquila sconta l’ignavia dei suoi abitanti che non l’hanno mai apprezzata davvero, amata davvero, detenuta nel loro cuore. É un dentro e un fuori. Vicini a queste pietre e però lontani, vogliosi di vedere ricostruita la città ma accecati da un risentimento antico nei suoi confronti, un corpo che sobbalza, fa un passo avanti e uno indietro. La maestosa retorica di Barca che ci dice che autogufiamo un po’ è vera”.
Barca: “Nessuno gufi e tutti si diano da fare”
Sì, l’ha detto il ministro, è vero: “Non c’è ragione di gufare”. Aveva davanti una platea di amministratori, tecnici, dipendenti, spicciafaccende, gente perbene e altra meno. Tutti insoddisfatti, tutti a dargli addosso. Gli si sono fatti incontro per chiedere: “Abbiamo solo due miliardi, i cantieri inizieranno e poi?”. Solo due miliardi, e poi? “Siete i figli della sfiducia”, ha detto Barca. Un po’ ha ragione, un po’ ha torto. Questa città è stata teatro incolpevole del più grande scempio etico,la famigerata telefonata notturna tra l’imprenditore Francesco Maria De Vivo Piscicelli e suo cognato Pierfrancesco Gagliardi: “Qui bisogna partire in quarta, non è che c’è un terremoto al giorno (…) io stamattina ridevo alle tre e mezza dentro il letto”. Brividi. Ma brividi anche quando si riprendono in mano le cifre del frutto più scandaloso di quella tragedia, il G8, evento di rara disumanità costruito sulle ossa dei 309 cittadini seppelliti dalle pietre.
Bastano alcune cifre per capire come i soldi abbiano affamato L’Aquila, l’abbiano resa serva, oggetto della più rivoltante corruzione ambientale. Le cifre che seguono aprirono un conto che si era appena chiuso alla Maddalena, dove il summit dei capi di Stato era previsto e già era costato 327 milioni di euro. Si cambiò scenografia al costo di altri 185 milioni di euro e si andò a Coppito. Passeggio davanti alla caserma della guardia di finanza, il luogo simbolo delle esequie collettive, delle lacrime di un intero Paese. Quello slargo, le bare, le croci, i fiori. Quello stesso perimetro di cemento inghiottì accappatoi e asciugamani (24.420 euro), album sottomano da scrivania, portablocchi, cartelle (78.163 euro), sedute a noleggio (poltrone Frau, 373.233 euro); sessanta penne edizione unica (26.000 euro); pennoni e bandiere (175.576 euro); cartucce toner (12.733 euro); trenta distruggi documenti (12.852 euro); televisori lcd e noleggio plasma (347.348 euro); megafoni (3.895 euro) e persino posacenere (10.200 euro).
É un dettaglio rispetto ai miliardi, e sono soldi neanche iscritti al bilancio per L’Aquila. Ma questi euro rappresentano per davvero la coscienza sporca di tutto il Paese, il fango che ha raggiunto e purtroppo colpito la città. Avere memoria, chiede il sindaco. Anche questa è memoria.
Pietre, ferro, macerie: la faccia è la stessa
Ruspe in movimento, la strada che conduce al centro storico è in via di rifacimento, due plessi sono in costruzione. Dietro la curva il palazzo bucato, ha però la stessa faccia dell’anno scorso e di quello precedente. Cumuli di ferro, queste fortezze di acciaio che cingono gli edifici si stanno arrugginendo. L’esercito in divisa presidia il nulla. Tre gru vedo all’orizzonte, il resto è uguale a sempre purtroppo. L’Aquila deve restituire la casa a 22.120 persone, le sue chiese sono ancora sventrate, il corso resta immobile, la non ricostruzione è un fatto. La città non ha un piano urbanistico che la proietti nel futuro: sa com’è ma non ha idea di come sarà. Sì, qualcosa s’è fatto, ma resiste, mi dicono all’università, il piano regolatore degli anni Settanta. E resiste, anzi avanza, il grumo di interessi che si coagula intorno ai tecnici progettisti, il vero partito monopolista della ricostruzione. Sono loro che gestiscono le pratiche, che raccolgono (alcuni fanno incetta di) progetti. Non c’è una regola, non una misura di buon senso, un limite di conferimento. I grandi mangiano e subappaltano. Come fanno le imprese così gli ingegneri: ho trenta progetti che distribuisco ai miei amici. É una suddivisione ingiusta dei meriti e dei bisogni.
A pranzo incontro Serena Castellani: si è appena laureata a Bologna con centodieci e lode. “Non ho futuro qua, devo andare via”. Come sia possibile che un centro con meno di centomila abitanti, bisognoso di ogni capitale umano, espella anziché trattenere i suoi figli, è un’altra delle domande impossibili. Certo, e anche qui bisogna dare atto al ministro Barca, qualcosa si è fatto: “In cinque mesi abbiamo espletato un concorso per trecento posti negli uffici tecnici e amministrativi per le funzioni necessarie a sostenere il processo ricostruttivo. Concorso trasparente, veloce che ha raccolto le migliori energie e dato un futuro a tanti giovani”. In un anno scarso di delega non si poteva fare di più.
Ridiscendo verso la fontana delle 99 cannelle. É stata recuperata dal Fai, è lo scrigno prezioso tutelato e restituito ai suoi cittadini. Il curvone che la costeggia è fitto di cantieri chiusi. Tre cani randagi, un soldato annoiato, due vecchietti con le buste della spesa.In alto c’è la fortezza spagnola che appunto gli spagnoli si resero disponibili a consolidare. Sarà stata la crisi economica,gli affari urgenti di un Paese impelagato con la propria recessione, ma i soldi qui non sono arrivati. Anche Obama ha promesso e poi dimenticato. Sotto il bastione, l’auditorium in legno. Realizzato per fortuna in pochi mesi ma non senza polemiche: “Siamo fatti così – dice Francesco Paolucci, giovane giornalista free lance – non c’è cosa che ci garbi appieno. Io posso dirti che dalla notte del terremoto non mi sono fermato un minuto. Ho vissuto, lavorato, realizzato. Sono felice, io. Ma sono in minoranza”.
fonte: www.ilfattoquotidiano.it
martedì 2 aprile 2013
policlorobifenili
I policlorobifenili, noti spesso con la sigla PCB, sono una classe di composti organici la cui struttura è assimilabile a quella del bifenile i cui atomi di idrogeno sono sostituiti da uno fino a dieci atomi di cloro. La formula bruta generica dei PCB è C12H10-xClx. Sono considerati inquinanti persistenti dalla tossicità in alcuni casi avvicinantesi a quella della diossina.
Proprietà
La maggior parte dei PCB si presenta in forma di solidi cristallini incolori; le miscele di uso industriale sono liquidi viscosi, la cui viscosità è generalmente proporzionale al tenore di cloro presente.
Benché le loro proprietà fisiche varino all'interno della classe, tutti i PCB sono caratterizzati da una bassa solubilità in acqua e da una bassa volatilità. Sono inoltre tutti molto solubili in sostanze idrofobe come oli e grassi. Sono sostanze molto stabili, che possono essere distrutte solo per incenerimento o attraverso processi catalitici.
Le miscele di PCB sono state usate in un'ampia gamma di applicazioni. Di questi oli, generalmente indicati con il termine askarel, fanno parte dei fluidi dielettrici per condensatori e trasformatori, fluidi per scambio termico, fluidi per circuiti idraulici, lubrificanti e oli da taglio, nonché come additivi in vernici, pesticidi, carte copiative, adesivi, sigillanti, ritardanti di fiamma e fissanti per microscopia.
Il loro ampio uso commerciale nasceva principalmente dalla loro elevata stabilità chimica, da cui la sostanziale non infiammabilità, e da utili proprietà fisiche quali l'essere degli isolanti termici ed elettrici. La loro stabilità è tuttavia anche responsabile della loro persistenza nell'ambiente. IL PCB, nell'iniziale accezione di miscela di diversi isomeri di posizione e diverse molecole a differente grado di clorurazione, è un prodotto brevettato dalla Monsanto.
Tossicità e rischi ambientali
L'uso dei PCB è andato declinando dagli anni settanta, a causa dell'allarme ambientale sorto attorno ad essi che ha portato al bando della loro produzione in numerose nazioni. Il loro grado di tossicità resta comunque oggetto di controversia, anche se ormai è acclarata la sua enorme tossicità per cancerogenesi.
La tossicità dei diversi PCB varia molto da composto a composto come pure il meccanismo di azione biologica; i cosiddetti non-orto PCB, o Co-PCB (PCB coplanari rispetto ai due anelli aromatici) sono i più tossici e i più simili alla diossina per proprietà e per effetti a corto e lungo termine. Inoltre, negli stessi, l'ossidazione parziale, anche in seguito a combustione incompleta, può originare diossine clorurate, tra cui TCDD.
Gli effetti più comunemente osservati sulla salute umana per contatto diretto sulla pelle sono la cloracne e le eruzioni cutanee di tipo vescicolare e bolloso, quindi gli stessi evidenziati sia a Seveso Italia, negli Stati Uniti, che a Bophal in India, dopo che lo scoppio per sovrapressione di una vasca che lo conteneva, ha propagato il gas in atmosfera, provocando danni anche per inalamento, sulle vie aeree. Alcuni sono stati i morti nei giorni seguenti a Seveso e decine in India, mentre non si ha la statistica reale dei morti provocati dall'assorbimento nelle cellule, ma si presume che siano svariate migliaia
Studi su lavoratori esposti hanno mostrato alterazioni nell'analisi di sangue e urine correlabili a danni a carico del fegato.
Pochi sono gli studi che associano l'esposizione ai PCB al cancro al fegato ed alle vie biliari; secondo la statunitense EPA e l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC i PCB sono composti probabilmente cancerogeni per gli esseri umani. Questo per evitare alla Monsanto, sia produttrice che detentrice del brevetto, abbia il minimo danno alla società, anche con metodi non legali o quantomeno discutibili.
La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti pone dal 2001 tra i suoi obiettivi l'eliminazione o diminuzione d'uso di alcune sostanze nocive per la salute umana e per l'ambiente, gli Inquinanti Organici Persistenti (POP). I POP sono composti chimici con proprietà tossiche che si propagano nell'aria, nell'acqua o nel terreno e, a causa della loro scarsa degradabilità, risiedono nell'ambiente per lungo tempo. In questo approccio 12 inquinanti principali: aldrin, clordano, dicloro difenil tricloroetano, dieldrin, endrin, eptacloro, mirex, toxafene, esaclorofene e tre classi di composti: policlorodibenzodiossine (PCDD o più comunemente detta diossina), policlorodibenzofurani (PCDF). e i policlorobifenili (PCB), sono accomunati per azione e persistenza.
Il PCB entra soprattutto nei sistemi acquosi, penetra nel corpo degli animali ed essendo liposolubile, passa e si accumula nei tessuti adiposi. La tossicità diretta non è quella più pericolosa, in quanto per uccidere un topo occorrono circa 5 grammi di PCB per ogni chilo corporeo, invece è la somministrazione prolungata e quindi l'accumulo che porta alla morte. Il PCB penetra e si diffonde nel fegato, nei tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica.
Il caso Brescia [modifica]
La produzione di PCB è stata vietata per la prima volta in Giappone nel 1972, a seguito di un incidente che coinvolse 2000 persone. Successivamente, fu vietata negli Stati Uniti a partire dal 1977, e in Italia a partire dal 1983. In quell'anno ha terminato l'attività l'unico stabilimento italiano che produceva PCB, situato a Brescia. L'azienda locale Caffaro produceva PCB dal 1932, a seguito dell'acquisizione dalla Monsanto, nel 1930 dei diritti di utilizzo di tale brevetto.
Brescia ed Anniston, negli USA, rappresentano i maggiori casi a livello mondiale di contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo, in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione coinvolta, durata della produzione. I valori rilevati dalla ASL bresciana sono dal 1999, anche 5000 volte al di sopra dei limiti fissati dal DM 471/1999 (livelli per area residenziale, 0,001 mg/kg). A seguito di quella ed altre indagini, a giugno 2001 viene presentata una denuncia di disastro ambientale alla Procura della Repubblica di Brescia. Altre indagini a campione sulla popolazione bresciana adulta hanno evidenziato che i residenti di alcune aree urbane hanno valori di PCBemia superiori anche di 10-20 volte rispetto quelli di riferimento.
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