domenica 15 marzo 2020

il nuovo coronavirus spuntato in Italia nel 2012!



di Gianni Lannes
Nuovo Coronavirus: un'emergenza infinita? Secondo i riscontri istituzionali è una vecchia conoscenza (in versione primordiale): un prototipo propagatosi sempre dalla Cina nel resto del mondo, segnalato ufficialmente anche in Italia (Toscana) 8 anni fa, come documentano la circolare del 16 maggio 2013 e i comunicati stampa emessi dal ministero della Salute, appunto il 31 maggio e l'1 giugno dell'anno 2013. «Tutto sotto controllo»: parola dell'allora ministro al ramo Beatrice Lorenzin (vaccinista dell'infanzia e dell'adolescenza a tutto spiano nel 2017), in risposta alle interrogazioni datate 4 giugno 2013, numero 3/00095, sottoscritta da ben 8 deputati tra cui la virologa Ilaria Capua e all'ex ministro della salute Renato Balduzzi, nonché la numero 3/00096. Dunque, niente di politicamente sorprendente. Ma allora come mai l'esecutivo tricolore nel 2020 si è fatto trovare così impreparato e a rimorchio passivo degli eventi internazionali?






L'Istituto Superiore di Sanità (il controllore), a parte incassare 115 mila euro dalla Glaxo Smith Kline (multinazionale inglese di vaccini) è forse in letargo? In questi ultimi 7 anni da allora, non ci si poteva attrezzare adeguatamente, attivando una prevenzione rigorosa a tutti i livelli?




In base ai dati ufficiali soltanto il 31 gennaio 2020 il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per il nuovo coronavirus, esattamente il giorno seguente all'allerta dell'OMS. La decisione è stata assunta subito dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (sul libro paga della Gates Foundation) ha dichiarato l'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.

Se il rischio è sussistente come certificano i recenti decreti legge ed il dpcm di ieri 4 marzo, perché mai il presidente della Repubblica non è stato avvertito puntualmente mettendo a repentaglio la sua salute per incontrare in questi primi mesi del 2020, migliaia di persone (incluso il numero 1 della Microsoft), in giro per l'Italia (Padova, Trento, Livorno, Parma, Benevento, Teramo, Roma), fino all'inaugurazione della mostra su Raffaello appena due giorni fa? Se il pericolo sussiste allora il governo Conte ha mandato allo sbaraglio Mattarella; viceversa, se non c'è pandemia, allora lo stesso esecutivo Conte ha sequestrato l'Italia intera, procurando un danno incalcolabile al nostro straordinario Paese. A rigor di logica: delle due l'una. A proposito: per il capo dello Stato nostrano non valgono le distanze di sicurezza biologica e i divieti vigenti per gli altri comuni mortali?




 Avvocato Conte quale opzione sceglie, lei che nel suo ultimo decreto (dpcm 4 marzo 2020) ha confuso la malattia con il virus? Colpo di Stato, alto tradimento, tentata strage, dabbenaggine o cosa? In ogni caso, a scanso di equivoci scientifici, o giuridici, la World Health Organization non ha attestato alcuna pandemia del nuovo Coronavirus. Per quale ragione primo ministro Conte lei alimenta gli allarmismi? Si rende conto del danno incalcolabile all'Italia e agli italiani causato dal suo governo?
«La verità è l'antidoto più forte. La trasparenza è il primo vaccino di cui dotarci» ha dichiarato ieri pomeriggio 4 marzo 2020, in conferenza stampa, il primo ministro pro tempore. Bene, bravo, bis d'aria fritta? Andiamo alla sostanza dei fatti, boicottando le opinioni. Allora perché nel corso della XVIII legislatura in corso, lo stesso governo Conte 2, ha eluso ben 67 atti parlamentari (interrogazioni e interpellanze) relativi sempre al cosiddetto nuovo Coronavirus? Minimizzazione, improvvisazione, inettitudine, eccesso di zelo, dimenticanza, disinteresse? Ancora il 20 febbraio 2020 il sottosegretario di Stato, Sandra Zampa, ha replicato così ad un'interrogazione in merito:
«Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC), la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all'interno dell'Unione Europea (UE) e del Regno Unito attualmente è stimata bassa. La probabilità di infezione per la popolazione UE/SEE (spazio economico europeo) e del Regno Unito è considerata molto bassa. Sebbene siano stati segnalati casi importati da diversi paesi UE e dal Regno Unito, il numero complessivo di casi segnalati nell'area rimane basso e sono in atto misure di contenimento...Si informa inoltre che attualmente in Italia non vi è circolazione virale».
Il governo Conte bis sta facendo tutto il possibile per contrastare incisivamente l'ennesima emergenza sanitaria importata dall'estero?
Prendiamo a caso tra i 67 atti parlamentari inevasi, qualche interrogativo parlamentare rivolto al governo Conte bis, a cui lo stesso non ha risposto: «quali siano i rischi che corre l'Italia rispetto al diffondersi di questo virus e quali iniziative si intendano adottare per cercare di arginare la diffusione del ceppo (3-01259 del 27 gennai 2020)». Altre interrogazioni giacciono in Parlamento senza risposta e sottolineano la situazione dei militari tricolore: «nulla è stato previsto in ordine alla tutela dei militari impegnati nelle operazioni «Strade sicure», che prestano il loro servizio nelle stazioni metropolitane e in altri luoghi di notevole passeggio; tali condizioni li espongono fortemente al rischio di contagio e a ulteriori rischi di diffusione del coronavirus –: quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare a tutela dei militari impiegati nell'operazione Strade sicure». Sempre il 27 gennaio scorso, altri atti parlamentari indirizzati al governo italiano hanno evidenziato quanto segue senza destare l'attenzione di Palazzo Chigi: «quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di scongiurare contagi nel nostro Paese, anche in considerazione del fatto che non esistono al momento terapie efficaci contro il nuovo virus cinese e che il contagio avviene da uomo ad uomo; se non si ritenga opportuno promuovere controlli adeguati sia presso gli scali aeroportuali presenti nel territorio nazionale, sia nelle città ove è numerosa la presenza di cittadini cinesi, effettuando tutte le necessarie verifiche di rito sugli alimenti provenienti dalla Cina».
La vera emergenza è un'altra: per esempio l'inquinamento dell'aria che l'anno scorso ha ucciso in Italia 80 mila persone, mentre l'influenza e le malattie delle basse vie respiratorie hanno falcidiato quasi 25 mila tra cittadine e cittadini, non risparmiando i bambini. I dati dell'Istat, ma non solo, parlano chiaro. 

Bisogna porre attenzione a ciò che le autorità non dicono, ossia non rivelano all'opinione pubblica: i giochi economici, le indicibili alchimie politiche eterodirette attivate in confortevoli saloni istituzionali, dove le pedine sono le ignare persone che si arrabattano per il quotidiano sopravvivere. Il bollettino di guerra veicolato dai mass media sempre più servili al potere, provoca ansie e sospetti, mentre le strade dello Stivale diventano sempre più deserte. In fondo, la paura è la più potetente arma di controllo delle masse addomesticate.

Sia chiaro, però, a nessuna autorità, ma proprio a nessuno è consentito di mettere a repentaglio la vita di un solo essere umano, figuriamoci dell'intera popolazione italiana o del pianeta Terra.
 Riferimenti:


http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04878&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04841&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04822&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04822&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02958&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02953&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04655&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04618&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02992&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04879&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04829&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02960&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02945&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04729&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02767&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02979&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04837&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02975&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02966&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02891&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02839&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04566&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04813&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04801&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04715&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04876&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/03014&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02994&ramo=S&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/04854&ramo=C&leg=18

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02873&ramo=S&leg=18

sabato 29 febbraio 2020

coronavirus & dintorni...


  • “Il vaccino era già stato brevettato anni fa”.
  • “Il virus 2019-nCoV è stato sequenziato per la prima volta da un’équipe italiana, poi, sempre per la prima volta, da un équipe cinese, poi, sempre per primi, dagli americani” [curioso sarà vedere se le sequenze trovate sono uguali tra loro]
  • “Il vaccino sarà pronto in pochi mesi”.
  • “Ci vorranno molti mesi, forse un anno e mezzo, per prepararne uno efficace”.
  • “Le Case Farmaceutiche si stanno impegnando al massimo per venire incontro alle richieste della popolazione spaventata”.
  • “La situazione è potenzialmente pericolosissima”.
  • “Non bisogna allarmarsi”.

Adesso ascoltate quel che mi è capitato nel 2005, quando “scoppiò la PANDEMIA AVIARIA”. Lavoravo al Reparto Infettivi. Ad un convegno di aggiornamento, un funzionario di una Casa Farmaceutica disse che il vaccino per l’aviaria era GIÀ PRONTO e stavano aspettando il via per produrlo in massa e distribuirlo. Tenete conto che il virus dell’aviaria (H5N1) adattato all’uomo, non era ancora nato.
E neppure nacque successivamente. Restò confinato agli uccelli come era avvenuto nei precedenti 10 milioni di anni, provocando pochi disturbi agli animali selvatici che infatti lo sopportano senza troppi problemi. Diverso il discorso per gli animali negli allevamenti intensivi, quella è un'altra faccenda.

Era pronto il vaccino per noi pecore umane, anche se ovviamente non potevano, per forza di cose, aver già provato la sua efficacia sul campo. L’EMERGENZA avrebbe permesso di saltare certi passaggi per arrivare alla sua veloce approvazione. Poi ai politici mancò il coraggio e la faccia tosta di procedere.

Avete capito cosa serve dichiarare lo stato di EMERGENZA? Permette una modalità di approvazione accelerata (fast track approval) in queste situazioni, siano esse vere o presunte. L’EMERGENZA permette di restringere i diritti civili ed obbligare, al caso, la popolazione al vaccino.

Non ci stupiremmo se tale “presidio salvavita” fosse pronto prima del previsto.
Tornando al nostro CORONAVIRUS.

Si divide in quattro generi: alfa, beta, gamma, delta. Il primo causa raffreddori e sindrome influenzali, il secondo sindromi più impegnative (SARS e MERS), comparse rispettivamente nel 2002 nel 2012 e che poi sono sparite come d’incanto senza vaccino. Gli ultimi due (gamma e delta) colpiscono gli animali.

E questo “2019-nCoV”? È un nuovo virus oppure è uno vecchio con un nuovo nome? Ho le mie perplessità, però ora c’è qualche elemento in più per giudicare. Lasciamo perdere la discussione sull’origine (dai pesci, dai pipistrelli, dai serpenti). Fin dai primi giorni è stato ipotizzato che fosse un’arma biologica sfuggita dal laboratorio di Wuhan. Mi pare strano perché, fosse stato così, la letalità avrebbe dovuto essere molto maggiore. Invece nessun bambino si è ammalato secondo i primi rapporti. Gli esperti fanno capire che bambini abbiano contratto l’infezione, ma questa sia rimasta asintomatica (in un bambino di 10 anni ciò è stato provato). Non ci sono stati casi di malattia segnalati in soggetti di età inferiore ai 15 anni, finora.

Una parte dei malati sono deceduti, ma erano prevalentemente soggetti in età più avanzata ed affetti da altre patologie. La letalità è stata calcolata per il momento in modo incompleto: n° morti /n° di malati in modo serio); non è stata calcolata, come dovrebbe essere: n° morti/n° di infettati). Quelli che non sono morti sono guariti.

Quindi attualmente la letalità risulta più alta del reale. Non la si conosce ancora, ma ovviamente è un elemento FONDAMENTALE per stabilire la pericolosità della malattia. Se gli infetti fossero in numero 10 volte superiore a quello dei malati, ecco che si arriverebbe ad una letalità del 2 × 1000, che non è proprio spaventosa per un'arma biologica.
Attendiamo che vengano effettuate delle stime più veritiere.

LA DIAGNOSI

La diagnosi rappresenta un’altra sfida.
Il fatto di ritrovare il virus con la PCR e con la cultura è un buon indizio, ma - a mio parere - non è sufficiente.

Mi spiego meglio: la PCR (Polymerase Chain Reaction) è capace di trovare un ago in un pagliaio, moltiplicando gli aghi fino a farli a diventare un mucchio ben visibile, anche se all’inizio c’era un solo elemento. Quindi potrebbe tornare positiva anche nel caso vi sia, mettiamo, una polmonite da altra causa e nel contempo la presenza di qualche singolo coronavirus smarritosi nelle vie respiratorie. La coltura delle basse vie respiratorie ha più significato, ma non viene cercata in tutti i casi.

Per capire meglio, bisognerebbe cercare lo stesso Coronavirus, con lo stesso impegno e mezzi, anche in soggetti che abbiano patologia simile (polmonite) ma da causa diversa e ben determinata, ed in soggetti asintomatici scelti nella popolazione colpita. Insomma bisogna capire se può essere un "passeggero per caso".

Ho notato che nessun lavoro che abbia letto sinora ha segnalato la ricerca di altri elementi importanti: anticorpi delle due classi (IgG, IgM), aumenti significativi del titolo anticorpale dopo la malattia. Nè titoli anticorpali sarebbero stati testati su soggetti asintomatici.

Sono state riportate le caratteristiche comuni dei malati e che ben si accordano con la diagnosi laboratoristica: polmonite interstiziale a focolai (in forma estesa oppure limitata), febbre, tosse secca, sintomi generali, moderata linfopenia.

I casi mortali sono stati caratterizzati da: infiltrazione multi lobulare a vetro smerigliato (caratteristica di certe polmoniti virali), llinfopenia, co-infezione batterica, fumo, ipertensione ed età più avanzata.

Insomma, se un bambino può superare l’infezione senza ammalarsi, che razza di virus mortale avrebbero “costruito”?

LA MASCHERINA

Le migliori hanno pori di diametro 5-6 volte maggiore di quello di un coronavirus. Quindi non sono una protezione assoluta. Tutte riparano dagli sputi e dalle goccioline visibili ed invisibili di saliva, ma la loro utilità si ferma lì. La esistenza di casi asintomatici fa sì che arginare la epidemia sia quanto mai improbo. Neanche l'esercito!

PS-1 Ho letto che alcuni hanno confrontato la letalità per influenza con quella del coronavirus cinese. E' giusto fare confronti. Tuttavia è meglio precisare che attualmente molti esperti citano una mortalità per influenza molto più alta del reale, cioè parlano di 8000-9000 morti all’anno (letalità circa 2 per mille). In verità imbrogliano nel senso che tale letalità è riferita ad influenza e polmonite assieme. Polmonite per ogni causa. La mortalità per influenza è limitata a uno o due centinaia di casi all’anno. Anche questi pochi casi sono discutibili perché molto spesso vi sono altre patologie concomitanti.

PS-2 Con MORTALITÀ si intende numero di morti per una determinata causa riferito all’intera popolazione. Con LETALITA' numero di morti da malattia riferito al totale degli infettati.

venerdì 18 ottobre 2019

Beppe Grillo: zitto e muto dal 2013!

di Gianni Lannes


Il ragionier Beppe Grillo non risponde ai quesiti inviati a lui direttamente, postati anche sull'home page di questo blog dal 4 marzo 2013. La politica è la realizzazione del bene comune, non avanspettacolo per il proprio tornaconto. Le domande e la critica (costruttiva) sono il sale della democrazia. 


INTERROGATIVI SENZA RISPOSTA DAL 4 MARZO 2013  
 Domande a Beppe Grillo


1) In quale consesso democratico lei è stato eletto Arbitro super partes del Movimento 5 Stelle e Garante d’Italia?


2) Qual è la sua posizione reale sul debito pubblico e sul signoraggio bancario?
3) Per quali ragioni nel 2008 ha incontrato segretamente l’ambasciatore USA, Ronald Spogli (emissario ufficiale di Bush junior) per discutere di programmi politici nello Stivale e non ha mai rivelato nulla all’opinione pubblica?


4) Lei ritiene che le centinaia di bombe nucleari di proprietà USA presenti illegalmente in Italia, in violazione del Trattato Internazionale di non proliferazione debbano essere immediatamente allontanate dal suolo nazionale per restituire sovranità territoriale al nostro Paese ed eliminare un pericolo per milioni di persone?


5) Cosa ci fa sul suo pianoforte, nel sontuoso salone della villa di Sant’Ilario (che vanta un mastodontico abuso edilizio sanato), una fotografia che la ritrae avvinghiata al presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, membro del Bilderberg Group (un Club esclusivo e segreto che ha pianificato la creazione dell’Unione europea e dell’Euro)?


6) Qual è la sua posizione sulle quotidiane operazioni di geo-ingegneria e di guerra ambientale in atto in Italia?
7) Qual è la sua posizione sul Trattato di Lisbona e sul MES?


8) Qual è la sua posizione sull'opzione di uscita dell'Italia dall'euro e azzeramento di un debito pubblico artificiosamente costituito?


9) Qual è la sua posizione sulla presenza delle basi militari NATO in Italia e sulla partecipazione dell'Italia alle guerre USA?
 10) Quale è stato l'ammontare dei ricavi pubblicitari del sito beppegrillo.it, dalla fondazione ad oggi?


11) Il “comitato di garanzia” composto da lei e Casaleggio, che al momento decide le azioni disciplinari verso i membri di M5S, sarà mai aperto ai membri stessi? Se sì, voterebbero sulla piattaforma proprietaria sviluppata e curata per lei da Casaleggio e Associati? Chi conta i voti?


12) A quale punto del Non-statuto, o a quale principio di democrazia diretta, risponde la sua intenzione di assegnare parte dei contributi destinati agli eletti a “Comitati di Comunicazione” i cui membri siano nominati da lei?


13) Non crede che la mancanza di chiarezza su alcuni punti chiave (conflitto di interessi della C&A, trasparenza delle operazioni di voto, soldi pubblici da assegnarsi su sua indicazione, repressione del dissenso) tradisca lo spirito del Movimento?



RIFERIMENTI:
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=grillo

SU LA TESTA GIANNI LANNES 

mercoledì 18 settembre 2019

quella esposta al Louvre non è la Gioconda "La vera storia della Signora di Lo'bardia"


di Riccardo Magnani

Lago di Lecco, giugno 2019

La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, forse il più celebre dipinto realizzato da Leonardo da Vinci che attira milioni di turisti tutto l'anno nelle sale del Louvre di Parigi, non è quella esposta al celebre museo francese.

Non sto dicendo che la versione esposta di quest'opera iconica ed enigmatica della pittura mondiale sia un falso. 
No.

Sto proprio dicendo che quel dipinto che tutti al mondo conoscono non è la Monna Lisa, descritta dal Vasari nel Le Vite, né tantomeno quella che in un documento del 1525 che elenca i beni di Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, viene per la prima volta menzionata come la Honda.

Si tratta proprio di un altro quadro.

"Nessuna cosa si può amare, né odiare, senza piena cognizion di causa", scriveva Leonardo in uno dei suoi innumerevoli scritti, e mai monito fu più azzeccato ...

Riccardo Magnani nel suo studio mentre indica i paesaggi lombardi del dipinto 
erroneamente indicato come la "Gioconda".

A oggi gli studiosi ritengono che la Gioconda sia stata dipinta da Leonardo tra il 1503 e il 1506 e sarebbe stata portata con sé in Francia dove, nel maggio del 1517, l'artista viene accolto dal Re Francesco I, col titolo di premier peintre, architecte, et mécanicien du roi e una pensione di 5.000 scudi.

"Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie, e quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto, la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanableò. Et in questo di Leonardo vi era un ghigno tanto piacevole che era cosa più divina che umana a vederlo,".


Così il Vasari descrive l'opera, riferendosi al fantomatico "ghigno" misterioso che ha forse tratto in inganno gli studiosi, dilungandosi poi in una serie di lodi del dipinto, in realtà piuttosto generiche, che lasciano intendere chiaramente che l'opera a cui egli si riferisce non è quella che tutto il mondo oggi celebra e riconosce. Egli infatti fa riferimento alla peluria delle sopracciglia, magnificamente dipinta (ma la Gioconda non ha né peluria e né sopracciglia) e ne esalta le fossette sulle guance (assenti anch'esse).

Pur essendo così attento a descrivere certi particolari del volto, inoltre, Vasari non fa nessuna menzione a due difetti non trascurabili: lo Xantelasma ritratto tra l'occhio e il naso - stranamente sottovalutato da tutti - e un ganglio artrogeno della mano destra, altrettanto evidente.
Xantelasma e ganglio artrogeno

Due particolari questi che, se letti correttamente, avrebbero da tempo condotto a comprendere il reale significato sotteso al dipinto: non una dama del periodo, ma lo stesso Leonardo nei panni femminili, espressione di un concetto filosofico essenziale in tutte le declinazioni culturali e religiose - il Rebis - che rimanda al matrimonio spirituale interiore.

Vasari allude anche al fatto che l'opera è incompleta.
Ma la Gioconda non lo è.

Non lo è nel paesaggio, che rimanda con estrema precisione al paesaggio lombardo del ramo lecchese del Lago di Como, e non lo è nelle fattezze della protagonista, i cui particolari del viso, del velo e della veste sono invece molto curati e definiti.
Appare chiaro che Vasari stia descrivendo un dipinto diverso da quello esposto al Louvre e che da un appunto di un cancelliere fiorentino, tale Agostino Vespucci, nell'ottobre del 1503 è già ultimato.

Questo particolare innesca un ennesimo dubbio, ovvero per quale assurdo motivo Leonardo si sarebbe scarrozzato per mezza Europa il dipinto della moglie di Francesco del Giocondo.
Appunto del cancelliere Agostino Vespucci -->
Ma tutto ciò non deve sorprendere.
L'intera vita di Leonardo, opere incluse, per come oggi viene raccontata è il frutto di grossolane presunzioni, basate su ricostruzioni parziali di molto posteriori e negate in maniera inopinabile da un cospicuo numero di documenti coevi al personaggio.

Basti ricordare che la data di nascita di Leonardo (1452) viene assunta erroneamente e in maniera totalmente presuntiva solo nel 1746.
In realtà tutti i biografi che ebbero modo di incontrarlo in vita ci descrivono un uomo ultra settantacinquenne.

Su tutti Antonio de Beatis, il segretario personale del Cardinal d'Aragona che lo accompagna a Cloux in visita a Leonardo il 10 e 11 ottobre del 1517. Grazie a lui possiamo dirimere il malinteso sul dipinto del Louvre, oltre a acquisire importanti elementi di carattere biografico.
Negli appunti relativi a questo incontro de Beatis fa riferimento a un uomo ultra settantenne, menomato alla mano destra:

“In uno dei borghi, il signore e noi altri andammo a veder messere Leonardo Vinci fiorentino, vecchio di più di LXX anni, pittore ecc.mo dei nostri tempi, il quale mostrò a sua signoria ill.ma tre quadri: uno di una certa dona fiorentina, quadro di pittura bellissima, facto ad istanza del quondam Magnifico Giuliano de’ Medici, l’altro di san Giovanni Battista giovane e uno de la Madona et del figliolo che stan posti in grembo de s. Anna, tutti perfettissimi, anche se da lui per essergli venuta certa paralisi su la destra non ci si può aspettare cosa buona.”
In questi dipinti non compare la Monna Lisa commissionata da Francesco del Giocondo.
La lacuna non è di poco conto: il Louvre infatti riconduce l’acquisto della Gioconda da parte di Francesco I al 1518, unitamente a S. Anna e S. Giovanni Battista, i due quadri menzionati dal de Beatis.

Inoltre, quando Leonardo muore, nel testamento non lascia alcun dipinto.
Il dipinto oggi esposto al Louvre, dunque, non solo non è la Gioconda, ma sappiamo che fu acquisito insieme agli altri per essere esposto a Fontainebleau.
E' qui che nel 1625 lo vede Cassiano del Pozzo, il quale, per primo e in maniera aleatoria e infondata, gli affibbia l'appellativo Gioconda.

Quindi, se il dipinto esposto al Louvre non è la Gioconda, chi è?

In soccorso ci vengono non solo il paesaggio del dipinto, che come ho detto è ineluttabilmente lombardo, ma una prerogativa propria di Leonardo, fino a oggi inesplorata, per cui l'artista era solito dettare nei propri dipinti un'iconografia inedita, modificando i propri stessi disegni preparatori, al fine di includere rimandi paesaggistici specifici.
Lo fa con la Vergine delle Rocce - ambientata nella Grotta di San Giovanni Battista a Laorca di Lecco, che originariamente era una Madonna dei Fusi e assume la forma attuale dettata dal Nibbio, una particolare conformazione rocciosa che sovrasta la grotta stessa - e lo fa con l'Ultima Cena, il cui profilo degli apostoli è dettato dalla sagoma del monte Resegone, reso celebre da Manzoni nell'incipit dei Promessi Sposi.
Ultima Cena e profilo del Resegone

Leonardo fa lo stesso con la presunta Gioconda, il cui profilo è dettato dal la sagoma del promontorio di Bellagio (che ricorda il profilo di donna), là dove il lago da due diviene uno, in un naturale rimando al Rebis, il matrimonio spirituale che il dipinto sottende e dove spesso Leonardo veniva ospitato insieme a Ludovico il Moro dal Marchesino Stanga, feudatario del luogo.
La Gioconda e il promontorio di Bellagio

Un ulteriore rimando al territorio lombardo ci viene da una analisi condotta da Pascal Cotte, che ha evidenziato la presenza di una serie di abrasioni attorno al capo della dama ritratta, non visibili a occhio nudo, che rimandano in maniera chiara agli spadini della Sperada, la tipica acconciatura Lombarda che nell'uso popolare identificava la Promessa Sposa.
La Gioconda e la Sperada

Non è un caso se, quando Manzoni deve dare un volto ai suoi personaggi, per Lucia, la Promessa Sposa, lo scrittore imponga al giovane incisore Gonin di replicare fedelmente la Gioconda, che egli stesso ebbe modo di vedere de visu nella camera da letto di Napoleone. (7)
La Gioconda e Lucia Mondella

Sperada inclusa ...

Oltretutto il promontorio di Bellagio unisce idealmente in matrimonio i rami occidentale e orientale del Lario, la cui forma a Y riprende naturalmente la simbologia rinascimentale per l'androgino, fornendo così un richiamo naturale al senso sotteso all'opera di Leonardo, come descritto anche nel Vangelo apocrifo di San Tommaso:

"Allorché di due farete uno, allorché del maschio e della femmina farete un unico essere sicché non vi sia più né maschio né femmina, allora entrerete nel Regno dei cieli." 
Tornando al diario del de Beatis, troviamo una possibile soluzione al nostro quesito: se non è la Gioconda, quale dipinto di Leonardo è esposto oggi al Louvre?
<-- Estratto dal diario di Antonio de Beatis

L'11 ottobre 1517, dalla Residenza Reale di Blois, menzionando le opere in attesa di essere condotte a Fontainebleau, scrive:
"Vi era ancho un quatro dove è pintata ad oglio una certa Signura di Lombardia di naturale assai bella: ma al mio iuditio no tanto come la Signora Gualanda."

Ora, io no so dire quanto fosse bella Isabella Gualandi, la Signora Gualanda citata, figlia di un maggiordomo della corte di Alfonso d'Aragona, ma è chiaro che la Signura di Lombardia non ha nulla a che vedere con la fiorentina Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo.

Per tutto quanto sopra esposto, quindi, penso sia più plausibile che il dipinto più celebre, iconico e enigmatico del mondo, che tutti quanti chiamano Gioconda (o Monna Lisa), sia la Signora di Lombardia, la stessa che Antonio de Beatis osserva l'11 ottobre 1517 a Blois, dopo essersi recato nella camera da letto di un anziano e menomato ultra settantenne Leonardo.

La vera Gioconda, che probabilmente assolveva il solo scopo ritrattistico, aveva chiaramente una valenza minore rispetto alla Signura di Lo'bardia (9), il cui contenuto sostanziale è la sintesi assoluta della conoscenza nel solco della quale Leonardo è stato cresciuto.

E' chiaro che la Signura di Lombardia non ha nulla a che vedere con la fiorentina Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo.
La Signura di Lombardia

**************
Conferenza di Riccardo Magnani alla Bibliotheca Alexandrina, in Egitto   
International Symposium Commemorating - 500 Years of Leonardo Da Vinci 
(4 settembre 2019)



Riccardo Magnani

martedì 20 agosto 2019

scandalosi Clinton: 50 testimoni morti, Epstein è l'ultimo

Sabato scorso, il miliardario Jeffrey Epstein, il detenuto di più alto profilo in custodia negli Stati Uniti, è stato trovato morto nella sua cella di Manhattan. Questo è avvenuto il giorno dopo che erano state rese pubbliche duemila pagine di documenti giudiziari, precedentemente secretati, riguardanti il procedimento contro Jeffrey Epstein per atti di violenza sessuale su minori. I documenti descrivevano come Bill Clinton avesse partecipato a feste private sull’isola del pedofilo Jeffrey Epstein. Clinton aveva volato almeno 27 volte sull’aereo privato di Jeffrey Epstein. Nella maggior parte di quei voli era stato accompagnato da ragazze minorenni. Nonostante un precedente tentativo, appena tre settimane fa, di togliersi la vita, le guardie carcerarie, la notte di venerdì, avevano saltato i controlli previsti ogni 30 minuti alla cella di Epstein. Nelle prime ore del mattino lo avevano trovato morto. Jeffrey Epstein è l’ultimo di un lungo elenco di collaboratori e frequentatori della famiglia Clinton che sono morti misteriosamente o si sono suicidati prima della loro testimonianza pubblica. Nel 2016 la “Cbs” di Las Vegas aveva pubblicato un elenco degli associati Bill e Hillary Clinton che sarebbero morti in circostanze misteriose. Ecco quella lista.

1. James McDougal – Il socio dei Clinton condannato per il caso Whitewater era morto per un apparente attacco cardiaco mentre si trovava in isolamento. Era un testimone chiave nelle indagini di Ken Starr.
2. Mary Mahoney – Una ex stagista Bill Clinton e Jeffrey Epsteindella Casa Bianca, era stata assassinata nel luglio 1997 in una caffetteria Starbucks a Georgetown. L’omicidio era avvenuto subito prima che rendesse di pubblico dominio il fatto di avere subito molestie sessuali alla Casa Bianca.  
3. Vince Foster – Ex consigliere della Casa Bianca e collega di Hillary Clinton presso lo studio legale Rose di Little Rock. Era morto per una ferita da arma da fuoco alla testa, risolta come suicidio. 4. Ron Brown – Segretario al Commercio ed ex presidente del Dnc [Comitato Nazionale Democratico]. La causa ufficiale della morte era stata impatto da incidente aereo. Un patologo che aveva partecipato alle indagini aveva riferito che c’era un buco nella parte superiore del cranio di Brown molto simile ad un ferita da arma da fuoco. Al momento della sua morte, Brown era sotto indagine e non aveva fatto segreto della sua volontà di concludere un accordo con gli inquirenti. Erano morti anche tutti gli altri passeggeri dell’aereo. Pochi giorni dopo, il controllore del traffico aereo si era suicidato.
5. C. Victor Raiser, II – Raiser, uno dei principali responsabili dell’organizzazione per la raccolta fondi dei Clinton, era morto nella caduta di un aereo privato, nel luglio 1992.  
6. Paul Tulley – Direttore politico del Comitato Nazionale Democratico era stato trovato morto in una stanza d’albergo a Little Rock, nel settembre 1992. Descritto dai Clinton come “caro amico e consigliere fidato”. 
7. Ed Willey – Responsabile della raccolta fondi per i Clinton, era stato trovato morto nel novembre 1993 in un bosco della Virginia, con una ferita da arma da fuoco alla testa. Risolto come suicidio. Ed Willey era morto lo stesso giorno in cui sua moglie, Kathleen Willey, aveva affermato che Bill Clinton l’aveva palpeggiata nello Studio Ovale della Casa Bianca. Ed Willey era stato coinvolto in numerosi eventi di raccolta fondi per i Clinton. 
8. Jerry Parks – Capo della squadra di sicurezza governativa di Clinton a Little Rock. Ucciso con un’arma da fuoco mentre era in macchina in un incrocio deserto fuori Little Rock. Il figlio di Parks aveva riferito che il padre stava allestendo un dossier su Clinton. Aveva Jerry Parkspresumibilmente minacciato di rendere pubbliche queste informazioni. Dopo la sua morte, i documenti erano misteriosamente spariti dalla sua abitazione.
9. James Bunch – Deceduto per suicidio da arma da fuoco. Sembra possedesse un “libro nero” contenente i nomi di persone influenti che frequentavano prostitute in Texas ed Arkansas.  
10. James Wilson – Era stato trovato morto nel maggio 1993, apparentemente si era suicidato impiccandosi. Sembra avesse legami con il caso Whitewater.
11. Kathy Ferguson – Ex moglie del poliziotto dell’Arkansas Danny Ferguson, era stata trovata morta nel maggio 1994 nel salotto di casa sua, uccisa con un colpo di pistola alla testa. Era stato considerato un suicidio, anche se c’erano diverse valigie piene, come se la donna fosse stata in procinto di recarsi altrove. Danny Ferguson era un co-imputato, insieme a Bill Clinton, nella causa intentata da Paula Jones. Kathy Ferguson era una possibile testimone a favore di Paula Jones.  
12. Bill Shelton – Agente della polizia di Stato dell’Arkansas e fidanzato di Kathy Ferguson. Scettico sul suicidio della sua fidanzata, era stato trovato morto nel giugno 1994 per una ferita da arma da fuoco e si era stabilito che si era suicidato sulla tomba della sua fidanzata.  
13. Gandy Baugh – Avvocato dell’amico di Clinton, Dan Lassater, era morto nel gennaio 1994 lanciandosi da una finestra di un alto edificio. Il suo cliente era un distributore di droga già condannato.
14. Florence Martin – Ragioniera e subappaltatrice per la Cia, era legata al caso Barry Seal, Mena, Arkansas, un caso di traffico di droga all’aeroporto. Era morta per tre ferite da arma da fuoco.  
15. Suzanne Coleman – Secondo quanto riferito, aveva avuto una relazione con Clinton quando quest’ultimo era procuratore generale dell’Arkansas. Era morta per una ferita da arma da fuoco alla nuca, risolta come suicidio. Al momento della morte era incinta.  
16. Paula Grober – Traduttrice simultanea di Clinton per i non udenti, dal 1978 fino alla sua morte, il 9 dicembre 1992. Era morta in un incidente automobilistico.
17. Danny Casolaro – giornalista investigativo, indagava sull’aeroporto di Mena e sull’organo per il finanziamento dello sviluppo dell’Arkansas. Si era tagliato i polsi, apparentemente nel bel mezzo della sua indagine.  
18. Paul Wilcher – L’avvocato che indagava sulla corruzione all’aeroporto di Mena con Casolaro e sula “sorpresa di ottobre” del 1980, Danny Calsolaroera stato trovato morto in bagno, il 22 giugno 1993, nel suo appartamento di Washington Dc. Aveva consegnato un rapporto a Janet Reno tre settimane prima della sua morte.
19. Jon Parnell Walker – Investigatore del caso Whitewater per la Resolution Trust Corporation. Era morto gettandosi dal balcone del suo appartamento di Arlington, in Virginia, il 15 agosto 1993. Stava indagando sullo scandalo Morgan Guaranty.
20. Barbara Wise – Collaboratrice del Dipartimento del Commercio. Aveva lavorato a stretto contatto con Ron Brown e John Huang. Causa del decesso: sconosciuta. Era morta il 29 novembre 1996. Il suo corpo nudo e pieno di lividi era stato trovato chiuso a chiave nel suo ufficio, presso il Dipartimento del Commercio.  
21. Charles Meissner – Sottosegretario al Commercio, che aveva concesso a John Huang il nulla osta di sicurezza, era morto poco dopo in un incidente aereo.  
22. Dr. Stanley Heard – Presidente del Comitato Consultivo Nazionale per la Terapia Chiropratica era morto con il suo avvocato, Steve Dickson, in un incidente aereo. Il dottor Heard, oltre a prestare servizio nel consiglio consultivo dei Clinton, aveva curato personalmente la madre, il patrigno e il fratello di Clinton.  
23. Barry Seal – Un pilota della Twa che contrabbandava droga dall’aereoporto di Mena, Arkansas, la sua morte non è stata casuale [assassinato il 19 febbraio 1986].
24. Johnny Lawhorn, Jr. – Meccanico, aveva trovato un assegno intestato a Bill Clinton nel bagagliaio di un’auto lasciata nella sua officina. Era stato trovato morto dopo che la sua macchina aveva colpito un palo della luce.  
25. Stanley Huggins – Indagava sulla Madison Guaranty Savings and Loan Association. La sua morte era stata dichiarata un presunto suicidio e il suo rapporto non era mai stato pubblicato.  
26. Hershell Friday – Avvocatessa e responsabile della raccolta fondi per Clinton, era morta il 1° marzo 1994, quando il suo aereo era esploso.
27-28. Kevin Ives e Don Henry – Noto come il caso dei “ragazzi che avevano trovato una pista”. I rapporti dicono che due i ragazzi potrebbero essersi imbattuti nel traffico di droga dell’aeroporto di Mena, Arkansas. Un caso controverso, secondo il rapporto iniziale della morte, i due ragazzi si Kevin Ives e Don Henrysarebbero addormentati sui binari della ferrovia. Rapporti successivi avevano stabilito che i due giovani erano stati uccisi prima di essere messi sulle rotaie. Molte persone legate al caso erano morte prima che la loro testimonianze potessero arrivare davanti al Gran Giurì.
Queste persone avevano informazioni sul caso Ives/Henry:  
29 – Keith Coney: era morto quando, con la sua moto, aveva tamponato un camion, luglio 1988. 30 – Keith McMaskle: deceduto, pugnalato 113 volte, novembre 1988. 
31 – Gregory Collins: morto per una ferita da arma da fuoco nel gennaio 1989.  
32 – Jeff Rhodes: ucciso con un’arma da fuoco, mutilato e trovato bruciato in una discarica nell’aprile 1989.  
33 – James Milan: trovato decapitato. Tuttavia, il medico legale aveva stabilito che la sua morte era dovuta a “cause naturali”.
34 – Richard Winters: uno dei sospettati nelle morti di Ives/Henry. Ucciso in una rapina organizzata nel luglio 1989. Anche queste guardie del corpo di Clinton sono morte:
35 – Maggiore William S. Barkley, Jr.
36 – Capitano Scott J. Reynolds.
37 – Sergente Brian Hanley.
38 – Sergente Tim Sabel.
39 – Maggiore Generale William Robertson.
40 – Colonnello William Densberger.
41 – Colonnello Robert Kelly.
42 – Specialista Gary Rhodes.
43 – Steve Willis.
44 – Robert Williams.
45 – Conway LeBleu.
46 – Todd McKeehan.
E il più recente, Seth Rich, il collaboratore del Comitato Democratico, assassinato e “derubato” (di niente) il 10 luglio 2016.
Il fondatore di Wikileaks, Assange, afferma che Rich era in possesso di informazioni sullo scandalo della posta elettronica del Dnc.
In questa lista non sono inclusi i 4 eroi uccisi a Bengasi.
Ed ora potete aggiungere all’elenco il multimilionario Jeffrey Epstein…

(Jim Hoft, “L’elenco completo delle persone collegate ai Clinton morte in circostanze misteriose o ‘suicidatesi’ prima di testimoniare”, da “Gateway Pundit” dell’11 agosto 2019, post tradotto da Markus per “Come Don Chisciotte”).

fonte: LIBRE IDEE