domenica 14 febbraio 2021

Valentino: non è il santo dell'amore!



 di Gianni Lannes


14 febbraio: santi Cirillo e Metodio. Ma san Valentino che fine ha fatto? È sparito dal calendario per decisione del Vaticano nell’anno 1969. Questioni di guerra fredda: un santo cattolico ha inventato la scrittura usata nell’allora Unione Sovietica. Eppure si festeggia. Il culto, comunque, è controverso assai: Terni o Roma? Comunque non era il santo dell’amore, anche se la speculazione commerciale non molla le reliquie.

 A Vico del Gargano la leggenda inventata ha plasmato addirittura la moda corrente di un vicolo del bacio e dell'elisir d'amore (mai esistiti prima) per attrarre turisti. Il calendario gregoriano lambiva il 1618 dell’era cristiana (81 anni prima di Terni) quando nel borgo adriatico di origine illirica, «Vonno detti Sindaco ed Eletti pigliare per protettore Santo Valentino Prete per di tutto il Popolo» recita l'atto cartaceo voluto dal feudatario Spinelli. A Vico il martire, patrono per contratto, secondo la credenza popolare - inculcata dalle istituzioni religiose - protegge gli agrumi dalle calamità naturali.

Insomma, tradizioni inventate di sana pianta per soggiogare il popolino. Dopo la proclamazione nel 391 del cristianesimo come religione ufficiale, esso inizia a sostituire le feste pagane con le proprie. Il 15 febbraio, dai tempi della fondazione di Roma, si celebrano i Lupercalia: una festività della fertilità di origine osco-sabellica. Il Lupercale è la grotta sacra al dio Pan. Februare vuol dire purificare. A Roma si sacrificava in onore di Pan Liceo, Pan del Lupi e in onore di Giunone, la dea delle donne e del matrimonio. In Grecia questo periodo dell’anno era chiamato Gamelion (mese del matrimonio), dedicato al matrimonio di Zeus ed Era, e prevedeva riti di purificazione. Si tratta della tendenza a purificare prima che il mondo rinasca a primavera. Ecco il fulcro: fertilità della terra e delle donne. La festa di san Valentino cade il 14 febbraio, quando in base alla credenza popolare di epoca medievale, gli uccelli iniziano ad accoppiarsi per riprodursi.

Lo studio più significativo è di padre Agostino Amore. Nel dodicesimo volume della Biblioteca Sanctorum si legge: «Chi fosse Valentino e quando sia vissuto è impossibile precisare; è presentato come vescovo di Terni, ma non consta con certezza di questa sia dignità. Notizie leggendarie si leggono in una Passione, anteriore all’VIII secolo, in cui si narra che fu inviato a Roma per guarire da un’artrosi deformante il figlio di Cratone l’Ateniese, fu arrestato per ordine del prefetto Placido e, poiché si rifiutò di sacrificare gli idoli, fu decapitato. Il suo corpo fu trasferito a Terni».

Nelle fonti storiche -martirologi e passioni- (Martirologio Geronimiano, Passio Sancti Valentini, Liber Pontificalis, Elogium di San Valentino) rose e innamorati non sono mai menzionati. Qual è la connessione del “santo” con la festa degli innamorati? La tesi del francescano Luciano Canonici è illuminante: «Nel 1465 il papa Paolo II autorizzò il cardinal Giovanni Torquemada a fondare l’Arciconfraternita della SS. Annunziata a Roma, che doveva provvedere e quindi procurare e distribuire la dote per le fanciulle nubili: dote che veniva poi distribuita a Roma, nella sede dell’Arciconfraternita a Santa Maria sopra Minerva, il giorno 14 febbraio di ogni anno. Ora, le ragazze nubili andarono da quel giorno a Roma, per ricevere al dote o parte di essa. Naturalmente, stazionando in chiesa, facevano anche la Comunione e la Confessione; divenne quindi una specie di festa ecclesiastica e devozionale. Quindi quel santo cominciò per questo motivo a essere venerato in modo particolare dalle nubili; specialmente se fidanzate. San Valentino divenne la festa del confermato fidanzamento: e ufficialmente in pubblico». Ha argomentato ancora Canonici: «Da Roma, la festa di san Valentino dei fidanzati emigrò specialmente in Inghilterra e quindi, dalla scoperta dell’America in poi, andò - come eco - a rallegrare le nubende del nuovo mondo».

A partire dal 1960, secondo l'antropologo Alfredo Cattabiani, «è tornata a noi, trasformata e arricchita in una laica ricorrenza nella quale non ci si accontenta più, come un tempo, di scambiarsi bigliettini affettuosi, detti “valentini”, o un fiore, ma è d’obbligo il regalo costoso». In altri termini, è una “tradizione” inventata in Inghilterra alla fine del Settecento. Nell’immaginario globalizzato di oggi è un emblema pubblicitario. La moda di san Valentino è recente: una campagna commerciale di rose e cioccolatini per ottenere la felicità.

 



A Vico del Gargano la leggenda inventata ha plasmato addirittura la moda corrente. Il calendario gregoriano lambiva il 1618 dell’era cristiana (81 anni prima di Terni) quando nel borgo adriatico di origine illirica, «Vonno detti Sindaco ed Eletti pigliare per protettore Santo Valentino Prete per di tutto il Popolo» recita l'atto cartaceo voluto dal feudatario Spinelli. A Vico il martire, patrono per contratto, protegge gli agrumi dalle calamità naturali. Ad imporre il proprio san Valentino alla popolazione fu il marchese Spinelli che, nell’occasione in accordo con la pletora di preti locali al servizio del potere, mise a disposizione della popolazione, addirittura le presunte reliquie e un mezzobusto ligneo raffigurante il santo latino. Fino a quell’anno il patrono di questo borgo fondato da gente proveniente dalla Dalmazia, era stato san Norberto di Xanten (fondatore dei canonici regolari di Prémontré ed evangelizzatore di slavi), festeggiato l’11 giugno. “E’ un caso singolare di preferenza di un santo invernale a un santo estivo in funzione dell’economia più redditizia del paese, ovvero la coltura degli agrumi” argomenta il professor Giovanni Battista Bronzini. L’adozione in loco di san Valentino, infatti, discende da una motivazione squisitamente politica: il bisogno dei ceti emergenti di un maggior controllo sulla rinnovata situazione economica e sociale. Anche l’antropologia, però, fa la sua parte. San Norberto non riusciva a suscitare l’indispensabile devozione popolare, proprio nel momento del bisogno che esigeva l’appello propiziatorio al santo d’inverno, quando le gelate mettevano in forse il raccolto agrumario, i cui proventi erano destinati soltanto ai soliti signorotti. Il sistema calendariale stabilito da Papa Gregorio XII nel 1582, rivela una trama attraverso la quale le classi dominanti regolavano le attività e le energie umane delle plebi totalmente sottomesse alle autorità.

La ricorrenza celebrativa vichese di san Valentino rientra a pieno titolo nel processo economico sotteso alla formazione dei patronati e al traffico di reliquie. Fenomeni che preannunciavano la grande guerra contadina: nel regno napoletano scosse gli ordinamenti feudali nel 1647-48 e finì repressa nel sangue. L’adozione pubblica - mediante strumento notarile (caso unico in Italia)- conta quattro secoli. A quel tempo in paese dimoravano poco meno di tremila anime e ben 60 ecclesiastici. La festa ha un arcaico sapore pagano e affonda le sue radici nelle culture agrarie indo-europee. I gesuiti plasmarono la festa pre-cristiana invernale di morte e rinascita dei campi: atteggiamento che induceva le moltitudini a cercare sicurezza e speranza nell’accettazione di un potere sovrannaturale.

Economia, politica ed antropologia a braccetto: il movimento ascensionale per le vie del borgo -ricolmo di arance- è solcato da processioni laiche di confraternite che avanzano con il santo verso la “coppa” (collina) del Carmine. Qui viene impartita la benedizione religiosa ai sottostanti giardini d’agrumi e agli alberi d’alloro della “Vascianza" (luoghi vicini al mare). Durante la processione per le vie del paese, ormai irriconoscibile per via della speculazione edilizia che ha cancellato quasi totalmente la sua identità medievale, sulla statua del santo viene posizionato in bella evidenza il denaro, che ad ogni sosta i fedeli offrono spontaneamente (un'usanza profanatoria della sacralità, introdotta nel rito a partire dal XX secolo).

Il dito di san Valentino è un indice meteorologico: rivolto in basso indica rovinosi presagi per gli alberi dalle foglie lucenti. La processione del santo protettore -adornato nella chiesa madre di arance- ripete l’arcaico schema simbolico-rituale del primaverile matrimonio degli alberi che si ri-generano. Un tempo l’intermediario divino regolamentava perfino i contratti di vendita degli agrumi. Annotava un secolo fa lo storico vichese Giuseppe del Viscio: «se la valutazione si fa prima del 14 febbraio il proprietario è obbligato ad abbonare al negoziante il 10 per cento sulla quantità della frutta risultante dalla stima; se dopo quel giorno non si dà percentuale di sorta».

Le fonti storiche rivelano che sul Gargano la presenza di agrumi diviene significativa nell’anno Mille. Gli Arabi propagarono quest’arboricoltura a partire dall’VIII secolo, mescolandola alla tradizione ellenistica. Nella Puglia dilaniata dalla siccità, gli agrumi -arance, limoni, mandarini e cedri (“limongelle”)- ebbero il più vitale nucleo d’insediamento -tuttora in vita nonostante la colonizzazione “unitaria” - nell’areale rivierasco settentrionale di Vico, Rodi e Ischitella.

Grazie ai privilegi del microclima, alla eccellente preparazione agronomica dei contadini, ma soprattutto alla presenza di centinaia di affioramenti sorgivi d’acqua dolce, in loco prese il via nel ‘700 una sconosciuta avventura dell’agrumicoltura italiana. Annota nel 1791 l’economista Galanti: «Vi sono frutti squisiti e vari; e aranci migliori di quelli di Sorrento in Vico, Ischitella, Peschici e Rodi. Vico e Rodi sono i paesi di maggior traffico di tutta la provincia. Vico tiene 6 trabaccoli con case che trafficano per Trieste, per Venezia, e per Ancona di agrumi. Rodi tiene otto trabaccoli e dodici mezze barche o sieno pinchi da viaggio».

A fine ‘800 questa minuscola area produttiva con 340 mila piante distribuite su 540 ettari produceva con metodi naturali (autenticamente biologici) ad ogni stagione, 100 milioni di frutti (circa 15 mila tonnellate). Vi furono annate, come nel 1847, in cui la rendita dei limoni superava il valore di proprietà del fondo. Nel 1877 quando le arance siciliane si vendevano a 16,6 lire al quintale, quelle garganiche -in considerazioni delle straordinarie qualità organolettiche- spuntavano alla contrattazione anche 36,6 lire.

Al mirabolante guadagno economico, tuttavia, non presero parte contadini e braccianti che, alla stregua di servi della gleba ricevevano, si fa per dire, quando non venivano pagati in natura (con cibo), i più bassi salari del regno Savoia. Dopo la feroce repressione del brigantaggio (una rivolta sociale) pre e post unitaria, risolta nel sangue e nell’emigrazione forzata verso le Americhe, il promontorio garganico iniziò a svuotarsi di presenze umane con grave danno per la civiltà agrumaria. Una società della passività sofferente: “animali erbivori” li definirà nel 1880 la Società italiana di Etno-antropologia. 23 anni dopo l’annessione d’Italia finanziata dalla massoneria inglese, l’Inchiesta agraria di origine parlamentare rileverà «le deficienze alimentari le precarie condizioni abitative, l’analfabetismo, l’alto indice di mortalità».

Il mercato agrumario trascinato dalla domanda inglese e nordamericana, consentì di realizzare alla classe dominante di latifondisti e proprietari terrieri, (feudali e borghesi) profitti eccezionali fino alla crisi del primo ‘900, quando gli Stati Uniti d’America introdussero la tariffa Dingley (un dazio di 3,80 lire per cassa d’agrumi). La domanda delle città mercantili -Napoli, Trieste, Venezia, Vienna, Ragusa- e degli Stati nazionali, aprì un’area periferica dell’Europa a un complesso di relazioni non esclusivamente commerciali fino al primo dopoguerra.

Oggi sopravvivono miracolosamente i segni della massacrante fatica dei senza terra - le gore che incanalano l’acqua sorgiva, le plurisecolari siepi di leccio - ma a prevalere, è ancora un sistema economico eterodiretto come ai tempi dei “galantuomini”. Nel Gargano come del resto, nell’intero Mezzogiorno d’Italia - a causa del neo colonialismo imperante- emigrano o muoiono soprattutto le intelligenze e prolifera il cemento armato che ha cancellato la bellezza naturale, la storia, l'archeologia e pure i connotati identitari della geografia.

 

Riferimenti:

Gianni Lannes, "San Valentino non è il santo dell'amore", Protagonisti, 1996, Foggia. 

Gianni Lannes, La montagna profanata, Edizioni del Rosone, Foggia, 2015. 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Gargano

fonte: SU LA TESTA GIANNI LANNES

 

sabato 23 gennaio 2021

la scienza ufficiale ammette che i vaccini COVID-19 contengono "nanoparticelle" di mRNA che innescano gravi reazioni allergiche


Almeno otto persone che sono state vaccinate per il coronavirus di Wuhan (COVID-19) nei giorni immediatamente successivi al rilascio iniziale del a dicembre hanno subito gravi reazioni allergiche che la scienza mainstream sostiene ora siano state causate da nanoparticelle di RNA messaggero tossico (mRNA).

Si ritiene che un composto noto come polietilenglicole (PEG) che è stato aggiunto alla struttura della matrice che circonda gli ingredienti dell’mRNA utilizzati nel vaccino virale cinese di Pfizer e BioNTech inneschi una grave anafilassi, spingendo le autorità a emettere avvertimenti sui suoi pericoli.

“Il PEG non è mai stato utilizzato prima in un vaccino approvato, ma si trova in molti farmaci che hanno occasionalmente scatenato l’anafilassi, una reazione potenzialmente pericolosa per la vita che può causare eruzioni cutanee, pressione sanguigna alterata, mancanza di respiro e battito cardiaco accelerato,” Avverte la rivista Science.

“Alcuni allergologi e immunologi ritengono che un piccolo numero di persone precedentemente esposte al PEG possa avere alti livelli di anticorpi contro il PEG, mettendoli a rischio di una reazione anafilattica al vaccino”.

Il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), guidato da Anthony Fauci, ha tenuto diversi incontri subito dopo il rilascio del vaccino per discutere il problema sia con Pfizer che Moderna, quest’ultima ha rilasciato il suo vaccino COVID-19 subito dopo.

Erano presenti rappresentanti della Food and Drug Administration (FDA), così come “scienziati e medici indipendenti”.

Per rassicurare gli americani sul fatto che la vaccinazione COVID-19 è “sicura ed efficace”, il NIAID ha deciso di avviare uno studio in collaborazione con la FDA che analizzerà come i vaccini antinfluenzali cinesi influenzano le persone con alti livelli di anticorpi anti-PEG.

“Fino a quando non sapremo che esiste davvero una storia di PEG, dobbiamo stare molto attenti nel parlarne come un affare fatto”, avverte Alkis Togias, capo ramo di allergia, asma e biologia delle vie aeree presso il NIAID.

Nonostante i gravi rischi coinvolti, Elizabeth Phillips, ricercatrice sull’ipersensibilità ai farmaci presso il Vanderbilt University Medical Center e partecipante alla riunione del NIAID del 16 dicembre, crede ancora che tutti debbano vaccinarsi.

“Dobbiamo vaccinarci”, ha detto chiaramente. “Dobbiamo cercare di limitare questa pandemia. Le prossime due settimane negli Stati Uniti saranno estremamente importanti per definire cosa fare dopo “.

Molto prima che questi vaccini venissero commercializzati, scienziati ed esperti medici che non ricevono il sussidio di Big Pharma hanno sollevato preoccupazioni non solo sull’anafilassi ma anche sul fatto che i vaccini a mRNA innescano ciò che è noto come “innesco patogeno”.

In poche parole, il priming patogeno fa sì che il corpo produca così tanti anticorpi in risposta al vaccino che quando una persona vaccinata incontra il vero virus “selvaggio” nel mondo reale, il suo sistema immunitario risponde con un’aggressione pericolosa per la vita.

In altre parole, farsi vaccinare per COVID-19 può aumentare il rischio di una persona di ammalarsi gravemente o di morire a causa dell’esposizione al virus dopo la vaccinazione.

“Non c’è mai stato un vaccino di successo per SARS o MERS, due virus correlati a SARS-CoV-2 (il virus che può portare alla malattia COVID-19)”, riferisce Informed Choice Washington.

“I modelli animali hanno rivelato che sebbene i vaccini sperimentali per la SARS e la MERS potessero creare elevate quantità di anticorpi, se sfidati con l’esposizione ai virus selvatici da cui avrebbero dovuto essere protetti, gli animali hanno invece sviluppato reazioni di malattia gravi, persino letali”.

Il dottor James Lyons-Weiler ha effettivamente pubblicato uno studio proprio su questo argomento, avvertendo che tutti gli epitopi immunogenici SARS-CoV-2 tranne uno sono simili alle proteine ​​umane, suggerendo che qualsiasi vaccino associato indurrà un certo grado di autoimmunità pericolosa per la vita.

Altre ultime notizie sui vaccini contro il coronavirus di Wuhan (COVID-19) sono disponibili su Pandemic.news.

Le fonti per questo articolo includono:

ScienceMag.org

NaturalNews.com

InformedChoiceWA.org

ScienceDirect.com

 naturalnews

https://ununiverso.blog/2021/01/05/la-scienza-ufficiale-ammette-che-i-vaccini-covid-19-contengono-nanoparticelle-di-mrna-che-innescano-gravi-reazioni-allergiche/

fonte: ALTRA INFORMAZIONE

 

storie sulla "mutazione" del Covid e lockdown che dureranno a lungo

 


 Da molti mesi ormai avverto che il progetto che sta alla base dei lockdown pandemici non è di tipo temporaneo e che l’INTENZIONE è quella di renderli permanenti. Possiamo capirlo dai pretesti che le élite al potere usano per promuovere i loro mandati; il loro argomento preferito è che le restrizioni pandemiche sono la “nuova normalità “.


Questa affermazione è ribadita da globalisti come Gideon Lichfield del MIT che, nel suo articolo “We’re Not Going Back To Normal “, afferma:

“In definitiva, tuttavia, prevedo che ripristineremo la capacità di socializzare in modo sicuro quando avremo messo a punto modi più sofisticati per identificare chi è a rischio di malattia e chi non lo è, discriminando, legalmente, chi lo è.

…si può immaginare un mondo in cui, per prendere un aereo, dovrete probabilmente disporre di una app per il tracciamento dei contatti nel vostro telefono. La compagnia aerea non sarebbe in grado di controllare i vostri spostamenti, ma riceverebbe un avviso se foste stati vicino a persone infette o se vi foste recati in zone particolarmente ‘calde’. Ci sarebbero requisiti simili per poter accedere alle strutture pubbliche, agli edifici governativi e ai mezzi di trasporto collettivi. Ci sarebbero scanner della temperatura ovunque e il datore di lavoro potrebbe obbligarvi ad indossare apparecchiature per il monitoraggio della temperatura corporea o di altri parametri vitali. Se, fino ad ora, nei bar si verificava all’ingresso l’età degli avventori, in futuro potrebbe essere necessaria una prova di immunità, una carta d’identità o una sorta di verifica digitale tramite smartphone, che dimostri che si è guariti o che si è stati vaccinati contro l’ultimo ceppo virale.”

Nel mio articolo “Waves Of Mutilation: Medical Tyranny And The Cashless Society “, avevo smontato le argomentazioni di Lichfield sottolineando il fatto che i controlli che l’establishment sta cercando di mettere in atto erano già stati pianificati con largo anticipo. Il cosiddetto “Grande Reset ” e la “Quarta Rivoluzione Industriale” sono in fase di sviluppo almeno dal 2014, quando questi termini erano stati usati per la prima volta dai principali media economici. Il concetto di una società senza denaro contante, l'”economia della condivisione “, la sorveglianza biometrica di massa, i punteggi di credito sociale, ecc., fanno parte dell’agenda globalista da decenni. Il coronavirus, per loro, è solo un’utile crisi da sfruttare come razionale per le misure draconiane che hanno sempre voluto.

Il piano era talmente prevedibile che, all’inizio dell’epidemia di coronavirus, avevo già fatto notare che i lockdown non sarebbero finiti anche se avessero messo a punto un vaccino efficace, perché tutto quello che avrebbero dovuto fare sarebbe stato dichiarare di aver scoperto una “nuova mutazione” del virus resistente ai trattamenti in atto. Oppure, per far avanzare la macchina del Reset, potrebbero progettare un virus completamente nuovo e diffonderlo tra la popolazione.

Non sorprende che, proprio quando si è diffusa la notizia che i vaccini di Pfizer e Moderna, a malapena testati e altamente sospetti, sarebbero stati resi disponibili al pubblico, sia subito trapelata la notizia di mutazioni “più infettive” del Covid scoperte nel Regno Unito, in India e in Sud Africa.

Più trasparenti di così le élites non potrebbero essere.

Se acconsentirete a farvi iniettare il vaccino di Pfizer potreste ricevere un passaporto di immunità valido per qualche mese, che diventerebbe inutile alla successiva mutazione del virus. Dovreste quindi sottoporvi a CONTINUE vaccinazioni, molte delle quali con prodotti non testati e potenzialmente pericolosi. Come hanno avvertito l’ex vicepresidente di Pfizer e altri professionisti del settore medico, questi vaccini sono una roulette russa e potrebbero provocare una risposta autoimmune con gravi rischi di sterilità o di altre reazioni avverse.

I vaccini stessi, anche quando funzionano, sono una soluzione convenientemente di breve durata. Richiedono dosi mensili da ripetersi possibilmente più volte. In sostanza, non si finisce mai. Con le mutazioni e con gli anticorpi prodotti dai vaccini di così breve durata, l’élite potrebbe mantenere lockdown e restrizioni per molti anni a venire.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che la vaccinazione non sarà sufficiente ad impedire la diffusione virale. Una cosa del genere significa che, anche da vaccinati, si sarà comunque considerati potenziali portatori in grado di trasmettitore il Covid, quindi lockdown e mascherine continueranno ad essere in vigore. Questo porta alla domanda: qual è lo scopo del vaccino?

Il ricercatore capo dell’OMS cita il fatto che non ci sono prove sufficienti che dimostrino che i vaccini impediscono la trasmissione virale. Con questa logica, potremmo anche sostenere che non ci sono prove che i vaccini siano efficaci al 95%, o che siano minimamente sicuri.

Nel frattempo, l’OMS e il nostro amichevole fascistello, il dottor Anthony Fauci, stanno diffondendo la narrativa che il “peggio dell’epidemia“ deve ancora arrivare. Bisogna continuare a tenere in marcia il treno della paura che avanza verso il “Grande Reset,” giusto?

A tutti quelli che credono veramente che la crisi del Covid finirà dopo le vaccinazioni di massa, mi dispiace dirlo, ma siete stati ingannati. Ogni singolo elemento della risposta dell’establishment e ogni loro dichiarazione pubblica indica che hanno tutte le intenzioni di violare le vostre libertà civili ancora per molto tempo. Le promesse di allentare la morsa? Tutte bugie. L’affermazione che se vi rassegnerete e andrete avanti, tutto tornerà alla normalità? È una balla. È vuota retorica progettata per farvi stare zitti e sottomettervi alla tirannia medica per  il tempo necessario a renderla irreversibile.

Sospetto che la loro speranza sia quella di poter condizionare nei prossimi anni il pubblico ad adattarsi alle restrizioni, fino a fargli dimenticare com’era la vita prima della pandemia e del reset. Tuttavia, sembra che il piano del reset globalista non stia andando a gonfie vele.

Le campagne di vaccinazione e le notizie sulle nuove mutazioni del virus sono state, a dir poco, affrettate. Inizialmente, l’establishment aveva detto che ci sarebbero voluti almeno 18 mesi solo per la sperimentazione e i test preliminari di un nuovo vaccino e che i lockdown sarebbero continuati ben oltre quel periodo di tempo, almeno fino a quando non fosse stato dimostrato che la maggioranza della popolazione aveva raggiunto l’immunità. Invece, nel giro di 6 mesi, hanno fatto uscire diversi vaccini e la storia della mutazione virale è già una notizia di cronaca.

Credo che questo sia dovuto al fatto che sta crescendo la resistenza ai lockdown pandemici e il numero di persone che rifiutano di farsi vaccinare sembra essere alto. Come si dice, la rivoluzione non la trasmettono in televisione, ma è impossibile nasconderla del tutto.

In Europa, un’enorme percentuale della popolazione (circa il 50% o più a seconda dei vari Paesi) esita a prendere il vaccino. Negli Stati Uniti, i sondaggi mostrano che almeno il 30% della popolazione si rifiuterà del tutto, mentre il 60% dubita della sua efficacia.

Anche numerosi operatori sanitari respingono il vaccino e queste sono le persone che devono affrontare la scelta fra sottomettersi alle pressioni o affrontare le conseguenze di un rifiuto.

Fatto curioso, i media sostengono che, sebbene ci siano state “alcune reazioni allergiche” all’iniezione, non ci sono “prove di gravi effetti collaterali a lungo termine“. Forse sarà perché NON ESISTONO STUDI sugli effetti a lungo termine e i vaccini sono stati registrati solo dopo una sperimentazione ridotta all’osso. Voglio dire, non avrebbe dovuto essere una cosa logica fare le cose per bene? Pensano davvero che siamo così stupidi?

Finora sembra che centinaia di milioni di persone non siano poi così stupide. Sorprendentemente, anche gli sceriffi e le forze dell’ordine di tutto il Paese si rifiutano apertamente di far rispettare i mandati e di sanzionare a norma di legge i cittadini che non si sottomettono. Questo è davvero un enorme ostacolo per i globalisti e il loro reset.

Il virus ha un IFR (Infection Fatality Ratio) dello 0,26% nelle persone non residenti in case di riposo e prive di comorbilità. Oltre il 40% dei decessi da Covid sono rappresentati da pazienti anziani che già soffrivano di numerose  patologie. Solo il 10% circa delle persone ospedalizzate a causa del Covid é portatore di patologie croniche (in atto da più di tre mesi). E, in tutti gli Stati Uniti, solo il 15% circa dei letti di terapia intensiva sono attualmente occupati, il che significa che le affermazioni di sovraffollamento e di ospedali al completo sono solo intimidazioni.

Considerate il fatto che centinaia di migliaia di persone muoiono già ogni anno per malattie infettive come l’influenza e la polmonite e che il Covid inizia a sembrare molto meno minaccioso. Non è certamente una scusa per i lockdown sanitari e le misure orwelliane di tracciamento dei contatti.

Inoltre, numerosi studi rivelano che l’isolamento e le mascherine sono del tutto inefficaci nell’arrestare la diffusione del virus. Gli stati e i Paesi con le restrizioni più severe tendono ad essere anche quelli con i più alti picchi di infezione.

Per questo motivo, è logico che molte persone rifiutino di attenersi alle normative. I media sostengono che sono teorici della cospirazione, secondo cui il virus “non esiste“, ma non è così. In realtà, da un po’ di tempo ho il sospetto che la narrativa secondo cui il virus “non esisterebbe” possa essere una psyop o un’argomentazione pretestuosa da utilizzare contro i movimenti libertari per screditare la resistenza ai lockdown sanitari.

La maggior parte di noi sa bene che il virus esiste. Alcuni di noi lo hanno anche sperimentato di persona e ne sono guariti. Quello che stiamo dicendo è che il CDC, l’OMS e le STATISTICHE STESSE della comunità medica dimostrano che Covid non è una vera minaccia per più del 99% della popolazione. Anche ammettendo che le loro statistiche non siano esattissime, il Covid è un non-problema per la maggior parte delle persone.

Ancora una volta, porrò la domanda che il mainstream si rifiuta di porre:

Perché al 99% della popolazione viene detto che deve sacrificare il proprio lavoro, le proprie attività e le proprie libertà in nome della sicurezza di meno dell’1% della popolazione? Perché non chiedere allo 0,26% delle persone minacciate dal virus di offrirsi volontarie per rimanere a casa, in modo che il resto di noi possa andare avanti con la vita normale? Perché facciamo il contrario di ciò che dice il buon senso?

Il fatto è che la risposta alla pandemia è una questione di predominio, non di salute pubblica. La gente comincia a rendersene conto e sta per ribellarsi.

Quindi, il prossimo passo logico per l’establishment, se vuole davvero rimanere fedele suo programma di reset, sarà quello di introdurre una nuova minaccia. Hanno bisogno di una “mutazione” del virus o di un virus completamente nuovo per creare quel tipo di paura necessaria a manipolare il pubblico e indurlo ad accettare ulteriori restrizioni.

Verrà scoperto un virus nuovo e più letale? Forse. Nella maggior parte dei casi i virus tendono ad evolvere in ceppi meno letali di quello di partenza. Tendono anche a bilanciare il tasso di diffusione con il tasso di mortalità. In altre parole, come qualsiasi altra creatura, i virus si evolvono per sopravvivere e un virus non può sopravvivere se uccide la maggior parte dei suoi ospiti potenziali. Mutano per diventare più infettivi, ma sempre meno mortali.

Se sulla scena dovesse comparire una “mutazione” più letale dell’attuale forma di Covid-19, sarei molto sospettoso sulle sue origini. Ciò che è più probabile è che le élite siano in preda al panico e che stiano usando la narrativa della mutazione come strumento di propaganda per intimidire e mettere in riga la popolazione. Potrebbe non esserci alcuna mutazione, o le mutazioni potrebbero non avere un’influenza significativa sul tasso di mortalità.

Ironia della sorte, accelerando i tempi dei vaccini e delle storie di mutazioni virali, le élite si sono date la zappa sui piedi. Volevano imporre i lockdown alla popolazione con una guerra lampo ma hanno incontrato una resistenza più forte del previsto. Così, hanno accelerato al massimo il programma di vaccinazione ed ora la gente è diffidente a farsi iniettare un prodotto a malapena testato. Hanno promosso lo spauracchio della mutazione, con l’unico risultato che ora la popolazione si chiede perchè dovrebbe farsi vaccinare. Se il virus muta in continuazione, perché allora assumere un vaccino discutibile che potrebbe rivelarsi inutile nel giro di pochi mesi?

Tutto ciò che la narrativa della mutazione fa è esporre ulteriormente le vere intenzioni delle elites: lockdown senza fine. Non c’è nessun programma per salvare vite umane o appiattire la curva dei contagi. L’intera argomentazione sulla salvaguardia della salute pubblica è una totale assurdità. Nulla di ciò che è stato fatto finora conferma l’idea che la salute pubblica sia la priorità. Al contrario, quello che stiamo vedendo è una folle corsa verso il totalitarismo utilizzando il Covid come pretesto, e lo sforzo sta fallendo.

Brandon Smith

Fonte: alt-market.us
Link: https://alt-market.us/
30.12.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=9167
 

intervista - WeAreFabuloso

giovedì 31 dicembre 2020

all I want for Christmas is you

Dottor Luca Speciani

Una volta capito (e speriamo che alla fine ci siano arrivati anche quelli più “gnucchi”) che tutto questo circo è stato creato ad arte con l’obiettivo di forzare tutti ad una vaccinazione obbligatoria annuale, senza la quale non potremo più esercitare la nostra professione, mandare a scuola i nostri figli o semplicemente prendere un aereo o un treno... e preso atto della totale complicità in questo sfacelo di politici corrotti, giornalisti prezzolati, medici servi e pecore obbedienti... le soluzioni che restano a noi persone “normali” ma attente ai nostri diritti costituzionali, sono poche.

La prima è combattere a testa alta, perseguendo le vie legali, democratiche, civili a nostra disposizione. Che è ciò che abbiamo fatto in questi mesi, pagando di persona subendo provvedimenti disciplinari o multe e sanzioni a vario titolo. Con risultati però vicini allo zero. Perché quando vinci ben quattro ricorsi al TAR contro l’obbligatorietà vaccinale, e per la trasparenza delle decisioni governative e del comitato tecnico scientifico, ma nessuna TV o quotidiano nazionale ne dà notizia, capisci che stai perdendo, e che l’unica via sarebbe quella di una rivolta di piazza non più civile, democratica o legale. Ma capisci anche che probabilmente questo è proprio ciò che vogliono, e che se ti presti al gioco anche le ultime minime riserve costituzionali (già duramente calpestate dagli assurdi DPCM natalizi) andrebbero a cadere, accelerando il processo di lesione dei nostri diritti.

La seconda via è invece quella di comportarsi come se non esistessero. Vivere giorno per giorno continuando a fare progetti, ad amare, a piantare alberi, a ristrutturare casa, a investire sui propri figli e sulle proprie conoscenze, a comprare libri, a fare corsi... e dove e quando si può abbracciandosi e guardandosi in faccia. Può essere che in questo contesto la forza di milioni di persone che non hanno più paura di vivere (e di morire), e che non perdono ore a cercare di capire tra cervellotici decreti se il 27/12 il ragazzo quindicenne potrà o meno venire a trovare i nonni, possa essere più potente di tante vittorie (di Pirro) legali.
Potremmo chiamarla la “forza dell’indifferenza”. Una forza che nasce dal non dare più valore al loro circo mediatico.

Il Bullo, il prepotente di turno, non si umilia menandolo più forte. Lo si riporta al suo misero livello restando indifferenti alle sue sciocche provocazioni. Rendendolo così ridicolo.
Noi siamo ancora vivi, loro sono già morti. Morti dentro, poiché desiderano un mondo senza vita, senza abbracci, senza sorrisi, senza amicizie, senza socialità, senza condivisione, senza amore. Se dovremo morire, moriremo. Ma a loro, di noi, non resterà nulla. Che restino con i loro amati delatori, i loro giornalisti schiavi e i loro ignobili e deliranti decretini settimanali, schiacciati dalla paura della morte. A che serve vivere se sei già morto dentro?

Noi saremo altrove, abbracciati, ad amarci intensamente e a suggere dalla vita il suo miele fino all’ultima goccia.
Come canta De André, nella “ballata dell’amore cieco” in cui una donna crudele per vanità fa suicidare colui che la ama. Ma poi, presa da sgomento, lo vede: “morir contento e innamorato, quando a lei nulla era restato: non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene”. È lo stesso sgomento che auguriamo a chi ci ha tolto affetti, vita, abbracci, gioco.

Continuiamo la nostra vita, indifferenti verso chi ci vorrebbe proni, togliendo così potere a chi se lo è indegnamente autoassegnato, con la scusa dell’emergenza, per toglierci libertà e diritti.
Non siamo soli. Siamo in tanti. Ce la faremo.
Intanto, una canzone, come un dolce meme, in questo giorno speciale continua a girarmi in testa, e fa: “All I want for Christmas is you”.
Buone feste a tutti.
Con Amore

fonte: DISINFORMAZIONE

 

venerdì 27 novembre 2020

Covid e tamponi inaffidabili

la dichiarazione congiunta firmata da 4 esperiti italiani dove specificano che “proseguire nell’utilizzo dei tamponi per ricavare dati utili è pratica senza nessun fondamento scientifico”.




Covid, crolla anche il teatrino dei positivi al tampone...., Elon Musk fa 4 tamponi in un giorno: 2 positivi e 2 negativi https://www.facebook.com/1475811642562584/videos/377415499982567

 IL REGIME DEL TERRORE, ECCO COME GONFIANO IL NUMERO DEI POSITIVI


La dott. ssa Antonietta Gatti, il dott. Franco Franchi, il dott. Stefano Montanari ed il prof. Stefano Scoglio, hanno preparato una dichiarazione congiunta dove specificano che “proseguire nell’utilizzo dei tamponi da cui ricavare dati utili a determinare proclami sullo stato di emergenza, quarantene individuali o di gruppo, e per imporre limitazioni e lockdown, dalle scuole alle imprese alle famiglie, è pratica senza nessun fondamento scientifico”.

Già il dottor Mariano Amici, dopo aver vinto il ricorso al TAR del Lazio che andava a sospendere l’ordinanza della Regione Lazio del Governatore Zingaretti sull’obbligo del vaccino antinfluenzale, affermava dai suoi canali ufficiali che avrebbe presentato “un esposto, circostanziato e comprovato da documentazione scientifica e da perizia” dei quattro scienziati “in ordine all’illegittimo uso dei tamponi per diffondere dati allarmanti atti a legittimare l’attuale compressione dei nostri diritti”.

A tal proposito si é formato anche un gruppo facebook dove poter richiedere informazioni dal nome: GRUPPO DENUNCIA TAMPONI. Il gruppo, come cita la pagina “è lo strumento di coordinamento di tutti coloro che sono interessati a depositare la denuncia sui tamponi, e a collegarsi con altri della stessa zona che abbiano lo stesso interesse/intenzione”. Il gruppo poi specifica che “per scaricare denuncia e documenti allegati” si può contattare info@studiomassafra.com, con la dizione “Modello denuncia inattendibilità tamponi”.

Ma si può accedere anche direttamente sul sito web dello Studio legale, attraverso il link che alleghiamo sotto:

Anche il quotidiano “La Verità” si é interessato della vicenda confermando che i 4 esperti Dr. Fabio Franchi Medico Infettivologo Esperto di virologia, Dr.ssa Antonietta Gatti Scienziata Esperta di nanopatologie, Dr. Stefano Montanari, Farmacista Ricercatore scientifico e Nanopatologo, Dr. Stefano Scoglio, Ricercatore Scientifico, Candidato Premio Nobel per la Medicina 2018, hanno redatto una dichiarazione congiunta nella quale espongono diverse loro perplessità e giungono alla conclusione che “i tamponi sono del tutto inaffidabili”. Nell’articolo della “Verità” la giornalista Patrizia Floder Reitter cita anche il dott. e prof. Giorgio Palù docente emerito all’Università di Padova e già presidente delle Società italiana ed europea di Virologia che afferma quanto segue: “Se si usa un kit di tamponi che amplifica un solo gene come si fa oggi per velocizzare, si amplifica la sensibilità con il rischio di falsi positivi. Soprattutto se i tamponi non sono stati validati, anche se il rischio comunque esiste sempre con tutti i test sierologici”.

Palù: "Così contiamo troppi falsi positivi"


I tamponi RtPcr sono del tutto inaffidabili. Arriva la dichiarazione congiunta degli scienziati

Articolo di Patrizia Floder Reitter a ‘La Verità’

Abbiamo dunque riportato la dichiarazione congiunta dei 4 scienziati italiani che spiegano dettagliatamente, con fonti allegate, l’affidabilità dei tamponi che vengono utilizzati abitualmente per riscontrare la positività o la negatività al Covid-19.

Ecco il testo della dichiarazione congiunta degli scienziati italiani

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

I sottoscritti
Dr, Fabio Franchi Medico Infettivologo Esperto di virologia
Dr.ssa Antonietta Gatti Scienziata Esperta di nanopatologie
Dr. Stefano Montanari, Farmacista Ricercatore scientifico e Nanopatologe
Dr. Stefano Scoglio, Ricercatore Scientifico, Candidato Premio Nobel per la Medicina 2018
tutti nella loro qualità di esperti e ricercatori scientifici, con riferimento all’utilizzo dei c.d. tamponi Covid-19, che sono al centro dell’attuale gestione dello stato di emergenza collegato alla nota problematica del Govid-19.

DICHIARANO

  • di aver appurato, da un documento della Commissione Europea e da uno dell’istituto Superiore di Sanita’ [1], che i tipi di tampone circolanti in Europa al 16 Maggio 2020 erano 78, nessuno dei quali autorizzato, valutato o validato:
  • di aver riscontrato dai medesimi documenti che gran parte dei medesimi tamponi sono altresi privi della dichiarazione delle sequenze geniche contenute, abbiamo deciso di approfondire la cosa.

Si é pertanto ritenuto necessario approfondire la problematica attinente alla validita dei risultati dei tamponi e si é potuto accertare che:

1) per stessa ammissione del Centers for Disease Control and Prevention americanco (doc. 3) e del Gruppo di Lavoro Covid della Commissione EU, il virus SARS-Cov2 (doc. 2), presunto responsabile dal Covid, non é mai stato isolato fisio-chimicamente

2) I liquidi patogeni usati come modello per il sequenziamento genico non avevano nessuna titolazione del virus, il che implica che in tali liquidi erano contenute miliardi di altre particelle simil-virali (incluse le non patogeniche vescicole extracellulari naturalmente presenti nel nostro organismo),

Ciò comporta che:
non esiste a tutt’oggi nessun marker specifico del virus, e dunque nessuno standard che possa rendere i tamponi affidabili.

3) I tamponi attualmente circolanti, oltre 100, sono esentati dai controlli previsti dalla legge europea sui dispositivi medici del 1997;

4) Al contempo non sono ancora assoggettati alla nuova norma europea del 2017, che entrerà in vigore solo nel Maggio 2022.

5) Tale limbo normativo rende i produttori liberi di far circolare qualsiasi tipo di dispositivo senza nessun controllo:

Ciò comporta che
La conformità dei tamponi prodotti a degli standard che ne possano accertare la corretta efficacia non è oqgi verificata.

6) Ci sono numerosi studi che attestano la continua mutazione del virus, e le stesse autorità sanitarie riconoscono che se il virus continua a mutare i tamponi diventano inutili.

7) Ci sono quasi 150.000 diversi sequenziamenti del virus presso la banca dati dei virus GISAID; erano 70.000 ad Aprile; e continuano a crescere, perché si trovano sempre nuove mutazioni, e ciò rende i tamponi circolanti del tutto inutili. Sul punto si allega la ricerca scientifica del dott. Scoglio che analizza anche questo elemento essenziale[3].

Ciò comporta che
I tamponi circolanti, anche qualora si volessero ritenere astrattamente efficaci e nel concreto conformi alla normativa, sono del tutto inutili in quanto non possono accertare le mutazioni.

8) Esiste inoltre un problema sostanziale legato alla metodologia utilizzata nei tamponi, la RT-PCR. Come sottolineano i massimi esperti di questa metodologia, per funzionare correttamente tale metodologia idealmente dovrebbe utilizzare tra i 20 e i 30 cicli di PCR; e non si dovrebbe comunque mai superare i 35 cicli, perché sopra tale soglia la PCR inizia a creare sequenze casuali. Ebbene, come confermato anche da diversi documenti che alleghiamo, quasi tutti i tamponi superano i 35-40 cicli di media, e sono dunque da considerare del tutto inefficaci e produttivi di falsi positivi.

9) Da ultimo, come spiegato in un recente documento dell’Istituto Superiore di Sanita, l’efficacia dei tamponi dipende da 3 fattori: la sensibilita, la capacita di rilevare la presenza di RNA, la specificità, la capacita di limitare tale RNA a quello specifico del virus che si cerca; e la prevalenza, ovvero la presenza della patologia virale nella popolazione. Questo perché maggiore é la prevalenza, maggiore é la circolazione del virus, e dunque maggiore é la possibilita di rilevarlo. Ad oggi, la prevalenza in Italia, che nelle vere pandemie può arrivare anche al 30% della popolazione, é allo 0.1%; e anche se aumentasse di 10 volte sarebbe sempre un livello di prevalenza irrisorio; il che significa, in base ad una tabella della autorevole organizzazione internazionale FIND[4] ripresa dall’ISS, che i tamponi di media performance, in Italia, producono attorno ail’85%-90% di falsi positivi.

Ciò comporta che

Comunque, ferme le superiori considerazioni gia effettuate, i risultati dei tamponi sono del tutto inaffidabili.

Per tutte queste ragioni,
i sottoscritti ritengono che proseguire nell’utilizzo dei tamponi da cui ricavare dati utili a determinare proclami sullo stato di emergenza, quarantene individuali o di gruppo, e per imporre limitazioni e lockdown, dalle scuole alle imprese alle famiglie, è pratica senza nessun fondamento scientifico.

Roma, lì 07/10/2020

Dr. Fabio Franchi
Medico Infettivologo
Esperto di virologia

Dr.ssa Antonietta Gatti.
Scienziata
Esperta di nanopatologie

Dr. Stefano Montanari
Farmacista Ricercatore scientifico
Nanopatologo

Dr. Stefano Scoglio
Ricercatore Scientifico
Candidato al Premio Nobel per la Medicina 2018

 

[1]Doc. ! Current performance of COVID-19 test methods and devices and proposed performance criteria.
Doc. 2 ISS Covid tests Part 2 https://www.epicentro.iss.it-coronavirus-pdf-rapporto-covid-19-46-2020.

[2]CDC 2019-Novel Coronavirus (2019-nCoV) Real-Time RT-PCR Diagnostic Panel – doc.3 aggiormato al 13-07-2020.

[3]Doc. 4 – Dott. Scoglio – Sui Tamponi Covid- 19.

[4]Doc. 5 – FIND evaluation update- SARS-CoV-2 molecular diagnostics — FIND.


https://www.crossoversport.it/i-tamponi-sono-del-tutto-inaffidabili-arriva-la-dichiarazione-congiunta-degli-scienziati/



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