martedì 6 aprile 2021

mascherine obbligatorie: veleno in faccia - un cocktail chimico davanti a naso e bocca?

 

 

Visibile al microscopio: nell’umidità raccolta della maschera si formano funghi e altri germi pericolosi che rilasciano tossine ed entrano nel nostro corpo attraverso l’inalazione. Ma questo è solo un aspetto. Vedi qui 

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Le accuse risalgono a un articolo dell’11 febbraio 2021 con il titolo “Obbligo di maschera: veleno in faccia”. L’articolo riguarda le dichiarazioni dell’associazione non-profit “Hamburger Umweltinstitut” su mascherine presumibilmente dannose. Le affermazioni provengono dal direttore scientifico dell’istituto, l’ingegnere di processi chimici Michael Braungart. Tra le altre cose, descrive le mascherine in questione come “rifiuti pericolosi”. Il menzionamento di questo rapporto non vuole essere allarmista, ma incoraggiare l’indagine critica. 

Si tratta il tema delle mascherine FFP2 che non sono essenzialmente progettate per un uso a lungo termine e per filtrare i virus, principalmente erano offerte come maschere antipolvere in vendita nei negozi di ferramenta. Non erano considerate affatto maschere mediche. Le mascherine mediche invece non sono progettate per giorni di utilizzo, sono prodotti usa e getta per i rispettivi usi e sono rifiuti medici pericolosi.

Una questione a parte che non viene affrontata qui:  Le Mascherine sono una bomba ambientale pronta ad esplodere.

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Maschere obbligatorie: Veleno in faccia

Di Florian Schwinn

Tutto sommato, teniamo davanti al naso e alla bocca un cocktail chimico che non è mai stato testato per la sua tossicità e mai per gli effetti a lungo termine

È stata la paura dei mutanti del virus Sars-CoV2 che ha portato a metà gennaio i primi ministri a inasprire ulteriormente l’obbligo della maschera (ndr si riferisce alla Germania, ma in Italia non va meglio). Da allora, abbiamo dovuto indossare maschere FFP2 o OP nei negozi e sui trasporti pubblici. E sono proprio queste mascherine che non sono adatte a questa utilizzazione, perché “quello che ci mettiamo sulla bocca e sul naso è in realtà un rifiuto pericoloso”, dice il Prof. Michael Braungart, il direttore scientifico dell’Istituto Ambientale di Amburgo.

Anche se il tessuto della maggior parte delle maschere FFP2 sembra carta, si tratta di una termoplastica: il polipropilene. Inoltre, ci sono adesivi, leganti, antiossidanti, stabilizzatori UV in grandi quantità. Per di più, i ricercatori dell’Istituto Ambientale di Amburgo e dell’Università Leuphana di Lüneburg, dove Michael Braungart è professore di ecodesign, hanno trovato idrocarburi organici volatili nelle maschere certificate.

In alcuni c’erano anche grandi quantità di formaldeide o anilina e poi in aggiunta fragranze artificiali, che dovrebbero mascherare lo sgradevole odore chimico. Nel caso delle maschere chirurgiche tinte di blu, di solito si usa anche il cobalto come colorante.

Tutto sommato, mettiamo davanti al naso e alla bocca un cocktail chimico che non è mai stato testato per la sua tossicità e mai per gli effetti a lungo termine. E poiché le sostanze chimiche da sole non sembrano essere sufficienti, inaliamo anche particelle di microfibre che sono della dimensione giusta per depositarsi nei nostri polmoni o viaggeranno ulteriormente attraverso il corpo a partire da lì.

Ogni porcheria del mondo

I politici che ci impongono questo cocktail chimico con microplastiche nelle maschere partono da premesse completamente sbagliate, dice Michael Braungart. Lo stesso vale per le persone che indossano le maschere:

Pensiamo che, trattandosi di materiale chirurgico, dovrebbe essere sano. Ma dato che la maggior parte delle persone in Cina, dove la maggior parte delle maschere sono fatte, non hanno mai pensato all’ambiente, useranno qualsiasi cosa che funzioni. C’è tutta la sporcizia del mondo dentro.

Michael Braungart, direttore scientifico dell’Istituto Ambientale di Amburgo.

Il problema di base: gli ingredienti delle maschere non sono soggetti al benestare. Viene testata solo la funzionalità. Se la maschera mostra un effetto di filtraggio sufficiente, viene certificata. E poi soprattutto alle persone più anziane arriva una lettera dal governo federale con due buoni con i quali possono prendere sei maschere ciascuno in farmacia per un pagamento supplementare di due euro. Proprio le farmacie provvedono a far sì che la gente prenda il suo cocktail di veleno.

Le fibre microplastiche che si staccano dal tessuto della mascherina sono particolarmente problematiche. Il team di Michael Braungart ha fatto esaminare le mascherine e ha trovato proprio quelle fibre che sono le più pericolose secondo la definizione dell’assicurazione sociale tedesca contro gli infortuni (DGUV). La “Staub-Info” della DGUV afferma:

“Le particelle fibrose si presentano nell’aria come particelle di sostanze inorganiche o organiche che hanno una geometria allungata. Le fibre che hanno una lunghezza > 5 µm, un diametro < 3 µm e superano un rapporto lunghezza-diametro di 3:1 giocano un ruolo speciale, poiché solo quelle possono penetrare nel tratto respiratorio più profondo. Le fibre di questa geometria sono anche chiamate fibre WHO”.

Sul sito di Assicurazione Infortuni net, ci sono lunghe istruzioni delle associazioni di assicurazione della responsabilità civile dei datori di lavoro sulla sicurezza sul lavoro in caso di utilizzo di tali fibre, e dei link all’Istituto federale per la sicurezza e la salute sul lavoro, che elencano le varie TRGS, le regole tecniche per la gestione delle sostanze pericolose. E sono proprio queste sostanze nocive che ci vengono imposte in faccia. Anche senza un virus è possibile un danno ai polmoni.

Mezz’ora nel forno e riscaldare a cinquanta gradi.

Cosa fare? Il chimico e ingegnere di laboratorio Michael Braungart raccomanda di mettere le maschere FFP2 e chirurgiche per mezz’ora nel forno e riscaldarle a cinquanta gradi prima dell’uso. La plastica non può sopportare di più, ma questa temperatura è sufficiente per far evaporare gran parte del cocktail di inquinanti che contiene. Così per lo meno non avrete questo sotto il naso.

Inoltre, non dovremmo indossare le maschere per molto tempo. I test hanno dimostrato che l’abrasione delle fibre di microplastica del tessuto della maschera aumenta significativamente nel tempo. Anche lo stress meccanico nel mettere e togliere le maschere porta ad una maggiore abrasione delle fibre. Il personale medico o infermieristico che indossa le mascherine solo quando va in sala operatoria o in terapia intensiva, e si libera delle mascherine quando esce, è esposto in modo molto minore alle microfibre rispetto alle persone che devono indossare le maschere per lunghi viaggi o al lavoro per molte ore.

In ogni caso, le maschere non sono adatte per usi multipli. Il governo federale non sembra rendersene conto, dato che fornisce ai pensionati solo sei maschere a prezzo scontato per due mesi interi.

Certamente, potremmo ancora sottoporre una delle cosiddette mascherine comunitarie, che non sono più ammesse nei negozi o sui trasporti pubblici, ai cocktail chimici prescritti, sperando che funga da filtro contro le microplastiche. Ma poi si hanno due maschere sul naso, il che non facilita la respirazione, come si può sospettare e come dimostra l’autoesperimento. Ma con una mascherina di tessuto particolarmente sottile potrebbe funzionare.

Rimedio!

“L’unico vantaggio di know-how che abbiamo noi europei è quello ambientale e sanitario”, dice Michael Braungart: “E dovremmo usarlo!”

Così a maggio, insieme a studentesse dell’Università Leuphana, il professore ha fondato una società a responsabilità limitata senza scopo di lucro che mira a trasformare in applicazioni pratiche le conoscenze sui cicli dei materiali e sui materiali che vengono accumulate nei corsi di laurea ed elaborate in articoli specialistici. La start-up si chiama Holy Shit (ndr pare che il nome non sia uno scherzo)  ed è inizialmente una società di consulenza per le aziende che vogliono convertire i loro prodotti allo standard “Cradle to Cradle”. Il principio cradle-to-cradle organizza i processi dei materiali in modo tale che non si producano rifiuti, e quindi inquinanti.

Fondata nel bel mezzo della pandemia, la start-up Holy Shit ha sviluppato come primo prodotto proprio anche una mascherina per il viso senza sostanze inquinanti e completamente biodegradabile. In collaborazione con la società svizzera Climatex AG, questa mascherina Viva è ora prodotta e distribuita dalla società bavarese Viotrade GmbH. Consiste – no, non di cotone, ma di cellulosa certificata FSC. Perché, a differenza del cotone, la cellulosa non è un terreno fertile per i batteri, anche quando è indossata per lunghi periodi di tempo.

I giovani progettisti hanno cercato a lungo un materiale adatto e poi hanno dato alla mascherina una forma a doppio strato, in cui ora può essere inserito un tessuto che soddisfa lo standard FFP2. Questo non è ancora disponibile in forma biodegradabile, ma è possibile rimuoverlo prima di lavare la maschera e reinserirlo per indossarlo. A proposito di lavaggio: La mascherina dovrebbe resistere per cinquanta volte. Dopo di che si può mettere nel compost, o direttamente in un vaso di fiori, dicono gli sviluppatori.

I produttori stanno attualmente lavorando per far certificare la combinazione di mascherina di cellulosa e fibra FFP2. Una volta raggiunto questo obiettivo, ci sarà un’alternativa ai cocktail inquinanti delle maschere di microplastica che può reggere anche al controllo della polizia.

Nel frattempo, sarebbe un bel compito per il Ministero Federale della Salute controllare le mascherine prescritte dai governi federali e statali riguardo alla loro nocività per la salute. Magari anche Jens Spahn e Lothar Wieler vorrebbero sapere che cosa hanno in faccia. E quali danni a lungo termine la regolamentazione della mascherina causerà al nostro sistema sanitario tra qualche anno.

Traduzione a cura di Nogeoingegneria 

FONTE https://www.heise.de/tp/features/Maskenpflicht-Gift-im-Gesicht-5055786.html

Tutto questo non mette in discussione la necessità dell’uso di una mascherina in questa cosiddetta emergenza pandemica.
Questo è un altro capitolo e non meno importante per le conseguenze di ampia portata di altra natura. 
Vedi qui.

In molti paesi sono stati trovati contaminanti nelle maschere. Un esempio recente dal Lussemburgo/Belgio – maggiori informazioni qui

ALTRI ARTICOLI IN TEMA

26.03.2021 Indagine scientifica su una maschera FFP2

I seguenti sono i risultati degli esami di una maschera FFP2 e valutati graficamente. Questa è una maschera FFP2 di fabbricazione cinese, che è stata rilasciata il 4 marzo 2021 dietro presentazione di un voucher alla Bahnhofsapotheke di Amburgo. Non abbiamo ricevuto alcun reclamo riguardo a questa maschera (ad esempio, odore, ecc.).

Durante questa indagine, è stato possibile identificare le singole sostanze. Mentre le concentrazioni individuali di queste sostanze sono relativamente basse, la quantità totale delle emissioni è considerevole. Non è possibile valutare le possibili interazioni degli inquinanti tra di loro, poiché ci possono essere diverse interazioni sinergiche per ogni sostanza, cioè possono avere effetti diversi. Per illustrare con un esempio: questo può verificarsi come interazione dopo l’assunzione combinata di una compressa di aspirina e un bicchiere di vino rosso. Può portare a un’interazione che può avere lo stesso effetto come se aveste bevuto un’intera bottiglia di vino rosso.

Statistiche-Grafiche e Informazioni Vedi qui 

Michael Braungart (nato nel 1958) è un chimico tedesco che sostiene che gli esseri umani possono avere un impatto ambientale positivo invece che negativo riprogettando la produzione industriale e quindi che la dissipazione non è un rifiuto. E’ considerato un pensatore ambientale visionario. Un personaggio da approfondire. 

Fondatore di EPEA International Umweltforschung GmbH ad Amburgo, Germania, e co-fondatore di MBDC McDonough Braungart Design Chemistry a Charlottesville, Virginia, il dottor Braungart è attualmente professore di Eco-Design all’Università Leuphana di Lüneburg.

Attualmente è titolare della cattedra Cradle-to-Cradle presso l’Università Erasmus di Rotterdam, nei Paesi Bassi.

L’Istituto per l’ambiente di Amburgo: http://hamburger-umweltinst.org/de

Le fibre dell’WHO sul sito della DGUV: https://www.dguv.de/staub-info/was-ist-staub/fasern/index.jsp

Dalla culla alla culla: https://c2c.ngo/

Holy Shit: http://hs-c2c.info/index.html

Mascherina Viva: https://vivamask.de/

 

 https://www.nogeoingegneria.com/effetti/salute/mascherine-obbligatorie-veleno-in-faccia-un-cocktail-chimico-davanti-a-naso-e-bocca/

fonte: ALTRA INFORMAZIONE

domenica 14 marzo 2021

la "dottrina del terrore", i 25 punti di Amschel Mayer Rothschild. 1773



"Due sono le prerogative del principe: battere moneta e disporre del monopolio della forza armata". - Macchiavelli


 



I Rothschild e gli Altri
Mayer Amschel Bauer, è nacque a Francoforte, Germania nel 1744 o 1743. Mayer Amschel Bauer in seguito cambia il suo nome da Bauer a Rothschild, dal cartello rosso  appeso  sopra la porta d'ingresso da suo padre : "Rot", in tedesco significa "Rosso", "Schild", in tedesco "scudo". Diventando Amschel Mayer Rothschild, banchiere ebreo tedesco della dinastia finanziaria Rothschild, rinominato dagli ebrei dell'Europa orientale come "il pio Rothschild".

È della massima importanza ricordare che gli ebrei dell'Europa orientale, che appartenevano al movimento rivoluzionario basato sul terrorismo, avevano inoltre adottato la bandiera rossa come emblema perché rappresentava il sangue.

Studiando il Movimento Mondiale Rivoluzionario, è importante ricordare che la bandiera rossa era il simbolo della rivoluzione francese e di ogni rivoluzione da allora. Più significativo ancora è il fatto che, quando Lenin, finanziato da banchieri internazionali, ha rovesciato il governo russo e ha stabilito la prima dittatura totalitaria nel 1917, il disegno della bandiera era una bandiera rossa, con una falce e martello, ed
 imposta LA STELLA della Giudea.

Nel 1773, quando Mayer Rothschild aveva solo 30 anni di età, ha invitato altri dodici uomini ricchi e influenti a incontrarlo a Francoforte. Il suo scopo era quello di convincerli che se hanno deciso di unire le loro risorse che potevano poi finanziare e controllare il World Revolutionary Movement e usarlo come il loro manuale di azione per

“dominare le ricchezze, le risorse naturali e la forza lavoro di tutto il mondo”,
Amschel Mayer Rothschild, ai suoi dodici ascoltatori, svelò
«come la Rivoluzione Inglese (1640-60) fosse stata organizzata e mise in risalto gli errori che erano stati commessi: il periodo rivoluzionario era stato troppo lungo, l’eliminazione dei reazionari non era stata eseguita con sufficiente rapidità e spietatezza e il programmato “regno del terrore”, col quale si doveva ottenere la rapida sottomissione delle masse, non era stato messo in pratica in modo efficace. Malgrado questi errori, i banchieri, che avevano istigato la rivoluzione, avevano stabilito il loro controllo sull’economia e sul debito pubblico inglese».
Rothschild mostrò che questi risultati finanziari non erano da paragonare a quelli che si potevano ottenere con la Rivoluzione francese, a condizione che i presenti si unissero per mettere in pratica il Piano rivoluzionario che egli aveva studiato e aggiornato con grande cura.


La “dottrina del terrore” contenuta in questo Piano di 25 punti :
«Il miglior risultato che si può ottenere, nel governare gli uomini, può essere raggiunto solo con l’uso della violenza e del terrorismo... La Legge è un mascheramento della forza. Per le leggi della Natura, il Diritto si fonda sulla forza».
«La nostra politica deve essere quella di fomentare le guerre, per sprofondare sempre di più le nazioni nel loro debito, e di dirigere le Conferenze di Pace».
«Il “nostro Stato”, marciando lungo la strada della conquista pacifica, ha il diritto di rimpiazzare gli orrori delle guerre con le meno evidenti, ma più efficaci sentenze di morte, necessarie a mantenere il “regno del terrore” che genera la cieca sottomissione».
«Grazie alla nostra stampa, noi abbiamo ottenuto l’oro nelle nostre mani, nonostante il fatto che noi abbiamo dovuto raccoglierlo da oceani di lacrime e sangue».
«Quando le condizioni rivoluzionarie giungeranno al punto più basso, e le masse, già soggiogate con le privazioni e col terrore, i nostri agenti dovranno apparire in scena, ma solo dopo che essi hanno portato a termine il nostro pianificato “regno del terrore”. Mettendo a morte questi nostri agenti, noi appariremo come i salvatori degli oppressi, mentre invece noi siamo interessati proprio all’opposto, e cioè alla riduzione e all’uccisione dei Goym (cristiani)».
«Noi provocheremo la depressione industriale e il panico finanziario. La disoccupazione e la fame, imposte alle masse, creerà il diritto del capitale di regnare in modo più sicuro».«Il “regno del terrore” dovrà accompagnare ogni sforzo rivoluzionario, perchè questo è il mezzo più economico per portare la popolazione ad una rapida sottomissione».
«Creeremo monopoli immensi e riserve di tale ricchezza colossale che persino le ricchezze più grandi dei Goym (cristiani) dipenderanno da noi in tale misura che essi raggiungeranno il fondo insieme al credito dei loro Governi, il giorno dopo la GRANDE CATASTROFE POLITICA».
«Spoglieremo i Goym delle loro proprietà terriere e industriali con una combinazione di tasse e concorrenza sleale e li porteremo alla rovina economica nei loro interessi finanziari nazionali e nei loro investimenti».
«Gli aumenti salariali, ottenuti dai lavoratori, non dovranno beneficiarli in alcun modo».
«Lanceremo una corsa agli armamenti in modo che i Goym si possano distruggere a vicenda, su scala colossale e, alla fine, nel mondo, non rimarranno altro che masse di proletariato con pochi milionari devoti alla nostra causa, con forze militari e di polizia sufficienti a proteggere i nostri interessi».
«I nostri agenti dovranno infiltrarsi in tutte le classi, a tutti i livelli della società e del Governo, per raggirare, confondere e corrompere i più giovani della società, insegnando loro teorie e principi che noi sappiamo essere falsi».
«I Governi dell’Occidente non potranno sollevarsi contro di noi, perché, noi creeremo, nelle capitali e nelle città di tutti i paesi, un’organizzazione di un tale TERRORE TERRIFICANTE da far tremare anche i cuori più gagliardi».

 


Pawns in the Game.
Ristampa in lingua originale
Il contenuto di questo articolo è tratto dal libro "Pawns in the Game", Pedine nel Gioco, di William Guy Carr, quì ne troverete una sintesi : Pawns in the Game - Pedine nel Gioco. Una cospirazione satanica per controllare il mondo, ho utilizzato un riassunto per i 25 punti ma a breve pubblicherò il libro completo.
Certamente in questi punti si possono trovare delle attinenze con la realtà passata e presente se non proprio la realtà nuda e cruda, tale e quale in cui viviamo e questo spiega molte cose per chi non ne fosse a conoscenza, personalmente avevo tutto chiaro, sostanzialmente conferma che : "Tutte le guerre sono guerre di banchieri" - “All wars are bankers’ wars” ed anche le modalità per arrivarci come ha avuto la "bontà" nella sua "magnanimità" il Sig. Rothschild di illustrarci, questo per quanto mi riguarda mette fine una volta per tutte alle panzane che ci passa il sistema.
Se vogliamo una conferma di quanto sostenuto la possiamo trovare quì : Cromwell finanziato dagli ebrei - Il Globalismo, o nel L’usura, per Ezra Pound, e non solo per lui, ha mosso guerra al mondo dal 1694, quando nacque la Banca d’Inghilterra, per il resto rimando alla lettura della sintesi del libro dove il tutto è più dettagliato, prossimamente del libro stesso e naturalmente degli articoli correlati per l'approfondimento.

Come giustamente fa notare un amico "acculturato" sul tema, Franco Muzzi :

"Se vuoi capire di essere un criceto messo in una gabbia da qualcuno che da secoli ha pianificato come arrivare al controllo dell'intero pianeta... questa lettura ti solleverà molta nebbia.
Ricordo a tutti un piccolo particolare...
nel testo leggerai che "Roth e Schild" in tedesco significano Rosso e Scudo"... bene!... ora pensa... e rispondi:
La Democrazia Cristiana... quale simbolo ha adottato da sempre?
Ricorderai per l'appunto uno scudo rosso... a dimostrazione che la politica TUTTA è asservita al bankieri fin dal nascere...
Così come oggi il mov5stelle... (guardacaso sembra che le stelle a 5 punte appaiano dappertutto... quasi come per FARSI RICONOSCERE da chi conosce il piano dei Rothschild... e se ci avete fatto caso appare pure sul simbolo della nostra nazione)...
Quindi... qui o ci svegliamo...
o saremo solo carne da macello per macellai che da secoli pianificano la più grande macelleria di tutti i tempi...
IL NUOVO ORDINE MONDIALE" !...
ed un altro, Maicol Vozza:
"Game over !!"

fonte  http://unmondoimpossibile.blogspot.com/2016/05/la-dottrina-del-terrore-i-25-punti-di.html

fonte: ALTRA INFORMAZIONE

 

sabato 13 marzo 2021

come comportarsi quando si viene fermati dalle forze dell'ordine

 

Se veniamo fermati dalle forze d’ordine dobbiamo avere un dialogo equilibrato e soprattutto rilassato. Sono uomini anche loro...

REGISTRARE TUTTO
La prima importante regola è riprendere tutta la scena col telefonino (possibilmente con data e ora, altrimenti dire a voce “Oggi (specificare data e ora)……..ci troviamo (specificare il luogo)… sono stato fermato da due agenti (specificare se polizia, vigili, carabinieri, guardia di finanza…).
Si può riprendere tutta la scena compresi i volti degli agenti perché il video serve per la propria difesa, e non deve essere divulgato.
Gli agenti NON possono impedire la registrazione e neppure toccare e/o sequestrare il telefonino: sarebbe un reato molto grave!

IDENTIFICAZIONE DELLA PERSONA E DELL’AGENTE
Durante l’ambito della polizia amministrativa gli agenti non possono arrestare nessuno! Hanno sempre però la facoltà di identificare le persone, per cui basta avere in tasca un documento di identità. Attenzione il documento non è obbligatorio (a meno che non si stia guidando), ma è bene sapere che la polizia può sempre disporre il fermo per l’identificazione e quindi portare la persona in caserma facendo perdere molto tempo
Gli agenti di pubblica sicurezza devono identificarsi sempre, soprattutto quando sono a piedi e fermano una persona. Se si viene fermati in auto invece basta la divisa e la paletta. Abbiamo il diritto di chiedere nome, cognome, grado e la placchetta di riconoscimento (che dovrebbe essere sempre ben visibile sulla divisa).
Se l’agente non si identifica e non ha la placchetta visibile sulla divisa commette illeciti disciplinari!

CONTRADDITTORIO CON LA POLIZIA
E’ molto utile avere un contraddittorio pacato e tranquillo con gli agenti.
Non appena si viene fermati e ci viene contestato un illecito, mentre registriamo il video chiedere espressamente agli agenti qual è il reato che abbiamo commesso. La loro risposta sarà quasi sempre sui Dpcm… Quindi ripeteremo di nuovo: “Mi scusi agente, qual è il reato che avrei commesso?”. Sempre registrando il videoA questo punto è bene ricordare all’agente alcune cose importantissime: “Lei sa che queste norme (Dpcm) la cui violazione lei mi sta contestando, sono in contrasto con la Costituzione e con i Diritti fondamentali e inviolabili dell’uomo?”
(Art. 1: Diritto al lavoro; Art. 13: Libertà personale; Art. 16: Libertà di movimento).
“Si rende conto che Lei sta violando la Costituzione, quella su cui ha giurato?”

IL VERBALE
Se dopo il contraddittorio e aver espresso le nostre motivazioni l’agente compila il verbale, nessun problema, può farlo, ma vanno ricordate alcune cose...
Deve essere sempre redatto in DUE COPIE, una per l’agente e una per il “trasgressore”.
E’ utile ritirare il verbale? Si ma non è importante.
Nel verbale i nomi degli agenti DEVONO essere indicati chiaramente assieme ai numeri di matricola.
Se non lo fanno è un ulteriore vizio, ma comunque, in fase di contestazione i nomi verranno fuori successivamente, quindi non è un problema.
Il verbale le forze dell’ordine lo devono contestare immediatamente
, se ciò non viene fatto, siamo di nuovo in presenza di un altro vizio.
Firmare il verbale si può farlo senza problema perché è solo una notifica che significa che ci hanno consegnato il documento. Comunque sia non è obbligatorio firmare.

Molto utile invece è aggiungere una dichiarazione personale al verbale soprattutto per correggere delle contestazioni di situazioni non vere. Se per esempio ci contestano di non aver con noi la mascherina, ma questa l’avevamo in tasca, va scritto nel verbale “Non è vero che non avevo la mascherina. Ce l’avevo in tasca”; ”Non è vero che ero fuori dal comune...”; ”Non è vero che….”
Nel verbale infine si possono poi fare delle dichiarazioni di principio. Per esempio quello che ci viene contestato (mascherina, guida oltre l’orario di coprifuoco, ecc.) viola la Costituzione e i Trattati internazionali dei Diritti dell’uomo. Se non c’è spazio fisico per scrivere tutto, gli agenti sono obbligatia fornire un foglio aggiuntivo dove poter scrivere tutto quello che si vuole.

LA MULTA NON SI PAGA
Ovviamente la multa non si paga!
Se si paga significa accettare per cui non si potrà più contestarla.
Una volta fatta la multa abbiamo 30 giorni dalla notifica per mandare al prefetto - mediante Pec o raccomandata con ricevuta di ritorno - delle osservazioni di principio (per esempio la violazione della Costituzione, dei Diritti fondamentali dell’uomo, ecc.).

La forze dell’ordine deve attendere 60 gg per il pagamento, dopodiché manderanno in automatico la multa in Prefettura.
Le osservazioni da fare non sono obbligatorie ma sarebbe opportuno e utili farle per contestare al prefetto il cosiddetto “Difetto di motivazione”. Se infatti alla fine la prefettura ci dovesse consegnare il foglio prestampato (come accade quasi sempre) dove ci impone di pagare la multa, commette una violazione amministrativa (chiamata “difetto di motivazione”) perché non ha risposto alle osservazioni che avevamo fatto!
Se alla fine nonostante tutto ci ordinano di pagare, ovviamente non si paga nulla...

Informazioni estrapolate dai video dell’avvocato Alessandro Fusillo

Art. 1 Costituzione

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Art. 13 Costituzione

“La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”

Art. 16 Costituzione

“Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la LEGGE stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.

Art. 651 Codice Penale (sull’identità personale)

“Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206”.

E’ sufficiente declinare le proprie generalità, non essendo richiesto di fornire un documento attestante la propria identità personale.

Numeri di emergenza
112 CARABINIERI
113 POLIZIA
115 VIGILI DEL FUOCO
117 GUARDIA DI FINANZA

fonte: DISINFORMAZIONE

domenica 14 febbraio 2021

Valentino: non è il santo dell'amore!



 di Gianni Lannes


14 febbraio: santi Cirillo e Metodio. Ma san Valentino che fine ha fatto? È sparito dal calendario per decisione del Vaticano nell’anno 1969. Questioni di guerra fredda: un santo cattolico ha inventato la scrittura usata nell’allora Unione Sovietica. Eppure si festeggia. Il culto, comunque, è controverso assai: Terni o Roma? Comunque non era il santo dell’amore, anche se la speculazione commerciale non molla le reliquie.

 A Vico del Gargano la leggenda inventata ha plasmato addirittura la moda corrente di un vicolo del bacio e dell'elisir d'amore (mai esistiti prima) per attrarre turisti. Il calendario gregoriano lambiva il 1618 dell’era cristiana (81 anni prima di Terni) quando nel borgo adriatico di origine illirica, «Vonno detti Sindaco ed Eletti pigliare per protettore Santo Valentino Prete per di tutto il Popolo» recita l'atto cartaceo voluto dal feudatario Spinelli. A Vico il martire, patrono per contratto, secondo la credenza popolare - inculcata dalle istituzioni religiose - protegge gli agrumi dalle calamità naturali.

Insomma, tradizioni inventate di sana pianta per soggiogare il popolino. Dopo la proclamazione nel 391 del cristianesimo come religione ufficiale, esso inizia a sostituire le feste pagane con le proprie. Il 15 febbraio, dai tempi della fondazione di Roma, si celebrano i Lupercalia: una festività della fertilità di origine osco-sabellica. Il Lupercale è la grotta sacra al dio Pan. Februare vuol dire purificare. A Roma si sacrificava in onore di Pan Liceo, Pan del Lupi e in onore di Giunone, la dea delle donne e del matrimonio. In Grecia questo periodo dell’anno era chiamato Gamelion (mese del matrimonio), dedicato al matrimonio di Zeus ed Era, e prevedeva riti di purificazione. Si tratta della tendenza a purificare prima che il mondo rinasca a primavera. Ecco il fulcro: fertilità della terra e delle donne. La festa di san Valentino cade il 14 febbraio, quando in base alla credenza popolare di epoca medievale, gli uccelli iniziano ad accoppiarsi per riprodursi.

Lo studio più significativo è di padre Agostino Amore. Nel dodicesimo volume della Biblioteca Sanctorum si legge: «Chi fosse Valentino e quando sia vissuto è impossibile precisare; è presentato come vescovo di Terni, ma non consta con certezza di questa sia dignità. Notizie leggendarie si leggono in una Passione, anteriore all’VIII secolo, in cui si narra che fu inviato a Roma per guarire da un’artrosi deformante il figlio di Cratone l’Ateniese, fu arrestato per ordine del prefetto Placido e, poiché si rifiutò di sacrificare gli idoli, fu decapitato. Il suo corpo fu trasferito a Terni».

Nelle fonti storiche -martirologi e passioni- (Martirologio Geronimiano, Passio Sancti Valentini, Liber Pontificalis, Elogium di San Valentino) rose e innamorati non sono mai menzionati. Qual è la connessione del “santo” con la festa degli innamorati? La tesi del francescano Luciano Canonici è illuminante: «Nel 1465 il papa Paolo II autorizzò il cardinal Giovanni Torquemada a fondare l’Arciconfraternita della SS. Annunziata a Roma, che doveva provvedere e quindi procurare e distribuire la dote per le fanciulle nubili: dote che veniva poi distribuita a Roma, nella sede dell’Arciconfraternita a Santa Maria sopra Minerva, il giorno 14 febbraio di ogni anno. Ora, le ragazze nubili andarono da quel giorno a Roma, per ricevere al dote o parte di essa. Naturalmente, stazionando in chiesa, facevano anche la Comunione e la Confessione; divenne quindi una specie di festa ecclesiastica e devozionale. Quindi quel santo cominciò per questo motivo a essere venerato in modo particolare dalle nubili; specialmente se fidanzate. San Valentino divenne la festa del confermato fidanzamento: e ufficialmente in pubblico». Ha argomentato ancora Canonici: «Da Roma, la festa di san Valentino dei fidanzati emigrò specialmente in Inghilterra e quindi, dalla scoperta dell’America in poi, andò - come eco - a rallegrare le nubende del nuovo mondo».

A partire dal 1960, secondo l'antropologo Alfredo Cattabiani, «è tornata a noi, trasformata e arricchita in una laica ricorrenza nella quale non ci si accontenta più, come un tempo, di scambiarsi bigliettini affettuosi, detti “valentini”, o un fiore, ma è d’obbligo il regalo costoso». In altri termini, è una “tradizione” inventata in Inghilterra alla fine del Settecento. Nell’immaginario globalizzato di oggi è un emblema pubblicitario. La moda di san Valentino è recente: una campagna commerciale di rose e cioccolatini per ottenere la felicità.

 



A Vico del Gargano la leggenda inventata ha plasmato addirittura la moda corrente. Il calendario gregoriano lambiva il 1618 dell’era cristiana (81 anni prima di Terni) quando nel borgo adriatico di origine illirica, «Vonno detti Sindaco ed Eletti pigliare per protettore Santo Valentino Prete per di tutto il Popolo» recita l'atto cartaceo voluto dal feudatario Spinelli. A Vico il martire, patrono per contratto, protegge gli agrumi dalle calamità naturali. Ad imporre il proprio san Valentino alla popolazione fu il marchese Spinelli che, nell’occasione in accordo con la pletora di preti locali al servizio del potere, mise a disposizione della popolazione, addirittura le presunte reliquie e un mezzobusto ligneo raffigurante il santo latino. Fino a quell’anno il patrono di questo borgo fondato da gente proveniente dalla Dalmazia, era stato san Norberto di Xanten (fondatore dei canonici regolari di Prémontré ed evangelizzatore di slavi), festeggiato l’11 giugno. “E’ un caso singolare di preferenza di un santo invernale a un santo estivo in funzione dell’economia più redditizia del paese, ovvero la coltura degli agrumi” argomenta il professor Giovanni Battista Bronzini. L’adozione in loco di san Valentino, infatti, discende da una motivazione squisitamente politica: il bisogno dei ceti emergenti di un maggior controllo sulla rinnovata situazione economica e sociale. Anche l’antropologia, però, fa la sua parte. San Norberto non riusciva a suscitare l’indispensabile devozione popolare, proprio nel momento del bisogno che esigeva l’appello propiziatorio al santo d’inverno, quando le gelate mettevano in forse il raccolto agrumario, i cui proventi erano destinati soltanto ai soliti signorotti. Il sistema calendariale stabilito da Papa Gregorio XII nel 1582, rivela una trama attraverso la quale le classi dominanti regolavano le attività e le energie umane delle plebi totalmente sottomesse alle autorità.

La ricorrenza celebrativa vichese di san Valentino rientra a pieno titolo nel processo economico sotteso alla formazione dei patronati e al traffico di reliquie. Fenomeni che preannunciavano la grande guerra contadina: nel regno napoletano scosse gli ordinamenti feudali nel 1647-48 e finì repressa nel sangue. L’adozione pubblica - mediante strumento notarile (caso unico in Italia)- conta quattro secoli. A quel tempo in paese dimoravano poco meno di tremila anime e ben 60 ecclesiastici. La festa ha un arcaico sapore pagano e affonda le sue radici nelle culture agrarie indo-europee. I gesuiti plasmarono la festa pre-cristiana invernale di morte e rinascita dei campi: atteggiamento che induceva le moltitudini a cercare sicurezza e speranza nell’accettazione di un potere sovrannaturale.

Economia, politica ed antropologia a braccetto: il movimento ascensionale per le vie del borgo -ricolmo di arance- è solcato da processioni laiche di confraternite che avanzano con il santo verso la “coppa” (collina) del Carmine. Qui viene impartita la benedizione religiosa ai sottostanti giardini d’agrumi e agli alberi d’alloro della “Vascianza" (luoghi vicini al mare). Durante la processione per le vie del paese, ormai irriconoscibile per via della speculazione edilizia che ha cancellato quasi totalmente la sua identità medievale, sulla statua del santo viene posizionato in bella evidenza il denaro, che ad ogni sosta i fedeli offrono spontaneamente (un'usanza profanatoria della sacralità, introdotta nel rito a partire dal XX secolo).

Il dito di san Valentino è un indice meteorologico: rivolto in basso indica rovinosi presagi per gli alberi dalle foglie lucenti. La processione del santo protettore -adornato nella chiesa madre di arance- ripete l’arcaico schema simbolico-rituale del primaverile matrimonio degli alberi che si ri-generano. Un tempo l’intermediario divino regolamentava perfino i contratti di vendita degli agrumi. Annotava un secolo fa lo storico vichese Giuseppe del Viscio: «se la valutazione si fa prima del 14 febbraio il proprietario è obbligato ad abbonare al negoziante il 10 per cento sulla quantità della frutta risultante dalla stima; se dopo quel giorno non si dà percentuale di sorta».

Le fonti storiche rivelano che sul Gargano la presenza di agrumi diviene significativa nell’anno Mille. Gli Arabi propagarono quest’arboricoltura a partire dall’VIII secolo, mescolandola alla tradizione ellenistica. Nella Puglia dilaniata dalla siccità, gli agrumi -arance, limoni, mandarini e cedri (“limongelle”)- ebbero il più vitale nucleo d’insediamento -tuttora in vita nonostante la colonizzazione “unitaria” - nell’areale rivierasco settentrionale di Vico, Rodi e Ischitella.

Grazie ai privilegi del microclima, alla eccellente preparazione agronomica dei contadini, ma soprattutto alla presenza di centinaia di affioramenti sorgivi d’acqua dolce, in loco prese il via nel ‘700 una sconosciuta avventura dell’agrumicoltura italiana. Annota nel 1791 l’economista Galanti: «Vi sono frutti squisiti e vari; e aranci migliori di quelli di Sorrento in Vico, Ischitella, Peschici e Rodi. Vico e Rodi sono i paesi di maggior traffico di tutta la provincia. Vico tiene 6 trabaccoli con case che trafficano per Trieste, per Venezia, e per Ancona di agrumi. Rodi tiene otto trabaccoli e dodici mezze barche o sieno pinchi da viaggio».

A fine ‘800 questa minuscola area produttiva con 340 mila piante distribuite su 540 ettari produceva con metodi naturali (autenticamente biologici) ad ogni stagione, 100 milioni di frutti (circa 15 mila tonnellate). Vi furono annate, come nel 1847, in cui la rendita dei limoni superava il valore di proprietà del fondo. Nel 1877 quando le arance siciliane si vendevano a 16,6 lire al quintale, quelle garganiche -in considerazioni delle straordinarie qualità organolettiche- spuntavano alla contrattazione anche 36,6 lire.

Al mirabolante guadagno economico, tuttavia, non presero parte contadini e braccianti che, alla stregua di servi della gleba ricevevano, si fa per dire, quando non venivano pagati in natura (con cibo), i più bassi salari del regno Savoia. Dopo la feroce repressione del brigantaggio (una rivolta sociale) pre e post unitaria, risolta nel sangue e nell’emigrazione forzata verso le Americhe, il promontorio garganico iniziò a svuotarsi di presenze umane con grave danno per la civiltà agrumaria. Una società della passività sofferente: “animali erbivori” li definirà nel 1880 la Società italiana di Etno-antropologia. 23 anni dopo l’annessione d’Italia finanziata dalla massoneria inglese, l’Inchiesta agraria di origine parlamentare rileverà «le deficienze alimentari le precarie condizioni abitative, l’analfabetismo, l’alto indice di mortalità».

Il mercato agrumario trascinato dalla domanda inglese e nordamericana, consentì di realizzare alla classe dominante di latifondisti e proprietari terrieri, (feudali e borghesi) profitti eccezionali fino alla crisi del primo ‘900, quando gli Stati Uniti d’America introdussero la tariffa Dingley (un dazio di 3,80 lire per cassa d’agrumi). La domanda delle città mercantili -Napoli, Trieste, Venezia, Vienna, Ragusa- e degli Stati nazionali, aprì un’area periferica dell’Europa a un complesso di relazioni non esclusivamente commerciali fino al primo dopoguerra.

Oggi sopravvivono miracolosamente i segni della massacrante fatica dei senza terra - le gore che incanalano l’acqua sorgiva, le plurisecolari siepi di leccio - ma a prevalere, è ancora un sistema economico eterodiretto come ai tempi dei “galantuomini”. Nel Gargano come del resto, nell’intero Mezzogiorno d’Italia - a causa del neo colonialismo imperante- emigrano o muoiono soprattutto le intelligenze e prolifera il cemento armato che ha cancellato la bellezza naturale, la storia, l'archeologia e pure i connotati identitari della geografia.

 

Riferimenti:

Gianni Lannes, "San Valentino non è il santo dell'amore", Protagonisti, 1996, Foggia. 

Gianni Lannes, La montagna profanata, Edizioni del Rosone, Foggia, 2015. 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Gargano

fonte: SU LA TESTA GIANNI LANNES

 

sabato 23 gennaio 2021

la scienza ufficiale ammette che i vaccini COVID-19 contengono "nanoparticelle" di mRNA che innescano gravi reazioni allergiche


Almeno otto persone che sono state vaccinate per il coronavirus di Wuhan (COVID-19) nei giorni immediatamente successivi al rilascio iniziale del a dicembre hanno subito gravi reazioni allergiche che la scienza mainstream sostiene ora siano state causate da nanoparticelle di RNA messaggero tossico (mRNA).

Si ritiene che un composto noto come polietilenglicole (PEG) che è stato aggiunto alla struttura della matrice che circonda gli ingredienti dell’mRNA utilizzati nel vaccino virale cinese di Pfizer e BioNTech inneschi una grave anafilassi, spingendo le autorità a emettere avvertimenti sui suoi pericoli.

“Il PEG non è mai stato utilizzato prima in un vaccino approvato, ma si trova in molti farmaci che hanno occasionalmente scatenato l’anafilassi, una reazione potenzialmente pericolosa per la vita che può causare eruzioni cutanee, pressione sanguigna alterata, mancanza di respiro e battito cardiaco accelerato,” Avverte la rivista Science.

“Alcuni allergologi e immunologi ritengono che un piccolo numero di persone precedentemente esposte al PEG possa avere alti livelli di anticorpi contro il PEG, mettendoli a rischio di una reazione anafilattica al vaccino”.

Il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), guidato da Anthony Fauci, ha tenuto diversi incontri subito dopo il rilascio del vaccino per discutere il problema sia con Pfizer che Moderna, quest’ultima ha rilasciato il suo vaccino COVID-19 subito dopo.

Erano presenti rappresentanti della Food and Drug Administration (FDA), così come “scienziati e medici indipendenti”.

Per rassicurare gli americani sul fatto che la vaccinazione COVID-19 è “sicura ed efficace”, il NIAID ha deciso di avviare uno studio in collaborazione con la FDA che analizzerà come i vaccini antinfluenzali cinesi influenzano le persone con alti livelli di anticorpi anti-PEG.

“Fino a quando non sapremo che esiste davvero una storia di PEG, dobbiamo stare molto attenti nel parlarne come un affare fatto”, avverte Alkis Togias, capo ramo di allergia, asma e biologia delle vie aeree presso il NIAID.

Nonostante i gravi rischi coinvolti, Elizabeth Phillips, ricercatrice sull’ipersensibilità ai farmaci presso il Vanderbilt University Medical Center e partecipante alla riunione del NIAID del 16 dicembre, crede ancora che tutti debbano vaccinarsi.

“Dobbiamo vaccinarci”, ha detto chiaramente. “Dobbiamo cercare di limitare questa pandemia. Le prossime due settimane negli Stati Uniti saranno estremamente importanti per definire cosa fare dopo “.

Molto prima che questi vaccini venissero commercializzati, scienziati ed esperti medici che non ricevono il sussidio di Big Pharma hanno sollevato preoccupazioni non solo sull’anafilassi ma anche sul fatto che i vaccini a mRNA innescano ciò che è noto come “innesco patogeno”.

In poche parole, il priming patogeno fa sì che il corpo produca così tanti anticorpi in risposta al vaccino che quando una persona vaccinata incontra il vero virus “selvaggio” nel mondo reale, il suo sistema immunitario risponde con un’aggressione pericolosa per la vita.

In altre parole, farsi vaccinare per COVID-19 può aumentare il rischio di una persona di ammalarsi gravemente o di morire a causa dell’esposizione al virus dopo la vaccinazione.

“Non c’è mai stato un vaccino di successo per SARS o MERS, due virus correlati a SARS-CoV-2 (il virus che può portare alla malattia COVID-19)”, riferisce Informed Choice Washington.

“I modelli animali hanno rivelato che sebbene i vaccini sperimentali per la SARS e la MERS potessero creare elevate quantità di anticorpi, se sfidati con l’esposizione ai virus selvatici da cui avrebbero dovuto essere protetti, gli animali hanno invece sviluppato reazioni di malattia gravi, persino letali”.

Il dottor James Lyons-Weiler ha effettivamente pubblicato uno studio proprio su questo argomento, avvertendo che tutti gli epitopi immunogenici SARS-CoV-2 tranne uno sono simili alle proteine ​​umane, suggerendo che qualsiasi vaccino associato indurrà un certo grado di autoimmunità pericolosa per la vita.

Altre ultime notizie sui vaccini contro il coronavirus di Wuhan (COVID-19) sono disponibili su Pandemic.news.

Le fonti per questo articolo includono:

ScienceMag.org

NaturalNews.com

InformedChoiceWA.org

ScienceDirect.com

 naturalnews

https://ununiverso.blog/2021/01/05/la-scienza-ufficiale-ammette-che-i-vaccini-covid-19-contengono-nanoparticelle-di-mrna-che-innescano-gravi-reazioni-allergiche/

fonte: ALTRA INFORMAZIONE

 

storie sulla "mutazione" del Covid e lockdown che dureranno a lungo

 


 Da molti mesi ormai avverto che il progetto che sta alla base dei lockdown pandemici non è di tipo temporaneo e che l’INTENZIONE è quella di renderli permanenti. Possiamo capirlo dai pretesti che le élite al potere usano per promuovere i loro mandati; il loro argomento preferito è che le restrizioni pandemiche sono la “nuova normalità “.


Questa affermazione è ribadita da globalisti come Gideon Lichfield del MIT che, nel suo articolo “We’re Not Going Back To Normal “, afferma:

“In definitiva, tuttavia, prevedo che ripristineremo la capacità di socializzare in modo sicuro quando avremo messo a punto modi più sofisticati per identificare chi è a rischio di malattia e chi non lo è, discriminando, legalmente, chi lo è.

…si può immaginare un mondo in cui, per prendere un aereo, dovrete probabilmente disporre di una app per il tracciamento dei contatti nel vostro telefono. La compagnia aerea non sarebbe in grado di controllare i vostri spostamenti, ma riceverebbe un avviso se foste stati vicino a persone infette o se vi foste recati in zone particolarmente ‘calde’. Ci sarebbero requisiti simili per poter accedere alle strutture pubbliche, agli edifici governativi e ai mezzi di trasporto collettivi. Ci sarebbero scanner della temperatura ovunque e il datore di lavoro potrebbe obbligarvi ad indossare apparecchiature per il monitoraggio della temperatura corporea o di altri parametri vitali. Se, fino ad ora, nei bar si verificava all’ingresso l’età degli avventori, in futuro potrebbe essere necessaria una prova di immunità, una carta d’identità o una sorta di verifica digitale tramite smartphone, che dimostri che si è guariti o che si è stati vaccinati contro l’ultimo ceppo virale.”

Nel mio articolo “Waves Of Mutilation: Medical Tyranny And The Cashless Society “, avevo smontato le argomentazioni di Lichfield sottolineando il fatto che i controlli che l’establishment sta cercando di mettere in atto erano già stati pianificati con largo anticipo. Il cosiddetto “Grande Reset ” e la “Quarta Rivoluzione Industriale” sono in fase di sviluppo almeno dal 2014, quando questi termini erano stati usati per la prima volta dai principali media economici. Il concetto di una società senza denaro contante, l'”economia della condivisione “, la sorveglianza biometrica di massa, i punteggi di credito sociale, ecc., fanno parte dell’agenda globalista da decenni. Il coronavirus, per loro, è solo un’utile crisi da sfruttare come razionale per le misure draconiane che hanno sempre voluto.

Il piano era talmente prevedibile che, all’inizio dell’epidemia di coronavirus, avevo già fatto notare che i lockdown non sarebbero finiti anche se avessero messo a punto un vaccino efficace, perché tutto quello che avrebbero dovuto fare sarebbe stato dichiarare di aver scoperto una “nuova mutazione” del virus resistente ai trattamenti in atto. Oppure, per far avanzare la macchina del Reset, potrebbero progettare un virus completamente nuovo e diffonderlo tra la popolazione.

Non sorprende che, proprio quando si è diffusa la notizia che i vaccini di Pfizer e Moderna, a malapena testati e altamente sospetti, sarebbero stati resi disponibili al pubblico, sia subito trapelata la notizia di mutazioni “più infettive” del Covid scoperte nel Regno Unito, in India e in Sud Africa.

Più trasparenti di così le élites non potrebbero essere.

Se acconsentirete a farvi iniettare il vaccino di Pfizer potreste ricevere un passaporto di immunità valido per qualche mese, che diventerebbe inutile alla successiva mutazione del virus. Dovreste quindi sottoporvi a CONTINUE vaccinazioni, molte delle quali con prodotti non testati e potenzialmente pericolosi. Come hanno avvertito l’ex vicepresidente di Pfizer e altri professionisti del settore medico, questi vaccini sono una roulette russa e potrebbero provocare una risposta autoimmune con gravi rischi di sterilità o di altre reazioni avverse.

I vaccini stessi, anche quando funzionano, sono una soluzione convenientemente di breve durata. Richiedono dosi mensili da ripetersi possibilmente più volte. In sostanza, non si finisce mai. Con le mutazioni e con gli anticorpi prodotti dai vaccini di così breve durata, l’élite potrebbe mantenere lockdown e restrizioni per molti anni a venire.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che la vaccinazione non sarà sufficiente ad impedire la diffusione virale. Una cosa del genere significa che, anche da vaccinati, si sarà comunque considerati potenziali portatori in grado di trasmettitore il Covid, quindi lockdown e mascherine continueranno ad essere in vigore. Questo porta alla domanda: qual è lo scopo del vaccino?

Il ricercatore capo dell’OMS cita il fatto che non ci sono prove sufficienti che dimostrino che i vaccini impediscono la trasmissione virale. Con questa logica, potremmo anche sostenere che non ci sono prove che i vaccini siano efficaci al 95%, o che siano minimamente sicuri.

Nel frattempo, l’OMS e il nostro amichevole fascistello, il dottor Anthony Fauci, stanno diffondendo la narrativa che il “peggio dell’epidemia“ deve ancora arrivare. Bisogna continuare a tenere in marcia il treno della paura che avanza verso il “Grande Reset,” giusto?

A tutti quelli che credono veramente che la crisi del Covid finirà dopo le vaccinazioni di massa, mi dispiace dirlo, ma siete stati ingannati. Ogni singolo elemento della risposta dell’establishment e ogni loro dichiarazione pubblica indica che hanno tutte le intenzioni di violare le vostre libertà civili ancora per molto tempo. Le promesse di allentare la morsa? Tutte bugie. L’affermazione che se vi rassegnerete e andrete avanti, tutto tornerà alla normalità? È una balla. È vuota retorica progettata per farvi stare zitti e sottomettervi alla tirannia medica per  il tempo necessario a renderla irreversibile.

Sospetto che la loro speranza sia quella di poter condizionare nei prossimi anni il pubblico ad adattarsi alle restrizioni, fino a fargli dimenticare com’era la vita prima della pandemia e del reset. Tuttavia, sembra che il piano del reset globalista non stia andando a gonfie vele.

Le campagne di vaccinazione e le notizie sulle nuove mutazioni del virus sono state, a dir poco, affrettate. Inizialmente, l’establishment aveva detto che ci sarebbero voluti almeno 18 mesi solo per la sperimentazione e i test preliminari di un nuovo vaccino e che i lockdown sarebbero continuati ben oltre quel periodo di tempo, almeno fino a quando non fosse stato dimostrato che la maggioranza della popolazione aveva raggiunto l’immunità. Invece, nel giro di 6 mesi, hanno fatto uscire diversi vaccini e la storia della mutazione virale è già una notizia di cronaca.

Credo che questo sia dovuto al fatto che sta crescendo la resistenza ai lockdown pandemici e il numero di persone che rifiutano di farsi vaccinare sembra essere alto. Come si dice, la rivoluzione non la trasmettono in televisione, ma è impossibile nasconderla del tutto.

In Europa, un’enorme percentuale della popolazione (circa il 50% o più a seconda dei vari Paesi) esita a prendere il vaccino. Negli Stati Uniti, i sondaggi mostrano che almeno il 30% della popolazione si rifiuterà del tutto, mentre il 60% dubita della sua efficacia.

Anche numerosi operatori sanitari respingono il vaccino e queste sono le persone che devono affrontare la scelta fra sottomettersi alle pressioni o affrontare le conseguenze di un rifiuto.

Fatto curioso, i media sostengono che, sebbene ci siano state “alcune reazioni allergiche” all’iniezione, non ci sono “prove di gravi effetti collaterali a lungo termine“. Forse sarà perché NON ESISTONO STUDI sugli effetti a lungo termine e i vaccini sono stati registrati solo dopo una sperimentazione ridotta all’osso. Voglio dire, non avrebbe dovuto essere una cosa logica fare le cose per bene? Pensano davvero che siamo così stupidi?

Finora sembra che centinaia di milioni di persone non siano poi così stupide. Sorprendentemente, anche gli sceriffi e le forze dell’ordine di tutto il Paese si rifiutano apertamente di far rispettare i mandati e di sanzionare a norma di legge i cittadini che non si sottomettono. Questo è davvero un enorme ostacolo per i globalisti e il loro reset.

Il virus ha un IFR (Infection Fatality Ratio) dello 0,26% nelle persone non residenti in case di riposo e prive di comorbilità. Oltre il 40% dei decessi da Covid sono rappresentati da pazienti anziani che già soffrivano di numerose  patologie. Solo il 10% circa delle persone ospedalizzate a causa del Covid é portatore di patologie croniche (in atto da più di tre mesi). E, in tutti gli Stati Uniti, solo il 15% circa dei letti di terapia intensiva sono attualmente occupati, il che significa che le affermazioni di sovraffollamento e di ospedali al completo sono solo intimidazioni.

Considerate il fatto che centinaia di migliaia di persone muoiono già ogni anno per malattie infettive come l’influenza e la polmonite e che il Covid inizia a sembrare molto meno minaccioso. Non è certamente una scusa per i lockdown sanitari e le misure orwelliane di tracciamento dei contatti.

Inoltre, numerosi studi rivelano che l’isolamento e le mascherine sono del tutto inefficaci nell’arrestare la diffusione del virus. Gli stati e i Paesi con le restrizioni più severe tendono ad essere anche quelli con i più alti picchi di infezione.

Per questo motivo, è logico che molte persone rifiutino di attenersi alle normative. I media sostengono che sono teorici della cospirazione, secondo cui il virus “non esiste“, ma non è così. In realtà, da un po’ di tempo ho il sospetto che la narrativa secondo cui il virus “non esisterebbe” possa essere una psyop o un’argomentazione pretestuosa da utilizzare contro i movimenti libertari per screditare la resistenza ai lockdown sanitari.

La maggior parte di noi sa bene che il virus esiste. Alcuni di noi lo hanno anche sperimentato di persona e ne sono guariti. Quello che stiamo dicendo è che il CDC, l’OMS e le STATISTICHE STESSE della comunità medica dimostrano che Covid non è una vera minaccia per più del 99% della popolazione. Anche ammettendo che le loro statistiche non siano esattissime, il Covid è un non-problema per la maggior parte delle persone.

Ancora una volta, porrò la domanda che il mainstream si rifiuta di porre:

Perché al 99% della popolazione viene detto che deve sacrificare il proprio lavoro, le proprie attività e le proprie libertà in nome della sicurezza di meno dell’1% della popolazione? Perché non chiedere allo 0,26% delle persone minacciate dal virus di offrirsi volontarie per rimanere a casa, in modo che il resto di noi possa andare avanti con la vita normale? Perché facciamo il contrario di ciò che dice il buon senso?

Il fatto è che la risposta alla pandemia è una questione di predominio, non di salute pubblica. La gente comincia a rendersene conto e sta per ribellarsi.

Quindi, il prossimo passo logico per l’establishment, se vuole davvero rimanere fedele suo programma di reset, sarà quello di introdurre una nuova minaccia. Hanno bisogno di una “mutazione” del virus o di un virus completamente nuovo per creare quel tipo di paura necessaria a manipolare il pubblico e indurlo ad accettare ulteriori restrizioni.

Verrà scoperto un virus nuovo e più letale? Forse. Nella maggior parte dei casi i virus tendono ad evolvere in ceppi meno letali di quello di partenza. Tendono anche a bilanciare il tasso di diffusione con il tasso di mortalità. In altre parole, come qualsiasi altra creatura, i virus si evolvono per sopravvivere e un virus non può sopravvivere se uccide la maggior parte dei suoi ospiti potenziali. Mutano per diventare più infettivi, ma sempre meno mortali.

Se sulla scena dovesse comparire una “mutazione” più letale dell’attuale forma di Covid-19, sarei molto sospettoso sulle sue origini. Ciò che è più probabile è che le élite siano in preda al panico e che stiano usando la narrativa della mutazione come strumento di propaganda per intimidire e mettere in riga la popolazione. Potrebbe non esserci alcuna mutazione, o le mutazioni potrebbero non avere un’influenza significativa sul tasso di mortalità.

Ironia della sorte, accelerando i tempi dei vaccini e delle storie di mutazioni virali, le élite si sono date la zappa sui piedi. Volevano imporre i lockdown alla popolazione con una guerra lampo ma hanno incontrato una resistenza più forte del previsto. Così, hanno accelerato al massimo il programma di vaccinazione ed ora la gente è diffidente a farsi iniettare un prodotto a malapena testato. Hanno promosso lo spauracchio della mutazione, con l’unico risultato che ora la popolazione si chiede perchè dovrebbe farsi vaccinare. Se il virus muta in continuazione, perché allora assumere un vaccino discutibile che potrebbe rivelarsi inutile nel giro di pochi mesi?

Tutto ciò che la narrativa della mutazione fa è esporre ulteriormente le vere intenzioni delle elites: lockdown senza fine. Non c’è nessun programma per salvare vite umane o appiattire la curva dei contagi. L’intera argomentazione sulla salvaguardia della salute pubblica è una totale assurdità. Nulla di ciò che è stato fatto finora conferma l’idea che la salute pubblica sia la priorità. Al contrario, quello che stiamo vedendo è una folle corsa verso il totalitarismo utilizzando il Covid come pretesto, e lo sforzo sta fallendo.

Brandon Smith

Fonte: alt-market.us
Link: https://alt-market.us/
30.12.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=9167
 

intervista - WeAreFabuloso