domenica 2 ottobre 2016

non esistono multinazionali innocenti, ricattano il mondo

La Apple ha rubato 13 miliardi di tasse ai cittadini europei secondo la Commissione Ue, ma è solo la punta dell’iceberg. Tutte le multinazionali hanno come ragione sociale l’elusione e l’evasione dalle leggi e dal rispetto dei diritti sociali e delle norme ambientali, esistono precisamente per questo scopo. E tutti i governi che praticano il libero mercato sono con esse complici. Il governo irlandese è sotto accusa perché non faceva pagare tasse solo alla Apple. Se avesse esteso a tutte le aziende il trattamento di favore riservato a quella della Mela, e ricordiamo che la tasse sui profitti in quel paese sono già abbassate ad un ridicolo 12,5%, se tutte le imprese in Irlanda fossero state fisco esenti, la Ue non avrebbe potuto dire nulla. Come non dice nulla sul trasferimento della sede Fca in Olanda e su tanti altri casi simili. Ogni paese Ue può essere un paradiso fiscale per ricchi e multinazionali, purché non faccia favoritismi, il privilegio deve essere uguale per tutti. Per questo il Lussemburgo dell’attuale presidente della Commissione, Juncker, è sotto accusa.
A Fiat e Starbucks, sono stati fatti favoritismi eccessivi rispetto a tanti altri. Ma la concorrenza fiscale al ribasso tra i paesi della Ue come tale è ammessa, anzi è nello spirito del trattato di Maastricht e dei suoi principi ultraliberisti. A questo serve la Applemoneta unica, a mettere in concorrenza tra loro gli Stati sulla svalutazione di tasse, salari e diritti. E le multinazionali conducono l’asta. Durante il confronto sulla Brexit l’europeismo irlandese è stato contrapposto allo scetticismo britannico. L’Irlanda è stata presentata come il solo paese, tra quelli “periferici”, ad aver gestito virtuosamente crisi ed euro. Altro che gli altri Piigs. Ora sappiamo a quale prezzo e con quali risultati, ma niente ipocrisia. Alla Apple è capitato su questa sponda dell’Atlantico ciò che è toccato alla Volkswagen sull’altra. Sono rondini che non fanno primavera e stanno tutte dentro il cielo del Ttip. Oggi questo trattato è in crisi per il rifiuto dei popoli, e dobbiamo dire grazie alla Brexit, ma anche perché le multinazionali tra le due sponde dell’oceano hanno conti da regolare.
In ogni caso però la linea di fondo che ispira la Ue e tutti i suoi governi rimane sempre la stessa: attirare gli investimenti delle multinazionali con concessioni fiscali e sociali per rimpiazzare così i tagli alla spesa e agli investimenti pubblici. Il governo italiano, non a caso il più ottusamente servile verso il Ttip, il suo regalo alla Apple lo ha già fatto. L’azienda doveva al fisco 880 milioni per Ires non pagata, e lo Stato italiano ha transato accontentandosi di 330. Immaginatevi un cittadino normale che debba 880 semplici euro al fisco e che si rivolga all’Agenzia delle Entrate esigendo il trattamento Apple, verrebbe considerato Renzi con Tim Cookmatto. Invece con Tim Cook Renzi fa i selfie sperando che porti lavoro. Le multinazionali sono al disopra delle leggi e delle regole di tutti noi e per i governi è un merito riconoscerglielo. Quello turco, anche per coprire la sporca guerra contro i curdi, ha subito offerto i suoi servigi ad Apple.
Non sappiamo se la vicenda Apple si concluderà come è iniziata, o, più probabilmente, con una transazione all’italiana o con altro ancora. Quello che è chiaro è che senza mettere in discussione i meccanismi del libero mercato e della globalizzaione liberista le multinazionali continueranno a ricattare il mondo, con l’aiuto dei governi complici. Ed è altrettanto chiaro che la Ue e l’euro, che hanno fatto del libero mercato il principio costituzionale, non sono la soluzione, ma parte del problema. La nostra Costituzione, all’articolo 53, impone un fisco progressivo e sono incompatibili con essa i privilegi sulle tasse per chi ha più potere e ricchezza, a partire dalle multinazionali. Che non a caso, assieme a tutti i poteri Ue, sostengono il Sì alla controriforma costituzionale del governo e temono un vittoria del No. Che è invece un passo necessario per restituire al popolo il diritto all’eguaglianza, cancellato oggi dai privilegi del mercato globalizzato. Solo un No ci può salvare.
(Giorgio Cremaschi, “Non esistono multinazionali innocenti”, dal blog di Cremaschi sull’“Huffington Post” del 31 agosto 2016).

fonte: www.libreidee.org

mercoledì 21 settembre 2016

il paradigma di Mendelsohn


Robert Mendelsohn
paradigma Mendelsohn. «Stai bene? Non andare dal medico. Stai male? Non andare dal medico. Ci sei già andato? Prendi nota di quanto ti ha detto e fa l’esatto contrario, se vuoi salvare la pelle!».

ZONA MEDICA SALUTE O ZONA MEDICA PERICOLO?

UN MEDICO CELEBRE CHE PENSAVA A TUTTO FUORCHE’ AI SOLDI
In America, e nel mondo intero, dalla Cina al Giappone, dal Medioriente all’Africa, dall’Europa al Brasile, tutti se lo ricordano come uno dei più grandi medici di tutti i tempi, anche se in realtà era un medico-pediatra, categoria niente affatto affascinante agli occhi della gente, per i troppi legami intrattenuti con le multinazionali del cibo e del farmaco. Lui non pensava certo ai soldi e alle collusioni.

PARLIAMO DEL DR ROBERT MENDELSOHN
Amava dire pane al pane e vino al vino, sempre e dovunque. Parliamo del dottor Robert Mendelsohn, quello del teorema “Stai bene? Non andare dal medico! Stai male? Non andare dal medico”, da applicarsi a genitori e ai bambini piccoli. Sputare nel piatto dove mangi non è cosa simpatica. Ma Mendelsohn aveva a cuore la salute della gente, e se ne strafregava di tutto il resto.

NE AVEVA VISTE TROPPE
Da quando si era reso conto che le idee, le ricette, le prescrizioni, le formule dietologiche raccomandate a grandi e piccini, portavano invariabilmente a peggioramenti e a disastri, non esitò a rendere pubblico il suo disappunto, la sua totale sfiducia nel sistema sanitario americano e mondiale. Ne aveva viste troppe con le micidiali vaccinazioni antipolio e con tutto il resto.

SE STAI BENE TI AMMALERANNO
“Se stai bene ti ammaleranno e se stai male ti peggioreranno”, diceva. Ma spiegava anche in dettaglio, nei suoi best-seller mondiali, il perché del suo marcato pessimismo. Se poi una madre non lo ascoltava, e gli confidava di esserci già andata, dal medico o dal pediatra, le diceva senza esitare, di prendere nota punto per punto delle parole, degli ammonimenti e delle istruzioni date dal medico, e di fare poi esattamente l’opposto.

Valdo Vaccaro

intervista...


venerdì 16 settembre 2016

truffa RAI in bolletta ENEL!


NON E' UNA TASSA. E' UNA TRUFFA. COME NON PAGARLA

di Pietro Melis


Per ora questo pazzo delinquente mi ha fregato perché la bolletta dell'ENEL mi arrivava sul conto corrente bancario. Nella bolletta ho visto euro 116, ma perché erano stati inclusi anche 70 euro del cosiddetto canone. Allora ho telefonato all'ENEl che mi ha detto di chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate e di dire alla banca di non far passare più la bolletta dell'ENEl  nel conto corrente bancario potendo evitare che in questo modo possa pagare solo quanto consumato sottraendo le prossime rate di 20 e di 10 euro. Perché, mi è stato fatto capire, all'ENEL gliene importa nulla del canone RAI. Mi è stato assicurato che detraendo l'importo del canone RAI non si rischia affatto di avere lo slaccio della corrente. Purtroppo d'ora in avanti, avendo firmato in banca un foglio con cui la banca si impegna a non far più passare nel mio conto la bolletta dell'ENEL, per colpa di questo delinquente a capo dello sgoverno dovrò ogni volta scomodarmi per pagare la bolletta ENEl alla posta sottraendo quanto la RAI vorrebbe continuare a rubarmi. Non si tratta tanto dei 100 euro. E' una questione di principio. Avevo compilato in termini il modulo dell'Agenzia delle Entrate inviandolo per raccomandata alla maledetta RAI perché non mi addebitassero il canone in base al motivo richiestomi. Mi è arrivata anche la ricevuta di ritorno. E invece è servito a nulla. Di fronte a questo governo di merda mi ribello. Ho già spiegato che il canone non può essere imposto per vari motivi. 

1) La RAI non è proprietaria del televisore. La RAI non può considerare i suoi programmi un servizio pubblico anche se non richiesto perché non necessario.
2) La RAI non mi può togliere il diritto di vedere tutti i canali non RAI sia gratuiti che a pagamento (ma io non ho mai voluto i canali non RAI a pagamento, come SKY, perché non mi interessano).
3) La RAI faccia come SKY oscurando i suoi canali a quelli che non pagano il canone. E cessi di usare il termine "canone" sostituendolo con il termine "abbonamento" (termine usato da Sky). Chi vuole abbonarsi paghi altrimenti niente canali RAI. Il termine abbonamento implica una libera scelta. Nessuno infatti può essere costretto ad abbonarsi a qualcosa.
4) La bolletta elettrica non è una tassa ma un servizio che viene attivato a richiesta. Dunque non può essere aggiunto il canone RAI facendolo passare come una tassa, per di più aggiunta ad una bolletta elettrica che non è una tassa ma un contratto che può essere sempre disdetto.
5) Non essendo una tassa può essere considerata anticostituzionale.
Questo pazzo pare che abbia ottenuto l'effetto contrario perché la cosiddetta (falsa) evasione è aumentata. Risulta che mediamente solo il 50% abbia pagato il canone. Hanno dunque dichiarato il falso (di non possedere il televisore) o, senza dichiararlo, hanno detratto il canone dalla bolletta? In ogni caso hanno fatto bene. Tanto all'Enel (e suppongo anche ad altri distributori di energia) della RAI  gliene importa un cazzo.  Una RAI che vuole il canone e anche la pubblicità elargendo stipendi esagerati. La botte piena e la  moglie ubbriaca. La RAI, inoltre, è una TV di regime, non indipendente, lotizzata in passato dai partiti e attualmente divenuta una proprietà del capo illegittimo di questo sgoverno. Una RAI dunque che ha interesse a fare propaganda di regime pretendendo, con l'imposizione del canone, che gli italiani si facciano plagiare dal regime.

fonte:


fonte: https://sulatestagiannilannes.blogspot.it

chi controlla il passato controlla il futuro


Chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato.
( George Orwell in “1984”)

Esiste un concetto fondamentale in antropologia culturale mai abbastanza considerato: il concetto di "ovvio". Ovvio è tutto ciò che diamo per scontato, per cui a causa di tale immediata accettazione, ci risulta completamente invisibile, ovvero cade al di là della nostra consapevolezza. Ovvio è dunque ciò a cui diamo il nostro incondizionato consenso, senza che ci sia stata alcuna elaborazione critica della coscienza. Vien da sè che di fronte all'ovvio siamo del tutto ciechi. Qual'è la cosa più nascosta al mondo? Quella che abbiamo sotto gli occhi. La constatazione successiva di tale emblematico fenomeno è la seguente: alla base dell'ovvio agisce, puntualmente e con una regolarità sistematica, una qualche forma di potere autoritario, che pone in essere l'ovvio e lo sostiene.

"400 anni di inganni" è un libro che espone, cioè mette in evidenza sottraendolo alla sua invisibilitа, uno degli elementi più ovvi della cultura planetaria e che è alla base del nostro conteggio del tempo: la cronologia storica. Per la stragrande maggioranza di noi si tratta praticamente di qualcosa di indiscusso, di validità assoluta, quasi appartenesse alla sfera del naturale, ma non è affatto così. Aver distinto certi nomi e certi eventi dal flusso magmatico della storia umana ed averli collocati sulla linea temporale che ufficialmente oggi tutti accettiamo, è stato un atto del tutto umano e anche abbastanza recente.

E' solo tra il XVI e il XVII secolo infatti che la cronologia ufficiale della storia antica e medievale ha avuto la sua attuale impostazione ad opera degli studiosi Giuseppe Scaligero (1540-1609) e Dionigi Petavius (1583- 1652). Il fatto che essi applicarono per primi il metodo astronomico per la determinazione delle date ha fornito al loro operato quel carattere di scientificità, che ha affermato la loro come la prima e unica versione adottata universalmente della cronologia storica, sebbene l'astronomia fosse stata usata più per confermare le narrazioni ortodosse piuttosto che per sottoporle a verifica.

A nulla valsero le numerosi voci, anche estremamente autorevoli, come quella di Isaac Newton, che da allora e nell'arco di quasi tre secoli, espressero numerose perplessità al riguardo, fino a giudicare la cronologia scaligeriana completamente infondata, colma di errori grossolani e distribuita su un arco temporale assai più esteso di quanto i documenti effettivamente attendibili lasciassero intendere. E' quel che confermò N.A. Mozorov, eminente ed eclettico scienziato russo, con i suoi ponderosi studi, che nei primi del Novecento decretò con argomenti inoppugnabili la necessità di una profonda e radicale ristrutturazione della cronologia storica ufficiale.

Il lavoro enciclopedico di Mozorov è stato ripreso, corretto ed enormemente ampliato dal team del prof. Anatolij Fomenko, illustre e stimato matematico dell'Accademia russa delle Scienze, che dagli anni settanta del Novecento fino ad oggi ha scritto e pubblicato una monumentale opera composta da numerosi tomi su quella che viene correntemente appellata come Nuova Cronologia. In Italia essa è stata introdotta da Vera Bani, curatrice dei siti Russiainedita.it e Nuovacronologia.it, nonchè traduttrice del libro "400 anni di inganni".

Fin dalle prime pubblicazioni, il lavoro di Fomenko ha generato in Russia un accesissimo dibattito pubblico, non senza polemiche e tentativi di confutazione sommaria; impresa inopportuna quanto impossibile, dato il notevole rigore delle analisi operate dal team di Fomenko, che basa le sue argomentazioni su un insieme di metodologie dimostrative incrociate ed indipendenti, tutte basate sulla matematica astronomica e statistica. Inizialmente fu proprio grazie ad una costante astronomica, il cosiddetto "parametro D", relativa alla frequenza delle eclissi lunari nella storia che, in maniera del tutto casuale, Fomenko risolse l'annoso enigma scientifico di una sua inspiegabile accelerazione, avvenuta intorno all'anno mille. Vi riuscì proprio comparando i dati astronomici con i risultati cronologici ottenuti da Mozorov, grazie ai quali Fomenko riusci ad escludere definitivamente variazioni naturali di ordine astronomico, ma mettendo seriamente in dubbio la validità della cronologia correntemente accettata.

Da allora, per oltre trent'anni di appassionato lavoro, Fomenko e il suo team hanno affinato sensibilmente le tecniche di calcolo e accumulato un'impressionante mole di eventi storici che, in maniera straordianariamente coerente, indicano una discrepanza di date rispetto a quelle ufficiali che vanno fino a oltre un millennio. In estrema sintesi, analizzando manoscritti originali, copie trascritte di cronache e annali, monumenti di architettura, incisioni, affreschi, pietre tombali, carte geografiche, ecc., Fomenko è arrivato alla conclusione che dalla storia greco-romana fino al Rinascimento non c'è stato affatto quell'intervallo temporale canonico di un migliaio di anni, come la tradizione insegna, ma un periodo ben più breve.

In altre parole e per fare qualche esempio, una delle deduzioni più clamorose implicate dalle analisi della Nuova Cronologia coinvolge e stravolge direttamente l'idea che ci siamo fatti ad esempio del fenomeno culturale dell'Umanesimo, con il quale si interpreta in genere la riscoperta dal 1300 in poi degli autori classici. Tutto lascerebbe credere che famosi scrittori e filosofi correntemente annoverati all'interno del periodo greco- romano, siano stati in realtà creati in epoca successiva ad opera di valenti studiosi, che intendevano costruire a tavolino il proprio prestigio sulla base di antesignani inventati. Ecco che presumibilmente i filosofi Platone (V sec. a.c.), Plotino (III sec. d.c.) e Pletone (XIV sec. d.c.) sono la stessa persona. Il rinascimentale Leon Battista Alberti è stato il vero autore degli scritti attribuiti a Vitruvio del primo secolo avanti Cristo: entrambi erano matematici ed architetti ed avevano un'eccezionale similitudine tematica, quasi sovrapponibile in alcuni aspetti.

In effetti tutti i resti concreti degli scritti classici son pervenuti, senza eccezioni, fino a noi solo grazie a copie di copie e traduzioni di traduzioni successive. Di nessuno abbiamo i manoscritti originali. In numerosissimi casi la comparsa dei manoscritti avveniva in circostanze misteriose e si tramanda che un solo scrittore umanista, Poggio Bracciolini, scoprì e fece circolare le opere di Quintiliano, Valerio Flacco, Asconio Pediano, Nonio Marcello, Probo, alcuni trattati di Cicerone, Lucrezio, Petronio, Plauto, Tertulliano, Marcellino, Calpurnio Siculo, ecc. Nessuno ha mai chiarito le circostanze di questi rinvenimenti e la datazione dei manoscritti. Aspetto curioso, ed inspiegabile se non si fa riferimento allo slittamento cronologico che Fomenko ipotizza, è che numerosi disegni che effigiano illustri autori classici, nonchè eventi di quel periodo, ci sono stati spesso tramandati in stile e abbigliamenti tipicamente medievali. Tanto che anche le famose lettere di Petrarca ai suoi predecessori, in tale ottica, risulterebbero nient'altro che scritti rivolti a personaggi a lui contemporanei.

Insomma si tratta di qualcosa di assolutamente incredibile, a cui difficilmente si può dar credito se non fosse per le innumerevoli analisi incrociate delle indagini portate avanti e che vengono avvalorate inoltre dalla scoperta, anche questa del tutto sbalorditiva, di intere successioni dinastiche, copiate più volte con nomi di persone e luoghi differenti, lontani nello spazio e nel tempo, che avrebbero allungato a dismisura i periodi storici relativi. I grafici che illustrano la similitudine di durata e degli eventi relativi a ciascun reggente, però non lasciano spazio a dubbi. Senza contare che appare assodato anche il fatto che spesso in antichità lo stesso nome venisse usato per appellare diverse città. Tra questi nomi vi è anche proprio quello di Roma, con tutte le conseguenze del caso.

Probabilmente la ragione per la quale i curatori dell'edizione italiana di "400 anni di inganni" hanno deciso di dedicare buona parte del volume all'esposizione, spesso complessa, delle metodologie dimostrative applicate dal team di matematici russi, sta proprio nella necessità di dare corpo e valore a questi incredibili affermazioni e nell'escludere critiche approssimative che, di primo acchito, verrebbero in mente. Vi è presente anche l'approfondimento dei metodi di datazione correntemente in uso in archeologia e paleografia, dal quale si evince che di fatto non esiste sino ad oggi alcun criterio scientifico assoluto in grado di precisare con certezza la data di un reperto storico. Anche la datazione basata sulla quantità residua degli isotopi di decadimento del carbonio-14, a cui spesso la propaganda mediatica ed accademica fa riferimento, non è affatto accettabile, a causa del larghissimo margine di tolleranza insito nel metodo, che può arrivare ad un ordine di alcune migliaia di anni. Aspetto insignificante per gli eventi di natura geologica, ma sicuramente inaccettabile per quelli relativi alla storia umana.

Sterminate risultano le implicazioni, dirette ed indirette, dovute all'errata cronologia adottata fino ad oggi, non ultima l'interpretazione dei grandi movimenti della storia che, alla luce di tali conclusioni, va completamente reinterpretata e riscritta. Ed è probabile che ne risulti una storia del tutto nuova e non proprio conveniente ai vincitori di turno. Un esempio per tutti, l'ipotesi dell'origine slava dell'antico popolo degli Etruschi, acclarata dalla decifrazione della loro lingua solo comparandola con quella slava, cosicchè secondo la Nuova Cronologia di Fomenko gli Etruschi risulterebbero per nulla così antichi, nè dimostrerebbero l'autoctona genesi latina dei Romani.

Ma anche le piccole grandi credenze legate ad alcuni famosi monumenti crollerebbro miseramente davanti all'obiettività analitica del prof. Fomenko. Il Colosseo ne rappresenta l'esempio più clamoroso, quando gli autori della ricerca studiano i suoi elementi architettonici per derivarne l'ipotesi di una sua costruzione ex novo durante il pontificato di Pio VII nel 1807, progettato ad hoc per farlo apparire già in rovina. Una delle tante operazioni politiche demagogiche di creazione di miti storici, avallate dall'ambiguità dei riferimenti documentali, quando, in questo caso, un altro nome di Costantinopoli era proprio Roma. Si troverebbe ad Istanbul infatti il vero Colosseo, ma attualmente nascosto dalle costruzioni opportunamente aggiunte in epoche successive.

Addentrarsi nella lettura di "400 anni di inganni" è come entrare in un racconto di fantascienza, laddove gli eccessi delle iperboli più fantasiose di fantapolitica acquistano un inquientante e concreto realismo, soprattutto sotto la costante considerazione di chi siano oggi i vincitori e cosa sia possibile ottenere quando in epoca pre-stampa si è detenuto per secoli il monopolio totale e sistematico della cultura. Anche la trattazione operate dal team di Fomenko sulla reale origine del Vaticano confermano tale quadro sconcertante, in relazione soprattutto a quell'anno fatidico del 1453, quando Costantinopoli cadde sotto i Turchi e la corte imperiale decise di colonizzare quell'angolo di Mediterraneo, con al centro la contrada che diventerà poi la grande Roma, a partire dalla fortezza di Castel Sant'Angelo che, manco a dirlo, in origine non era affatto il mausoleo di Adriano.

Alle poche e scarni note del presente scritto, in confronto al colossale ed enciclopedico trattato accumulato fino ad oggi in lingua russa, di cui "400 anni di inganni" a sua volta ne propone solo una piccola e ragionata sintesi, si potrà obiettare che la Nuova Cronologia di Fomenko sia il tentativo messo in atto dai Russi per riassestare le vicende storiche a proprio beneficio, riaccreditandone un ruolo, a onor del vero, bistrattato e rimosso da sempre. E' pur possibile, sebbene l'obiettivitа di numerosissimi dati presenti nella Nuova Cronologia non può esimere gli storici, se non a prendere apertamente posizione, almeno ad accogliere la sfida lanciata loro da questo team di scienziati matematici ed aprire un serio dibattito scientifico sull'argomento. Magari allargando il giro degli studiosi coinvolti, vista la sua grandiosità e complessità.

Questo sarebbe il vero ed unico intento di Fomenko e il suo team. D'altra parte, la Macro Edizioni che ha appena pubblicato in italiano "400 anni di inganni" non è nel novero delle case editrici accreditate ufficialmente presso gli studiosi accademici. Purtroppo l'esperienza insegna che il principio di autorità, a dispetto di ciò che comunemente si crede, mai è stato così forte come nell'attuale periodo e sono rarissimi i casi in cui un cattedratico esponga il proprio nome e tenti una strada diversa da quella che impone l'accademia e il sistema culturale dominante. Già raccogliere qualche parere contrario, per gli autori della Nuova Cronologia sarebbe un bel successo, ma è probabile che almeno all'inizio, e soprattutto qui in Italia, si tenterà di delegare al silenzio più assoluto, l'unica accoglienza concretamente possibile a tale rilettura della storia. Forse potrà essere la gente comune a far raggiungere la massa critica? Non sappiamo. Il potere che qui si vuole provare ad intaccare è troppo grande perchè degli individui singoli ne possano uscire vincitori. Come recita uno dei profeti dei tempi attuali, George Orwell in “1984”, chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato.

Recensione di Leopoldo Antinozzi

Leopoldo Antinozzi - Regista documentarista. Laureato in filosofia, è stato ricercatore universitario nell'ambito dell'antropologia culturale, psicoanalisi, sciamanesimo e dialogo interreligioso.

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mercoledì 7 settembre 2016

terra infinita sotto la cupola

Non c'è dubbio che il movimento della Terra Piatta è stato utilizzato in passato per un'operazione psicologica allo scopo di dividere le persone, sebbene questo non esclude il fatto che la Teoria della Terra Piatta si fonda sulla verità. La Flat Earth Society esiste sin dal 1884.

L'11 gennaio 1907, il quotidiano Hawaiian Gazette pubblicò un articolo riguardante una mappa disegnata nel X secolo da un prete cinese rimasta nascosta per secoli, tuttavia una lettera afferma che è stata disegnata da un sacerdote buddista molto tempo prima. Come si può notare nella mappa, la zona antartica è circondata da una dozzina di altri continenti. L'articolo del giornale continua dicendo: "la mappa fu trovata da un individuo in un tempio sulle montagne del Giappone, essa fu nascosta perchè se ritrovata, sarebbe stata immediatamente distrutta dalle autorità"

Perchè le autorità sarebbero state così preoccupate riguardo ad una mappa a tal punto che l'avrebbero subito distrutta? Allora qual'è la verità, viviamo su un globo che vola attraverso lo spazio, viviamo all'interno di un sistema racchiuso da una cupola, oppure viviamo su una superficie piana infinita? O forse ci sono alcune civilizzazioni che osservano e attendono che noi ricordiamo ancora chi siamo e da dove veniamo?



Mondi oltre i Poli
Il libro intitolato "Mondi Oltre i Poli" di A.F. Giannini del 1959 viene presentato come basato su episodi reali e cita il fatto che il capitano Hubert Wilkins avrebbe scoperto molta più terra che si estenderebbe al di là del Polo Sud (così come aveva raccontato anche l'ammiraglio Byrd). Nel libro si sostiene che entrambi i poli non sono quello che siamo stati portati a credere e che effettivamente viviamo su una vasta superficie piana. Nel 1928 il capitano Hubert Wilkins, trovò una via d'uscita da questo piano terrestre e proseguì per oltre 5000 miglia da quella che chiamiamo la fine di Antartica, scoprendo l'esistenza di altra terra.

Le famiglie elitarie che dominano la Terra non si preoccupano più di tanto di distruggerla, perchè sanno che c'è una via d'uscita per salvarsi in queste terre oltre Antartica.

Ci fu anche un annuncio radio riguardo una spedizione americana che volò per più di 2700 miglia oltre la loro base McMurdo a 400 miglia ad ovest del Polo Sud, penetrando in aree a noi sconosciute per almeno 2300 miglia oltre il Polo Sud. Sia il Polo Nord che il Polo Sud non si trovano dove noi crediamo. Quello che chiamiamo Polo Nord è il polo centrale, mentre il Polo Nord ed il Polo Sud si trovano entrambi a Sud del piano terrestre, in cui ci sono due uscite, che vengono menzionate in quel libro, insieme alle terre circostanti, ma non si fa riferimento a nessuna base sotterranea.

45 nazioni del mondo, dal 1956 in poi, hanno stipulato un accordo militare (Trattato Antartico) per impedire a chiunque di esplorare l’Antartide. Chiunque ci provi, troverà un cordone militare a respingerlo. Provateci voi stessi se non ci credete. L’Antartide è vietata. Nessuno può metterci piede se non è autorizzato dalle autorità. L'obiettivo del Trattato Antartico è anche quello di stabilire le linee guida per l'utilizzo pacifico delle risorse del continente e per la preservazione di flora, fauna e dell'ecosistema.



La Cupola
Meteorite colpisce la cupola ed esplode. Questo schermo invisibile, che sembra un muro di vetro, ammesso che esista, dovrebbe avere la funzione di proteggere la Terra dalle radiazioni cosmiche e dai raggi solari, ma impedirebbe anche a qualsiasi cosa di lasciarla. Potrebbe essere formata da più strati o essere compatta con uno spessore spropositato che partirebbe da 70 miglia di altezza fino ad arrivare a circa 7200 miglia. Ecco perchè nessuna navicella terrestre ha mai raggiunto lo spazio, tutte le missioni spaziali sono una messinscena. Ancora non sappiamo da che materiale sarebbe composta e come sia possibile attraversarla, alcuni ricercatori ipotizzano che sia un potentissimo campo di energia, che in effetti presenta delle falle o comunque è vulnerabile, il che spiegherebbe il passaggio e lo schianto di meteoriti sul suolo terrestre. Gli scienziati ne sono consapevoli ma non hanno idea di come si sia formata la cupola. 

La maggior parte della nostra storia terrestre è stata manipolata per nascondere la verità da coloro che hanno il controllo del nostro sistema solare.

fonte: https://freeondarevolution.blogspot.it