martedì 19 febbraio 2013

assassinio sull'Orient Express






Murder on the Orient Express è un film del 1974 diretto da Sidney Lumet, tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie.
Il protagonista (Poirot) è interpretato da Albert Finney.

Trama

1935. Il detective Hercule Poirot deve rientrare a Londra da Istanbul, dove si trova. Qui incontra il suo vecchio amico Bianchi, che lavora come dirigente della Compagnie Internationale des Wagons-Lits e gli trova un posto sul vagone-letto di prima classe dell'Orient Express. Durante la seconda notte del viaggio il treno attraversa una regione dei Balcani sotto un'abbondante nevicata e la mattina seguente uno dei viaggiatori, il ricco uomo d'affari americano Samuel Edward Ratchett, viene trovato morto nel suo scompartimento, ancora chiuso dall'interno, ucciso da dodici colpi di pugnale. Il treno è bloccato dalla neve e Poirot, su richiesta di Bianchi, assume le indagini del caso, con la collaborazione del dott. Constantine, un medico che si trovava a bordo di un'altra carrozza del treno.

I viaggiatori della carrozza di prima classe sono tutti sospettati. Oltre la vittima, Bianchi e allo stesso Poirot, gli altri passeggeri sono:
Hector McQueen, statunitense, il giovane segretario e interprete della vittima
Edward Beddoes, britannico, il maggiordomo della vittima
Mary Debenham, una giovane inglese di ritorno da Bagdad dove ha lavorato come insegnante
Colonnello Arbuthnot, un ufficiale dell'esercito britannico di ritorno da una lunga permanenza in India
Principessa Natalia Dragomiroff, una nobildonna russa molto anziana
Hildegarde Schmidt, la cameriera tedesca della principessa
Conte Rudolf Andrenyi, un giovane diplomatico ungherese
Contessa Helena Andrenyi, sua moglie
Greta Ohlsson, svedese, dedita alla raccolta di fondi per le missioni
Harriet Belinda Hubbard, signora americana dalla parlantina irrefrenabile e pungente
Gino Foscarelli, un esuberante italiano, venditore di automobili
Cyrus "Dick" Hardman, detective privato dell'agenzia Pinkerton, in incognito
Pierre-Paul Michel, responsabile della carrozza di prima classe
Ben presto, Poirot scopre la vera identità della vittima: si trattava di un gangster italo-americano di nome Cassetti, reputato il mandante di un tragico fatto di cronaca accaduto cinque anni prima: il rapimento a scopo di estorsione della piccola Daisy Armstrong, conclusosi con la morte della bambina e, successivamente, di entrambi i genitori e della domestica, la quale si suicidò perché accusata ingiustamente di essere complice del rapimento della bambina.
Interrogando i viaggiatori, Poirot scopre anche che più di uno di essi ha avuto rapporti personali, anche molto stretti, con la famiglia Armstrong.
Nel corso delle indagini verranno ritrovati, tra l'altro, il pugnale usato come arma del delitto e un'uniforme del personale viaggiante con un passepartout ancora nella tasca.
Al termine delle indagini, proprio mentre stanno giungendo i mezzi di soccorso sgombraneve, Poirot potrà presentare al sig. Bianchi e agli altri passeggeri due possibili conclusioni tra loro alternative:
La prima, molto semplice: uno sconosciuto, forse un sicario mafioso travestito da dipendente delle ferrovie, entra con un passepartout nella cabina di Cassetti e lo pugnala, per poi scendere dal treno bloccato dalla neve e dileguarsi nella notte.
La seconda, molto più complessa e suggestiva, sarà illustrata da Poirot in una lunga, esauriente ed avvincente ricostruzione dell'accaduto, durante la quale innumerevoli frammenti fino ad allora sconnessi verranno a combinarsi in un mosaico perfetto.

Produzione

I vari alimenti raffinati che si vedono nella scena della stazione furono rubati durante una notte del periodo di lavorazione. Per questo, si dovette ricomprare tutto il cibo per girare la scena definitiva.
Per il ruolo di Poirot, prima di Albert Finney, erano stati contattati Paul Scofield e Alec Guinness. A Ingrid Bergman era stato offerto dal regista Sidney Lumet il ruolo della principessa Dragomiroff; lei rifiutò, proponendosi invece per quello della missionaria svedese.
Alla prima londinese del film oltre alla Regina Elisabetta presenziò la stessa Christie alla sua ultima apparizione in pubblico.

Cast

Il cast vanta la presenza di ben 11 attori nominati per un Oscar durante la loro carriera, di cui 6 hanno ricevuto la statuetta per un Oscar competitivo, mentre Lauren Bacall l'ha ricevuto alla carriera.
Diversi attori recitarono successivamente in altri film tratti da romanzi di Agatha Christie: Colin Blakely e Denis Quilley in Delitto sotto il sole (1982); Lauren Bacall e John Gielgud in Appuntamento con la morte (1988).


figura di


mercoledì 6 febbraio 2013

la mia Torino che insegna a pensare



01/02/2013 - LA PROTAGONISTA DI «RICORDA CON RABBIA» DAL 5 ALLE FONDERIE LIMONE DI MONCALIERI

Stefania Rocca: “La mia Torino
che insegna a pensare”

STEFANIA ROCCA
TORINO
Mi sento torinese a tutti gli effetti! È vero che sono andata via molto presto ma questo non ha fatto altro che rafforzare il legame con la mia città. Mi piace il fermento che c’è, mi piace per l’eleganza, per il suo aspetto regale e freddo che nasconde invece calore e protezione. Queste sono le sensazioni che provo quando giro per le vie di Torino, sotto i suoi portici... e poi devo molto alla mia città: quando ero piccola e non volevo andare a scuola, guardavo dalla finestra e dicevo che c’era troppa nebbia, che non si vedeva niente... mia madre rispondeva che la nebbia serve a guardarsi dentro! Se non riesci a guardare fuori effettivamente guardi dentro... Ed è così che ho scoperto di voler fare l’attrice... ed è al cinema Massimo, o alla biblioteca del parco Rignon in corso Orbassano che passavo le mie giornate!  

Ricordo molte cose di Torino ma a differenza di Alison, il mio personaggio in «Ricorda con Rabbia», non con rabbia, anzi: con affetto e forse un po’ di nostalgia... Alison, fa fatica a esprimere i suoi sentimenti. La sua rabbia è una rabbia implosa, la rabbia di una donna che non riesce ad accontentare il marito, a renderlo felice... Non si sente all’altezza e ogni cosa diventa dubbio, stanchezza, fatica. Alison buca il muro della rabbia soltanto attraverso il dolor ... «Ricorda con rabbia» racconta infatti l’inquietudine che accompagna la vita di quattro personaggi che, pur vivendo insieme, non riescono a comunicare. Sono tutti affetti da frustrazione e senso di profonda impotenza che li porta ad un incontrollabile violenza. È rabbia verso la realtà che va cambiata, è rabbia per non riuscire a farlo, è rabbia per non essere all’altezza. E purtroppo credo che tutto questo sia molto attuale. Non abbiamo la soluzione ma possiamo riflettere e avvicinarci alla cultura, che almeno ha il potere benefico di renderci consapevoli. 

E tornando a Torino... beh, Torino è ancora la mia realtà. I miei amici, la mia casa, i miei luoghi sono ancora quelli... Sì, ci torno sempre volentieri anche perché, con orgoglio, mi accorgo che Torino è in continua evoluzione! Forse una delle poche città dove negli ultimi anni qualcosa è cambiato.  

www.lastampa.it

sabato 2 febbraio 2013

Lella Costa


tu sei cosa mia! di Gia Van Rollenoof





… Poi la sua attenzione ritornò immediatamente a lei, che senza mai staccarle gli occhi dagli occhi, continuava a parlarle.
«Lo sappiamo che ciò che staremo a dirti non riguarda te: attraverso Nourhan ti conosciamo come una persona… una donna molto speciale, ma comprendiamo anche come ciò che tra un momento passerò a dirti, possa apparirti tanto diverso da come in genere vanno le cose nel mondo da cui provieni. Insomma, è possibile che noi ti si dia l’impressione di provenire da un altro pianeta, di essere molto diverse, e forse troppo, da quelle donne che hai frequentato nel tuo ambiente occidentale. Non vorremmo, perciò che tu ne rimanessi sconcertata, ed è per questa regione che voglio spiegarti le cose molto dettagliatamente, anche a costo di sembrare prolissa.
Per cominciare, devi sapere che noi tre non amiamo la menzogna in ogni sua forma: per questo motivo ci aspettiamo lo stesso comportamento anche da parte di chi entrerà nella nostra bella comunità. Nel concreto questo si ravvisa anche nel nostro modo di essere donne: odiamo la civetteria, non siamo smorfiose e diciamo sempre e solo la verità. Con l'unica eccezione di quando viene a trovarsi in pericolo la nostra libertà di vivere come ci piace vivere.
In una tale evenienza, quando e se dovesse verificarsi, ci difendiamo e ci difenderemo in ogni maniera possibile, nessuna esclusa.
Per farti un esempio di ciò che intendo dire, nel nostro mondo, ancora oggi, nonostante il respiro di democrazia che hanno portato le primavere arabe, noi donne veniamo considerate ancora figlie di un Dio minore, e per quanto l’amore fra donne sia molto diffuso, pubblicamente non viene neppure concepito: immaginiamoci quindi se può venire accettato! Dobbiamo quindi celare al nostro mondo quel che noi vogliamo essere e che fieramente siamo: la bugia in questo caso è ampiamente giustificata, in quanto strategia di difesa.
Il vostro ed anche il nostro Profeta circa cinquecento anni più tardi, hanno illuminato gli uomini con la loro saggezza e con il loro messaggio d'amore, in nome di un Dio, che con nomi diversi, era sempre lo stesso e raffigurava l'Amore e la Fratellanza. 
Ma sappiamo che tutto ciò è stato sostanzialmente inutile! Anzi ha costituito un ulteriore motivo da dare a quegli scriteriati e stupidi uomini, per confliggere ancor di più tra loro, dilaniando con guerre, sangue e miseria questo nostro disgraziato e sempre tormentato Medio Oriente. 
Io, Gia, non ho la convinzione, ma la certezza che se finalmente potessimo essere noi donne arabe ad avere il potere di decidere intorno a tutti questi antichi e mai sopiti conflitti, ora tutti questi problemi sarebbero inesistenti, in quanto risolti.
Il problema è che nei tempi ed anche oggi, i maschi lo hanno usato quel messaggio dei nostri profeti, e non applicato. Lo hanno usato per i loro loschi quanto inutili scopi di prevaricazione e di potere, anche e forse soprattutto nei riguardi di noi donne. Non so se tu ne sia al corrente, Gia, ma ancora oggi, anche nel nostro Paese che si pregia di autodefinirsi civile ed evoluto nelle leggi e nei costumi, per l'ottanta per cento circa le donne debbono subire l'infibulazione (*) . Tu lo sai di cosa sto parlando, vero?»
Lei che tempo addietro si era impegnata in prima persona in una campagna tesa a contrastare quella nefasta pratica, nel risponderle, infervorata, non riuscì trattenere le lacrime.
«Non lo so Rashida? È spaventoso, terribile, disumano, ingiusto ed anche incomprensibile come ancora ai giorni nostri una simile barbarie che mai, neanche nei tempi andati avrebbe dovuto trovare una giustificazione, possa ancora venire imposta a voi donne mussulmane.»
«Senza giustificazione, dici, Gia? Sì che c'è la giustificazione: quella degli uomini che così si assicurano, non il solo potere, bada, ma la proprietà totale delle loro donne, come fossimo delle cose o delle bestie!
Pensa Gia se da bambina ti avessero asportato il clitoride, le piccole labbra ed anche parte delle grandi, per poi cucirti la vagina, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale: questo è ciò che fanno a tante donne, ed a farlo sono altre donne che a suo tempo hanno subito la stessa barbarie!
I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione. Tutto ciò affinché poi, nella notte del matrimonio, lo sposo felice e rassicurato, possa scucire la vagina  e godere, nella certezza che nessun'altro l'ha mai fatto prima di lui. È inutile dire che della gioia, del godimento della sua sposa, a lui non importa proprio nulla!
Pensa alle tragiche conseguenze per quelle tante povere donne: al di là della barbarie, del trauma in sé che da bambine hanno dovuto subire, poi, diventate adulte, per intanto perdono ogni possibilità di provare piacere sessuale ed anche quei rapporti che sono loro permessi con il proprio marito, divengono dolorosi e difficoltosi, tant'è che spesso insorgono delle cistiti, delle infezioni vaginale e degli stati di ritenzione urinaria.
Al momento del parto poi, il bambino deve attraversare una massa di tessuto cicatrizzato e reso poco elastico a causa delle mutilazioni; in quel momento può accadere che il feto non venga più ossigenato dalla placenta ed il protrarsi della nascita toglie ossigeno al suo cervello, rischiando di causargli dei danni neurologici. È infatti frequente la rottura dell'utero durante il parto, con conseguente morte della madre e del bambino.
Se poi, per fortunata ipotesi, la donna riesce a superare tutto ciò,  dopo ogni parto viene effettuata una nuova infibulazione per ripristinare la situazione prematrimoniale. Tale pratica  ha quindi per fondamento lo scopo di conservare e di indicare la verginità al futuro sposo ed anche di impedire alla donna di provare piacere durante l'amplesso con il coniuge.
Pensa che in un Paese confinante con il nostro, una donna che non sia infibulata, viene considerata impura: accade quindi che non riuscendo a trovare marito, rischia addirittura l'allontanamento dalla Società. In quel disgraziato Paese, che è stato definito il Paese delle donne cucite la pratica è diffusa addirittura al novantotto per cento.
Il colmo è che non vi è neppure una giustificazione di ordine spirituale o religioso: l'infibulazione e l'escissione del clitoride non sono neanche menzionate dal Corano e secondo diversi studiosi non è neppure considerato accettabile, nell'Islam, che il piacere sessuale della donna venga ad essere limitato: ciò avviene solo a causa del forsennato egoismo degli uomini… non di tutti fortunatamente!»
«E voi, come avete fatto a salvarvi da un così barbaro destino?» Il viso di Gia era inondato dalle lacrime. Quella pena che provava era infinita.
«Grazie ai nostri genitori, Gia, che fortunatamente per noi, sono state delle persone illuminate e civili. Ma tu lo capisci tutto lo sdegno che proviamo nei riguardi degli uomini, no? Lo sai quante sono le donne intorno a noi tre, parenti, amiche o compagne, che hanno dovuto subire questo?»
Gia si sforzò di smettere di piangere. Ma per modestia non volle dir loro che anche lei si era impegnata attivamente a contrastare quel nefasto fenomeno.
«Ovviamente ero al corrente di questa orribile cosa. Anche da noi, in Italia, da tempo vi sono delle iniziative tese a far smettere questa barbarie. Una nostra parlamentare, tra le tante donne ed anche uomini per amor di verità, si è battuta strenuamente per questa battaglia; però un conto è averne una conoscenza, per così dire culturale, diverso è invece trovarsi proprio nei luoghi in cui tutto ciò avviene ed è considerata da tanti come normale. Il solo pensiero che anche voi avreste potuto subire questo…» non riuscì a concludere la frase perché scoppiò nuovamente a piangere.
Rashida le accarezzò il capo, la strinse teneramente al proprio seno e poi le terse le lacrime.
«Nonostante queste cose e le tante altre di cui non sarebbe sbagliato parlare, noi non odiamo gli uomini, Gia, però pensiamo che appartengano ad una specie diversa dalla nostra, che siano una calamità per l'umanità, e che i danni che hanno fatto siano incalcolabili e forse irreparabili. Fossimo state noi a poter governare, quel messaggio d'amore e di fratellanza del vostro Cristo e del nostro Maometto sarebbe di certo diventato una realtà tangibile…
(*) Fonte: Wikipendia

giovedì 31 gennaio 2013

the elephant man




« La gente ha paura di ciò che non riesce a capire... »

(Joseph Merrick)

 è un film biografico del 1980 diretto da David Lynch. Il film è stato adattato dai libri The Elephant Man and Other Reminiscences (Sir Frederick Treves) e The Elephant Man: A Study in Human Dignity (Ashley Montagu).
Il film è stato ben accolto all'epoca della distribuzione, e il successo coinvolse Anthony Hopkins, John Hurt, Hannah Gordon e altri membri del cast.

Trama

Il film si apre con la scoperta del deforme John Merrick da parte del Dottor Frederick Treves durante uno spettacolo di strada gestito dal malvagio Bytes. Merrick presenta numerose deformazioni in gran parte del corpo, soprattutto nel capo per via della sua Sindrome di Proteo, tanto da venire soprannominato L'Uomo Elefante; per non essere deriso quando cammina in mezzo alla gente comune, Merrick indossa in testa un sacco bucato cucito ad un cappello, in modo tale da coprire la testuggine e in parte le deformità del viso. Bytes si ritiene il proprietario di Merrick, tanto che vuol essere pagato per cederlo al Dr. Treves, che per un breve periodo lo porta al suo ospedale per esporre la sua fisicità ai colleghi. Appena Merrick fa ritorno dal suo "proprietario", il quale è in stato di ebbrezza, questi lo picchia violentemente. Treves giunge in aiuto del povero uomo e lo riporta in ospedale per tenerlo in cura e se possibile aiutarlo.
In ospedale l'aspetto di Merrick terrorizza le infermiere, così Treves è costretto a trasferirlo in una stanza di quarantena e venir tutelato dalla capo-infermiera Madre Shead. Treves durante il primo giorno di ricovero parla col direttore dell'ospedale, Mr. Carr Gomm, il quale gli ricorda di non potere tenere sotto osservazione persone incurabili. Per dimostrare che l'uomo deforme non è completamente ritardato, Treves gli insegna alcune parole da dire all'arrivo del direttore. Contrariamente a quanto previsto, l'uomo ripete solo meccanicamente qualche frase e il direttore se ne va, ma inaspettatamente Merrick pronuncia ad alta voce il ventitreesimo Salmo della Bibbia facendo tornare il direttore sui suoi passi, il quale gli concede di poter restare.
Col passare dei giorni, si viene a scoprire il carattere sensibile e sofisticato di Merrick, il quale nascondeva ciò per non essere maltrattato ancora di più da Bytes. Il caso dell'Uomo Elefante giunge alla corte della Regina Vittoria la quale apre un fondo monetario per permettere di dare adeguate cure all'uomo. Treves rimane come affascinato dall'uomo, lo porta in visita a casa sua a prendere il té e gli fa conoscere la sua consorte, Ann. Durante lo scambio di parole, Merrick mostra alla signora Treves il suo più prezioso oggetto di valore: una foto di sua madre, ed esprime il desiderio che lei sarebbe contenta per lui ora che ha trovato dei "buoni amici". Dopo questi episodi, Merrick viene visitato dalla nota attrice teatrale Miss Kendall, la quale gli dona un suo autoritratto e la tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta. La visita dell'attrice ottiene ampia eco in tutto il paese e molti aristocratici e rappresentanti dell'alta borghesia vogliono conoscere Merrick. Nonostante la positività degli avvenimenti, Madre Shead esprime il suo disappunto a Treves, dicendogli che sta continuando a trattare Merrick come un fenomeno da baraccone, anche se è celebrato da una classe superiore. Ciò turba fortemente Treves, che inizia a domandarsi se sta facendo le cose giuste per Merrick o no.
Durante una riunione del consiglio riguardo al tempo indeterminato del mantenimento di Merrick, la Patrona Reale dell'ospedale, Alexandra, porta un messaggio da parte della Regina Vittoria affermando che i fondi per il mantenimento permanente di Merrick all'ospedale sono stati finanziati. Ma proprio allora Merrick viene rapito da Bytes (poiché all'insaputa di tutti un guardiano dell'ospedale faceva entrare prostitute e alcolizzati per tormentare Merrick, fra i quali è arrivato pure Bytes) che lo porta nell'Europa continentale dove lo esibisce in circhi e fiere sottoponendolo in condizioni disumane per via della sua crescente miseria. Alla scoperta del rapimento di Merrick, Treves prende azioni contro il guardiano notturno dell'ospedale insieme a Madre Shead. Intanto Merrick viene aiutato dai suoi compagni fenomeni da baraccone, che lo aiutano a fuggire e procurargli i mezzi per un viaggio di ritorno a Londra. Arrivato alla Stazione di Liverpool Street Merrick viene tormentato da un gruppo di ragazzini e durante la fuga Merrick colpisce accidentalmente una bambina, suscitando l'ira dei presenti che lo privano di maschera e lo inseguono fino al bagno della metropolitana, dove Merrick sviene dalla stanchezza dopo esseresi sfogato:
« NOOO!!! Io... Non sono un elefante! Io non sono un animale! ...Sono un essere umano! »
Mentre Treves inizia le ricerche di Merrick, eccolo arrivare scortato in ospedale da Scotland Yard. Treves e i dottori scoporono che Merrick è prossimo alla morte per via di una Broncopneumopatia cronica ostruttiva. La sera, Merrick viene invitato dalla signora Kendall al teatro per vedere una pantomima basata sulla fiaba del Gatto con gli stivali, dove viene accolto calorosamente dal pubblico presente. Finito lo spettacolo e tornato in ospedale, Merrick ringrazia Treves per tutto ciò che ha fatto per lui, chiamandolo più volte "amico". Finita la conversazione con Treves, Merrick si sdraia supino sul letto, togliendo tutti i cuscini che fungevano da sostegno per la massa abnorme del capo. Merrick sa che tale posizione di riposo, uguale a quella degli esseri "normali", gli provocherà la morte per soffocamento; oramai deciso, muore nella serenità e nella pace che ha sempre desiderato e mai avuto.
Nell'ultima scena si intravede la madre di Merrick accoglierlo nell'infinito dell'universo citando il monologo "Niente morirà mai" di Tennyson.

Produzione

In principio, la sceneggiatura era stata offerta a Terrence Malick, il quale rifiutò la direzione del film. Fu così che fu contattato David Lynch, il quale aveva appena finito di scrivere la sceneggiatura di Ronnie Rocket dall'amico Stuart Cornfeld, giovane produttore, che gli propose quella di The Elephant Man. David Lynch ne rimase immediatamente colpito e accettò. La sceneggiatura era stata scritta da Eric Bergen e Christopher de Vore che si erano basati sui libri The Elephant Man and Other Reminiscences di Sir Frederick Treves e The Elephan Man: A Study in Human Dignity di Ashley Montagu, successivamente Lynch la modificò adattandola al suo stile. La sceneggiatura arrivò tra le mani di Anne Bancroft che la passò al marito Mel Brooks, allora agli esordi come produttore, che decise di fare il film. Brooks però non conosceva affatto Lynch e temeva di affidare un progetto così importante ad un giovane regista inesperto, si convinse dopo aver visto Eraserhead - La mente che cancella.

Distribuzione

Il film è stato presentato in anteprima mondiale a New York City (USA) il 3 ottobre 1980. La distribuzione cinematografica ha avuto termine il 15 gennaio 2004 nelle sale di proiezione ceche, successivamente il film è stato re-distribuito a Tokyo (Giappone) dal 20 novembre 2004. Il 1º luglio 2007, il film è stato proiettato negli USA durante il Los Angeles Film Festival.

Premi e accoglienza

Alla 53ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar il film ha ricevuto 8 nomination come Miglior film, Migliore attore (John Hurt), Migliore scenografia, Migliori costumi, Miglior regista (David Lynch), Miglior montaggio, Migliore colonna sonora originale e Miglior sceneggiatura non originale; nonostante le numerose candidature, il film non ha ricevuto nessuno dei premi citati. Fu invece il film di Robert Redford Gente comune (Ordinary People) ad aggiudicarsi la vittoria nelle categorie più ambite: miglior film e miglior regia. Come riportato dal produttore esecutivo Stuart Cornfeld, Mel Brooks affermò in merito: «Da qui a dieci anni Gente comune sarà la risposta a un gioco di società; ma la gente andrà ancora a vedere The Elephant Man.»[1]
Alle premiazioni della British Academy of Film and Television Arts il film ha ricevuto le candidature come miglior film , miglior attore protagonista (John Hurt), migliore scenografia, migliore regista (David Lynch), migliore sceneggiatura, migliore fotografia e miglior montaggio aggiudicandosi i premi come miglior film, migliore attore protagonista e migliore scenografia.
All'8ª edizione del Festival internazionale del film fantastico di Avoriaz celebratasi nel 1981, The Elephant Man è stato premiato come film dell'anno.

Inesattezze storiche

Il film si basa su eventi storici ma presenta numerosi anacronismi. Partendo in ordine temporale, gli incidenti alla stazione ferroviaria in Belgio sono accaduti prima dell'entrata in ospedale di Merrick e non dopo come figurato nel film. Merrick si recò in Belgio di sua iniziativa perché i Freakshow divennero illegali in Gran Bretagna. Nel film, Merrick viene rapito e portato in Belgio.
Frederick Treves non portò via Merrick durante uno spettacolo per salvarlo dagli abusi; fu Merrick a contattare Treves tramite una lettera richiedendo le sue attenzioni.
Contrariamente a quanto raccontato dal film, Treves non insegnò a Merrick alcuna parola. A causa della deformità sparsa in tutto il capo, la bocca risultava danneggiata impedendo a Merrick l'uso della parola, dopo numerosi interventi nell'ospedale cui era in cura, Merrick riuscì a parlare liberamente, senza l'appoggio di nessuno.
Il brutale e alcolista Bytes è un personaggio di fantasia inserito nel film per sviluppare la storia.
Il film presenta, alcune volte, un errore comune in molte biografie e opere di finzione sulla vita di Merrick: costui viene chiamato John, quando in realtà il suo vero nome era Joseph.

sabato 19 gennaio 2013

Goldman Sachs




La The Goldman Sachs Group, Inc. è una delle più grandi banche d'affari del mondo, che si occupa principalmente di investimenti bancari e azionari, di risparmio gestito e di altri servizi finanziari, prevalentemente con investitori istituzionali (multinazionali, governi e privati).
Fondata nel 1869, ha sede legale al 200 di West Street, a Lower Manhattan, con filiali importanti anche nei principali centri finanziari mondiali (Londra, Francoforte, Tokyo, Hong Kong). È quotata al New York Stock Exchange.
Fornisce servizi di consulenza su piani di acquisizioni e fusioni fra aziende, su sottoscrizioni di titoli di debito, sulla gestione delle risorse finanziarie e sul prime brokerage, oltre che occuparsi di servizi di proprietary trading e private equity. È anche autorizzata al piazzamento di titoli di debito del Governo statunitense.
Fra gli ex-dipendenti e gli ex consulenti più illustri, figurano i Segretari al Tesoro statunitensi Robert Rubin e Henry Paulson, il Governatore della Bank of Canada Mark Carney, il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi e il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti.

Storia

Fondata nel 1869 da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, la società acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 a Marcus Goldman si unisce il genero Samuel Sachs e nello stesso anno viene quotata alla borsa di New York.
Agli inizi del 1900 la banca diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi: ad esempio nel 1906 accompagna in borsa importanti società come Sears&Roebuck, e la banca sempre in quel periodo diviene la prima Banca di Wall Street a reclutare neolaureati tra le sue fila.
A seguito del grande crack del 1929 la banca rischia quasi il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni '20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d'investimento venduti al pubblico, come il Goldman Sachs Trading Corporation, Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation, dal funzionamento simile allo schema di Ponzi. La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni. Sul punto John Kenneth Galbraith scrisse: "l'autunno del 1929 fu forse la prima occasione in cui gli uomini riuscirono a truffare se stessi."
Nel 1930 Sidney Weinberg assume il ruolo di Senior Partner e ristruttura la banca, riducendo la sua esposizione sui mercati azionari e focalizzandola verso i servizi ad aziende; attraverso questo processo la banca stringe forti legami con le più importanti aziende americane. Nel 1933 sviluppa una divisione di studio e ricerca sui Fondi d'Investimento, e nel 1934 un dipartimento sull'emissione di Bond Municipali.
Negli anni cinquanta, sotto la guida di Gus Levy, la banca sviluppa avanzate tecniche d'investimento come il Block trading, che consente di negoziare grandi quantità di titoli fuori dalle normali sessioni di mercato. Nascono nuovi elevati guadagni, e la banca decide di aprire nel 1956 la divisione Investment Banking, diventando la prima banca a vendere prodotti finanziari al pubblico. Sempre in quell'anno gestisce la quotazione in Borsa della Ford.
Negli anni ottanta la banca diviene consulente di molti governi intenti ad avviare processi di privatizzazione di aziende statali, e sempre in quegli anni acquisisce la J. Aron & Company per potenziare la propria presenza sul mercato delle materie prime. Nel 1986 viene quotata anche a Londra ed a Tokyo, e nel contempo gestisce la quotazione in borsa di Microsoft e assiste General Electric nell'acquisizione di RCA.
Negli anni novanta e duemila la banca ha continuato la sua espansione, potenziando la sua presenza sul mercato asiatico e portando in borsa società come Yahoo, NTT Docomo ecc.

Critiche e aspetti controversi

Procedimento per frode dell'aprile 2010

Il 16 aprile 2010 Goldman Sachs è stata inaspettatamente incriminata per frode dalla SEC, l'ente governativo statunitense preposto alla vigilanza della Borsa valori.
Al centro dello scandalo vi sarebbe il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il quale la banca d'affari avrebbe di fatto truffato i propri clienti, tra i quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali. L'apertura di questo procedimento giudiziario ha spinto al ribasso molti titoli bancari nelle borse europee e statunitensi. Il procedimento è stato formalizzato dalla SEC non con un voto unanime, come accaduto in passato per casi di tale portata, ma con un voto a maggioranza che ha visto i 3 membri della commissione di nomina democratica votare a favore, e i due membri di nomina repubblicana votare contro. Poiché ciò è avvenuto mentre al Senato era in discussione la riforma finanziaria delle banche di Wall Street, voluta dal presidente Barack Obama, è stato ipotizzato che questo caso fosse stato portato avanti per mettere in difficoltà quanti si opponessero a tale riforma. Un gruppo di membri del Congresso ha scritto alla presidente della SEC per protestare, mentre Obama ha negato alcun coinvolgimento politico nel caso.

Revolving doors

Diverse polemiche suscita, in generale e in particolare riguardo a Goldman Sachs, il fenomeno conosciuto come revolving doors (in inglese: "porte girevoli"), per cui determinate persone passano da responsabilità pubbliche a ruoli di vario genere all'interno della banca d'affari e viceversa, configurando un potenziale conflitto di interessi.
I casi più controversi riguardano il ruolo di diversi dirigenti nel contesto della crisi economica del 2008-2010, come ad esempio Henry Paulson: Segretario del Tesoro degli Stati Uniti dalla metà del 2006 al gennaio 2009, ha lavorato in Goldman Sachs a partire dagli anni settanta fino a diventarne direttore operativo (1994-1999) e amministratore delegato (1999-2006). Il lobbista della Goldman Sachs Mark Patterson è stato poi posto alla testa dello staff del Segretario del Tesoro Timothy Geithner, nonostante il presidente Barack Obama, nella sua campagna presidenziale, avesse promesso che l'influenza dei lobbisti nella sua amministrazione sarebbe stata fortemente ridimensionata. Nel febbraio 2011, il Washington Examiner riporta che Goldman Sachs nel 2008 ha intensamente finanziato la campagna presidenziale di Obama del 2008 e che il suo chairman Lloyd Blankfein ha visitato la Casa Bianca almeno dieci volte.
Altri dirigenti di Goldman Sachs che hanno ricoperto ruoli pubblici negli USA:
Robert Rubin, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d'America dal 1995 al 1999, socio dal 1966 al 1992 della banca e co-presidente della stessa dal 1990 al 1992
Robert Zoellick, Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti d'America dal 2001 al 2005 e presidente della Banca Mondiale dal 2007, è stato managing director di Goldman Sachs dal 2006 al 2007
Joshua Bolten, capo di gabinetto della Casa Bianca di George W. Bush dal 2006 al 2009 è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs International a Londra dal 1994 al 1999
Il dibattito sulle "porte girevoli" di Goldman Sachs si è riaperto in Europa in occasione delle crisi di governo nazionali di fine 2011, in particolare in Grecia e Italia. Alcuni hanno accusato la società di esercitare influenze poco trasparenti su economia e politica. Altri hanno spiegato come sia comprensibile che persone che hanno ricoperto ruoli pubblici vengano assunte a diverso titolo da Goldman Sachs per la loro competenza o per il loro networking, non vedendo in questo nulla di strano (o al limite un fenomeno "non particolarmente commendevole"), e criticando come infondate le teorie tendenti al cospirazionismo
Alcune persone notorie che hanno avuto rapporti a vario titolo con Goldman Sachs e che hanno assunto incarichi di rilievo in Europa sono:
Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia dal 2006 al 2011 e della Banca centrale europea dal 2011, è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005
Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi guidati da Silvio Berlusconi
Mario Monti, Commissario europeo dal 1994 al 2004 e Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 2011, è stato consulente di Goldman Sachs
Lucas Papademos, primo ministro della Grecia dal 2011
Altre persone che nel corso della loro vita hanno avuto rapporti con Goldman Sachs e che hanno assunto rilevanti incarichi di governo:
Mark Carney, governatore della Bank of Canada dal 2008 e presidente del Financial Stability Board dal 2001, ha lavorato per tredici anni alla Goldman Sachs
Romano Prodi, presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008 e presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, è stato consulente della banca d'affari dal 1990 al 1993 e dopo il 1997
Massimo Tononi, sottosegretario all'Economia del secondo governo Prodi dal 2006 al 2008 e presidente di Borsa Italiana dal 2011, è stato partner e advisory director della banca d'affari.



The Goldman Sachs Group Inc.

Stato Stati Uniti d'America
Tipo public company
Borse valori
NYSE: GS

Fondazione 1869
Sede principale New York
Persone chiave
Lloyd Blankfein, presidente & CEO
Gary Cohn, presidente e COO
Jon Winkelried, presidente e COO
Suzanne M. Nora Johnson, vice presidente
David A. Viniar, CFO
Edward C. Forst, CAO
Gregory K. Palm, General Counsel
Esta E. Stecher, General Counsel
Kevin W. Kennedy, capo della gestione del capitale umano
Alan M. Cohen, capo globale di conformità
Settore
Banche

Fatturato US$ 28,811 miliardi (2011)
Risultato operativo $6,169 miliardi (2011)
Utile netto $ 4,442 miliardi (2011)
Dipendenti 33.300 (2011)
Sito web www.gs.com