lunedì 10 febbraio 2014

Club Bilderberg

Club Bilderberg: la sporca agenda segreta dei capi del mondo




«Qualcuno crede che formiamo parte di una cabala segreta che attua contro i migliori interessi degli Stati Uniti d’America, qualificando la mia famiglia e me stesso d’internazionalista ed accusandoci di cospirare con altri individui del mondo per creare una struttura economica e politica globale più integrata; un mondo, se si vuole chiamarlo così. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole e ne sono orgoglioso» [David Rockefeller]

«Il nostro lavoro non è dare alla gente quello che vuole, se no quello che noi decidiamo che debbano tenere» [Richard Salant, CBS News]
«I membri del Bilderberg stanno costruendo l’era del post-nazionalismo: non avremo più Paesi, ma solo regioni della Terra all’interno di un “mondo unico”. Questo significherà un’economia globalizzata, un “unico governo mondiale” (selezionato, più che eletto) ed una “religione universale”. Per assicurarsi il raggiungimento di tali obiettivi, il Bilderberg si concentra su “il controllo tecnologico e la scarsa sensibilizzazione della pubblica opinione”» [William Shannon]
Molti di voi già lo conoscono, almeno per sentito dire. Il Club Bilderberg, il meeting annuale dei potenti del mondo. Altrettanti di voi pensano che persone come Daniel Estulin, giornalista investigativo autore del famoso libro “I segreti del Club Bilderberg” (che vi ho proposto a fondo articolo in formato .pdf, ndr), siano solo dei fanatici, che si perdono nelle loro teorie sulla cospirazione.
In questi casi, quando alcuni ci credono ed altri no, la cosa migliore è presentare i fatti.
Questo articolo nasce proprio con l’intento di fornire alcuni dettagli, che vi aiutino a capire perché le riunioni del Bilderberg non avvengono per discutere cosa sia meglio per l’umanità, quali misure adottare per aiutare l’Africa, ad esempio, o per salvarci dalla crisi economica.
L’unica grande obiettivo del Club Bilderberg è decidere sulle migliori è più subdole strategie da adottare per transitare, senza troppo clamore, anzi, col nostro consenso, verso l’era post-nazionalismo, dove un unico governo mondiale sostituisca il potere sovrano dei singoli  Stati del mondo. Un’unica grande società globalizzata, con un unico esercito ed un unico sistema tributario: una società globale fondata su un sistema oligarchico, dove poche e ricchissime persone comandino il resto della popolazione, che zitto e quieto, lavori, senza reclamare niente che non sia permesso o concesso dai vertici del sistema.
Non ci credete? Non lo dico io, queste sono le parole, condivise dal magnate David Rockefeller (uno dei capi del Bilderberg, ndr), del fondatore del CFR (Council on Foreign Relations) Edward Mandell House“la popolazione, i governi e le economie di tutti i paesi devono soddisfare le necessità delle banche e delle imprese multinazionali” [fonte: “Between two ages: America’s role in the Technetronic Era”, Zbigniew Brzezinski]. Questo lo dicevano nel 1970 e ne è passata di acqua sotto i ponti…
Oggi a che punto siamo? Vi guardate attorno? Viaggiate per l’Europa? Vedete le immagini della TV (limitatevi a guardare le immagini senza audio, ve lo consiglio, ndr)? Vi rendete conto di quanta gente è uccisa ogni giorno, perché reclama i propri diritti civili o perché chiede libertà, giustizia sociale, cibo, assistenza e condizioni di lavoro dignitose?
Cosa succede, ad esempio, a casa nostra? L’Unione Europea che tutti volevano (almeno i politici, ndr), piano piano, si è trasformata in un mostro che sta distruggendo i singoli Stati che ne fanno parte.
Avete visto che è arrivata la crisi? Perché? A quale scopo le stesse persone che stampano i soldi, poi cercano di convincerci in tv, radio e giornali che la crisi finanziaria si può superare, obbedendo a questo o a quell’altro ordine dell’Unione Europea o degli U.S.A.? Certo che la crisi si può superare, stampando più soldi e distribuendoli. Ahi! Proprio qua sta il primo paradosso della società contemporanea: i soldi. I soldi sono lo strumento creato dall’uomo per stabilire un ordine oligarchico, per consegnare il potere in mano a poche persone, affinché possano comandare e dire cosa fare e come farlo. I cittadini, d’altro canto, possono guadagnare tanto o poco, l’importante è che non mettano il naso in questioni che spettano solo alla classe dirigente, come decidere cosa dev’essere considerato bene e cosa male; e che non pensino che le decisioni importanti, che riguardano il presente ed il futuro del nostro pianeta, siano cosa che li riguardi.
Soluzione della crisi a parte, ricordatevi che l’attuale crisi non si supererà, perché è un punto ben preciso della transizione verso il sistema globalizzato mondiale. In altre parole, la crisi è stata voluta dalle stesse persone che oggi ci dicono come potremmo uscirne. Una presa in giro globale.
Si tratta di una strategia: farci vivere con meno soldi, farci arrabbiare e farci passare la fame, così poi saremo più malleabili ed accetteremo più facilmente le politiche per lo “sviluppo”, per il “sanamento del debito”, per “uscire dalla crisi”.  Ci proporranno (e lo stanno già facendo, ndr) le soluzioni di enti sovrannazionali come l’UE e l’ONU, organizzazioni internazionali che si sono costruite quest’aurea di credibilità, che ci fa dire cose del tipo: “se lo dicono loro, se lo dice Kofi Annan, è per il bene di tutti”. Balle. Bastardi e bugiardi, ecco chi sono i capi dell’ONU. Egoisti e dittatori.
Insomma, è tutta una cospirazione? Sì. Non c’è bisogno di crederci o non crederci, è così. Un esempio concreto: la povera Africa. È la terra più ricca del mondo, tutti la sfruttano, usano la manodopera dei suoi abitanti e corrompono i suoi governanti. Poi ci vengono a chiedere di donare qualche soldo per la causa africana, per i bambini che muoiono di fame. Ma il mondo è pieno di soldi, il problema è che sono concentrati proprio nelle mani di queste persone a capo di Fondazioni umanitarie, di Governi e di organizzazioni internazionali. Capite bene che è sempre una grande presa in giro.

Se gli alti vertici del CFR americano, dell’inglese EIIR, della Commissione Trilaterale, dellaConferenza di Dartmouth, dell’Istituto Aspen di Studi Umanistici, dell’Istituto Atlantico e del Club Bilderberg fossero interessati a salvare la vita dei bambini africani, l’Africa sarebbe già salva da almeno cinquant’anni.
Un altro esempio: il petrolio e i danni ambientali. Se gli alti vertici del CFR o del Club Bilderberg fossero interessati ad eliminare la dipendenza dal petrolio e permetterci di vivere in un pianeta più sano,  avrebbero già chiuso i giacimenti.
Se (e concludo) agli alti vertici del CFR e del Club Bilderberg non piacessero le armi, non ne finanzierebbero la produzione.
Non è nell’attuale interesse degli alti vertici del CFR, del Club Bilderberg e della Commissione Trilaterale cambiare strada. Non entra nei loro cervelli, per ora, la concezione di vivere in un mondo dove tutti stiano bene e dove non esista la necessità di possedere denaro, quale strumento d’amministrazione del potere di pochi sulle masse.
Torniamo all’Unione Europea. Cosa sta succedendo? Qual è il programma per l’Europa? Perché la crisi e perché hanno cominciato a parlare di rating, di Stati con tripla A e così via? Non c’è bisogno di grandi spiegazioni forbite o talk show televisivi, la spiegazione è questa: mercati finanziari, Borse, economie e politiche confluiscono e sono fondate solo ed esclusivamente nell’interesse economico di un’élite di persone, che hanno l’obiettivo di possedere la maggior parte della ricchezza mondiale ed un potere tale, che gli permetta di comandare e decidere sulle sorti del mondo, a prescindere dal consenso o dalla condivisione del resto della popolazione. In altre parole, creare un sistema in cui il potere politico viene solo dopo il potere economico.
Un paio di dichiarazioni da pelle d’oca a riguardo. “L’obiettivo è creare un potere economico mondiale superiore ai governi politici delle nazioni implicate, affinché i suoi creatori e leader, dirigano il futuro”. [fonte: “With no apologies” - Berry Goldwater, senatore statunitense].  “È necessario stabilire un gioco dialettico tra governi e multinazionali, il primo dovrà obbligare i paesi in via di sviluppo ad adottare una legislazione liberale ed abbandonino il nazionalismo, mentre le multinazionali dovranno trasmettere ai governi le conoscenze che posseggono dei paesi nei quali operano” [fonte: “The crisis of democracy” - Samuel Huntigton, investigatore politico di Harvard, Michel Crozier, sociologo francese e membro dell’Accademia delle Scienze Morali e Politiche di Francia, Joji Watanuki, membro giapponese della Commissione Trilaterale]
Torniamo al Bilderberg. Il gruppo Bilderberg è stato fondato da varie persone (pare che l’ideatore del Bilderberg Group fu Joseph Retinger, ndr), tra cui un ex-ufficiale delle SS di Hitler, il principe olandese Bernardo de Lippe-Biesterfeld, membro della giunta della Farben Bilder, una filiale del gruppo d’intelligence della Germania nazista (da cui si suppone provenga il nome Bilderberg e non dall’hotel sede del primo incontro del 1954, ndr). La famiglia di Bernardo de Lippe ha sempre cercato di interrare questa parte della storia del “buon” principe olandese, soprattutto quando, dopo la guerra mondiale, divenne il direttore generale del conglomerato olandese-britannico del petrolio Royal Duth Shell. Insomma, un ideologo nazi, per farla breve.

Assieme a lui, l’altro padre fondatore del Bilderberg fu Otto Wolf von Amerongen, direttore della compagnia petrolifera Exxon (a suo tempo, nel 1971, si chiamava ancora Standard Oil, ndr), nel cui curriculum spiccano: il traffico illegale di tungsteno per la produzione di armi, l’essere stato una spia nazista in Portogallo e l’aver venduto, una volta terminata la seconda guerra mondiale, le azioni che Hitler aveva espropriato agli ebrei durante la sua dittatura. Un altro buon personaggio, no?

E poi? Dopo il rappresentante regale, quello imprenditoriale, manca quello bancario no? Infatti, il terzo padre fondatore del Club Bilderberg è proprio David Rockefeller, capo della Chase Manhattan Bank. Un banchiere modello, un figlio di p*****a con i fiocchi, che oltre a diventare l’uomo più ricco del mondo attraverso frodi e finanziamenti a guerre e traffici illeciti, controlla quasi il 10% delle azioni del network di notizie ABC , oltre il 15% della CBS e circa il 5% della RCA (Radio Corporation of America). Insomma, controlla che tipo di informazione dev’essere veicolata dalle televisioni e dai giornali. Tutte le notizie veicolate dai mass media ufficiali (ABC, CBS, NBC, da cui prendono le notizie, poi, i mass media europei, ndr) sono controllate da un’unica corporazione, quella che potremmo chiamare la “Rockfeller Broadcasting Company” [fonte: D. Estulin - “Bilderberg Secrets”].

Anche i mass media sono involucrati nel Bilderberg? Sì. I capi, direttori ed editori, delle catene si agenzie di notizie nordamericane ed europee fanno parte del Club Bilderberg, che  decide cosa trasmettere e come creare una prestabilita “opinione pubblica” su una questione politica, piuttosto che economica. Insomma, lo ripeto una volta ancora: non crediate a quello che dicono e scrivono i mass media ufficiali. Una prova di tutto questo? William Paley, fondatore della catena televisiva CBS fu addestrato su come utilizzare al meglio la tecnica del lavaggio del cervello alle masse, durante la seconda guerra mondiale, presso l’inglese Istituto Tavistock di Analisi Comportamentale. Un altro nome? L’Istituto RAND. Magari non lo conoscete ma tutti i sondaggi di opinione pubblica trasmessi dalle televisioni e giornali passano per il suo filtro. Le persone che presiedono questa fantomatica organizzazione no-profit, sono esponenti del CFR e del Club Bilderberg. “Una delle aree chiave dell’esperienza dell’Istituto RAND – afferma D. Estulin –sono gli studi di disinformazione e manipolazione di grandi gruppi di popolazione. Spesso si basa sulla tattica dell’inganno, cioè l’uso orwelliano dell’ambiguità. Così, ad esempio, si chiama pace la guerra, terroristi i pacifisti e così via”.
Solo per riportare questo discorso più vicino a noi, senza sempre fare esempi con gli Stati Uniti, sappiate che Gianni Rotta, dal 2009 direttore del Sole24Ore, è un ospite del Bilderberg.
“Il Bilderberg, come la Commissione Trilaterale, è articolato su cerchi concentrici dove i veri iniziati stanno al centro, mentre il cerchio più esterno solitamente ospita figure come professori universitari o politici e capi di Stato in vista. Le decisioni del Bilderberg hanno efficacia anche dopo anni e vengono notificate a organismi come il G8 o vengono perfezionate in simposi tenuti dall’Aspen Institute, dal Club di Roma o dallo World Economie Forum di Davos. Superfluo sottolineare che i membri del Bilderberg (e della Commissione Trilaterale) sono in prevalenza massoni e che, soprattutto nei cerchi interni, non esistono forme di alternanza democratica, una contraddizione in termini a livello di élites, dove la stabilità è d’obbligo, e sono sempre le stesse figure ad apparire, come ad esempio David Rockefeller o Henry Kissinger […] . Giova ricordare che massoni presenti in Società Segrete, come appunto il Bilderberg Group, sono tuttavia divisi in due obbedienze: quelli del ramo angloamericano e quelli della Massoneria francofila-umanista, in continuità con la divisione «storica» della Massoneria, il Palladismo d’oltreoceano fiancheggiato dalle alte Società Segrete britanniche, la via angloamericana alla Repubblica Universale, che si avvale delle ricchezze principalmente deiRockefeller, in concorrenza con quella europea della Sinarchia, imperniata sull’asse franco-tedesco e appoggiata dai Rothschild. Le distinzioni – occorre averlo sempre ben chiaro – non sono tuttavia mai così nette, come testimonia la presenza ad un tempo di massoni di entrambe le estrazioni nei circoli mondialisti, a significare uno scopo comune da perseguire al di là di ogni opposizione interna” [fonte: Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia]
Insomma in Club Bilderberg è la riunione dove capi di Stato, banche e multinazionali decidono come salvare il mondo e che misure adottare per farci vivere tutti meglio? No. Il Bilderberg è un club di massoni formato da nazisti, banchieri senza scrupoli, trafficanti d’armi, mass media corrotti e politici minori, che si limitano ad accettare le decisioni prese dal nucleo centrale e più intimo del Bilderberg, che giocano al Monopoli ed al Risiko con il nostro mondo.
Per concludere, ecco l’agenda Bilderberg, gli attuali obiettivi dei governatori del mondo [liberamente tratto da “Il Club Bilderberg” – D.E.]:
1.      Un’identità internazionale. Distruggere l’identità nazionale, cioè depauperare la sovranità degli Stati (come sta accadendo sotto i nostri occhi, ndr), per stabilire valori universali obbedienti ad un unico governo mondiale.
 2.      Un controllo centralizzato della popolazione.  Lavando il cervello allapopolazione (attraverso la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, anche Internet, ndr), l’obiettivo è quello di eliminare la classe media. Ci saranno solo governanti e schiavi, più o meno coscienti del loro status di servi del potere (un po’ già è così, no?, ndr).
 3.      Una società a crescita zero. Se c’è prosperità, c’è progresso e la prosperità ed il progresso impediscono esercitare la repressione. Prevedono che il fine della prosperità avverrà con lo sviluppo dell’energia elettrica nucleare e con la completa industrializzazione (a parte per i settori informatici e dei servizi) e con la completa esportazione delle più grandi imprese nei paesi dove la manodopera è più economica (è uno degli obiettivi principali del TLCAN, il “Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord”, ndr)
 4.      Uno stato di disequilibrio perpetuo. Se si creano crisi artificiali che sottomettano la popolazione ad una coazione continua (dal punto di vista fisico, psichico ed emozionale), si può mantenere uno stato di disequilibrio continuo. Questi signori pensano che, troppo stanchi e disillusi, in situazione di crisi profonda, i cittadini si dimostreranno confusi e demoralizzati, a tal punto che, sopraffatti dalle troppe opzioni, si faranno vincere da un’apatia generale, che prenderà il sopravvento su scala mondiale e porterà all’accettazione dei programmi salvifici, proposti da enti come l’ONU e le altre organizzazioni internazionali che “operano per il bene di tutti i cittadini del mondo”(lo stiamo cominciando a vivere ora con l’attuale crisi finanziaria, ndr)
 5.      Un controllo centralizzato dell’educazione. L’Unione Europea e le future Unione Americana e Unione Asiatica puntano ad avere un controllo sulla cultura e sull’educazione dei giovani, sterilizzando il più possibile la storia del mondo. Oggi, ad esempio, i libri di storia sono controllati, rivisti e spesso censurati in alcuni paesi dell’America Latina ed i toni, in generale, sono sempre pacati e smorzati, soprattutto per quanto concerne i temi “caldi” della storia (schiavitù, nazismo, sperimentazione medica, e così via, ndr)
 6.      Un controllo centralizzato di tutte le politiche nazionali ed internazionali. Tutto ciò che fanno gli Stati Uniti, coinvolge anche il resto del mondo, lo sappiamo. In Europa, gli Stati stanno perdendo, giorno dopo giorno, il proprio potere sovrano, soffocati dalle regole dettate dall’Unione Europea (vedi Grecia, Italia, Spagna e piano piano toccherà a tutti, ndr). In Europa, il cammino verso l’annichilimento dei singoli Stati cominciò già negli anni Cinquanta, con la creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, poi continuò con il mercato Unico Europeo, per giungere all’adozione della Moneta Unita ed alla creazione della mitica Unione Europea. Un tempo gli Stati europei possedevano la propria sovranità, una sovranità che l’UE è andata rodendo poco a poco e che oggi sta usurpando, attraverso il controllo dell’economia e della politica delle singole nazioni. Pensate che solo qualche anno fa, chi diceva che un giorno l’UE minerà il potere dei singoli Stati che ne fanno parte, era ridicolizzato o additato come pessimista e cospirazionista. Oggi è una realtà.
 7.      La concessione di un maggior potere alle Nazioni Unite. Il sistema dell’ONU ha come obiettivo costruire un governo mondiale dichiarato ed in seguito un governo mondiale di fatto, per poi esigere una tassazione diretta da parte nostra in quanto “cittadini mondiali”. Bella la globalizzazione, vero?
 8.      Un blocco commerciale occidentale. In seguito all’espansione del TLCAN, si formerà un’Unione Americana simile all’Unione Europea.
 9.      L’espansione della NATO. Man mano che la ONU continuerà ad intervenire sempre più nei conflitti bellici in Medio Oriente, Africa e così via, la NATO si convertirà nell’esercito mondiale, sotto comando della ONU.
 10.  Un sistema giuridico unico. Il tribunale Internazionale di Giustizia diventerà l’unico sistema giuridico del mondo.
 11.  Uno stato di benessere socialista. Scopo dei rappresentanti del Bilderberg, CFR e della Commissione Trilaterale è creare uno stato di benessere socialista, nel quale si compensano gli schiavi obbedienti e si sterminano gli anticonformisti.
Il gruppo Bilderberg dispone del potere e delle influenze necessarie per imporre le sue politiche in qualsiasi Paese del mondo.
Quanto più vorremo e sapremo agiremo uniti, tanto meglio potremo sviare questi signorotti dai propri obiettivi. Questi potenti riccaccioni hanno il gioco facile, visto che sono abituati trattare con pecore, quali siamo. Per farla finita con tanta ipocrisia, ineguaglianza, guerra e povertà dobbiamo cominciare a costruire noi il nostro mondo, senza fare solo rivoluzioni che muoiono in piazza o vengono smantellate dalla polizia ma costruendo un sistema che prescinda da tutte queste persone, malvagie ed egoiste e, soprattutto, dal denaro.
Vi fidate ancora di politici e banchieri?
Per un futuro dove non ci sia più bisogno del denaro e dove nessuno muoia di fame e di miseria, dovete cominciare a fondare la vostra vita quotidiana su valori incorruttibili, difendendo e lottando per i vostri diritti di cittadini liberi e, innanzitutto, di uomini liberi. Senza scuse, senza compromessi, senza farvi manipolare e corrompere, senza continuare a comportarvi e vivere come pecore timorose.

Matteo Vitiello



fonte: terrarealtime.blogspot.it

il mio indegno pensiero a Franca Rame di K



Il mio indegno pensiero a Franca Rame

Cazzo…..
in questi ultime settimane ogni giorno bisognerebbe stilare un necrologio.
E’ che se ne stanno andando tanti grandi!!!!
Non ho parlato di nessuno di quelli che ci hanno abbandonato ma di lei una traccia qui voglio lasciare.
Inutile raccontare cose che potete leggere ovunque, la grande artista, la donna impegnata ecc..ecc… A me ha colpito lalettera a Dario, scritta solo qualche mese fa, dove traspare tutta la struggente malinconia di una donna costretta dalla malattia ad abbandonare la vita che sin da bambina ha sempre fatto, la sua voglia di farla finita, di allontanarsi da quello stato che la vecchiaia ti impone, inerme, senza più speranze. Il nulla……che ti assale.
Lo capisco, lo capisco fin troppo. Per quante cose tu possa aver fatto, per quanto la tua mente si stagli maestosa e imperiosa saranno le macerie della tua carne a dettar legge da un certo punto in poi. E già immagino me stessa girar per casa con tante idee in testa e nessuna possibilità di realizzarle……uhm…..che poi non è molto diverso da adesso. Almeno lei ne ha realizzate tante.
Non pensate che mi lamenti e sì ...un po' anche e in fondo non accontentarsi è sempre un bene. Nel mio piccolo trovo molta empatia per questa coppia di artisti. Certo noi non non siamo alla loro altezza ma colgo tante piccole similitudini.
Non so se Dario riuscirà a vivere poi molto dopo di lei. Le coppie che sono così legate soffrono enormemente la scomparsa del compagno, una sofferenza che arriva a distrugge dentro ciò che ancora rimane di te.
Ricordate quando parlai dell’illacrimata sepoltura? no…..è un post che ho eliminato….
C’è ancora questo sulla morte in Kamala in Rosso.
Di lei almeno resteranno ai posteri le sue tante glorie, preziosi insegnamenti per chi vorrà usufruirne. Grazie Franca di essere stata tra noi.

Kamala

domenica 9 febbraio 2014

ecco noi per esempio...



 è un film commedia italiano del 1977, diretto da Sergio Corbucci ed interpretato da Adriano Celentano e Renato Pozzetto.
Primo dei due film della coppia comica Celentano-Pozzetto (il secondo sarà il più famoso Lui è peggio di me). Più che una commedia è un film serio dove ci sono siparietti comici ma la vena di amarezza in alcuni punti è significativa.

Trama

Sullo sfondo della Milano degli anni settanta, Palmambrogio Guanziroli è un aspirante poeta di Cremenago, immaginario paese di provincia, che arriva nel capoluogo lombardo nel tentativo di trovare un editore che pubblichi la sua raccolta di poesie dal contenuto bucolico intitolata La coltivazione del riso. Alla stazione di Porta Garibaldi, in mezzo ad una violenta contestazione studentesca, il poeta campagnolo perde il borsello che viene recuperato dal paparazzo Clic, ex fotoreporter nella Guerra del Vietnam. Quest'ultimo promette di restituirglielo se lui si recherà alla pensione Violetta, in cui lo squattrinato playboy Antonmatteo Colombo detto Clic vive da tempo senza pagare l'affitto. Palmambrogio viene derubato del suo denaro però il fotografo lo invita ad alloggiare presso di lui e così tra i due si instaura un'amicizia.
Clic non perde occasione di cacciarsi continuamente nei guai per via delle sue foto scottanti aventi come soggetti, tra gli altri, una banda di ladri di cavalli e un gruppo di femministe radicali intente ad apprendere l'uso dello speculum vaginale. Palmambrogio tenterà tramite Clic di entrare in contatto con l'affermato poeta Melano Melani, suo poeta di riferimento che frequenta uno dei circoli intellettuali più in vista della città, ma una volta riuscitovi desisterà dai suoi sogni di gloria quando scopre che Melani è sì disposto a scrivere la prefazione del suo La coltivazione del riso, e quindi a "lanciarlo" nel mercato editoriale, ma in cambio di un rapporto omosessuale:

« Te la farò la prefazione... dopo il culo, è la prassi »

Palmambrogio rifiuta sdegnato la proposta indecente del suo idolo letterario e se ne va. Durante un sequestro di persona in un luna park Clic viene sorpreso dai malviventi mentre scatta fotografie, e ne segue una sparatoria in cui viene ferito ad un occhio. Divenuto cieco, parte per la Svezia per un viaggio della speranza sotto lo sguardo triste e malinconico di Palmambrogio, che nel frattempo ha finalmente sposato la sua storica fidanzata di Cremenago.

Curiosità

Cremenago si ispira al comune di Cremenaga, piccolo paese della provincia di Varese; oppure a Cremnago, frazione del comune di Inverigo, in provincia di Como.
La versione in DVD attualmente disponibile sul mercato messa in commercio dalla 01 Distribution è tagliata, non compare infatti la scena di nudo integrale di Barbara Bach (all'epoca non ancora moglie dell'ex Beatle Ringo Starr) nell'iniziale sequenza di seduzione nei confronti di Palmambrogio/Pozzetto. Il film nella versione integrale è invece uscito in vendita nelle edicole all'interno della collana "Celentano Collection", Edizioni Master, prodotto da Rai Trade.
Il luna park dove si svolge la scena nella quale avviene il ferimento di Clic, è quello delle "Varesine", che era situato a Milano lungo viale della Liberazione, nei pressi di piazza della Repubblica, sull'area dell'ex stazione di Porta Nuova, chiuso nel 1998 e demolito agli inizi del nuovo secolo per far spazio ad un complesso residenziale.
Alcune scene sono state girate nella Galleria Schubert di Milano allora in via Bagutta.

il "nuovo" Berlusconi: frasi da repertorio e gaffe



di Rodolfo Sala

Telefonate a raffica ai club Forza Silvio, e in serata Berlusconi in versione piazzista si presenta a sorpresa all’assemblea dei milanesi. Due ore di discorso, un lunghissimo — e molto personale — excursus della recente storia patria, dal 1993 ai giorni nostri. Tutto per dire che anche stavolta lui ce la farà, «o la va a spacca», ma basta tornare davvero allo «spirito del ‘94» e il gioco è fatto. E il piatto forte servito dal Cavaliere è sempre lo stesso, l’attacco alla magistratura «impunita, politicizzata, che controlla la politica e pensa che la democrazia valga solo se vince la sinistra».
C’è una new entry, il vento anti-Europa soffia fortissimo, e per combattere la concorrenza dei grillini, e un po’ anche dei leghisti, Berlusconi ne inventa un’altra: «L’euro per noi è una moneta straniera, perché abbiamo rinunciato alla nostra sovranità monetaria». Applaudono forte, sedute in prima fila, la fidanzata Francesca Pascale, e due fedelissime come Maria Rosaria Rossi e Licia Ronzulli, ma ci danno dentro pure Mariastella Gelmini e Iva Zanicchi, che con il nuovo portavoce Giovanni Toti tengono a battesimo l’assemblea dei circoli lombardi. Molto repertorio, nel fiume di parole spese ieri dal leader di Forza Italia: i comunisti che sono sempre gli stessi (però nessun accenno a Renzi, almeno a Milano), i «quattro colpi di Stato» realizzati tra il 1995 e il 2011 da presidenti della Repubblica «di parte», gli strali contro la Merkel, il disprezzo per i leader dei partitini un tempo alleati, ma che poi hanno tradito, anche se Casini adesso mostra di ravvedersi.
REPERTORIO MA ANCHE UNA GAFFE 

Che riguarda la legge elettorale attualmente in vigore, il famigerato Porcellum. Dice Berlusconi, in collegamento con Alghero, che «si è perso il contatto con i cittadini perché in Parlamento c’erano i nominati, così gli eletti non dovevano tornare a casa e occuparsi dei problemi locali». Ma sorvola sul fatto che anche la legge elettorale ora in gestazione, quella pensata da lui e da Renzi, non prevede le preferenze, ma liste bloccate, se pure molto corte. E prendono subito la palla al balza un ex sodale e un avversario di sempre. Ecco Renato Schifani, Ncd: «È vero, il Parlamento dei nominati, eletti con liste bloccate introdotte prima dal Porcellum e adesso dall’Italicum, ha allontanato i cittadini dalla politica; siamo certi che Berlusconi proporrà ai suoi parlamentari di votare per le preferenze». E parla di «clamorosa autocritica» Alfredo D’Attorre, deputato del Pd (ma anti-renziano): «Immagino che finalmente non ci saranno più ostacoli a cancellare dall’Italicum le liste bloccate».
MA A MILANO VA IN ONDA UN ALTRO INCIDENTE

Succede quando Berlusconi disegna la strategia in vista delle elezioni, con un vigoroso porta a porta grazie al quale i «missionari della libertà» contatteranno in ogni collegio tutti i potenziali elettori («meno i nostri e quelli del Pd, gli altri è facile individuarli»). Bene, tutto questo dovrà servire a Forza Italia per vincere finalmente da sola, con buona pace del figliol prodigo Casini e degli Alfano-Ciano: «C’è un grande limite nelle coalizioni, riusciremo a realizzare le riforme che servono al Paese solo con un unico partito al governo, il nostro». La Gelmini, reduce da un incontro a Brescia con il centrodestra al gran completo in vista delle amministrative, è un po’ preoccupata: «Silvio dice che dobbiamo arrivare da soli al 51 per cento, in realtà punta al 30. Con tutti gli alleati dobbiamo fare un grande embrassons-nous».
fonte: giacomosalerno.com

venerdì 7 febbraio 2014

la Califfa




è un film del 1970 diretto da Alberto Bevilacqua e tratto dal suo omonimo romanzo del 1964. La califfa, interpretata da Romy Schneider, è una donna bella, vitale e che fa proprio della sua schietta sensualità la sua forza. Il film è stato distribuito per la prima volta il 31 dicembre 1970 (di conseguenza in molte fonti viene erroneamente considerato come uscito nel 1971).

Trama

Irene Corsini, detta Califfa, è una bella operaia che vive nell'Oltretorrente, quella zona popolare a sinistra del fiume Parma che, citando il segnalibro originale, «divide simbolicamente i poveri dai ricchi» in una Parma anni sessanta. La Califfa, vedova di un operaio morto nelle proteste operaie, si ritrova a divenire amante dell'industriale più potente della città: Annibale Doberdò, il quale proprio grazie a questo amore, in un momento cruciale della sua esistenza, dove si inizia ad avvertire l'insofferenza per quel meccanicistico e spietato mondo dell'industria, trova una nuova vita e la sua libertà. Annibale Doberdò, che pure non era ignaro delle difficoltà operaie avendo avuto anch'egli un passato da operaio, grazie alla Califfa abbandona la veste dell'imprenditore privo d'anima e tende a porre fine alle rivolte operarie ricorrendo a investimenti sì antiproduttivi ma, citando un dialogo, «umanitari» e facendo riaprire così una fabbrica precedentemente andata in fallimento. La relazione tra Annibale Doberdò e la Califfa ed in particolare l'effetto che questa ha avuto nella vita e nelle scelte dell'imprenditore gli provoca forti inimicizie nella cerchia dei potenti della sua stessa corte, antipatie che porteranno al finale tragico che vede l'assassinio di Doberdò.

Produzione

Dal libro al film

Nella trasposizione cinematografica il romanzo è mutato in maniera evidente. Il film ripercorre esclusivamente la parte seconda del romanzo e Alberto Bevilacqua a tutt'oggi giustifica questa scelta attribuendo la causa in maggior misura al budget; per lo stesso motivo il finale è dato da scene già girate.
Nel film inoltre si assiste oltre alla scomparsa della Viola, personaggio femminile dell'Oltretorrente presente in maggior misura nella prima parte del romanzo, anche ad una sorta di riduzione di incisività nell'economia del film dei singoli protagonisti della "Parma a destra del torrente" i quali non vengono mai nominati per nome e l'attenzione è appuntata quasi esclusivamente sulla Califfa e Doberdò.
Ne consegue la scomparsa nel film di diversi dialoghi presenti nel libro, a volte emblematici, come quello sul finale del romanzo tra Annibale Doberdò e il Monsignore Martinolli che cerca di indurlo a chiudere la sua relazione con la Califfa.
Altra modifica apportata da Alberto Bevilacqua al film è il finale che vede, nella trasposizione cinematografica, la morte di Doberdò colpito da colpi d'arma da fuoco, mentre nel romanzo l'imprenditore muore per cause naturali.

Location

Girato a Parma (Emilia-Romagna), Spoleto (Perugia, Umbria), Terni (Umbria), Colleferro e Cesano di Roma (Roma, Lazio).

Doppiaggio

Il film venne doppiato dalla compagnia CID.

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martedì 4 febbraio 2014

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è un film del 2010 scritto e diretto da Mike Mills, interpretato da Ewan McGregor, Christopher Plummer e Mélanie Laurent.
Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival del 2010, il film si ispira ad eventi reali della vita di Mills, quando suo padre, all'età di 75 anni, fece coming out, cinque anni prima della sua morte.

L'artista Oliver, dopo la morte della madre, si ritrova a fronteggiare un evento inaspettato. Il padre settantacinquenne gli confessa di essere gay. Inizialmente sorpreso, Oliver non riesce a capire i motivi di questo tardo coming out, così si ritrova ad osservare il radicale cambiamento dell'uomo, che inizia a frequentare locali, organizzare feste e che riesce a fidanzarsi con un ragazzo molto più giovane di lui. Oliver, dalla scelta del padre, capisce il riscatto di un'intera vita fatta di privazioni e accompagnando gli ultimi anni di vita del genitore, malato da tempo di cancro, riesce a dare un nuovo valore alla propria vita, impegnandosi in una relazione seria con l'amata Anna e vivendo coraggiosamente e ironicamente la vita, come gli ha insegnato il padre negli ultimi anni di vita.

Distribuzione

Dopo la presentazione al Toronto International Film Festival, il film è stato successivamente presentato ai festival cinematografici di San Francisco e Seattle. Il film stato poi distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 3 giugno 2011 a cura della Focus Features. In Italia la pellicola è stata distribuita il 9 dicembre 2011 direttamente in Home-Video.