lunedì 13 ottobre 2014

dacci il nostro orrore quotidiano, come da contratto

La decapitazione di ostaggi americani e britannici a opera di un invasato tagliagole, e cioè di un “John il boia” qualunque (probabilmente nato, pasciuto e cresciuto in Inghilterra), sembra aver destato da un lungo letargo il premier britannico David Cameron, che finalmente si è accorto dell’esistenza di un esercito di jihadisti al cui interno militano centinaia di cittadini britannici. Un esercito che oggi si chiama Is (Islamic State), ieri si chiamava Isis (Islamic State of Iraq and Siria), ieri l’altro Isil (Islamic State of Iraq and Levant) e così via a ritroso fino alla denominazione iniziale di Al-Qaeda, frastagliatasi nel corso degli anni in una miriade di gruppi, sottogruppi affini & associati: diverse etichette ma tutte riconducibili alla nebulosa madre. Era quella nebulosa che l’ex ministro degli esteri britannico Robin Cook definiva così: «Per quanto ne so, Al-Qaeda (parola araba che significa “la base”) era il nome del database della Cia che conteneva l’elenco dei guerriglieri arruolati per combattere i russi in Afghanistan».
Un provvidenziale infarto, un mese dopo, consegnò a un definitivo silenzio ogni possibile imbarazzante replica di Cook. Nel frattempo le legioni di Omar Saeed Sheikh, terrorista coltivato dai servizi inglesimiliziani irregolari si sono ricombinate in decine di scenari di guerra al servizio di qualcuno. Ora, che David Cameron si mostri inorridito per le decapitazioni è più che comprensibile, ma che si mostri stupito per la mostruosa deriva di un suddito di Sua Maestà è quantomeno bizzarro, visto che questo non è il primo “John il boia” che vediamo in azione. Che sia il caso di rinfrescargli la memoria ricordandogli la decapitazione del giornalista americano Daniel Pearl? Era stato rapito il 23 gennaio 2002 nelle strade di Karachi, il suo corpo rinvenuto smembrato in vari pezzi e la testa mozzata esibita a trofeo dal boia. Pearl era stato attirato a Karachi con l’offerta di un’intervista esclusiva, di uno scoop che in realtà era un’imboscata tesagli da Omar Saeed Sheikh, guarda caso un altro britannico.
Nato nel 1973 a Londra da genitori pakistani, nel 1993 aveva abbandonato gli studi in economia per recarsi a combattere in Bosnia. Saeed Sheikh non era solo. Aveva ingrossato le fila di un contingente di jihadisti addestrati in campi pakistani gestiti dal gruppo terroristico “Harkat ul Mujaheddin” (Hum). Venivano poi spediti in Jugoslavia a combattere contro i serbi, come da richiesta dell’amministrazione Clinton e con la complicità dei servizi segreti britannici e americani (lo rivela l’ex deputato e ministro britannico Michael Meacher sul “Guardian” del 10 settembre 2005). Del gruppo facevano parte ben 200 pakistani residenti in Gran Bretagna, fra i quali, appunto, Saeed Sheikh, all’epoca già un astro nascente nella galassia del terrorismo. Anni dopo avrebbe versato 100.000 dollari sul conto di Mohammed Atta, il capo dei dirottatori dell’attentato dell’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle. Un versamento effettuato per conto di Osama bin Laden, penserete. Giusto? No. Era per conto del generale Mahmoud Ahmed, il capo dell’Isi, e cioè quel servizio segreto pakistano che aveva sponsorizzato Mohammed Attai campi di addestramento di “Harkat ul Mujaheddin” (Hum), il gruppo jihadista dal quale Saeed Sheikh era stato reclutato in Bosnia. Curioso, no?
Il reclutamento di immigrati pakistani con passaporto britannico era gestito a Londra da “Al-Muhajiroun”, organizzazione definita il «braccio di reclutamento di Al-Qaeda» da John Loftus, ex ufficiale dell’intelligence americana, ex procuratore generale e noto esperto in materia di contro-terrorismo. Loftus aveva rivelato che “Al-Muhajiroun” era usato dai servizi segreti britannici per assoldare islamisti da spedire a combattere in Bosnia e Kosovo contro i serbi. A “Fox News” dichiarò: «Che ci crediate o meno, l’intelligence britannica ha arruolato militanti di Al-Qaeda per difendere i diritti dei musulmani in Kosovo». Ci crediamo, ci crediamo… L’organizzazione era diretta da Sheikh Omar Bakri Mohammed, invasato predicatore arrivato nel 1986 nella capitale britannica, da dove ha reclutato e seminato odio quasi per un ventennio. Indisturbato, naturalmente. In “Al-Muhajiroun” operava anche Haroon Rashid Aswat, altro fanatico islamista nato e cresciuto in Inghilterra, legato ad Al-Qaeda e… apparentemente reclutato dall’intelligence britannica. Secondo John Loftus era un doppio agente. In seguito sarebbe assurto alla ribalta delle cronache in quanto ritenuto la mente dell’attentato di Londra del Sheikh Omar Bakri Mohammed7 luglio 2005, costato la vita a 52 persone e ufficialmente attribuito a quattro islamisti britannici che ruotavano attorno ad “Al-Muhajiroun”.
Londra, chiamata “Londonistan” per il suo contributo alla diffusione dell’islamismo, pullulava di questi personaggi. A Manchester viveva Abu Anas al Liby, luogotenente libico di Osama bin Laden ed esperto informatico di Al-Qaeda che, dopo aver soggiornato in Sudan fino al 1995 col “principe del terrore”, aveva ottenuto asilo polito in Gran Bretagna nonostante le sue credenziali. Ritenuto implicato negli attentati di Kenya e Tanzania del 1998, che avevano lasciato oltre 200 morti sul terreno, nel maggio del 2000 era svanito nel nulla, non prima però di essere stato arrestato e poi sorprendentemente rilasciato. Secondo la polizia di Manchester mancava la “pistola fumante”. Anas al Liby era in forza al “Libyan Islamic Fighting Group” (Lifg), gruppo terroristico salafita il cui obiettivo era rovesciare il regime di Muhammar Gheddafi, in quanto secolare e, pertanto, reo di apostasia. E qui la storia si fa interessante. Secondo Guillaume Dasquié e Charles Brisard (consigliere quest’ultimo dell’ex presidente francese Jacques Chirac), esperti di intelligence e autori del best-seller “La Verité Interdite”, Anas al Liby sarebbe stato assoldato Abu Anas al Libydall’intelligence britannica per assassinare il Colonnello: un’informazione avuta da David Shayler, un ex agente dell’Mi5.
Londra smentiva, naturalmente, ma nel 2002 il “Guardian” era in grado di fornire nuovi particolari sulla vicenda, inclusi i nomi di altri due agenti britannici coinvolti nel complotto. Conosciamo tutti la naturale “evoluzione” della così detta “primavera araba” in Libia, sfociata nel trionfo dell’islamismo: esecuzioni di massa, massacri e pulizie etniche di cui le varie “Cnn” e “Bbc” non hanno teletrasmesso gli orrori. E sappiamo che, a missione compiuta, i quadri del Lifg si sono spostati in Siria, dove si sono posti alla guida dell’“Esercito Siriano Libero” (Esl), peraltro inizialmente finanziato e armato dallo stesso Lifg. Viste dunque le premesse, risulta quantomeno sospetto il fatto che i vari Cameron, Obama & associati si accorgano solo ora, quando siamo alla vigilia di nuove avventure militari, della reale mostruosità di un fenomeno che esiste da decenni.
Un fenomeno che loro stessi hanno contribuito a creare e lasciato gonfiare, che hanno ignorato, enfatizzato, sponsorizzato e strumentalizzato a fasi alterne per aggredire o destabilizzare: un fenomeno che è sempre stato una tigre da cavalcare. Una tigre che nel corso dei decenni ha cambiato nome e oggi si chiama “Esercito Siriano Libero”, un esercito di “moderati” il cui unico scopo è rovesciare un altro regime secolare, la stessa eterogenea accozzaglia che il presidente Obama avrebbe deciso di appoggiare per fronteggiare la minaccia dell’Isis. Oggi non si sa più nemmeno chi siano, ma si sa che hanno dichiarato un patto di non aggressione proprio con l’Isis. E anche questa è una storia già scritta. Magari firmeranno il loro patto sui cofani dei loro Humvee nuovi di zecca, rigorosamente made in Usa.
(Germana Leoni, “David Cameron, Isis e Londonistan”, da “Megachip” del 20 settembre 2014).

fonte: www.libreidee.org

mercoledì 8 ottobre 2014

l'Italia non ha un piano di sicurezza nucleare a difesa della popolazione


centrale nucleare del Garigliano


di Gianni Lannes


Il rischio atomico - quello più grave al mondo - non è contemplato dallo Stato tricolore, tanto meno dalla Protezione Civile. Eppure nel Belpaese insistono nell’ordine di pericolosità: un arsenale United States of America di ordigni nucleari, nonché unità belliche a propulsione ed armamento nucleare in sosta in una dozzina di porti, cinque centrali nucleari (di cui una militare), depositi di scorie radioattive.  

Il cosiddetto “piano nazionale d'emergenza per le emergenze radiologiche”, approvato con decreto del Presidente del Consiglio del 19 marzo 2010, si limita a «individuare e disciplinare le misure necessarie per fronteggiare gli incidenti che avvengono in impianti nucleari al di fuori del territorio nazionale, tali da richiedere azioni di intervento coordinate a livello nazionale».
  
Il governo italiano ha violato la Convenzione europea di Aarhus e la propria legge statale numero 108/2001, ed ha calpestato l'articolo 32 della Costituzione. L’articolo del decreto legislativo 17 marzo 1995, numero 230, stabilisce:
 
«Obbligo di informazione

  1.  Le  informazioni  previste nella presente sezione devono essere

fornite  alle  popolazioni  definite  all'articolo  128  senza che le

stesse  ne  debbano  fare  richiesta.  Le  informazioni devono essere

accessibili  al  pubblico,  sia in condizioni normali, sia in fase di

preallarme o di emergenza radiologica».

L’Unione europea ha aperto nei confronti dell'Italia la procedura di infrazione numero 2013/2229 per il mancato recepimento entro il termine stabilito del 23 agosto 2013 della direttiva 2011/70/Euratom in materia di sicurezza nucleare. La lettera di messa in mora nei confronti del nostro Paese è stata decisa il 20 novembre 2013 e notificata formalmente al Parlamento dal Ministro pro tempore per le politiche comunitarie. Il termine ultimo era il 4 dicembre 2013. La Commissione europea ha fissato un termine di due mesi (entro il 20 gennaio 2014) per la trasmissione di una risposta da parte delle autorità italiane.

In teoria, il decreto legislativo 4 marzo 2014, numero 45 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2014, numero 71), ha dato attuazione sulla mera carta  alla direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio del 19 luglio 2011. Tale decreto legislativo ha disposto l'istituzione dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione , quale autorità di regolamentazione competente in materia. A tutt’oggi l’ISIN non è operativo. E la Francia, come ha reso noto l’Ispra nell’audizione parlamentare del 30 ottobre 2013, a fronte delle inadempienze italiane, ha sospeso il programma di trattamento delle scorie nucleari italiane.

Non è tutto. A tutt’oggi il governo di Matteo Renzi non risponde a numerosi atti parlamentari, tra cui le seguenti interrogazioni ed interpellanze: 4/02329, 3/00248, 4/01542, 3/00335, 4/00417, 4/02039, 4/00690, 3/00285, 4/01177, 4/01432, 4/01431, 4/01895, 4/00146, 4/02549, 4/00416, 4/04503, 4/05722, 4/03662, 4/01483, 4/02470, 4/06140, 4/04390, 4/01978, 4/05411, 4/01440, 4/05105, 4/06031, 4/05295, 4/01222, 2/00557, 4/05988, 4/01202, 4/01424, 3/00406, 3/00253, 4/00212, 4/00040, 2/00093.

Il trattato di non proliferazione nucleare (TNP) sottoscritto anche da USA e Italia nel 1968, sancisce l'obbligo per l'Italia di non ospitare ordigni nucleari e per gli Stati nucleari, di non dispiegare tali armamenti al di fuori del proprio territorio, nello specifico l'articolo 1 recita: «Ciascuno degli Stati militarmente nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non trasferire a chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ovvero il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente; si impegna inoltre a non assistere, né incoraggiare, né spingere in alcun modo uno Stato militarmente non nucleare a produrre o altrimenti procurarsi armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, ovvero il controllo su tali armi o congegni esplosivi».
Da un avviso pubblicato dall'Ente nazionale per l'assistenza al volo (Enav) si è appreso delle esercitazioni nucleari che si sono svolte sul territorio e nei cieli italiani. Dal 22 ottobre 2013 alla fine dello stesso mese ad Aviano e Ghedi piloti e tecnici delle aeronautiche italiana e di alcuni Paesi Nato si addestrano per prepararsi all'evenienza di una guerra nucleare; Steadfast Noon (letteralmente «mezzogiorno risoluto»): è un'esercitazione di cosiddetto cross-servicing, serve cioè a verificare l'interoperabilità dei mezzi e delle procedure dei reparti aerei dotati di capacità nucleare. Le regole per la manipolazione e la gestione delle armi nucleari sono ovviamente rigorosissime e trattandosi di asset strategici che fanno ultimamente capo agli statunitensi sono sottoposte a continue verifiche sul campo.

La Francia ha preso la decisione di bloccare il trasferimento del combustibile nucleare da riprocessare presso l'impianto di La Hague; la Sogin, la società statale che si occupa dello smantellamento degli impianti, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, alla quale è stata affidato il compito di dismettere le centrali nucleari chiuse dopo il referendum del 1987 ha comunicato che, entro il 31 dicembre, consegnerà all'Ispra e ai Ministeri competenti la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il sito nazionale; in base alla legge numero 368 del 2003 il deposito nazionale avrebbe dovuto essere operativo entro la fine dell’anno 2008.

riferimenti:


http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it /rischi.wp;jsessionid=590AD73EEF8C29DFC2181184A0D4B0B7















 

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.normattiva.it%2Furi-res%2FN2Ls%3Furn%3Anir%3Astato%3Adecreto.legislativo%3A1995%3B230&ei=Y8gzVPmZFsPBPLW9gZAE&usg=AFQjCNFkQ2muJcbHGAfZPlKl6OM0GXWp0g&sig2=VPUmbS3kWVqir97QW8uoiQ




Legge 23 luglio 2009, n. 99: Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia. (GU n. 176 del 31-7-2009 - Suppl. Ordinario n.136)

Decreto Legislativo 20 febbraio 2009, n. 23: Attuazione della direttiva 2006/117/Euratom, relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito. (GU n. 68 del 23-3-2009)
 Deliberazione 18 dicembre 2008: Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Ripartizione dei contributi previsti a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare. (Deliberazione n. 111/2008). (GU n. 70 del 25-3-2009)

Decreto 25 febbraio 2008: 
Ministero dello Sviluppo Economico. Costituzione del gruppo di lavoro per l'individuazione della tipologia, delle procedure e della metodologia di selezione dirette alla realizzazione, su un sito del territorio nazionale, di un centro di servizi tecnologici e di ricerca ad alto livello nel settore dei rifiuti radioattivi. (GU n. 57 del 7-3-2008)

Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 52:
 Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attivita' e delle sorgenti orfane. (G.U. n. 95 del 24-4-2007)

Ordinanza 15 dicembre 2006: 
Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Autorizzazione alla costruzione nel sito Eurex del comune di Saluggia, della cabina elettrica. (GU n. 300 del 28-12-2006)

Ordinanza 15 dicembre 2006:
 Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Autorizzazione alla esecuzione, presso la centrale nucleare del Garigliano delle opere di ristrutturazione edilizia per la costruzione di edificio destinato a deposito temporaneo di rifiuti radioattivi. (GU n. 301 del 29-12-2006)

Deliberazione 31 luglio 2006: 
Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas. Rideterminazione degli oneri conseguenti allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, alla chiusura del ciclo del combustibile e alle attivita' connesse e conseguenti, per l'anno 2006. (Deliberazione n. 174/06). (GU n. 209 del 8-9-2006)
Ordinanza 4 luglio 2006: Commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari. Autorizzazione alla costruzione, presso la Centrale nucleare di Latina, degli edifici «estrazione» e «condizionamento» dei fanghi radioattivi, dell'edificio «cutting facility» nonche' di un deposito temporaneo di rifiuti radioattivi. (GU n. 160 del 12-7-2006)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 febbraio 2006: Linee guida per la pianificazione di emergenza per il trasporto di materie radioattive e fissili, in attuazione dell'articolo 125 del decreto legislativo 17 marzo 1992, n. 230 e successive modifiche ed integrazioni. (GU n. 44 del 22-2-2006)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 febbraio 2006:
 Linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare, in attuazione dell'articolo 124 del decreto legislativo 17 marzo 1992, n. 230 e successive modifiche ed integrazioni. (GU n. 44 del 22-2-2006)

Legge 16 dicembre 2005, n. 282:
 Ratifica ed esecuzione della Convenzione congiunta in materia di sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, fatta a Vienna il 5 settembre 1997. (GU n. 5 del 7-1-2006- Suppl. Ordinario n.3)

Ordinanza 13 dicembre 2005:
 Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Autorizzazione alla costruzione nel sito Eurex del comune di Saluggia, delle opere connesse all'impianto Cemex. (GU n. 302 del 29-12-2005)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2005: Proroga dello stato di emergenza in relazione all'attivita' di smaltimento dei rifiuti radioattivi, dislocati nelle centrali nucleari di Trino, Caorso, Latina, Garigliano e nella piscina di Avogadro in localita' Saluggia, in condizioni di massima sicurezza. (GU n. 59 del 12-3-2005) 

Decreto 2 dicembre 2004: 
Ministero delle Attività Produttive. Indirizzi strategici e operativi alla SOGIN - Societa' gestione impianti nucleari S.p.a., ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. (GU n. 10 del 14-1-2005)

Ordinanza 30 luglio 2004: Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Autorizzazione alla costruzione del Nuovo Parco Serbatoio presso il sito EUREX del Centro Enea, in Saluggia. (GU n. 192 del 17-8-2004)

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 2004: Proroga dello stato di emergenza in relazione all'attivita' di smaltimento dei rifiuti radioattivi dislocati nelle centrali nucleari di Trino, Caorso, Latina, Garigliano e nella piscina di Avogadro in localita' Saluggia, in condizioni di massima sicurezza. (GU n. 111 del 13-5-2004)

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 2004, n. 3355:
 Ulteriori disposizioni urgenti in relazione all'attivita' di smaltimento, in condizioni di massima sicurezza, dei materiali radioattivi dislocati nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio, situati nel territorio delle regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Basilicata, nell'ambito delle iniziative da assumere per la tutela dell'interesse essenziale della sicurezza dello Stato. (GU n. 112 del 14-5-2004)

Disposizione 9 febbraio 2004 n. 10220:
 Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Regolamento per la valorizzazione, lo sviluppo e l'applicazione delle conoscenze dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. (G.U. n.45 del 24-2-2004)

Legge 24 dicembre 2003, n. 368: "Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.". Testo del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 268 del 18 novembre 2003), coordinato con la legge di conversione 24 dicembre 2003, n. 368, (GU n. 6 del 9-1-2004)

Decreto Legge 14 novembre 2003, n.314: Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi. (GU n. 268 del 18-11-2003) - Convertito, con modificazioni, in L. 24 dicembre 2003, n. 368

Ordinanza 12 novembre 2003 n. 14: Commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari. Aggiornamento del "Piano delle attivita' di adeguamento delle misure di protezione fisica e di progressiva riduzione del livello di rischio degli impianti nucleari". (GU n. 271 del 21-11-2003)

Ordinanza 10 novembre 2003 n. 13: Commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari. Piani per la disattivazione degli impianti nucleari. (GU n. 268 del 18-11-2003) 

Legge 31 ottobre 2003, n.332: Ratifica ed esecuzione del Protocollo aggiuntivo dell'Accordo tra la Repubblica d'Austria, il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica Federale di Germania, la Repubblica ellenica, l'Irlanda, la Repubblica italiana, il Granducato di Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica portoghese, il Regno di Spagna, il Regno di Svezia, la Comunita' europea dell'energia atomica (EURATOM) e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) in esecuzione dell'articolo III, paragrafi 1 e 4, del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, con allegati, fatto a Vienna il 22 settembre 1998. (GU n. 276 del 27-11-2003)

Ordinanza 11 settembre 2003 n. 11: Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Aggiornamento del "Piano delle attivita' di adeguamento delle misure di protezione fisica e di progressiva riduzione del livello di rischio degli impianti nucleari". (GU n. 218 del 19-9-2003) 

Legge 24 luglio 2003, n.197: Modifiche ed integrazioni alla legge 15 dicembre 1998, n. 484, concernente il trattato sulla messa a bando totale degli esperimenti nucleari. (GU n. 175 del 30-7-2003) 

Ordinanza 9 luglio 2003 n. 7:
 Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Aggiornamento del piano e programma di dismissione dell'impianto di fabbricazione del combustibile nucleare di proprieta' di FN - Nuove tecnologie e Servizi Avanzati S.p.a. (GU n. 163 del 16-7-2003) 

Ordinanza 11 aprile 2003 n. 5:
 Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Prescrizioni per l'allontanamento dei materiali solidi derivanti dallo smantellamento delle centrali nucleari e degli impianti nucleari di produzione e di ricerca del ciclo del combustibile. (GU n. 98 del 29-4-2003) 

Ordinanza 11 aprile 2003 n. 4:
 Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Piano delle misure preliminari di adeguamento della protezione fisica e delle attivita' finalizzate alla progressiva riduzione del livello di rischio degli impianti nucleari. (GU n. 98 del 29-4-2003)   

Ordinanza 3 aprile 2003 n. 3:
 Commissario Delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Piano delle misure preliminari di adeguamento della protezione fisica ed attivita' finalizzate alla progressiva riduzione del livello di rischio delle centrali e degli impianti nucleari. (GU n. 87 del 14-4-2003) 

Ordinanza 21 marzo 2003 n. 2:
 Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Criteri di protezione fisica delle centrali e degli impianti nucleari. (GU n. 77 del 2-4-2003)   

Ordinanza 21 marzo 2003 n. 1:
 Commissario delegato per la Sicurezza dei Materiali Nucleari. Strutture di supporto.  (GU n. 77 del 2-4-2003) 

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 marzo 2003 n. 3267:
 Disposizioni urgenti in relazione all'attivita' di smaltimento, in condizioni di massima sicurezza, dei materiali radioattivi dislocati nelle centrali nucleari e nei siti di stoccaggio situati sul territorio delle regioni Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Basilicata, nell'ambito delle iniziative da assumere per la tutela dell'interesse essenziale della sicurezza dello Stato. (GU n. 63 del 17-3-2003) 

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2003:
 Dichiarazione dello stato di emergenza in relazione all'attivita' di smaltimento dei rifiuti radioattivi dislocati nelle regioni Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Basilicata e Piemonte, in condizioni di massima sicurezza. (GU n. 59 del 12-3-2003)

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

Ttip: nel regno di Cosmopolis, lo Stato sarà fuorilegge

«Di certo non torneremo indietro. Guarderemo crescere la soglia di povertà da una parte, mentre dall’altra alcuni di noi potranno anche arricchirsi, viaggiare in limousine, guardare il caos fuori dai loro vetri. E dentro, sulle proprie fronti, tutto l’individualismo e la solitudine della contemporaneità. Avranno capito che il lavoro è limitante come lo Stato che una volta lo garantiva. Il capitale, invece – quello poco umano e molto finanziario – dà più sicurezze di arricchimento, è più veloce, più flessibile, più adatto alla propria volontà di potenza». Secondo Nicolas Fabiano, più che gli economisti e i politici sono proprio i visionari, gli scrittori come il Don DeLillo di “Cosmopolis”, a capire meglio i possibili orizzonti dell’umanità. Il libro, illuminato dalla trasposizione cinematografica di David Cronenberg, racconta un giorno poco quotidiano nella vita di un giovane miliardario. Si attraversa il quartiere di una città americana a bordo di un’auto di lusso. Sullo sfondo, il caos: il crollo dei mercati finanziari, la disoccupazione, la soglia sempre più alta tra chi ha e chi non ha. Ci stiamo arrivando, dopo vent’anni di globalismo esasperato.
L’accordo di Marrakech del 1994 segnò l’inizio di un nuovo viaggio per l’umanità, scrive Fabiano nel blog “L’Intellettuale Dissidente”, ricordando la Cosmopolisnascita del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. Fine della guerra fredda e inizio del mondialismo. Dettaglio fondamentale: «Con il Wto in pratica si stabilivano regole “superiorem non recognoscens” rispetto a quelle degli Stati, l’inizio di una fase economica della politica: se una multinazionale americana riteneva la norma di un altro paese ostacolo per i propri prodotti, chiedeva al suo governo di porre la questione al tribunale del Wto». Una possibilità di pressione senza precedenti nella storia. Ma «c’era ancora una presenza, un vaglio dello Stato in questione, seppur assoggettato a un interesse privato qual è quello della multinazionale». Ora, vent’anni dopo, le norme “sfavorevoli al mercato” sono state per buona parte rimosse. «L’Occidente, piegato alla volontà del mercato, aveva fretta di coinvolgere nel Wto anche la Cina: e così, a partire dal 2001, abbiamo aperto la porta a più di un miliardo di persone. Ora ci stiamo accorgendo dei mali di quel vaso di Pandora che vorremmo tanto richiudere».
La globalizzazione selvaggia, continua Fabiano, non ha solo provocato danni irreversibili alle politiche economiche degli Stati. Non sta soltanto erodendo il potere politico esercitato negli ultimi secoli dallo Stato nazionale. Proprio «per la sua vocazione internazionale ed esportatrice», la globalizzazione «sta formando dei vuoti di potere proprio nelle zone del mondo che non si vogliono assoggettare ad essa», come il Medio Oriente. E l’Europa, anziché fare retromarcia, «sta accelerando il mercatismo grazie alla “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, il famigerato Ttip o Trattato Transatlantico per il commercio. Lo sta negoziando a porte chiuse «l’organo più elitario dell’Unione Europea, la Commissione», insieme alle maggiori lobby occidentali, al vertice della finanza (Jp Morgan, Goldman Sachs) e alle grandi corporations, come la Microsoft. E in arrivo il capitalismo terminale: Cronenberg sul set di Cosmopolisle multinazionali potranno farsi giustizia da sole, piegando gli Stati al loro volere.
Il Ttip infatti decreterà «la scomparsa del vaglio dello Stato su richiesta della multinazionale di turno». Con questo trattato, infatti, «le multinazionali potranno fare da sé, aggredendo con cause costosissime i paesi che cercano, o meglio cercavano, di fare protezionismo». Tutto questo ovviamente «avvantaggerà i colossi economici, a discapito dei territori dove sono vissute le piccole medie imprese, le stesse che nel secondo dopoguerra hanno generato benessere in un paese come per esempio il nostro, l’Italia». Ciò che più rammarica, aggiunge Fabiano, «è la totale sconfitta della politica, la quale non conterà più niente: infatti, con la nascita del Ttip vengono messe a repentaglio non solo famiglie e imprese, ma l’idea stessa di Stato. E questa volta in modo definitivo». Il passo successivo non lo conosce ancora nessuno. «Ma il neoliberismo, la recessione degli ultimi anni, l’ossessione politico-economica di mantenere a bada i prezzi fino alla deflazione a discapito dell’occupazione, i pronostici di quest’ultimo trattato tra Europa e America che ci dicono come il Pil avrà una crescita dello 0,01%, fanno presagire il peggio». Giorno per giorno, “Cosmopolis” si avvicina.

fonte: www.libreidee.org

sabato 4 ottobre 2014

il tempo delle donne


Milano, Festival delle donne, tre giorni non stop di incontri dibattiti worshop alla Triennale.
alla mia prima sortita, sabato, vado a sentire una presentazione, le donne sullo schermo, al cinema e in televisione.
discorrono Piera Detassis - giornalista e critica cinematografica, direttrice di Ciak- e Ivan Cotroneo, giornalista, scrittore e sceneggiatore (anche della serie fortunata e da me mai vista "Una mamma imperfetta").
come prima uscita è stata deludente.
domenica invece, almeno in parte, ho recuperato un po' di fiducia.
si parla di cinema e, come temevo, insorge la lamentela vetero-femminista sull'esclusione del sesso femminile.
dopo una carrellata di film d'autore e d'epoca che vedono protagoniste femminili di grande rilevanza seppure in un numero esiguo di pellicole si arriva al panorama cinematografico odierno ed ecco sorgere l'immancabile senso di perdita. le donne si sentono sempre in perdita, in mancanza di. gli altri sono sempre mancanti rispetto a noi, che sia un sintomo isterico ricorrente?
il cinema degli ultimi anni pecca di figure femminili, o meglio, di protagoniste femminili.
pare che il cinema italiano poi sia gravemente colpevole di un'assenza ingiustificata di donne come soggetto principale. il cinema internazionale anche, ma forse con tendenze meno sessiste.
le serie televisive vanno meglio, le donne pullulano, the Good wife va forte, non parliamo di Girls con l'ormai osannata Lena Dunham.
fanno eccezioni pochi film, si cita ovviamente Viaggio sola -di cui guarda guarda Cotroneo è sceneggiatore insieme alla regista Maria Sole Tognazzi- si citano gli attuali Lucy (di Luc Besson con Scarlett Johansson) e Maleficent (protagonista Angelina Jolie).
bene.
o male?
non so com'è ma devo dire che mi sembra che il cinema italiano degli ultimi due anni goda di buona salute. ho visto film molto apprezzabili, storie attori registi e professionalità di lodevole spessore e qui ne ho parlato ogni volta che mi sono entusiasmata. ho visto Anime Nere di Munzi e ho pensato si tratti di un grande film, potente e analitico, espressivo e di forte tensione, sono uscita contenta dal cinema e lo devo dire, non mi sono sentita esclusa o discriminata. ci sono poche registe? ci sono poche protagoniste femminili? dobbiamo pensarci defraudate o semplicemente pensare che contano le storie e la buona qualità? che forse non è un ambito ancora esplorato dalle donne? che non è detto che la figura femminile debba competere in tutto con quella maschile, che debba differenziarsi e trovare gli ambiti, sociali lavorativi espressivi e creativi che più le si addicono? abbiamo Alice Rohrwacher che sta emergendo con grande forza, abbiamo la Tognazzi e la Comencini, ma quel che non abbiamo è necessariamente il sintomo di una esclusione o solo il segno di un interesse che maturerà, forse si o forse no?
se penso ai film citati mi viene da dire che se le donne devo essere rappresentate al cinema in film come Maleficent o Lucy, francamente non mi interessa e posso sopportare di vedere film di mirabile bellezza rinunciando ad essere rappresentata come protagonista principale. 
mi dicono che, insomma, Di Caprio guadagna 50 milioni di dollari a film e la Jolie (peraltro attrice più che mediocre) solo 20. non è che ho pensato povera Jolie, ho pensato che questo mondo gira male se due attori possono portarsi a casa cifre simili, che non basta una vita per spenderle tutte. mi fanno orrore entrambi, e non penso che la Jolie sia una poveretta discriminata per il sesso, non ho ripensamenti femministi in proposito. penso che la Jolie fa un lavoro 20 milioni volte meno rilevante del mio e che guadagna 20 milioni di volte di più. penso che le donne possono sentirsi defraudate se guadagnano meno come medici a parità di competenze, con stipendi che hanno una dignità e una ragionevolezza sociali accettabili. oltre certe cifre non c'è più discriminazione tra i sessi, c'è ingiustizia sociale, e basta. 
penso che La grande bellezza non aveva protagoniste femminili, ed è un film eccelso oltre che di enorme successo, e che la Ferilli, unica ad avere una parte rilevante, ha portato a casa la migliore interpretazione di una carriera non particolarmente qualitativa, diciamocelo, francamente di serie B. posso essere contenta ma non mi sono dannata all'idea che il film avesse Servillo come figura portante, anzi.
sono ancora convinta che quel che conta sia la differenziazione e non la lagna sulla parità in ogni ambito. io non ci tengo a vivere come un maschio, ad aggredire come un maschio, a scopare come un maschio, a competere con i maschi. ci tengo ad essere femmina e me ne faccio anche un vanto.
penso che un  festival così avrebbe potuto avere il pregio di far parlare le donne, usarle come portatrici di un sapere, di una competenza, di una matrice inconfondibile (come peraltro quella maschile), avrei voluto sentire parlare le donne di cinema e di poesia e di lavoro e di relazioni, non di avvertire questo sempiterno sentimento di esclusione che non giova a nessuno. e, in effetti, domenica mi sono ricreduta, ho sentito donne dibattere di famiglie allargate secondo il loro punto di vista, ho sentito leggere testi e poesie, ho sentito Giorgia Fiorio parlare (anche se con un linguaggio a tratti troppo infarcito e quasi irritante) di fotografia. meglio, molto meglio, ma arriverà un giorno in cui non sarà necessario segregarsi in un festival e dire semplicemente quel che si pensa in consessi adeguati e competenti (e succede ormai di prassi di avere presenze femminili in ogni ambito) senza cucirci addosso lo stigma di essere donne. 

fonte: nuovateoria.blogspot.it

la manipolazione del linguaggio è il segreto per il controllo delle masse

“Guerra è pace” ovvero come ti manipolo il linguaggio 
di Piero Cammerinesi

Non è certo un segreto che le guerre dell’età moderna si vincono con le parole prima ancora che con le armi. Il potere e il suo megafono, ovvero i media, hanno da tempo imparato a ‘condensare’ in alcune parole-chiave dei concetti che attivino automaticamente nella popolazione delle reazioni prestabilite. Una sorta d’ipnosi collettiva programmata.


La riduzione di concetti complessi a slogan o parole-chiave è il segreto per il controllo delle masse.

Talvolta - afferma Gustav Le Bon nel suo 'La psicologia delle folle' - le parole più mal definite, sono quelle che fanno più impressione. Come, ad esempio, le parole: democrazia, socialismo, eguaglianza, libertà, ecc il cui senso è così vago che non basterebbero dei grossi volumi a precisarlo. E, tuttavia, alle loro sillabe è unito un magico potere, come se contenessero la soluzione di tutti i problemi. Queste parole sintetizzano diverse aspirazioni incoscienti e la speranza della loro realizzazione. La ragione e la discussione non potrebbero lottare contro certe parole e certe formule...suoni vani, la cui utilità principale è quella di dispensare colui che le adopera dall’obbligo di pensare”[1].

Questa ‘condensazione’ di concetti - come abbiamo visto in maniera inequivocabile negli ultimi anni - ha consentito la completa e magistrale realizzazione della falsificazione della parola. Dalla capacità di evocare magicamente delle reazioni viscerali mediante certeparole-chiave, alla tentazione di alterare - quando non ribaltare - il significato delle parole stesse, il passo è stato breve.


Partiamo dalla parola guerra.

L’asserzione ‘la guerra è pace’ di orwelliana memoria, che settant’anni fa poteva apparire come una stravaganza di un romanzo di fantasy, è divenuta oggi il mantra dei governi quando si tratta di far guerra senza dichiararla e senza aver nulla da temere da parte dell’opinione pubblica. Ecco che una guerra di aggressione, illegale secondo il diritto internazionale, diventa “guerra di liberazione”. Quando, poi, nel Paese che si vuole invadere, vi sono delle particolari situazioni di guerra civile - di fatto create ad arte - che portano a palesi massacri della popolazione, l’aggressione si trasforma, magicamente, in “missione umanitaria”.

Le devastazioni incontrollate di truppe mercenarie addestrate e armate per rovesciare governi legittimamente eletti, che gettano il Mediterraneo nel caos e nella guerra civile, si trasformano, come per incanto, in ‘Primavere arabe’. I soldati che occupano e bombardano Paesi sovrani vengono definiti dai media “truppe alleate”, mentre, per converso, coloro che cercano di difendere il proprio Paese dagli invasori sono, senza mezzi termini, “terroristi”.

Ma veniamo ai giorni nostri, alla nuova ‘Crociata’ contro l’Isis, o sedicente ’Stato Islamico’, e cerchiamo di capirne di più dalle parole e dai progetti di chi questa crociata ha inventato, vale a dire il nostro Premio Nobel per…la Pace, Barak Obama.

La prima domanda che verrebbe da fare - se ancora volessimo dare un senso al termine legalità - è: ma questa guerra è legale?

Quello che salta all’occhio, esaminando gli ultimi statement, veri e propri ‘discorsi alla nazione’ di Obama, è che si è cercato di rendere impossibile - tramite una studiatissima scelta delle parole - la discussione sulla legalità o meno di questa ennesima aggressione a stelle e strisce.

Nell’ultimo statement di martedì 23 Settembre, nel quale ha annunciato le incursioni aeree sulla Siria, il presidente ha evitato qualsiasi riferimento alla propria autorità legale a ordinare questi attacchi, lasciando a un anonimo portavoce della Casa Bianca l’onere di riferire al New York Times che l’autorizzazione per le incursioni in Siria è desumibile dall’Authorization of Use of Military Force (AUMF) del 2001 - che era stato destinato ad Al-Qaida – nonché dalla dichiarazione di guerra del 2002 contro l’Iraq di Saddam Hussein.

Che significa ciò esattamente?

Significa niente di meno che l’autorità legale ottenuta dalla presidenza USA quasi 13 anni fa - finalizzata all’aggressione nei confronti di Al-Qaida o all’invasione dell’Iraq - oggi viene utilizzata per invadere, bombardare, distruggere qualsiasi altro Paese.

Bene, dopo la parola legale, passiamo ad analizzare un’altra parola e l’uso che se ne fa.

È il turno della parola civili.

Ora, il Pentagono comunica di essere certo che non vi siano delle perdite tra i civili, e ciò nonostante alcuni credibili reportage che dimostrano il contrario [2], ma il punto è che la Casa Bianca ha pensato bene di ridefinire la parola civili,[3] in modo da poter annientare chiunque e dovunque con i suoi droni.

Così i civili vivi si trasformano in...militanti morti.

Dovunque un drone annienta gruppi di persone la retorica dei media americani si riempie la bocca della parola militanti.

Ma come è avvenuta questa trasformazione?

Semplicissimo: Obama ha deciso di considerare, nelle zone soggette ad attacchi aerei o di droni - e di conseguenza denominare - tutti i maschi in età di combattere come combattenti o militanti, secondo svariate fonti ufficiali, a meno che “non ci sia una esplicita prova dei servizi di intelligence che dimostri, in modo postumo, la loro innocenza”[4].

Ve li immaginate gli 007 della NSA che vanno a intervistare i morti ammazzati dai droni per sapere se erano civili o militanti?

Ora passiamo alla parola imminente. 

Martedì 23, il nostro Obama ha annunciato anche degli attacchi contro il gruppo Khorasan, una succursale di Al-Qaida secondo lui. Ma chi ne aveva mai sentito parlare? E come si è arrogato l’autorità per aggredirli?

Semplice: grazie alla parola imminente.

Infatti, nelle dichiarazioni del nostro Nobel per la Pace, questi signori stavano pianificando un imminente attacco contro gli Stati Uniti. Imminente è la parola magica; basti ricordare che è la chiave di volta dell’autorizzazione che Obama si è auto-erogato per uccidere qualsiasi persona - anche se cittadino americano - in qualsiasi parte del mondo. Ecco la dichiarazione d’intenti per poter aggredire chiunque e dovunque: “A fronte di qualsiasi imminente minaccia di attacco nei confronti degli Stati Uniti, questi non hanno necessità di avere prove certe che avrà luogo nel prossimo futuro un determinato attacco in particolare nei confronti di cittadini americani[5].

Dunque imminente può significare tutto e niente, come volevasi dimostrare.

Altra parola interessante, che ricorre insistentemente nei proclami della Casa Bianca è truppe di terra.

Ora il presidente, per non urtare la popolazione - che non vuole più vedere i propri figli tornare nei body bag - ha pensato bene di rassicurare la gente che nelle nuove crociate non ci saranno truppe di terra in Iraq o Siria.

Il fatto – non esattamente trascurabile – è che in Iraq le truppe di terra già ci sono con i 1600 - sempre a voler credere ai dati ufficiali - esperti militari presenti sul territorio. Si tratta di truppe scelte inserite nelle élite combattenti irachene o comunque attive nelle incursioni mirate contro i militanti. Come fare per uscire dall’impasse?

Semplice, anche in questo caso; basta cambiare l’accezione di personale combattente.

Ed ecco che, miracolosamente, con la nuova definizione, fresca di conio, il personale combattente resta fuori dal concetto di truppe di terra...

Elementare, Watson!

Per concludere, quando leggete i giornali o guardate i telegiornali,attenzione alle parole.

Tramite il loro uso – e abuso – si manipolano le coscienze e si altera il rapporto concetto-parola che è alla base del pensiero che utilizziamo nella nostra vita.

E se, per rassicurare quelli che ancora hanno qualche sprazzo di autonomia, i media o i governanti affermano che stanno dicendo la verità, beh, allora state certi che hanno già trasformato anche il senso della parola verità.

Scriveva Rudolf Steiner quasi un secolo fa:“Quando si vuole ottenere un determinato risultato nel mondo, risultato che deve rappresentare l'opposto della regolare direzione dell'evoluzione dell'umanità, ebbene, allora gli si dà, per così dire, un nome che significa il contrario.L'umanità deve imparare a non credere ciecamente ai nomi[6].

Guarda guarda, un nome che significa il contrario...dice niente?


Note:
[1] Gustav Le Bon, La psicologia delle folle - http://cronologia.leonardo.it/lebon/indice.htm
[2] http://uk.reuters.com/article/2014/09/23/uk-syria-crisis-qaeda-idUKKCN0HI0NI20140923
[3] http://www.thebureauinvestigates.com/2012/05/29/analysis-how-obama-changed-definition-of-civilian-in-secret-drone-wars/
[4] http://www.salon.com/2012/05/29/militants_media_propaganda/
[5] http://www.theatlantic.com/politics/archive/2013/02/obamas-memo-on-killing-americans-twists-imminent-threat-like-bush/272862/
[6] Rudolf Steiner, conferenza dei Stoccarda del 21 settembre 1920 (O.O.197)

Tratto da Stampa Libera

fonte: ondarevolution.blogspot.it