sabato 4 gennaio 2014

cronaca familiare



« Ma se non si spera più negli uomini e non si spera in Dio?
Si spera ancora in sé stessi, ci si riconosce in quelli che si lasciano. »

(Enrico a Lorenzo)

 è un film del 1962 diretto da Valerio Zurlini, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Vasco Pratolini, vincitore del Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia.
È la storia di due fratelli, interpretati da Marcello Mastroianni e Jacques Perrin, che vengono separati alla morte della mamma, ma che poi vengono riuniti a causa di difficili circostanze familiari.
Descritto come uno dei film "maschili" più commoventi nella storia del cinema, Cronaca familiare riprende molti dei fatti e motivi del romanzo originale di Pratolini. Mastroianni ci presenta una performance piena di sensibilità e ben equilibrata, quale emergente giornalista nella Roma del 1945. Riceve una telefonata che lo informa della morte del fratello Lorenzo (Jacques Perrin). Enrico allora si ricorda dei tempi passati, del loro lungo e difficile rapporto; Enrico cresciuto dalla loro povera ma affettuosa nonna (Sylvie), Lorenzo tirato su come un vero gentiluomo da un ricco aristocratico del luogo, che lo affida al suo maggiordomo. Riuniti a Firenze negli anni trenta, il viziato Lorenzo viene mantenuto da Enrico, quest'ultimo sempre ossessionato da un senso di colpevole responsabilità verso un fratello che ama e odia simultaneamente. Una strana e progressivamente fatale malattia di Lorenzo farà emergere in Enrico tutto il suo profondo attaccamento e amore per il fratello morente.
Bella la fotografia di Giuseppe Rotunno, questo austero capolavoro del cinema italiano è stato riconosciuto come uno dei migliori diretti da Zurlini.

reale o virtuale, ma che senso ha oramai distinguere?


di SASHA PERUGINI
Osservo la timeline di Twitter scorrere: spartito di anime e emozioni. Guardo tutte quelle parole e questi nuovi simboli che la realtà virtuale ha richiesto, là dove le parole non funzionavano o forse intralciavano.
Siamo tutti scrittori. Appurato. I social network sono i nuovi editori. Appurato. La parola pubblicata ha perso potere per cedere il posto a quella virtuale e, soprattutto, alle immagini. Chiaro anche questo. Le vecchie gerarchie del sapere sono frantumate. E gli spocchiosi detentori di egemonie culturali, ancora convinti di avere in tasca il potere della conoscenza, non se li fila più nessuno. Eppure.
Da una parte noto un'euforia collettiva in cui si gioisce di barriere cadute, pur senza mai averne avuto precisa consapevolezza. Dall'altra la parola virtuale, soprattutto in chat, là dove va a colmare sguardi, gesti e odori, si gonfia di aspettative. Si carica di emozioni con un' intensità che la realtà non permetterebbe.
Le non-barriere fanno scivolare nell'intimità, con sé stessi in primis. E questa intimità viene condivisa con il malcelato desiderio di non voler ben sapere chi c'è dall'altra parte a leggere, perché questo altrimenti, implicherebbe intimità. Così gli scambi sui social network, che tanti flirt favoriscono, sono scambi veloci, sincopati, schietti, informali e fondamentalmente più emotivi - a volte persino più sinceri.
La formalità viene meno a favore dell'intensità e di un liberatorio egoismo linguistico. E tra le pieghe di questi nuovi scambi nascono persino "innamoramenti", non meno reali o intensi che nel vissuto fuori dallo schermo. E a poco serve quindi separare reale e virtuale.
fonte: www.huffingtonpost.it

venerdì 3 gennaio 2014

la prima notte di quiete




« Perché la morte è la prima notte di quiete? »

(Spider)

 è un film del 1972 diretto da Valerio Zurlini.

Trama

A bordo di una vecchia Citroen Traction Avant vediamo Daniele Dominici, nuovo supplente del liceo classico, arrivare in una inedita Rimini, uggiosa e invernale. Aspetto perennemente trascurato, un vecchio cappotto color cammello, un maglione a collo alto, la barba leggermente incolta e la sigaretta fra i denti, piuttosto che di un insegnante Dominici ha l'aria di un poeta maledetto. Molti ritengono che in questa parte Delon sia al massimo della sua bellezza fisica.
Nella prima lezione assegna ai ragazzi due tracce a scelta per un tema da svolgere in classe: una di argomento libero ("Parlate di voi stessi"), la seconda di argomento letterario ("Purezza e peccato nel mondo di Alessandro Manzoni"). Una sola alunna, Vanina Abati, preferisce il secondo tema destando la curiosità e l'interesse dell'insegnante, che comincia a corteggiarla, le regala il libro di Stendhal che porta il suo nome e cerca di entrare nella sua vita affascinato anche dal suo atteggiamento sfuggente ed elusivo.
Daniele comincia a frequentare un giro di "vitelloni" di provincia, con i quali trascorre vuote nottate tra droghe, alcool e gioco d'azzardo. Della compagnia fa parte Gerardo Pavani, un piccolo boss locale al quale Vanina è legata da una torbida relazione, e il giovane medico Giorgio, detto Spider, che dietro un'apparenza cinica e superficiale nasconde un animo sensibile e una grande cultura.
All'uscita da scuola, Daniele invita Vanina ad andare con lui a Monterchi: nell'illustrarle la Madonna del parto di Piero della Francesca, il professore si trasfigura animandosi di entusiasmo. Anche Vanina sembra rompere quella patina di malinconia e di indifferenza in cui è solitamente immersa. Sulla via del ritorno, a notte fatta, si baciano con passione: l'incontro è rotto bruscamente quando Vanina vede in distanza l'auto del fidanzato e si allontana bruscamente.
In una delle serate passate in gruppo si festeggia il compleanno di Spider. In discoteca, le coppie ballano annoiate e distratte; Daniele invita Vanina a ballare, ma lei rifiuta. La compagnia finisce a casa di Gerardo, dove qualcuno decide di scaldare l'ambiente proiettando un filmino amatoriale, con Vanina dapprima in immagini innocenti in gita a Venezia, poi nuda, distesa su un letto in una stanza d'albergo. Vanina, sconvolta e risentita, blocca il proiettore e la compagnia, nell'imbarazzo generale, rapidamente si scioglie. Dal giorno dopo Vanina non si ripresenterà più a scuola.
Sempre più attirato dalla ragazza e dal suo mistero, Daniele si reca a casa della madre, una donna crudele e molto ambigua che, dopo averlo invitato a non interessarsi a sua figlia e a non cercarla più, lo congeda minacciandolo. Tornato a casa, subisce una scenata di gelosia da Monica, la donna con cui convive e che viene ritenuta sua moglie e che per lui aveva abbandonato dieci anni prima suo marito.
Spider cerca intanto di sondare il passato di Dominici, oscuro e apparentemente senza radici. Ritrova una vecchia raccolta di poesie firmate da lui e dedicate a un suo amore adolescenziale, finito con il suicidio della ragazza. Nel chiedere a Daniele il perché del titolo di quella raccolta, "La prima notte di quiete" (una frase di Goethe), si sente rispondere che la prima notte di quiete è la morte, perché finalmente si dorme senza sogni.
Dopo qualche tempo, Vanina si rifà viva e Daniele si incontra con lei in una casa vuota sulla spiaggia che l'amico Marcello mette a loro disposizione. Dopo un'intensa notte d'amore, i due vengono sorpresi da Gerardo che, aggredito da Daniele, si vendica svelandogli i trascorsi di Vanina: vittima di una madre sfruttatrice e di amorali "clienti" che pagavano profumatamente per ottenere i favori e il silenzio di una minorenne, Vanina è stata l'amante di tutti gli uomini della compagnia, e anche di qualcuna delle donne. Nonostante questa rivelazione, Daniele è determinato a fuggire con lei. L'accompagna alla stazione e promette di raggiungerla qualche ora dopo in macchina. Intanto si dirige verso casa, dove ha un'ultima animata discussione con Monica, annunciandole la fine della loro relazione.
All'uscita dal solito bar Daniele viene aggredito e picchiato da un uomo, che arriva e fugge alla guida della Lamborghini Miura rossa di Gerardo. Soccorso e rifocillato da Spider e da Marcello, decide di mettersi in viaggio per recarsi da Vanina, prova a chiamare molte volte Monica (indimenticabile la scena della cornetta del telefono staccata accanto a Monica che la guarda camminando nervosamente per la stanza) e decide di tornare indietro temendo di aver provocato il suicidio della donna che non risponde al telefono.
In una corsa disperata nella nebbia, l'impatto con un camion mette fine alla sua vita. Al funerale, assieme alla madre e a uno sparuto gruppo di anziani elegantemente vestiti, vediamo una sola figura conosciuta: è Spider, che ha scoperto che Daniele, ultimo discendente di una nobile famiglia, è il figlio del famoso comandante Dominici, eroe di guerra morto in combattimento a El Alamein.

Curiosità

Scene girate ad Ancona e nella Pieve di Pontemessa (PU) in Val Marecchia, Rimini, Riccione e in altri luoghi della Riviera Romagnola. Il film viene ormai ritenuto un cult degli anni '70 ed è stato restaurato nel 2009.

punto e a capo


mercoledì 1 gennaio 2014

room in Rome



SI PUO' VEDERLO QUI'

si vedrà


affondamento

Fallirà l’Italia e la destra autoritaria conquisterà il sud Europa
Ecco cosa potrebbe succedere nel 2014

Il declassamento dei titoli di stato italiano esploderà nei bilanci delle banche. Senza liquidità, smetteranno di prestare soldi alle imprese. Che inizieranno a fallire in massa. La crisi italiana innescherà un effetto domino in tutto il sud Europa che, in divergenza con gli interessi economici del nord, entreranno nell’area di influenza russo-araba. Mentre il malcontento sociale sempre più diffuso permetterà alla destra autoritaria di affermarsi. Ecco le previsioni per il 2014 del presidente dell’Associazione di Giornalismo Investigativo Leo Reitano.

Italia. Il 2014 sarà l’anno della ripresa, scrive Confindustria. Le istituzioni dell’economia lo dicevano anche a fine del 2012. La realtà è che il Titanic Italia ha già urtato l’iceberg, e mentre lo staff del comandante prova ad evitare il disastro, nei saloni della prima classe si continua ad ascoltare l’orchestrina e blaterare amenità.
Nel 2014 deflagrerà il problema del debito pubblico italiano assorbito per rito nazionalistico dalle banche italiane. Secondo il rapporto di Standard & Poor’s, molte banche italiane avranno problemi di liquidità a causa dell’eccessiva presenza di titoli di stato tra i propri asset, con un crollo drammatico del credito alle imprese e quindi un’ulteriore spirale di fallimenti.
Crescerà la tensione sociale interna e si proporrà il problema dell’esplodere dei movimenti populisti e della crisi di rappresentanza della politica.
Così è prevedibile che il 2014 sia l’anno che segna l’inizio della fine dell’Unione Europea, visto che gli interessi geopolitici e geoeconomici degli stati membri (in particolare dei paesi mediterranei e dei paesi nordeuropei) vanno in direzione divergenti con una Germania (vedasi il rapporto Bundesbank del 2012) sempre più rivolta verso il commercio con i paesi emergenti e con l’occidente anglosassone (in particolare USA e Regno Unito) e con un nord Europa che ormai si sente economicamente, culturalmente e socialmente distante dal sudistan europeo.
Del resto, la politica nei confronti dei paranti poveri meridionali è aggressiva e vocata ad arraffare tutto il possibile prima del crollo. Da una analisi di KPMG del 2012 è emerso un quadro di acquisizione aggressiva di imprese italiane da parte di multinazionali americane, inglesi e francesi. In particolare, si legge nel rapporto, “sono numerosi i “gioielli” della nostra imprenditoria che sono progressivamente passati in mani estere, con l’inevitabile trasferimento dei processi decisionali al di fuori dei nostri confini nazionali”. Segno del fatto che anche all’interno dell’Occidente si è rotto un quadro di equilibri e di alleanze.
In altri termini, l’anno che verrà segnerà l’inizio di cambiamenti epocali e di lungo termine tanto ignorati quanto devastanti. Con l’avvio di un processo di mediorientalizzazione di un sud Europa destinato ad entrare nell’orbita di interessi arabi, russi e cinesi. E con tutto quello che ne può conseguire in termini di qualità della vita democratica in questi paesi.


Ci potremo tranquillamente aspettare un processo sanfedista di restaurazione dei valori propri delle élite più conservatrici e reazionarie (è di pochi giorni fa la legge antiabortista di Rajoy), oltre che di restaurazione delle peggiori prerogative autoritarie con la possibile adozione di norme anti-espatrio (vedi la leggeproposta da Orban in Ungheria), per i profili professionali a maggior qualificazione.
La crisi economica che detonerà nel 2014 sarà la carica di innesco di queste enorme domino reazionario che vedrà affermarsi in Francia, Italia, Grecia, Spagna e forse anche in Portogallo partiti politici reazionari e autoritari con una chiara agenda antisemita, antianglosassone e fortemente regressiva sul piano dei diritti civili (dallo Ius Soli ai diritti delle coppie omosessuali, all’aborto, etc).

In questo quadro, l’Italia rappresenta il punto di svolta: le dimensioni della sua economia e il suo peso politico ed economico sono tali da causare la caduta di tutte le tessere del domino europeo.
In altre parole, se l’Italia cadrà – nella crisi economica prima e nella spirale politica populista che ne conseguirà poi –, con la caduta dell’Italia assisteremo al crollo dell’Unione Europea, che non potrà reggere l’urto di tale crollo (al contrario di come è avvenuto con la Grecia).
Per cui – mentre ascoltiamo l’amabile orchestrina fumando il sigaro e discutendo di vano antiberlusconismo con aria annoiata e mondana – prestiamo orecchie ai rumori della massa ghiacciata a pochi metri dalla nave. La punta del monte di ghiaccio sembra lontana, quasi come un evento esotico e divertente. Ma la base dell’iceberg ha già sfondato la chiglia. Chi può, inizi ad avvicinarsi alle scialuppe.
fonte: www.agoravox.it