domenica 21 giugno 2020

Bizzi: regime Covid, ma Conte ora cadrà per via giudiziaria

Siamo ben oltre la fantascienza, sta succedendo l’incredibile. Orwell fa pensare, è stato veramente profetico. Ma la situazione a cui stiamo andando incontro, ammesso che non cambino gli scenari, va ben oltre quella paventata da Orwell: si va verso una società totalitaria, fondata sulla psico-polizia, sull’eliminazione di ogni dissenso. Una società in cui sarà proibito pensare: sarà vietato. E’ qualcosa di spaventoso. E il distanziamento sociale, che ormai da un punto di vista di sanitario non ha nessun fondamento, fa parte di questa operazione: non vogliono che le persone stiano in contatto tra loro. Sono regole raccapriccianti, che troviamo solo in Italia: è questa, la follia. In Germania, dove hanno avuto un lockdown molto più lieve del nostro, non hanno mai chiuso gli asili nido. Nel resto d’Europa, le scuole sono state riaperte. E mentre tutti i bambini d’Europa stanno andando a scuola in maniera normale, in Italia continuano ancora a parlare di plexiglass fra i banchi: questa è follia criminale, vogliono devastare le menti dei bambini. Io sono padre di una bambina piccola: sono estremamente preoccupato, per il suo futuro. E’ una situazione davvero pericolosa, per la libertà e la democrazia.
La deriva che sta prendendo il governo Conte è spaventosa: si sta andando verso un totalitarismo scientista. E il Covid è servito per accelerare certi piani, che ormai sono venuti allo scoperto. Melinda Gates, nelle sue dichiarazioni, ormai non V per Vendettanasconde più i piani di sterminio che questa gente ha in mente: questi mirano al depopolamento, a una riduzione della popolazione mondiale. Ci proveranno, quindi vanno ostacolati. Ma il problema è che la gente non se ne rende conto. La motivazione? E’ questa: il sistema capitalistico è arrivato a uno stadio tale, per cui anche i popoli sono divenuti superflui. Terribile a dirsi, ma certe élite di potere – dopo aver conquistato tutte le banche mondiali e gli istituti di emissione, e dopo essersi arricchite smisuratamente col signoraggio e l’indebitamento degli Stati – vigliono arrivare a depopolare il mondo per governare su una minoranza, totalmente asservita e schiavizzata, sul modello cinese.
Ci troviamo nel bel mezzo di una vera e propria guerra mondiale asimmetrica, è bene che le persone se ne rendano conto. Sapevo che sarebbe stata scatenata quest’anno: questa è una Psy-Op, finalizzata a progetti molto pericolosi. E’ una guerra combattuta a colpi di armi batteriologiche, a colpi di informazione e di operazioni d’intelligence. Negli Usa, l’avvento di Donald Trump ha messo i bastoni fra le ruote a determinati progetti, che di conseguenza sono stati accelerati. C’è stata un’accelerazione finalizzata a far cadere Trump, e far giocare da certi poteri il tutto per tutto. E l’Italia è nell’occhio di ciclone, di questa grande Psy-Op: in nessun’altra parte del mondo ci sono state analoghe misure repressive, fino alla deriva totalitaria che stiamo vivendo. Al governo ci sono solo personaggi eterodiretti, che in realtà prendono ordini dall’alto. Hanno giocato veramente sporco, e lo sanno. Concordo con Giulio Occhionero: è in Italia, che c’è stata la vera cabina di regia del tentativo di Occhionerodestabilizzare la presidenza Trump (con la fabbricazione di false prove sul Russiagate). E ora, questo che sta avvenendo negli Usa – le inchieste, l’Obamagate e molto altro – è inevitabile che comporti ripercussioni sull’esecutivo italiano.
E’ molto probabile, quindi, che si stia per scatenare un’enorme tempesta giudiziaria, probabilmente eterodiretta dai servizi americani, ma con un effetto diametralmente inverso a quello che ebbe Mani Pulite: Tangentopoli era pilotata dal Deep State, che si servì dell’ex Pci, e la sinistra italiana si prostituì totalmente alla grande finanza internazionale, sposando la causa delle élite che manipolano la politica, determinando la situazione della quale ci troviamo adesso. Io sto seguendo da tempo l’operazione mediatica di Q-Anon; molti, ingenuamente, si aspettano che i marines arrivino ad arrestare Conte, il Papa o chicchessia – cose ovviamente impensabili. E’ chiaro però che questo esecutivo filo-cinese, filo-5G e pilotato dal Bilderberg non è più funzionale alla politica americana: quindi lo stanno cuocendo a fuoco lento. Lo faranno cadere, secondo me, con l’innesco di alcune tempeste giudiziarie, che a mio parere sono imminenti. Secondo la mia interpretazione, l’80-90% della classe politica italiana verrà spazzata via da una tempesta giudiziaria potenzialmente devastante.
Lo stesso scandalo Palamara, che imbarazza una magistratura gravemente compromessa con la politica, è funzionale ad arrivare a una seconda Tangentopoli. E sta tutto procedendo per gradi, secondo un piano stabilito. Evidentemente l’Italia gioca un ruolo-chiave, che sfugge al comune cittadino. Non è solo una questione geopolitica, mediterranea: qui sono in gioco delle forze che stanno al di sopra della politica. Da vent’anni, l’Italia non ha più una politica: tutto quello che avviene nel nostro paese viene deciso a tavolino in altri contesti; poi, semplicemente, quelle decisioni vengono ratificate e attuate (da parlamentari largamente ricattabili). Molti si chiedono perché l’opposizione non contrasti i disegni folli di questo governo. Semplice: non c’è più nessuna opposizione. Lo stipendio dei parlamentari è una goccia nel mare di quello che, effettivamente, buona parte dei parlamentari percepiscono mensilmente, da multinazionali farmaceutiche e organizzazioni internazionali Renzicome la Open Society di Soros. Ci troviamo in una situazione veramente folle. Io ho fatto l’addetto parlamentare, e certe cose le ho viste dall’interno. E’ una realtà raccapricciante, che la gente nemmeno s’immagina.
L’Italia si trova al centro di questa guerra, anche perché c’è stata una serie di scellerate decisioni prese dai nostri governanti – Renzi e Gentiloni, e prima ancora Berlusconi – che hanno spianato la strada affinché l’Italia fosse una sorta di laboratorio sperimentale: per le vaccinazioni, per certe strategie economiche. Purtroppo, ci troviamo quindi ad affrontare una situazione estremamente grave. L’unica via per uscirne potrebbe essere quella giudiziaria. Marco Della Luna, di cui sono editore, nel libro “Le chiavi del potere” (la cui prima edizione venne fatta ritirare dal commercio da Prodi, che lo considerò un libro pericoloso) spiega molto bene quale sia il livello di corruzione della magistratura italiana – e lo dice da avvocato cassazionista. La mia sensazione, anche sulla base di informazioni che ricevo dall’estero, è che stiano preparando l’attivazione di una Procura: una Procura minore (non certo Roma o Milano, che sono estremamente compromesse), che di fatto imbastirà una sorta di nuovo pool Mani Pulite, e le cose prenderanno forma in modo molto rapido. Negli anni Novanta l’accelerazione fu incredibile: quando arrestarono Mario Chiesa, nessuno si immaginava che di lì a pochi mesi i partiti italiani sarebbero stati decapitati. Se sono vere le informazioni che sto ricevendo, è plausibile che possa ripetersi una vicenda analoga.
Quello dell’emergenza Covid, comunque, è uno scenario internazionale che è stato pianificato molto tempo fa, e con una precisione incredibile: persino gli striscioni con la scritta “Andrà tutto bene” erano stati preparati mesi prima, in tutte le lingue del mondo. E’ stata una Psy-Op abilmente pianificata, con il rilascio di un’arma batteriologica: lo dimostrano le intercettazioni divulgate da “Anonymous”, ci sono le prove del fatto che si è trattato di un virus ingegnerizzato in laboratorio, che ha avuto un impatto considerevole, ma che autorevoli esperti hanno dimostrato avere una durata temporale di appena 70 giorni. Però i nostri governanti stanno facendo di tutto per mantenere questa cappa di paura. E la paura è la migliore arma, per certi poteri: quando vai a giocare con la paura della morte, con un nemico invisibile che può essere ovunque (sui vestiti, sul vicino di casa, Posto di blocconell’aria che respiri) si crea uno scenario di terrore. Per non parlare poi degli abusi inauditi e dell’illegittimità del lockdown. L’italiano medio, purtroppo, si è fatto condizionare dalla paura: a partire dall’accettazione dell’esperimento sociale delle mascherine, che sono un simbolo di sottomissione, per vedere fino a che punto gli italiani possono piegarsi senza protestare.
Il 90% dei politici italiani, che sono dei gran cialtroni, non ha capito niente, di quello che è successo. I più si sono semplicemente adeguati, per mantenere la poltrona. Ma in Italia ci sono alcuni personaggi che sapevano tutto fin dall’inizio: già a dicembre, informative dei servizi segreti mettevano in guardia il governo, informandolo del contagio in corso. E il governo non ha fatto niente: l’ultima preoccupazione dell’esecutivo è stata la tutela della salute dei cittadini. Hanno invece potenziato le forze dell’ordine, a partire dal novembre 2019: automezzi, droni, elicotteri, assunzioni di agenti e vigili urbani. Tutte cose che non servivano a tutelare la salute degli italiani, ma solo a rendere efficace il lockdown. L’opposizione? Ripeto: se c’era, dormiva; non è stata fatta nessuna interrogazione parlamentare. A marzo, contattai una senatrice dei 5 Stelle, chiedendo come mai non ci fossero interrogazioni sull’abnorme, improvviso e costosissimo potenziamento delle forze dell’ordine. «E’ un argomento di cui non si può parlare», mi disse.
Ora, i segnali importanti non mancano. Su Twitter, un italoamericano residente negli Usa, che probabilmente fa parte dello staff di Trump, ha scritto che il presidente ha ordinato agli invitati americani di non partecipare agli Stati Generali convocati da Conte. Questa è anche una guerra di propaganda: stanno usando molto i social network. Sono segnali, per dire chiaramente che Conte è arrivato al capolinea. Il 15 giugno, negli Usa, c’è stato un black-out del web: può esser stata una manovra dell’intelligence militare americana, per lanciare un avvertimento ai gestori della telefonia mobile. E’ collassato anche un gestore telefonico collegato a Colao, altro personaggio che sulla scena politica italiana sembra arrivato a fine corsa. Attriti fra Conte e Colao sono stati messi in grande evidenza. Attenzione: mesi fa, era stato annunciato che la riunione del Bilderberg in Nicola Bizziprogramma a Torino sarebbe stata rimandata. Da fonti attendibili ho invece saputo che la riunione si è regolarmente tenuta, dribblando la stampa. Poi semplicemente si sono trasferiti a Villa Pamphili a Roma, l’11 giugno. E se è vero quanto mi hanno riferito, gli unici italiani presenti e formalmente invitati erano John Elkann e Colao (Renzi non c’era).
Le inchieste in corso negli Usa per l’Obamagate devasteranno inevitabilmente la politica italiana, perché l’epicentro del problema è stato qui. Personaggi come Renzi e Gentiloni ora hanno paura. Io sono ottimista: l’ex ambasciatore americano a Roma, socio in affari con Renzi, verrà chiamato nei prossimi giorni a testimoniare alla commissione giustizia del Senato, quindi la questione è partita. A mio parere, l’amministrazione Trump sta cuocendo questo governo a fuoco lento. Questo esecutivo è stato sul punto di cadere ad aprile, ed è probabile che cada adesso, a luglio. Secondo me sarà un’estate molto calda, ci saranno colpi di scena. A livello mondiale, poi, è in atto una vera e propria presa di coscienza della situazione. Si stanno svegliando parecchie forze. Io faccio parte di determinati contesti iniziatici, così riesco a decifrare i simbolismi dietro a certe frasi. Lo stesso intervento di Zangrillo è un messaggio chiaro, anche in ambito massonico: certe fazioni della massoneria italiana stanno cominciando a dire basta, perché questa situazione non è sostenibile. Sono a rischio la libertà e la democrazia, ed è bene che ci sia un cambio di rotta.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate a Fabio Frabetti il 15 giugno 2020 nella diretta web-radio “Border Nights“. Storico indipendente, Bizzi è l’editore di Aurora Boreale. Tra le sue opere più recenti, il volume “Da Eleusi a Firenze” ripercorre le ascendenze iniziatiche “eleusine” del Rinascimento italiano, a partire dalla signoria medicea).

fonte: LIBRE IDEE

Diva - aktogether sessions


DIVA, AKTOGETHER SESSIONS

lunedì 15 giugno 2020

Magaldi: avviso a Conte, in autunno la Rivoluzione Italiana

E bravo “Giuseppi”: non lo sa che gli Stati Generali portano male a chi li convoca, specie se non è esattamente in buona fede? Nel 1789, in Francia, condussero velocemente alla Presa della Bastiglia: oggi il piccolo capo di questo Governo della Paura vuol proprio fare, il prossimo settembre, la stessa fine di Luigi XVI? «Anche noi lo aspetteremo al varco: ma anziché il 14 luglio, anniversario dell’inizio della Rivoluzione Francese, gli daremo tempo per meditare sull’ultimatum che riceverà entro una decina di giorni. Gliene chiederemo conto il 20 settembre, ricorrenza della Breccia di Porta Pia. E se non saremo stati ascoltati, scenderemo in piazza il 5 ottobre: data che ricorda la Marcia delle Donne, quando anche le cittadine francesi nel fatidico 1789 fecero rotta sulla reggia di Versailles per reclamare i loro diritti». Gioca con le date, Gioele Magaldi: ma il titolo del gioco è inequivocabile, si chiama rivoluzione. «Grandi cose accadranno, in questi mesi, dietro le quinte del potere: ci saranno botte da orbi, grazie alle manovre intraprese dalla massoneria progressista». Ma la notizia è un’altra: «Nessuna rivoluzione ha mai avuto successo, senza il determinante contributo del popolo».
«E’ vero, le élite le progettano: ma poi le rivoluzioni le fa la gente, se capisce che deve scendere in strada al momento giusto. Che nel nostro caso si sta rapidamente avvicinando», assicura Magaldi. «Parlo di un riscatto nazionale, civile ed economico: in Milizia Rooseveltianapalio c’è l’Italia, esattamente come nel Risorgimento, di cui il 20 settembre 1870 rappresenta l’epilogo, con la conquista di Roma». Premessa: il presidente del Movimento Roosevelt, entità metapartitica nata nel 2015 per tentare di rimettere insieme i cocci della politica italiana, di massoneria se ne intende. «Il mondo in cui viviamo è stato interamente progettato da massoni: lo Stato diritto, le istituzioni laiche, il suffragio universale. La democrazia non ce l’ha portata la cicogna: è stata un’idea dei massoni che nel ‘700 rovesciarono l’Ancien Régime, in Francia e in America, dando inizio alla modernità politica». Queste cose, Magaldi le ha ricordate nel saggio “Massoni”, edito nel 2014 da Chiarelettere. Un bestseller italiano, trasformatosi in long-seller e – dice l’autore – costato il trono a Giorgio Napolitano, nientemeno, indicato come appartenente alla superloggia “Three Eyes”.
Grande regista, Napolitano, dell’imbarazzante operazione (interamente massonica) che portò il “fratello” Mario Monti a Palazzo Chigi con l’incarico di inguaiare il paese, tagliando la spesa sociale e quindi determinando deliberatamente una crisi terribile, tale da far crollare il gettito fiscale fino a far esplodere il debito pubblico. Obiettivo: rendere l’Italia sempre più debole, facile preda dei suoi avidi “becchini”. Francia e Germania? «Non esattamente: si tratta di gruppi apolidi, supermassonici, che usano in modo cinico le istituzioni – Ue, singoli paesi – per i loro scopi inconfessabili, speculativi e privatistici. E’ un’élite sovranazionale, economicamente neoliberista e politicamente reazionaria, post-democratica». Di fronte a questo, avverte Magaldi, le antiche distinzioni ideali (destra-sinistra) non contano più niente, da quando – archiviate le ideologie – i politici della sinistra si sono rassegnati, proprio come quelli della destra, ad eseguire ordini impartiti dall’alto: Trump e Xi Jinpingdalla stessa élite senza patria che, dagli anni Settanta in poi, ha cominciato a “smontare” la democrazia sociale dei diritti in tutto l’Occidente, attraverso entità paramassoniche come la Trilaterale, fino ad arrivare, oggi, a guardare alla Cina come modello.
Una società autoritaria, quella cinese, basata sulla sorveglianza orwelliana del cittadino-suddito. «Non a caso – fa osservare Magaldi – il disastro Covid è esploso a Wuhan all’indomani della cocente umiliazione inflitta a Xi Jinping dall’unico politico capace di opporsi al dilagare dell’egemonia di Pechino: Donald Trump, oggi infatti assediato dai manifestanti antirazzisti alla vigilia delle elezioni, e alle prese con la drammatica crisi economica indotta dal lockdown, che ha cancellato gli ottimi risultati ottenuti dalla Casa Bianca nel far volare l’economia americana». Beninteso: «Trump farebbe meglio ad ascoltare i manifestanti genuinamente indignati per lo scandalo del razzismo che serpeggia tra i poliziotti statunitensi: una piaga rispetto alla quale, peraltro, lo stesso Barack Obama, primo presidente “nero”, in otto anni non ha fatto assolutamente niente». Ma attenzione: «I manifestanti violenti sono manipolati: imputano assurdamente a Trump la morte di George Floyd».
Ecco perché, aggiunge Magaldi, sarebbe da ciechi non scorgere i manovratori: a loro, del razzismo non importa nulla. «Vogliono solo impedire che Trump venga rieletto, perché ha osato sfidare la loro “creatura”, la Cina, e anche l’opaca Oms foraggiata da Pechino, braccio operativo del “terrorismo sanitario” che ha usato il Covid come un’arma», con obiettivi plurimi: mettere ko l’economia per indebolire i politici, e confiscare – in modo inaudito, in Occidente – le libertà democratiche nelle quali siamo cresciuti. E’ una specie di inferno, quello che si sta spalancando: qualcuno sta cercando di far apparire “normale” il coprifuoco, il distanziamento, la chiusura irreparabile di aziende e negozi. Scenario che in Italia si sta traducendo nella morte civile di interi settori strategici, come il turismo. «E se domani qualcuno si inventa un altro virus, fabbricandolo in Bob Dylanlaboratorio? Che facciamo: richiudiamo tutto?». Il primo a sentire puzza di bruciato è stato Bob Dylan: con la canzone “Murder Most Foul”, il grande cantautore (Premio Nobel per la Letteratura) a fine marzo ha messo in relazione la pandemia – e i “falsi profeti” del vaccino universale – con la cupola di potere che nel 1963 assassinò John Kennedy a Dallas. Addirittura?
Ebbene sì. «Un’unica filiera – dice Magaldi – collega la fine dei Kennedy al manifesto “La crisi della democrazia”, promosso dalla Trilaterale di Kissinger: il primo a sdoganare il regime cinese con l’idea di farne un’alternativa, mostruosa, per un Occidente non più libero, e oggi infatti ricattato dalla paura grazie a un virus “cinese” che, in questo, è ancora più efficace del terrorismo “islamico”, anch’esso coltivato da menti massoniche». Magaldi sa di cosa parla: già “venerabile” della prestigiosa loggia romana Monte Sion del Grande Oriente d’Italia, oggi è il “gran maestro” del Grande Oriente Democratico, circuito massonico progressista collegato con le superlogge sovranazionali più avanzate, sul piano dell’impegno sociale democratico, come la “Thomas Paine”. Altra notizia: a quel circuito appartiene lo stresso Dylan, «massone ultra-progressista, oggi sceso in campo in prima persona perché il pericolo che stiamo correndo è veramente grande: il mondo rischia di non essere più lo stesso, se gli oligarchi avranno mano libera nel gestire l’emergenza Covid a modo loro».
La sensazione è che l’attacco sferrato – l’imposizione del lockdown “cinese”, l’avvento della nuova polizia sanitaria – sia un riflesso di autodifesa, da parte di un’élite che teme di perdere il potere. Parlano da sole le clamorose diserzioni in atto, ai piani alti, tutte annunciate con largo anticipo proprio da Magaldi: Mario Draghi e Christine Lagarde hanno abbandonato il fronte reazionario (dominio finanziario, privatizzazioni) e oggi parlano un’altra lingua, insieme alla stessa dirigenza del Fmi, fino a ieri schierata dalla parte del rigore. «Fine dell’austerity», raccomandò Draghi, a marzo, sul “Financial Times”: se non si inonda Lagarde e Draghil’economia di miliardi a costo zero, che non si trasformino in debito, il nostro sistema produttivo crollerà. «Oggi, gli unici soldi veri che l’Italia sta ricevendo sono quelli della Bce assicurati dalla “sorella” Lagarde», sfidando i falchi tedeschi. E’ così l’importante, l’Italia? Eccome: «Ci crediate o meno, è il luogo in cui si combattono e si combatteranno alcune battaglie decisive per la democrazia e la libertà, per il futuro della globalizzazione», assicura Magaldi.
Spiegazione: fuggita la Gran Bretagna, in Ue – a parte il Belpaese – restano solo due grandi player, Germania e Francia: ma i rigidi assetti politici di Berlino e Parigi non consentono margini di manovra. Che l’Italia fosse l’unico laboratorio possibile, per riformare la governance continentale, lo si era già visto nel 2018, col Parlamento nel caos dopo il voto: il boom dell’incognita 5 Stelle, il Pd umiliato tra le macerie del renzismo (riformatore solo a chiacchiere) e l’impennata della Lega, ad archiviare l’obsoleto centrodestra. Come sarebbe andata a finire lo si capì da subito: «Saranno i mercati a insegnare agli italiani come votare», proclamò l’eurocommissario tedesco Günther Oettinger, «massone reazionario», mentre lo spread saliva prontamente. Poteri forti: «Fu Bankitalia – dice Magaldi – a convincere Mattarella a negare il ministero dell’economia a Paolo Savona, che era lì apposta per provare a cambiare le regole che ci penalizzano da decenni». Il resto è cronaca: lo stesso Salvini la buttò in caciara enfatizzando il problema-migranti, per nascondere il fallimento gialloverde. «Lui e Di Maio dovettero ingoiare il rospo: a loro, Bruxelles non concesse neppure un irrisorio incremento del deficit».
Unico accenno di riforma, l’alleggerimento fiscale vagheggiato dal leghista Armando Siri, messo però fuori gioco da un semplice avviso di garanzia. «Salvini si arrese, staccando la spina». Elezioni? Macché: i 5 Stelle – pur di non perdere la poltrona – si aggrapparono al «partito di Bibbiano», abbracciando uno Zingaretti che, fino a tre giorni prima, giurava: «Mai, con quei populisti». Cambiarono i suonatori, ma non lo spartito: ancora e sempre rigore, vigilato dall’emissario di turno dei soliti poteri (Roberto Gualtieri, Pd, forgiato dall’eterna tecnocrazia di Bruxelles). Obiettivo: tirare a campare, in un’Italia sempre più precaria e impoverita, senza nessuna speranza nell’unica svolta politico-economica ormai drammaticamente indispensabile: la rottamazione della grande bugia neoliberista, del debito pubblico come colpa nazionale. «Il “fratello” Draghi si è ricordato delle sue origini, citando il New Deal di Roosevelt: senza un massiccio intervento statale, l’economia frana nella Contespirale della crisi». E’ la lezione di Keynes, oggi rispolverata dal fronte massonico progressista che si oppone alle restrizioni catastrofiche imposte con l’alibi del Covid, tra le mille opacità della gestione italiana della pandemia più strana e più sospetta della storia. Un disastro, per gli italiani. Ma per “Giuseppi”, una grande occasione.
Il piccolo, oscuro “avvocato del popolo” – mai sentito nominare da nessuno, prima del 2018 – si è trasformato di colpo in mini-dittatore, miracolato dal coronavirus proprio quando il suo governicchio incolore stava per cadere. «Conte ha sbagliato tutto quello che poteva: ha agito in ritardo nel creare zone rosse e ha permesso la grande “fuga” dalla Lombardia contaminata, poi ha chiuso gli italiani in casa facendo crollare l’economia e in più li ha lasciati senza aiuti: c’è ancora chi aspetta la cassa integrazione». Su che pianeta vive, il Conte che l’11 giugno si è stupito di essere accolto in piazza al grido di “buffone”? Ci tiene proprio, a replicare le gesta delle varie Maria Antonietta della storia? Non si era accorto, che l’esasperazione popolare stesse per esplodere? Cattive notizie, per “Giuseppi”: un sondaggio di inizio giugno svela che è Mario Draghi l’italiano che oggi riscuote più fiducia. «Credo che a volte la storia sia sarcastica, ironica, beffarda», commenta Magaldi. «Il Conte che convoca gli Stati Generali, richiamando la Francia del ‘700, non sa che quell’assemblea portò direttamente alla rivoluzione contro chi l’aveva convocata?».
«La storia dell’appello agli Stati Generali non andrà a finire bene nemmeno stavolta», dice Magaldi in web-streaming su YouTube. Una pessima suggestione storica: «Chi li aveva convocati nel 1789 credeva di poter manipolare il popolo, fingendo di concedere una consultazione vasta per il bene collettivo: in realtà si volevano propinare le solite ricette, che non concedevano significative riforme – economiche, politiche e sociali». La storia si ripete? «A un sempre più stralunato Giuseppe Conte (e ai suoi consigliori ancor più stralunati, tanto per le questioni comunicative che per quelle economiche e legislative), quella storia avrebbe dovuto consigliare di scegliersi un altro titolo, per questa convocazione», aggiunge Magaldi. «Ma credo ci sia una Vittorio Colaosorta di “cupio dissolvi”: ognuno persegue il proprio destino – e questo vale anche per Giuseppe Conte e i suoi, che avranno un destino di disfatta. Dunque, se ci sono gli Stati Generali, andranno a finire come nel caso della Rivoluzione Francese. E’ davvero uno scivolone clamoroso: significa quasi attribuirsi in partenza un esito catastrofico, come quello degli Stati Generali parigini».
Magaldi annuncia un ultimatum che il Movimento Roosevelt presenterà a Conte entro una decina di giorni: «Faremo una proposta precisa, facile da attuare in tempi brevissimi, per ognuno degli attuali ministeri: c’è bisogno di sostenere gli italiani, subito, con azioni chiare e immediate». Precisa Magaldi: «Noi siamo laici, non “tribali”: non ci interessa chi fa le cose che servono, l’importante è che le faccia». Conte? «Deve liberarsi – testualmente – di tutte le pervicaci e rapaci cazzate che vengono anche dal piano Colao». Privatizzare quel che ancora ci resta: «Tutte storie già viste, stroncate molto bene da Giulio Sapelli, ottimo economista italiano che tiene alta la fiaccola keynesiana: Sapelli ha ricordato che le proposte di Colao assomigliano alle cose che si insegnano nelle scuole per manager, mal digerite e certamente poco adatte alla realtà concreta». Se il governo si libererà «dalle elaborazioni irrisorie che verranno da questi Stati Generali», tanto meglio: «Non ci sarà bisogno, il 5 ottobre, di scendere in piazza». Il problema è anche come affrontarla, la piazza: Magaldi sta creando la Milizia Rooseveltiana, qualcosa che in Italia non s’è ancora visto.
«Sarà un teatro nonviolento ma fermo, scomodo e inflessibile nel denunciare quello che non va e nel proporre soluzioni ragionevoli». Milizia? Ovvio il riferimento, autoironico, al fascismo delle origini, specularmente capovolto a partire dallo slogan: “Dubitare, disobbedire, osare”, anziché “Credere, obbedire e combattere”. «Mobilitare il popolo è un’operazione complicata, difficile: la maggior parte dei manifestanti sono irrilevanti, nelle loro dimostrazioni di piazza». Magaldi pensa ai Gilet Arancioni di Pappalardo: «I media li sfottono, come se ormai fosse una follia il solo fatto di protestare civilmente. Ma gli obiettivi che indicano – riforme costituzionali, uscita dall’Ue e dalla Nato – richiedono decenni, a prescindere da come li si giudichi». Sul fronte opposto, c’è l’increscioso modello-Sardine: «Molto rumore per nulla: proposte irrisorie se non pericolose I Clintonper la democrazia, come la pretesa della censura sui social per i ministri». Magaldi ha le idee chiare: «Non è più tempo di analisi, ma neppure di manifestazioni inutili: si sfila e si intonano cori, ma non si porta a casa niente. Vedrete: finiranno nel nulla anche le manifestazioni contro Trump».
Da dove deriva, Magaldi, le sue sicurezze? Ovvio, dalle informazioni riservate di cui dispone: il back-office del grande potere, che oggi è spaccato in due. Da una parte il “partito del lockdown” e della polizia sanitaria, dall’altra i partigiani della democrazia. Gli uni hanno usato il sistema-Cina per forzare la mano e deformare l’Occidente, mentre i loro avversari hanno investito sul più impensabile degli alleati – l’orco Donald Trump – per sfrattare dai piani alti i supermassoni “golpisti”, travestiti da democratici. Esempi? I Clinton: Bill ha regalato i pieni poteri a Wall Street, stracciando il Glass-Steagall Act (voluto da Roosevelt mezzo secolo prima) che impediva alla finanza speculativa di mettere in pericolo in risparmio privato. Quanto a Hillary, ha orchestrato le bolle di sapone dei vari Russiagate, obbedendo al “partito della guerra”. Di mezzo c’è stata la strategia della tensione planetaria gestita, secondo Magaldi, dalla superloggia “Hathor Pentalpha” creata dai Bush: roba loro, l’11 Settembre. Bottino: il saccheggio del Medio Oriente, grazie all’alibi del terrorismo islamico.
«Osama Bin Laden – ricorda Magaldi – fu reclutato da Zbigniew Brezisinski in funzione antisovietica ai tempi dell’invasione dell’Afghanistan. Quello che pochi sanno – aggiunge l’autore di “Massoni” – è che Bin Laden fu iniziato alla superloggia “Three Eyes”, la stessa di Brzezinski e Kissinger». Poi i Bush lo dirottarono nella “Hathor”, «che più tardi affiliò anche Abu-Bakr Al Baghdadi, a cui venne dato il compito di mettere in piedi l’Isis, le stragi in Iraq e in Siria, i sanguinosi attentati in Europa». Fu lì, dice sempre Magaldi, che la piramide del potere occulto iniziò a incrinarsi: allo stesso saggio “Massoni”, forte di 6.000 pagine di documenti riservatissimi, hanno contribuito “grandi pentiti” del fronte oligarchico. Massonicamente, Magaldi li comprende: «Se sei consapevole del fatto che è stata la tua organizzazione, a fondare la modernità a colpi di rivoluzioni, un bel I Bushgiorno puoi anche pensare di farne quello che vuoi, del mondo che hai fabbricato». Grave errore: «Noi progressisti li chiamiamo contro-iniziati: hanno tradito l’impegno massonico, che è per il bene di tutti, non di pochi. La loro è una filosofia: si sentono appartenenti a una sorta di “aristocrazia dello spirito”, si credono gli unici autorizzati a decidere i destini dell’umanità».
Per questo, Magaldi li definisce neoaristocratici: «Vorrebbero ereditare il potere assoluto dell’aristocrazia di un tempo, che proprio i massoni abbatterono – in Francia, peraltro, anche con il contributo di elementi della stessa aristocrazia, e persino del clero: le logge del ‘700 erano davvero interclassiste». Discorsi che potrebbero sembrare lunari, non avessimo di fronte un tizio come “Giuseppi”, che qualcuno continua a scambiare per un politico dotato di un qualche spessore, e che ora s’è messo in testa di convocare a settembre gli Stati Generali, come quelli che nel 1789 scavarono la fossa alla corte di Parigi. Magaldi è drasticamente esplicito: «C’è un lavoro possente, condotto ai piani alti: aspettatevi di tutto, nelle prossime settimane». Qualcosa, a dire il vero, s’è già visto: in tempo di pace, non sarebbero mai circolate intercettazioni come quelle che imbarazzano Renzi (i servizi italiani utilizzati per fabbricare prove false contro Trump per il Russiagate) e che travolgono il capo dell’Anm, Palamara, impegnato a trescare col Pd per tagliare le gambe a «quella merda di Salvini», in una palude maleodorante di favori. Ma il bello deve ancora arrivare, assicura Magaldi: crolleranno pezzi interi di establishment.
La partita italiana ha rilievo mondiale, insiste Magaldi: solo da qui si può pensare di scardinare l’attuale euro-sistema, che lascia Conte in mutande e gli italiani in bolletta persino di fronte al Covid. «Il governo va incalzato con proposte che non potrà rifiutare: soluzioni ragionevoli, da attuare subito». Giorno per giorno, gli italiani vedono la reale dimensione del dramma: il Mes è un piccolo imbroglio, il Recovery Fund resta un miraggio. Serve qualcuno che, finalmente, prenda il toro per le corna e pretenda quello che ci spetta: miliardi, per uscire dal coma. E non solo: va sfidato, una volta per tutte, il regime bugiardo dell’austerity. Nessuna legge economica vita di metter mano a una super-spesa pubblica, in tempi di crisi. Occorre agire. Se Gioele Magaldinon ora, quando? «Il 5 ottobre, se Conte non ci avrà ascoltato, scenderà in campo la Milizia Rooseveltiana», annuncia Magaldi. «Le nostre idee devono camminare sulle baionette (nonviolente) della nostra capacità rivoluzionaria, pacifica e gandhiana, che però si esercita in piazza».
«Occorre mobilitare sempre più persone, in modo costante e veemente, che gridino il loro “basta”. Persone accigliate, severe. Persone che non hanno più voglia di ridere, perché c’è poco da ridere. Questo è un momento gravissimo, per le sorti dell’umanità e del popolo italiano». Non è più tempo di blog, non bastano più i video su YouTube, non servono le manifestazioni innocue e velleitarie. Non sono più sufficienti le analisi acute e controcorrente. «Il punto vero è che poi, queste cose, devono diventare azione (nonviolenta), perché solo nell’azione ci si unisce, e si diventa popolo sovrano». L’azione vera – scandisce Magaldi – è quella di chi dice, «di fronte al potere, al popolo e a quei giornalisti che hanno ancora la schiena diritta», quali sono le cose che si potrebbero fare in uno, due o tre mesi. «La soluzione, oggi, non è nell’infinita analisi e nell’infinito racconto: arriva un momento, che è quello dell’azione». Per inciso: mezzo mondo sta osservando l’Italia, che finora ha subito ogni imposizione ma sta cominciando ad agitarsi. Gli Stati Generali a settembre? Brutta storia: per Conte e Colao finirà malissimo, profetizza Magaldi. A una condizione: che a scendere in campo, finalmente, siano gli italiani. Non bastano, le élite democratiche: serve il popolo, per rivoluzionare la governance. Per chi non l’avesse ancora capito: la sgangherata Italia è l’epicentro di questo terremoto mondiale.

(Sul blog del Movimento Roosevelt le dichiarazioni integrali di Magaldi sull’ultimatum a Conte, e sul sito MR la Milizia Rooseveltiana)

fonte: LIBRE IDEE

domenica 7 giugno 2020

col decreto "Rilancio" saremo spiati a norma di legge



Marcello Pamio

Quanti hanno sentito parlare del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)? Eppure dovrebbe interessare tutti visto che si tratta di una cartella che raccoglie i nostri dati sanitari, anche i più sensibili: esami, cartelle cliniche, diagnosi, patologie, farmaci, consenso o diniego alla donazione degli organi, vaccinazioni, ecc.
Stiamo parlando di una vera e propria identità digitale di tipo sanitario!
Questa registrazione non è mai partita nonostante ci abbia provato nel 2012 il governo Monti, e in effetti ad oggi risulta attivato solo dal 20% della popolazione. Troppo poco per chi vuole controllare il paese....
Ma ecco che la psicopandemia casca a fagiuolo e infatti nel Decreto legge “Rilancio” il FSE è stato rilanciato alla grande. D'altronde in piena emergenza non possiamo mica andare a rompere le balle al Sistema con piccoli dettagli come diritti, libertà e ovviamente privacy.
Tutto è scritto nero su bianco nella bozza del Decreto che deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma lo sarà a breve.
Nell'articolo 13 dal titolo: “Misure urgenti in materia di Fascicolo sanitario elettronico” c'è scritto chiaramente che nella cartella digitale saranno inseriti tutti i documenti del sistema sanitario pubblico e anche di quello privato, inoltre “rende disponibile ai FSE i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione degli organi e tessuti; le Anagrafi vaccinali regionali rendono disponibili ai FSE i dati relativi alla situazione vaccinale”.
Avete capito? In un unico file personale sarà riportata vita, morte e miracoli di ognuno di noi, dalle patologie, ai farmaci in uso per arrivare alle scelte terapeutiche e/o vaccinali.
Tecnicamente tutti questi dati saranno a disposizione solo delle autorità sanitarie e del personale medico per superare l'emergenza. Questo è quello che ci dicono e possiamo crederci oppure no. Ma se venissero usati per altri scopi meno nobili, come per esempio nel caso di una seconda ondata di contagi? O per ficcare il naso dentro ai conti delle famiglie? Ebbene sì, un altro passaggio inquietante del Decreto “Rilancio” è infatti l'art.7 Metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione”. Il governo in pratica conferisce al Ministero della Salute la facoltà di trattare e gestire non solo i dati sanitari di ogni cittadino, ma anche quelli “reddituali riferiti all’interessato e al suo nucleo familiare per lo sviluppo di metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione”.
Quali sarebbero queste metodologie predittive? E soprattutto qual è la ratio di un ministero della salute libero di violare i conti e le tasche delle famiglie? Forse per individuare più velocemente le famiglie “indigenti” o quelle che non accettano i protocolli ortodossi; quelle che intraprendono percorsi terapeutici diversi; o peggio ancora quelle che negano l'utilità delle vaccinazioni?
Magari per sottrarre loro i minori?

fonte: DISINFORMAZIONE

domenica 31 maggio 2020

Fani: paura e diffidenza, la mascherina è un rituale magico

«La maschera è sempre negativa: copre una falsità, un inganno, una finzione». Lo ricorda lo scrittore e formatore Maurizio Fani, che è anche psicologo e psicoterapeuta. Le “museruole” che gli ambigui gestori dell’emergenza Covid ci costringono a indossare? Puzzano di rituale collettivo: simboleggiano sottomissione e annullamento della personalità. D’accordo, c’è anche l’elemento medico, precauzionale. Ma in quale misura? L’Oms e lo stesso ministero italiano della sanità ne raccomandano l’uso, alle persone sane, «solo se stanno fornendo assistenza a persone certamente malate di Covid-19, o con sintomi che facciano sospettare la malattia». Molti autorevoli virologi le temono: «Non vanno usate, specialmente in luoghi all’aperto», dice il professor Giulio Tarro, allievo prediletto di Albert Sabin, l’inventore del vaccino contro la poliomielite. «Le mascherine non sono il massimo dell’igiene», avverte Tarro: «Io starei attento nel loro uso, riuso e abuso: e quando arriverà il caldo, sarà bene gettarle via». L’Ordine dei Medici Sportivi di Cagliari – racconta Fani – ha sollevato un problema: un pericolo, la mascherina, per chi pratica attività sportiva.
Sotto sforzo, con la “museruola” che copre naso e bocca, si respira un’overdose di anidride carbonica: si rischia di svenire. «Pensare che la mascherina protegga dal virus, poi, è come credere che un’inferriata alla finestra vieti l’accesso alle zanzare», Mascheratidice il nanopatologo Stefano Montanari. Ma la mascherina, soprattutto, è oramai un simbolo a tutti gli effetti. Lo sostiene uno studioso come Fani, co-autore con Monica Maggio del volume “Il significato segreto delle immagini nei film e nei sogni”, ovvero “La manipolazione individuale dell’essere umano” (Scribo, 2019). In un’articolata analisi sul sito “Petali di Loto“, di Paolo Franceschetti, Fani mette a fuoco il potenziale simbolico della maschera, equiparandolo all’attuale protezione sanitaria anti-contagio. Premessa: tutti i supereroi dei fumetti indossano una maschera, a partire dall’Uomo Mascherato (The Phantom, il “fantasma” creato nel 1936 dallo sceneggiatore Lee Falk e disegnato da Ray Moore. E’ il capostipite dell’eroe in incognito, dalla doppia vita. Poi ecco Devil, L’Uomo Ragno, Kriminal, Satanik e Diabolik. «Tutti soggetti “unici”, che attraverso la maschera manifestavano la loro originalità. Invece l’attuale mascherina serve a uno scopo molto diverso», osserva Fani.
Ma da dove nasce, l’arte di travisare i lineamenti del viso? «L’uso della maschera nasconde un atavico e complesso significato che attraversa ogni comportamento dell’uomo: dalla guerra alla morte, dalla festa alle espressioni artistiche, fino a giungere ai rituali religiosi, magici ed esoterici». Spiega Fani: «Per sua natura, la maschera occulta e nasconde, e cancella ogni emozione», cambiando l’identità di chi la indossa. Nel film “Eyes wide shut”, di Stanley Kubrick, nella scena del rituale orgiastico tutti fanno ricorso alla maschera «per comportarsi più liberamente, in maniera meccanica e animalesca». Lo stesso carnevale, come quello di Venezia – aggiunge Fani – consentiva di dare libero sfogo all’erotismo. Il breve periodo carnascialesco «portava con sé il tema del “rovesciamento” dei rapporti tra le persone: tutto era lecito, ci si poteva abbandonare agli eccessi, i padroni servivano i servi (come nei Saturnali della Roma antica)». In questo modo, «si concedeva al popolo ignorante l’illusione di Eyes Wide Shutessere simile a chi lo comandava». In pratica, «una manipolazione per detenere il consenso». Già allora: maschera, uguale inganno. Ma il peggio, sostiene Fani, è che l’identità di ciascuno non è solo celata agli altri: con la maschera, «diventiamo sconosciuti a noi stessi».
E così, «qualsiasi azione viene “deresponsabilizzata” nell’inconscio dell’individuo, perché lui stesso si cala psichicamente nel personaggio». Secondo lo psicologo, dunque, avviene una trasformazione profonda all’interno di chi si maschera. «Anche gli sciamani e i sacerdoti, calandosi nel mascheramento, si spersonalizzano e diventano ciò che la maschera vuole significare. Chi presiede un rito e impersona un demone o un’entità, attraverso la maschera assume una nuova identità, trasformandosi in ciò che ha evocato». Quest’aspetto, continua Fani, è confermato dalle maschere del teatro classico, cui in passato era stato erroneamente attribuito il potere di amplificare la voce: in realtà «servivano per identificare il personaggio, al di là dall’interprete». La maschera crea un’identità fittizia: lo sanno anche gli antropologi, pensando alla prima maschera funerararia, in selce, rinvenuta sul volto di un probabile Neanderthal vissuto 32.000 anni fa (in quel caso, l’obiettivo è la “rigenerazione” del defunto dopo la morte: e anche qui la maschera denota un cambiamento di personalità). Un espediente “innocente” comunque, se paragonato alle mascherine di oggi.
«Le persone – premette Fani – s’identificano solitamente dai lineamenti del viso, e la maschera impedisce questo riconoscimento, annullando la personalità del soggetto: la maschera fornisce un volto nuovo a quel corpo». Di fatto, il travisamento «struttura anche un pensiero diverso in chi la indossa, e fa in modo che questo nuovo elemento che si è aggiunto interagisca e dialoghi con altri simili nelle stesse condizioni». Il nuovo pensiero s’impone sia all’interno, nel soggetto, che all’esterno, nel rapporto con gli altri. «Si sviluppa così un “effetto rete”, responsabile della nascita di una credenza positiva in quel gesto». Più precisamente, spiega lo psicologo, «si assiste a una de-individualizzazione, con successiva ricostituzione di una nuova psichicità, capace di difendere la nuova posizione oltre ogni riflessione e dubbio». In questo modo «si acquisiscono certezze, non opinioni». Lo vediamo: «Gli individui ne diventano i primi difensori, e i primi accusatori di chi mostra un Bambinopensiero minimamente contrario al loro». La verità è che «stanno semplicemente obbedendo a un ordine psichico, invisibile ma non meno concreto». Come si ottiene questo tipo di manipolazione? «Attraverso tre passaggi: il consumismo, conformismo e “groupthinking”».
Tre modalità di non-pensiero, che «hanno come comune denominatore la funzione “copia & incolla”». L’importante è essere gregge, adeguati agli stili proposti dal sistema. Fino, appunto, all’appiattimento mediocre del pensiero di gruppo, cioè la ricerca del consenso eliminando il conflitto del pensiero critico. Attenzione: «Il fenomeno del “groupthinking” attecchisce in quei contesti sociali in cui i membri di un determinato gruppo evitano di promuovere punti di vista che vadano al di fuori di quella zona confortevole delimitata dal pensiero consensuale. Si deve creare un pensiero comune che permetta al dominio di imporre scelte e decisioni che altrimenti non avrebbe potuto istaurare». Le persone, quindi, «devono restare inevolute, non devono assolutamente mai provare il piacere di pensare con la propria testa». E per raggiungere questo «s’instaura un clima di terrore, fatto di paure, di posti di blocco, lampeggianti, divise, armi e talvolta tanta arroganza». Ed eccoci, appunto, al consenso attorno all’imposizione della mascherina. Maurizio Fani chiama in causa il celebre drammaturgo Alejandro Jodorowsky, teorico della “psicomagia”. «I Maschererituali non sono mai fatti a caso: in qualunque operazione magica, la garanzia di successo è il rispetto del preciso rituale: gesti e parole, abiti, maschere, intonazione della voce, modo di camminare».
Aggiunge Fani: «Il rituale non solo ti mette in rapporto con altri possibili mondi, ma parla all’inconscio di chi ascolta e di chi compie il rito». A chi desidera liberarsi di un problema, Jodorowsky propone un gesto simbolico dall’effetto taumaturgico. Funziona? Sì, risponde Fani, citando una sua esperienza personale: un suo paziente si sentiva vessato dal prestigio del fratello, che in famiglia gli veniva indicato come un semidio da venerare. «Gli ho fatto prendere una fotografia del fratello e gli ho detto che avrebbe dovuto metterla sotto i piedi 5 volte al giorno per una settimana, pensando intensamente che stava camminando sopra di lui e che percepiva il fratello sotto i suoi piedi». Questo ha risolto il problema interiore, secondo la lezione di Jodorowsky. «Sono atti poetici, teatrali, ricchi di emozione e di simbologie, che smuovono forze sopite e spesso inconsce, che la persona non credeva di avere». Compiere dei rituali – insiste Fani – incide profondamente sia sulla psiche sia sulla realtà. Attenti, quindi, alle mascherine anti-Covid: oltre a farci respirare male e a nasconderci il volto, inibiscono lo scambio verbale e aumentano a diffidenza reciproca.
«Qualcuno la chiama “museruola”, come quella messa ai cani di grossa taglia. Ed è vero: è un tentativo per addomesticare quei pochi neuroni che ancora la massa possiede, per realizzare dei neuro-schiavi a tutti gli effetti». Occhio alla maschera: «Si tratta di uno strumento magico per eccellenza». Il potere fondato sul dominio «fa credere che la magia sia il Mago Otelma, Silvan, Vanna Marchi: tutti fenomeni di costume». In realtà, scrive Fani, «chi tira le fila sa benissimo che cos’è la magia, e come si opera». Secondo lo psicologo, quindi, quella in atto «è una “operazione magica” su tutti i fronti, tesa a smuovere forze imponenti e a minimizzare ogni tipo di reazione, incanalandola in percorsi mentali di totale accettazione, senza alcuna possibilità di porsi delle domande sull’effettiva validità di tutte le misure poste in atto». In sostanza: «Infondere paura, terrore, per condizionare la risposta attesa. Impedire ogni possibile reazione che distolga la mandria (poco) umana dal correre Maurizio Faniciecamente verso il precipizio, per immolarsi a un bieco desiderio di potere egemone e totalitario». Per fortuna, chiosa Fani, nessuno – nella storia del mondo – è mai riuscito a prendere completamente il potere. E anche questa volta, assicura, finirà così.
Certo, nel frattempo «passeranno diversi anni nei quali tutti noi avremo la grande opportunità di crescere, superando difficoltà inaudite». L’importante, dice lo studioso, è iniziare a mettere in gioco strumenti nuovi, interiori e sociali, più adatti a fronteggiare questa emergenza: vivere in modo più sano, selezionare gli amici. Il momento è cruciale, di portata storica: «Siamo di fronte a una “speciazione”, cioè alla nascita di una nuova specie, che si distaccherà da quella precedente» e lo farà «in malo modo, fino a configgere apertamente». L’avanguardia della nuova umanità punta ad un “nuovo rinascimento”, abbandonando definitivamente «quel consenso robotico, inumano, alieno e mostruoso che contraddistingue la maggioranza». Fondamentale, per Fani, «stringersi intorno a persone che dimostrino il coraggio di esistere e che siano indifferenti alle lusinghe del potere e del dominio». Molti, certo, si vendono: «Si prostituiscono, per uno sputo di visibilità mediatica: sono schiavi obbedienti, e schiavi restano». Sono loro, “i molti”, «quelli che hanno contribuito a questo sfacelo». Secondo Fani, a vincere saranno le avanguardie coraggiose: «Saranno proprio quei pochi, a scrivere la storia», magari cominciando con un gesto: rifiutare di indossare la mascherina, sapendo cosa nasconde davvero.

fonte: LIBRE IDEE

sabato 16 maggio 2020

è questa la scuola che volete per i vostri figli?



Marcello Pamio

Tutti i genitori e gli insegnanti si stanno chiedendo come sarà la SarScuola 2.0, cioè la scuola post Covid?
A settembre, subito dopo l'estate e prima di ottobre quindi prima dell'inizio della più devastante crisi economica dal 1929 ad oggi, come ci si dovrà comportare a scuola?
Mascherine, bandane, disinfettanti, segnaletica stradale per le distanze, braccialetto vibrante e scariche elettriche per i mocciosi che non rispetteranno le regole, ecc.
E tutto il resto? I tavoli, banchi, tablet, la mensa e i giochi?
Uno spunto di riflessione ci arriva dalle classi francesi che hanno riaperto i battenti.
Et voilà…


Nel banchi anti-Covid il bambino è protetto e non potrà più copiare dal vicino!
Giochi all'aperto sì, ma tutti distanziati
In fila indiana mantenendo sempre almeno un metro dal compagno
E' veramente questo l'abominio che volete per i vostri figli? Possiamo chiamare "scuola" una simile condizione carceraria totalmente disumanizzante?
Automi che non si potranno toccare, accarezzare, dare sberle e ceffoni agli amici.
Automi che giocheranno distanziati, mangiando da soli come cani randagi.
Più che scuola sembra una fabbrica che trasforma i bambini in adulti frustrati e manipolabili.
Non c'è nessuno che si scandalizzi? Ma dove sono gli educatori? Dove sono i pedagogisti? Dove si nascondono medici e psicologi?

PS: ringrazio per le foto Educazione Parentale Homeschooling

fonte: DISINFORMAZIONE